Mi stanno insegnando a essere positiva, a smetterla di aspettare le cose belle e dare per scontato che queste prima o poi accadranno. Perché se dai per scontato qualcosa non importa se accade o meno, se accade bene, se non accade non ci fai troppo caso perché intanto è già successo altro. Se invece aspetti passi il tempo in attesa, e ad aspettare ti martori e ti torturi.
Questo concetto lo applichi anche agli obiettivi che ti prefiggi: dai per scontato che ce la farai.
Visualizzi il tuo obiettivo, il momento in cui l'hai raggiunto, tutta la felicità che proverai quando ormai sarai al traguardo e il tuo subconscio farà il modo di arrivarci. Perché va bene organizzare il percorso ma rimuginarci no. Visualizza la meta, un giorno sarai lì.
Il mio problema? La pazienza.
Sono sempre stata un tipo impaziente, non so perché. Le cose le ho sempre volute tutte subito e mi stufavo in fretta di tutto ciò che diventava troppo lungo da fare per vedere il risultato finale.
Ecco così saltare la carriera artistica, che li avete visti certi fondali di certi fumetti, quanti dettagli che c'hanno?
Andata la programmazione informatica, che prima di riuscire a vedere il risultato di qualcosa devi programmare tre mesi.
Andato lo sport, che sì bello, ma se non vedo i risultati subito mi scoccio.
Andate un mucchio di cose e a un certo punto pure la scrittura (questo blog, il sito personale, etc...).
Sto cercando di recuperare.
Ad esempio vado in piscina almeno una volta a settimana che, non è per essere sportiva, ma ho già 27 anni se mi lascio andare arrivo a 40 che ho il fisico di un fumatore senza aver mai toccato una sigaretta.
Ho un progetto lì sul tavolo, a cui dedico almeno un pensiero una volta al giorno e mi sforzo ogni tanto di ricordamelo nelle mie visualizzazioni. Intanto compro libri, cerco link e spero che un giorno la faccia del mio protagonista mi si pari davanti fissa e ferma, statica come un sasso.
E poi c'è lui.
C'è sempre un lui, che pensavate? E' il cliché più banale del mondo mica potevo sfuggirgli.
Lui occupa ormai il 98% delle mie visualizzazioni.
Ogni tanto cerco di smettere, perché mi si comprime lo stomaco e poi mangio poco o male o tutt'e due.
Che sì, io posso dare per scontato che in realtà lui sia già il mio uomo solo che non è stato ancora informato, ma quando mi dicono che oggi e domani non ci sarebbe stato perché una sua "amica" conosciuta in Cecoslovacchia veniva a trovarlo la depressione ribussa alla porta.
Però cerco di pensare positivo: ho un gran fisico (ebbene sì), il mio "nuovo" ruolo lavorativo piace ai miei colleghi e fin'ora invece delle previste resistenze ho trovato supporto, sono in grado di farlo e sta pure tornando il caldo che mi permetterà di indossare gonne, pantaloncini e vestiti corti fino a ottobre.
Ora, se da qualche parte mi vendessero un po' di concentrazione potrei pure tornare a prendere a calci la depressione invece di accontentarmi di guardarla dalla finestra. Che sta lì, invitante e magari non la faccio entrare, ma una birra con la tristezza me la merito dai. Mica sono Wonder Woman.
Questo concetto lo applichi anche agli obiettivi che ti prefiggi: dai per scontato che ce la farai.
Visualizzi il tuo obiettivo, il momento in cui l'hai raggiunto, tutta la felicità che proverai quando ormai sarai al traguardo e il tuo subconscio farà il modo di arrivarci. Perché va bene organizzare il percorso ma rimuginarci no. Visualizza la meta, un giorno sarai lì.
Il mio problema? La pazienza.
Sono sempre stata un tipo impaziente, non so perché. Le cose le ho sempre volute tutte subito e mi stufavo in fretta di tutto ciò che diventava troppo lungo da fare per vedere il risultato finale.
Ecco così saltare la carriera artistica, che li avete visti certi fondali di certi fumetti, quanti dettagli che c'hanno?
Andata la programmazione informatica, che prima di riuscire a vedere il risultato di qualcosa devi programmare tre mesi.
Andato lo sport, che sì bello, ma se non vedo i risultati subito mi scoccio.
Andate un mucchio di cose e a un certo punto pure la scrittura (questo blog, il sito personale, etc...).
Sto cercando di recuperare.
Ad esempio vado in piscina almeno una volta a settimana che, non è per essere sportiva, ma ho già 27 anni se mi lascio andare arrivo a 40 che ho il fisico di un fumatore senza aver mai toccato una sigaretta.
Ho un progetto lì sul tavolo, a cui dedico almeno un pensiero una volta al giorno e mi sforzo ogni tanto di ricordamelo nelle mie visualizzazioni. Intanto compro libri, cerco link e spero che un giorno la faccia del mio protagonista mi si pari davanti fissa e ferma, statica come un sasso.
E poi c'è lui.
C'è sempre un lui, che pensavate? E' il cliché più banale del mondo mica potevo sfuggirgli.
Lui occupa ormai il 98% delle mie visualizzazioni.
Ogni tanto cerco di smettere, perché mi si comprime lo stomaco e poi mangio poco o male o tutt'e due.
Che sì, io posso dare per scontato che in realtà lui sia già il mio uomo solo che non è stato ancora informato, ma quando mi dicono che oggi e domani non ci sarebbe stato perché una sua "amica" conosciuta in Cecoslovacchia veniva a trovarlo la depressione ribussa alla porta.
Però cerco di pensare positivo: ho un gran fisico (ebbene sì), il mio "nuovo" ruolo lavorativo piace ai miei colleghi e fin'ora invece delle previste resistenze ho trovato supporto, sono in grado di farlo e sta pure tornando il caldo che mi permetterà di indossare gonne, pantaloncini e vestiti corti fino a ottobre.
Ora, se da qualche parte mi vendessero un po' di concentrazione potrei pure tornare a prendere a calci la depressione invece di accontentarmi di guardarla dalla finestra. Che sta lì, invitante e magari non la faccio entrare, ma una birra con la tristezza me la merito dai. Mica sono Wonder Woman.