giovedì 24 dicembre 2009

 Il mattino dopo lo sfratto...

H: Ma sai che è comodo il tuo letto?
MammaH: Certo che lo so.
H: Se sono questi gli accordi ilFrancese può venire a trovarci quando vuole.
MammaH: Mah!
Alysea: @D
G: o.o

mercoledì 23 dicembre 2009

La sorpresa

*H. e mamma H in macchina verso casa*

MammaH: Alysea ha detto che poi a casa c'è una sorpresa?
H: Sorpresa? Che sorpresa? S'è trovata il moroso?
MammaH: A boh, ha detto che ce lo dice poi stasera.

*a casa H. trova l'allegra sorellina con l'alto, biondo e di poche parole (con noi) moroso francese*

H: Ah! Ma allora era questa, no cioè, questo la sorpesa!
Alysea: Eh sì!
H: Wait a minute, dove dorme?
MammaH: Indovina.
H: Nel mio letto?!
Alysea: Beh?! IlBaro dorme sempre di sopra quando viene.
H: Sì ma quando non ci sei tu!!
Alysea: Beh.
H: Insomma, neanche ho fatto tempo ad arrivare e sono stata sfrattata?
MammaH: E' questa la sorpresa!

Grazie mamma.

martedì 22 dicembre 2009

Guarda sù!

O-oooh It's a white world...
Jingle Bell Jingle Bell Jingle Bell rock!
Let it snow, let it snow, let it snow!

Guarda giù...

Benvenuti a una nuova lezione di inglese con il signor Marrrrrrrone...

lunedì 21 dicembre 2009

E più sento parlare dell'america...

De: "Tu non lo sai, ma quando vai i giro per i quartieri, anche quelli benestanti, ci trovi un sacco di mobili ed elettrodomestici nuovi, che hanno appena sei mesi"
H: "Eh?"
De: "Sì, mio papà ha arredato la nostra prima casa là andando a prendere le cose in strada, ma belli eh, senza un graffio."
Ma: "Sì, lì ogni sei mesi le persone cambiano i mobili"
H: "No cioè, fatemi capire bene: le società di recupero crediti sono fallite tutte una dopo l'altra, perchè le persone non potevano più pagare i mutui sulle case, innescando così una nuova fantastica crisi a catena grazie al fatto che i mutui se li rivendevano tutti allegramente tra di loro e quindi non c'erano più soldi per nessuno, ed è successo perchè quei deficienti cambiavano il mobilio ogni sei mesi e non riuscivano a stare dietro alle rate del mutuo?"
De:"Sì."

Fico.

lunedì 7 dicembre 2009

Fai quello che vuoi, ma non riderci su

Una volta qualcuno mi disse che un popolo che nega la risata ha sicuramente qualcosa che non va, ed è meglio starci alla larga.
La riflessione per questo post mi viene dal gruppetto Facebook L'iceberg aveva la precedenza. Stupido, divertente e con i soliti contestatori moralisti.
Mi sono beccata un bel "Va a cagare" e un "Spero che tutta la tua famiglia crepi su una nave in mare" che, fino al va a cagare semplice e schietto, ci stavo ancora, metodo infantile per rispondere a un dibattito, ma ok, il secondo... beh, arrivare ad augurare la morte di persone che non centrano niente solo perchè ho espresso la mia opinione è piuttosto inquietante.

Ora, prima di attirare  qualche moralistone in fase pre-trollaggio, sono piuttosto consapevole che il Titanic è stata una tragedia, una tragedia sociale. La tragedia c'è stata per due motivi:
1. l'assoluta imbecillità del capitano e del produttore della nave che, per riuscire a dimostrare quanto erano stati bravi a costruire quella nave, l'hanno lanciata a tutta velocità ignorando tutti i messaggi di allerta sugli iceberg nonostante non fossero di certo nella stagione in cui potevano permetterselo
2. l'assoluta imbecillità dei progettatori che quando hanno fatto il conteggio per mettere su le scialuppe e hanno guardato i disegni hanno detto: "sono troppe! sono così antiestetiche! togliemone un po', tanto è una nave inaffondabile!"

Insomma, la colpa è stata, prevedibilmente e banalmente, colpa dell'arroganza umana (per la cronaca, non saranno e non sono di certo state, le ultime vittime di questo adorabile lato del nostro carattere).

Che sia stata una tragedia immane, non lo nega nessuno, ma il meccanismo per cui dalle tragedie immani puoi scriverci film e farne un sacco di soldi, ma non puoi riderci sopra dopo un secolo, due film, milioni di dollari di incassi, due carriere attoriali confermate, Oscar e successi per effetti speciale, regia e recitazione, gadget e migliaia di adolescenti che sono andate anche dieci volte al cinema solo per vedere la parte in cui lui muore per permettere a lei di salvarsi, non lo capisco. Ehi, vorrei sottolineare LUI muore, non I PASSEGGERI DEL TITANIC MUOIONO. L'unico motivo per cui il film ha incassato, è la storia d'amore impossibile alla Romeo and Juliet, non di certo il Titanic.

Ora, mica penserete che quel film sia stato fatto per raccontare a tutti quale immagine tragedia fu il Titanic, vero?
C'è un solo motivo per cui film, telefilm e media vari vengono prodotti: soldi.
I soldi muovono il mondo, non la morale e la cultura, e i due i film del Titanic sono stati fatti per un solo motivo: sapevano che ci avrebbero fatto un sacco di soldi. E perché avrebbero fatto un sacco di soldi? Perchè le tragedie ci piacciono. Che sia maschietti o maschiacci come me, che sono andati a vedere il film solo perché l'effetto speciale dell'affondamento prometteva emozioni grandiose o perchè le storie d'amore contrastate sul fondo di una tragedia sono il massimo a cui aspirate perun film

giovedì 3 dicembre 2009

Il classico piatto d'argento

Liviux: A me mi invitano a pranzo e poi se ne vanno senza di me.
C: Chiediti perché.

lunedì 30 novembre 2009

Quando proprio la regola del rispetto proprio non se la meritano

C'era una volta una tettoia.
Questa tettoia ci venne imprestata fin dal primo giorno che ci trasferimmo nell'orrida e adombrata Varzo. I suoi proprietari avevano già un garage, adiacente alla tettoia e non gli serviva.
Il Mario e la Bruna erano molto gentili e quando morirono Anna l'ereditiera, che era brava e gentile quanto loro, ce la lasciò in prestito.
Anna ha due figli, uno con un'Ape e uno con una macchina. L'Ape viene tranquillamente parcheggiata sotto al garage, che tanto la curva è grande e l'Ape piccola. La macchina in cima alla salita, davanti al garage degli altri vicini e al sentiero che porta alle nostre case. Ai vicini la macchina non ha mai dato fastidio.
Stavamo tranquilli e nessuno si lamentava.
Caro vecchio arteriosclerotico che non abiti nemmeno lì, non saluti mai mia madre e hai deciso di dare sfogo alle tue placche acide, grazie per essertela presa con Igor. La sua macchina non dava fastidio a nessuno, né a noi che passavamo dal sentiero, né ai vicini che riuscivano comunque a uscire dal garage. Ma a te, in quelle due volte l'anno che passi di lì con la cariola sì, e tanto hai rotto tanto hai fatto, che ora Igor lì, la macchina, non ce la può più parcheggiare. Come quel ragazzino che parcheggia la vespa in strada per lo stesso motivo.
Ora Igor è sotto la nostra tettoia e mia mamma deve parcheggiare sotto casa. Sotto casa significa arrivare fino alla tettoia e poi scendere fino alla curva, tutti i giorni. Oppure, scendere dal prato, attraverso il cancelletto arrugginito e sgangherato, in discesa e con l'erba alta in mezzo al fango, rischiando di spaccarsi l'osso del collo.
E ogni volta che piove o nevicano dieci centimetri, spalare la neve o metterla in mezzo alla strada, perché lì noi ci potevamo parcheggiare solo la jeep e inserendo le quattro ruote motrici che la Matiz non ha, rischiando ovviamente che uno dei deficienti che così proficuamente continuate a procreare, entri in curva spianato inculandoci la macchina mentre stiamo parcheggiando.
Mia madre ha 52 anni.
Ora dobbiamo spendere soldi, costruirci un parcheggio, livellarlo, metterci ghiaia, in un periodo che i soldi e il tempo non abbondano per niente.
Quando i tre bypass cederanno, avrò a malapena tristezza per Simona, che ti chiama nonno anche se non lo sei e ricordando com'era Simona da bambina, devo dire che quel nonno non te lo meriti proprio.
Vecchio stronzo.

lunedì 23 novembre 2009

Albero Genealogico Musicale

Mia mamma ascoltava gli Emerson e si trovava bene con mia sorella che sparava gli Him a tutto volume sul pc  o.ò
Mio papà Nomadi e Jethro Tull ¬_¬

Io sono affetta da Abba Mania ù.ù

venerdì 6 novembre 2009

6 Novembre 1990

Comunque diciannove anni fa, pressapoco a quest'ora, nasceva un gamberetto.
Sì un gamberetto. Io avevo sei anni e la guardavo dalla porta della stanza dove la stavano ripulendo un po' assieme a un altro gamberettino urlante e ho pensato: sembra un gamberetto.
Era proprio un gamberetto, urlava, scalciava ed era rosso. Capitemi, ero cresciuta a Disney. Però era il mio gamberetto, ed erano tre anni che lo aspettavo. La gestazione umana più lunga della storia. Le mie vecchie maestre delle materne, a furia di sentirmi dire per tutti i tre anni che mi hanno avuta: "Lo sai che la mia mamma aspetta una sorellina?" non ci credevano mica la volta in cui l'ho detto sul serio. Glie l'ha dovuto confermare mia mamma.

Le ho anche scelto il nome, cosa che non mi perdona. La colpa in realtà era di una delle mie maestre delle materne. Adoravo tutte le mie maestre ma lei era quella col nome più bello, penso che se l'avessi chiamata Rosa Maria o Giusi mi avrebbe soffocato nel sonno appena raggiunta la forza fisica necessaria (ma comunque mamma non me l'avrebbe permesso). Ma a me Anna piace, è un bel nome ed è pure palindromo e le si addice pure.

Io ero così contenta che quel giorno volli andare comunque a scuola e dire a tutti che ero l'orgogliosa sorella maggiore di un gamberetto con gli occhi azzurri.
Che poi sarebbe rimasta pure bionda.
Che ha il mio stesso gruppo sanguigno, ugualeuguale.
E pure il segno zodiacale.
Che abbiamo tutte e due una foto scattata in montagna con gli stessi vestitini e nello stesso punto e solo mia mamma sa dirci quale sono io e quale è lei.
Che se l'avessimo lasciata fare io ora sarei calva e con un alluce in meno.
Che da piccola era decisamente più calma di me, poi ha capito che non era il caso e non l'ha più tenuta nessuno. Che una volta le piaceva il rosso.
Che miagola e fa le fusa, ma per davvero con la gola.
Che in realtà la volevo doppia e per fortuna mia mamma aveva esaurito gli ormoni propinatole per tutta l'adolescenza con me e ne è venuta fuori una sola (miracolo che io sia venuta fuori da sola...) che averne due impazzivamo però avremmo anche riso il doppio.
Che è la più furba di tutta la famiglia messa insieme e infatti studia già Arte in Francia e se uno di quegli scemi che abitano da noi le chiedono se poi tornerà o perchè non ha iniziato prima quà li guarda con commiserazione, ma per bontà sua, che se no li guarderebbe come se fossero gli idioti che sono ma tanto loro non capiscono lo stesso e quindi di solito li guarda come se fossero idioti.

Che insomma mi manca tanto e anche se in realtà siamo cresciute separate da quando lei aveva sette anni perchè io non sopportavo più di vivere in quel posto del piffero, le voglio un bene dell'anima e quando torno a casa adesso sembra sempre ne manchi un pezzo (troppo silenzio! dacci un file audio da tenere acceso così abbiamo l'illusione che ci sei!).

Buon compleanno piccola =)
Crocifissioni

Ho questo ricordo chiaro di me, bambina. Un momento breve, sulla salita che portava alla scuola. Eravamo usciti. C'era il sole e io non avevo ancora compiuto gli otto anni, ma ero in terza. E L., la bambina che decise che sarei stata il suo schiavetto personale, volente o dolente, mi disse: "Ma come fai a non sapere chi è Gesù?".

C'è gente che pensa che i bambini siano innocenti. Che non sappiano cos'è l'odio, la derisione, la crudeltà... sbagliato, sono le cose che conoscono meglio in assoluto, per questo gli esseri umani sono una razza che fondamentalmente fa schifo. L'amore, il rispetto per il prossimo, la tolleranza... sono cose che si imparano, tutto il resto è innato (si chiama evoluzione ed eredità ancestrale). L, credetemi, le aveva in quantità tale da poter dire che erano un dono.
Io ero una povera deficiente che quando in prima elementare era tormentata da un bambino è stato suo padre a dirle di tirargli un pugno, che lei poverina proprio non ci arrivava. E quando mi dissero questa cosa, il pugno e il mio conseguente momento di gloria (perchè effettivamente smise) me li ero già dimenticati (madre natura mi avrebbe già fatto mangiare da un lupo...).

Essendo decisamente priva di malizia e di tutte quelle caratteristiche che fanno di una femmina tale, ero già destinata al ruolo di scemo del villaggio/capro espiratorio (in realtà ce n'era più di uno, che si annoiavano ogni tanto povere stelle), aggiungendoci la mia non natività al luogo ne ero pure confermata. Avrei potuto evitarla se alla presentazione di classe non mi fossi dimenticata di dire che una bambina la conoscevo già (ne conoscevo diverse e nell'agitazione una me la sono dimentica... quella sbagliata... e a otto anni, anche se chiedi scusa non risolvi una sega). Quando ingenuamente dissi che non sapevo chi era Gesù...

Cioè, mamma, papà, ma proprio così impreparata mi ci dovevate buttare nel mondo?

(E ancora che non dissi che non ero battezzata.... non lo sapevo...)

Quell'anno il crocifisso in classe assunse un significato. Brutto.
Quando alzavo lo sguardo sopra la maestra cattiva (una era cattiva, una menefreghista e l'altra non me la ricordo perciò doveva essere normale) sentivo le peggio cose: imposizione sociale, derisione, inadeguatezza, rabbia, delusione, odio, ipocrisia... tutto lo scibile delle sensazioni peggiori. Che io, piccola bambina ingenua, ho pure pensato che credere fosse un dovere... e per due mesi stavo nel lettino a mani giunte e mi immaginavo enormi parole colorate (cioè, "preghiera") che salivano fino a Dio, che le leggeva contento e quindi mi avrebbe aiutato un pochino.
A otto anni, la mia fede autonoma è durata esattamente due mesi. Nemmeno a una bambina di otto anni riesci a far credere che se si rivolgerà a Dio la sua vita migliorerà. La mia non lo faceva, quindi come poteva essere vero?

Quindi io della sentenza sono contenta. Perchè se eviterà anche a un solo bambino di dover passare quello che passavo io, a sentire quello che sentivo io, per colpa della sua presenza in classe, allora è una sentenza buona.

Tutti i fondamentalisti bigotti violenti possono andare a fanculo, in primis quelli che si mettono sopra gli islamici, che i fondamentalisti sono tutti uguali e meritano tutti di fare la stessa fine: morire da soli consapevoli che è colpa è solo loro.




A scuola ci vai per studiare. Tutto cioè che riguarda credenze popolari soggettive, deve starne fuori.
Che se proprio vogliamo dirla tutta, questi il crocifisso in classe lo vogliono perchè hanno paura di dimenticarsi della sua esistenza. Nel resto del mondo, dove credono davvero, non ne sentono la necessità... chissà perchè!

giovedì 5 novembre 2009

In sospeso

Quando io lavoro, capita che mi concentro (sì, pure io ci riesco).
Cioè, già solitamente nella mia esistenza (grammatica rulez!), che io leggessi/guardassi telefilm/stessi al computer, entravo in uno stato di trance per cui tutto il resto del mondo avrebbe anche potuto esplodere, che manco me ne sarei accorta (i miei familiari e amici nooooooooo non ne hanno maaaaai approfittato, bastardi).
Ora che ci lavoro pure sul pc, non faccio eccezione. Quindi ogni tanto capita che mi riattivino i sensori esterni di colpo, e mi trovo in mezzo a pezzi discorsi come questo:

"... e ma è il tipico comportamento di chi ha il pene piccolo."
"Ah chiaro, l'invidia del pene."

Dopo di chè, il discorso finisce  (perchè io ho la peculiarità di rendermi conto dell'esistenza del resto del mondo solo  quando questo ha chiuso un discorso...)

E così ora sono con l'interrogativo di chi sia sto tizio, se lo vedrò e se ha effettivamente il pene piccolo e di come sia stata appurata sta cosa.

Il motivo per cui in ufficio si parla dei peni altrui mi è totalmente sconosciuta e non intendo assolutamente indagare.
Oh.

lunedì 26 ottobre 2009

La sottile linea rossa

Lo sapevate che le note che del mio blog non sono visibili a tutti su Facebook? Questo perchè lavorare in un'azienda multimediale ti porta inevitabilmente ad avere in casella richieste d'amicizia di colleghi.
Alcuni li apprezzi... altri no.
O meglio ancora, alcuni li apprezzi ma non vorresti che leggessero proprio tutti.
Ancora meglio, alcuni sono lì che non riceveranno mai l'amicizia e se glie la rifiuti gli arriva la notifica ed è meglio lasciarla lì a vegetare che se la dimenticano.

Regola numero 1: i capi non sono tuoi amici.
Però loro non sempre lo capiscono e ti chiedono l'amicizia credendo che tanto, è solo Facebook, mica che tu lo usi solo ed escluivamente per parlare con i tuoi amici e rifiuti ogni giorno richieste di sconosciuti e amici di amici mai visti né sentiti.

Regola numero 2: certe cose i colleghi non è il caso che le sappiano. Alcuni. Tipo quelli a cui piace fare bella figura col capo, che se ti lamenti e loro lo sanno, son cazzi. Oppure quelli che comunque non si lamentano pubblicamente del lavoro e fors enon gli fa piacere che invece altri abbiano bisogno di sfogarsi (tipo io).

Regola numero 3: certi proprio non ti piacciono. Ma come fai a dirgli: "Non voglio che sei mio amico su Facebook" senza causa una crisi non nel tuo ufficio, ma nella tua stessa stanza? Che avrei anche potuto lasciarla vegetare, ma quando te lo dicono a voce tutti contenti: "Ehi, ti ho aggiunto!" cazzo fai? Metti private le note, ecco che cazzo fai.

Cheppalle.

venerdì 23 ottobre 2009

Sto proprio smettendo di scrivere qui sopra...
Maledetto Facebook e maledetto Tumbleblog...

lunedì 12 ottobre 2009

Sulla codardia dell'infelicità

Devo ammettere di non sentirmi molto bene.

Sono in una fase in cui mi sento in trappola, da qualsiasi lato mi giro.

So che cos'è che mi rende così:
- vivo in casa mia, in un letto e una camera non mie, mentre chi doveva sloggiare si sta facendo il trasloco con tutta la  calma di questo mondo, rompendo pure i coglioni
- al lavoro, continuano a non pagarmi e ultimamente non ho nemmeno molto da fare
- non riesco a decidermi a fare passi avanti per il mio futuro di creativo

Questa combinazione di cose mi rende infelice, apatica e allo stesso tempo irrequieta ed è una cosa brutta. (Nonché acida eh).
L'infelicità, l'ho già sperimentato, mi rovina tutto: un episodio della mia serie preferita, un fumetto, un film al cinema con il mio moroso... niente è mai abbastanza. Bello, duraturo, coinvolgente, appagante, evasivo...

Odio essere infelice, sono consapevole che me la sono cercata io e che volendo me ne tirerei fuori subito.
Ma come tutti è sempre più facile stare fermi a far niente e continuare a lamentarsi piuttosto che alzarsi e agire... che potrebbero esserci reazioni, e quelle da gestire sono tutto un altro discorso.

venerdì 9 ottobre 2009

Nobel? Ma per cosa?

Ultimamente critico e basta… magari criticare è più facile, magari è l’astio di non avere ancora né le chiavi di casa né camera mia benchè viva nella nuova casa già da una settimana e mezza, magari è il non aver ancora ricevuto lo stipendio e non sapere quando arriverà, chissà, fatto sta che critico.


Anche se criticare i premi nobel è come sparare sulla Croce Rossa.


Ora non fraintendetemi: quando Obama è stato eletto, io ero una tra i più entusiasti. Primo presidente di colore alla White House (!), grandi dichiarazione di riforme per scuole, sanità e immigrazione, insomma, sembrava un mito.
Poi mi sono calmata.


Ho pensato che se un presidente di colore, in una nazione che i problemi razzisti li ha tutt’altro che risolti, è potuto essere eletto, è anche perchè la popolazione afroamericana finalmente è andata in larga maggioranza a votare e questo mi fa contenta (che il degrato dei quartieri afroè tutt’ora il cavallo di battaglia di… qualsiasi cosa) e che prima di esultare per le parole, era il caso di aspettare i fatti (non nascondo, da ottimista). E poi le parole sono parole.


Non voglio dire che il fatto che si sia rifiutato di incontrare il Dalai Lama durante la sua annuale visita negli States abbia minato la mia fiducia in lui… ma ha chiarito che è un politico e gli interessi politici della nazione vengono prima. No cioè, stiamo parlando della Cina qui. Quella di piazza Tienanmen, quella che uccide i pellegrini tibetani e i monaci che osano anche solo dire una parola contro il regime. Che il Dalai Lama, se si avvicina anche solo alla Grande Muraglia, poi tocca cercarne un’altro…


I famosi esportatori di democrazia. (Sì vabeh, ma lo sapevamo tutti, solo che chiarisce che  gli States non sono poi così vicini a un tanto sospirato cambiamento di rotta).


Quindi questo nobel per la pace mi sembra un pochetto prematuro. Ho il sospetto che glie l’abbiano dato più per l’essere riuscito ad arrivare alla Casa Bianca col suo colore di pelle che altro, perchè 1. i soldati USA, in medioriente, sono tutt’altro che  prossimi ad andarsene e mettere giù i fucili, 2. per ora ha fatto come il Papa, stretto tante mani, fatto tante conferenze stampa e “… e poi vorrei la pace nel mondo, quindi perchè non smettete di litigare?”


Cioè, non è colpa di Obama, ma noi europei siamo sempre più gonzi.


(O forse l’unico altro candidato era davvero Berlusconi… e in quel caso ritiro tutto!)

giovedì 8 ottobre 2009

Fenomenologia del bulletto

Il fatto che, finalmente, dopo mesi che siamo alla mercè di un uomo che stava distruggendo quel poco di buono che era rimasto in Italia (mercè voluta, tra l’altro), finalmente la Costituzione si prende la sua rivincita è praticamente orgasmico (la rete  ne ha avuti già un centinaio a ripetizione).


E’ come se, finalmente, dopo anni di angherie, lo sfigato finalmente si incazzi e si rifiuti di dare al bulletto i soldi per la merenda, magari dandogli anche un pugno, così, per coronare il momento di coraggio.


Godere è così immediato e istantaneo che tocca realmente stare attenti alle reazioni.


Ora, la fenomenologia del bulletto dopo lo sgarro è chiara:


- reazione da: “Ce l’hanno tutti con me” ma questa è un arte che ci propina da anni e non scuote più nessuno
- “Non è giusto! Me l’avevi promesso!”, sì beh sai, il diritto di cambiare idea fa parte dei diritti fondamentali dell’uomo, che tra l’altro tu hai esercitato spessissimo (mo’ voglio vedere se si mette a voler riformare pure la Convenzione di Ginevra per esentarne tutti tranne lui)
- “E a me non me ne importa niente”, figurati a noi!
- “E io faccio come mi pare lo stesso”, ho solo 24 anni di vita, ma ascolta quel poco che ho imparato fin’ora: a far finta di nulla, non solo problemi non spariscono, ma diventano sempre più grandi! (Continua a ignorali! Continua!!)


Ora voglio solo sentire la parte del “Ti aspetto fuori”. Voglio proprio vedermelo, in tenuta wrestler, a tentare di tirare fuori Napolitano dalla macchina. Nuovi orgasmi per  tutti!



via esse

mercoledì 7 ottobre 2009

Dovrebbe essere obbligatorio, per tutti gli uomini, passare un mese da donna.
Non travestiti, da donna: patata, tette e tutto.

Magari così, capirebbero cosa significa:
- la paura a camminare in una strada deserta
- il grande senso di inferiorità e impotenza di fronte ai capi maschi
- la spada di Damocle della dimostrazione e del giudizio che pende sulla tua testa, perchè se non vuoi figli, non vuoi sposarti, vuoi andare via di casa, vuoi essere libera, non sei normale, non dei donna, non sei femminile, sei una vergogna
- il dover sempre essere attenta a come ti vesti, che se sei troppo libera diventi automaticamente una puttana, se sei troppo casta sei una suora, se non sei femminile sei lesbica e quest'ultima pare essere una cosa talmente atroce che piuttosto preferisce passare per puttana, almeno sei femmina
-i maledetti preconcetti cattolici che tua madre ti ha passatato volente o dolente, che ti impediscono di avere una sessualità sana e felice

Credete che siamo libere? Credete che solo perchè possiamo accedere a quasi tutti i lavori siamo in parità? Noi non siamo rispettate e questa non è parità. Sul lavoro, in casa, nella società... mai. Ma questo lo sentiamo noi, non voi. E quando ve lo spieghiamo, in tutti i modi possibili, ci liquidate o ci prendete per femministe estreme o comunque, in ogni caso, non ci date ragione e ci riportate esempi... che non valgono niente.

E quindi, quando sentiamo un pericolo, per noi, il nostro genere, e ci infiammiamo, lo denunciamo, siamo estremiste e generaliste. Ma noi il pericolo losentiamo, noi abbiamopaura.

Dovreste passare un mese da donne, per capire cos'è la paura, quella vera, quella da donne.
Magari, se anche vi provaste la sensazione di oppressione con cui siamo cresciute noi, capireste.

Nel frattenpo continuo a sperare che, prima o poi, anche il vostro testosterone vi permetta di comprendere.

giovedì 1 ottobre 2009

Move!

Ieri ho lasciato casa.
E' stato tutto talmente faticoso e frenetico che a malapena me ne sono resa conto.

In realtà sono terrorizzata... dal non riavere il mio deposito cauzionale ovviamente. Perchè la lavatrice si è rotta l'anno scorso e nell'ultima settimana si è ri-rotto il citofono (io l'avevo aggiustato all'epoca in cui ci ero appena entrata... non c'ho avuto tempo sta settimana). Che ci volete fare... è una casa vecchia... e come tutte le case vecchie, i proprietari credono che siano inconsumabili. Immortali. Insensibili all'usura e al passare degli anni.
I bastardi.

A volte non capisci se ci sono o ci fanno.
A casa hanno elettrodomestici che cambiano regolarmente... in affitto hanno scassoni di 35 anni prima che, se si rompono, è colpa tua perchè quando sei entrata funzionava tutto.
A beh si certo, hanno solo 35 anni di usura alle spalle, io ho la fortuna sfacciata di entrare in casa nel momento del loro definitivo collasso, ed è colpa mia chiaro.

Stronzi.

Comunque ora sono semihomeless.
Semi perchè la camera l'ho trovata.
Homeless perchè non ci posso ancora entrare.

La ragazza che ci sta ora non ha ancora trovato casa e se non la trova non se ne va fino al 15... quindi io stanotte (e domani) ho dormito nel letto di una delle altre ragazze che, per fortuna, non c'era. Mi preoccupa la prossima settimana però. O trovo qualcuno che mi ospita un paio di notti finchè M. non torna in Olanda... o vado in Ostello (yeee...  si torna ai tempi di Milano -.-')
Però loro sono gentilissime, simpaticissime, la casa è caldissima (nella topaia - da oggi si chiamerà così - dormivo già con due coperte, stanotte ho avuto caldo con una oO), bellissima e tenuta benissimo (giuro che con i superlativi ho finito).

Mi preoccupa il fatto che io negli ultimi due anni ho vissuto come un maschio poco popenso all'igiene della casa... ma ce la posso fare. In fondo la mania del pulito ce l'ho... è la pigrizia che va combattuta.

Ad ogni modo sto papiro è per far conoscere a tutti che io ho fatto un trasloco a spalle... e a piedi. Tutti quelli che abitano tra Topaia e Casa hanno visto una gnoma curva sotto una marea di roba fare avanti e indietro un'infinità di volte... e si saranno pure divertiti. Magari hanno scommesso pure.

Chi ha scommesso a favore, è pregato di farmi avere la mia parte di vincita, grazie. Perchè non solo ce l'ho fatta, ma non ho nemmeno dimenticato niente ù.ù

mercoledì 30 settembre 2009

Comici... un cazzo

Girano video su video di come ci vedono all’estero… e tutti li condividono (sono bravi e fanno ridere, sono comici, non veli ricordate più i comici?), commentano indignati di quanto facciamo schifo e che non è possibile essere presi così per i fondelli… insomma, sempre tutta colpa di Berlusconi.


Io mi sono rotta i coglioni.
Cosa credete, che loro non abbiano problemi? L’inghilterra vive ancora in caste e in Francia l’ultima che ho sentito è di un ragazzo ebreo tenuto prigioniero e torturato per un mese in una cantina di un condominio. Non insonorizzata. Per non parlare del fatto che ogni tre per due qualche macchina va a fuoco (chissà perchè). Ovunque hanno problemi di razzismo, di politica, di sociale, di sanità e quant’altro. Credete mica che l’Italia sia l’inferno? In America è ancora più difficile reperire informazioni, perchè 24h su 24 i canali televisivi danno solo talkshow, intervallati dai telefilm. E ogni coglione può possedere una pistola. Non parliamo del sistema sanitario e scolastico, è come sparare sulla Croce Rossa.


Noi non siamo il peggio, siamo solo più vulnerabili… alle prese per il culo.
Berlusconi è un personaggio talmente farsesco che tutti hanno tirato un sospiro di sollievo dicendo: “Finalmente possiamo parlare solo dei cazzi altrui e ignorare i nostri”. Guardate che nemmeno a loro fa piacere guardare tra gli scheletri dei propri armadi o in faccia ai propri politici. Piantatela di credere che il resto del mondo sia Dyo. Sono nella merda fino al collo pure loro… solo che invece di farsi la doccia regolarmente, si sparano litri di profumo.


Quand’è che abbiamo deciso di essere lo scemo del villaggio Europeo e di accettarla pure come condizione?
A quelli, di pigliare per il culo la patria natale dei più grandi artisti e inventori del millennio, non par vero. Almeno noi, ripigliamoci la nostra dignità, che quando abbassi la testa, gli altri te la tagliano, non te la accarezzano mica.

mercoledì 23 settembre 2009

Scopro, a metà tra la sorpresa e lo snobismo, che Travaglio sta lanciando un nuovo quotidiano.
Beh, se non altro ha smesso di incitare le masse a fare idiote manifestazioni analogiche per difendere la rete.

Mi viene solo un dubbio: chi glie lo paga?
E: chi glie lo compra?

Travaglio ultimamente si fa sentire soprattutto via rete e a un paio di trasmissioni che non seguo e non conosco, perchè il solo atto di premere il bottone della tv da giorni diversi dalla domenica pomeriggio mi provoca un aumento delle croste eczemose.

Immagino che su quell'editoriale finiranno tutti i giornalisti spodestati dalla RAI e che si sentono censiti.
Solo che se questa rivista l'avesse fatta online forse era meglio. Io un paio di volte, forse l'avrei letta. Se è per trovare uno stipendio... io non credo che sia messo male sinceramente, non con tutto il polverone che solleva ogni volta che parla e appare da qualche parte. Non ci credo che non lo pagano per andare in tv.
In fondo io, ormai, Travaglio lo considero solo uno strillone in più, quindi penso che farò meglio a continuare a leggermi blog e riviste online che a comprarmi un quotidiano, che fa tanto vecchia scuola comunista.
Il comunismo non è mai esistito, prima o poi andrà spiegato anche agli americani oltre che a noi.

Sto facendo delle considerazioni ultimamente.
Penso che siamo sull'orlo di un cambiamento epocale (e non solo perchè qualcuno ha tirato fuori il 2012, questo cambiamento è in odore già da anni...), un cambiamento che ci farà fare il botto. Come tutti i botti, bisogna poi vedere se riusciamo a uscirne fuori o ne soccomberemo.

Non solo l'Italia eh? Tutto il mondo.
Perchè sapete, a essere italiani abbiamo un brutto vizio: crediamo di essere merda.
Questo è vero... in parte.
Chiunque creda che nel resto del mondo si stia veramente bene, ha toppato in pieno.
Non serve essere realmente degli esperti, esempi a caso di sottocultura ignorante:
- in Inghilterra, se non ti sbronzi allora non ti sei divertito, sono ipocondriaci, e vanno avanti a medicinali che ammazzerebbero dei cavalli perchè mangiano da schifo e vivono in case totalmente insalubri fin dalla nascita. Per non parlare del fatto che come esci dall'aera metropolitana, il suicidio tramite overdose è tipo il rischio calcolato.
- in America, la tv fa schifo. Credete sia bella perchè ci arrivano tutti quei bei telefilm? Sbagliato. Mi sono letta un paio di editoriali di Scariabile, e pare che da quelle parti reperire informazioni sia ancora più difficile che qua. Non esistono, esistono solo i talkshow. A tutte le ore, su tutti i canali, gente che sbraita modello DeFilippi. Personalmente credo sia il mio inferno personale.

E magari credete che questi due paesi siano la culla della tolleranza e della democrazia.
Lo sapete che l'Inghilterra divide ancora il suo popolo in caste? Razziali. Gli Africani, lavorano esclusivamente in ambiti di bassa lega (le pulizie tanto per intenderci). Gli Indiani, solo nel commercio. I Cinesi nella ristorazione. I mussulmani non ne ho idea e non la voglio avere, l'obbligo per le poliziotte donna di indossare il velo nei quartieri mussulmani mi ha già fatto girare le balle abbastanza per non parlare di quando vedo i burka in giro per Hide Park e non ho molta voglia di sapere altro (ebbene sì, non sono d'accordo. Casa loro, regole loro. A occidente, regole occidentali. O ti integri o te ne torni a fare la fame sotto le bombe. Non ce lo voglio io l'estremismo islamico qui. L'unico estremismo religioso che concepisco, è il buddismo).
L'america... L'america ha ancora il Ku Kux Clan bello attivo e nelle università spadroneggiano le sette segrete. Credete che non facciano porcate perchè se sputtanati vanno in rovina? No, è solo che loro, a differenza dei nostri, sanno farle di nascosto. Se poi calcoliamo i pregiudizi razziali che vanno di stato in stato come potete pretendere che siano più tolleranti di noi? A LA gli ispanici se stanno belli ghettizzati per i cazzi loro.

Però qualcosa cambia.
La gente è stufa e confusa. Tutta la gente.
Il mondo è diviso in due: pro e contro.
Che cosa? Tante cose.

Pro-contro Berlusconi.
Pro-contro Obama.
Pro-contro islam.
Pro-contro integrazione razziale.
Pro-contro uso energie rinnovabili.
Etc...

E badate, che c'è il rovescio della medaglia per ognuno di loro.
Non pensate che Berlusconi sia la causa di tutti i mali, non pensate che con Obama finalmente il mondo cambierà. Tanto per cominciare, i soldati americani sono ancora in medioriente. E non penso che attualmente i giornali non stiano più parlando di lui, se stesse davvero facendo tutto quello che ha dichiarato i primi mesi di mandato, Facebook sarebbe infestato di sue dichiarazioni. Dov'è ora Obama?
E l'islam? Sono d'accordo con l'integrazione, ma siamo realmente sicuri di cosa stiamo facendo? Stiamo accettando persone che obbligano le loro donne a mettere il burka e pretendono scuole separate. Siamo certi che loro si vogliono integrare? Non dimenticate mai, che il mantra della loro religione è: "Conquista il mondo".
E l'integrazione razziale? I clandestini lavorano tutti in nero e nessuno li protegge. Un sacco finisco sulla strada... alla mercè nostra. Molti altri, sfruttano i loro connazionali instaurando una nuova mafia. E leggi fatte per respingerli non serviranno, e leggi per proteggerli non ce ne sono, e leggi per aiutarli nemmeno, ma soprattutto, non abbiamo posti di lavoro per noi, dove li mettiamo loro?
Energie rinnovabili. Sì, sarebbe facile scegliere, se il mercato non rischiasse di crollare tipo il giorno dopo dalla messa al bando della benzina. Su cosa credete che girino i soldi? Armi e petrolio. Se girassero sull'agricoltura e il cibo, l'Africa sarebbe incredibilmente più facile da aiutare.

Beh, non so se sarà il 2012, ma prima o poi si dovrà rendere conto.
Di una cultura che sta avizzendo affossandosi su se stessa e antichi dogmi risalenti all'antica grecia.
Di una società che vive solo per sapere e vivere i fatti degli altri ma odia il vicino di casa.
Di una terra che si sta esaurendo e ha un'entità dentro di sé, prima o poi s'incazzerà di brutto.
Di un genere umano, che si è dimenticato chi è e come ha fatto a evolversi.
E vi dò una brutta notizia: Dio non scenderà dall'alto a dividere i buoni dai giusti, ci saranno i sopravvissuti e quelli che non ce l'hanno fatta.
E la parte giusta in cui stare, non è così scontata.
Sono ricominciate le Serie!
Sono ricominciate le Serie!
Sono ricominciate le Serie!

(Nota: da leggere come balletto stupido che H fa dentro di sé perchè al lavoro la piglierebbero per scema)

Lunedì: House, TBBT e HIMYM.
Ieri: NCIS
Venerdì: Dollhouse
Lunedì prox: Lie to me
Venerdì prox: Star Wars

Il mondo è bello.
Il mondo è grande.

Se il mondo ora mi desse anche una casa, sarebbe pure saggio e giusto u.u

martedì 22 settembre 2009

C'è qualche Santo, Dyo, Entità, Presenza, Spirito, Angelo, Emanazione, Alieno, Mago, Strega, Folletto, Elfo, Orco, Troll, Nano, Gnomo, Orso Parlante, Bambola Parlante, Alchimista, Stregone, Veggente, Medium o chi dir si voglia, disposto a lanciare una benedizione sulla mia missione di ricerca casa?

No perchè settimana prossima devo lasciarla, sul serio, non per finta.
E mi basta chiunque eh? Io non sono schizzinosa.

lunedì 21 settembre 2009

911? Avrei un problemino in Africa

Alloooora... sono in ritardo per sta cosa in realtà, ma vabeh.

Il banner che vedete qui accanto, se notate, non è cambiato @D
Che significa? Cambi nelle decisioni della gestione banner di AGIRE... vai a capire perchè, era carina sta cosa che in emergenza cambiava (mi sa che non sono riusciti a organizzarsi benissimo, o forse si aspettavano più adesioni. Spesso mi chiedo quand'è nata questa idealizzazione della rete ultramegapartecipativa a qualsiasi tipo di evento, quando è risaputo che in realtà non facciamo mai un cazzo nemmeno per noi stessi).

Ad ogni modo, mo' ve lo dico io e poi metterò pure il bannerino nuovo, è iniziata l'emergenza per l'Africa u.u

No, niente tifoni, carestie, siccità, epidemie... non più del solito. Perchè emergenza Africa? Oh niente, c'è solo una guerra che ultimente li sta flagellando tutti. Roba da poco no?
Una delle nazioni coinvolte ha persino un nome che è la quintessenza dell'ipocrisia, Repubblica Democratica del Congo, ma non sono qui per parlare di politica. Il Congo, la Somalia e il Sudan sono attualmente al centro di un progetto volto ad aiutarli per tentare di non soccombere a una guerra che la maggior parte di loro non sta (e non vuole nemmeno) combattendo. Cosa che non impedisce a chi imbraccia le armi di tentare di cooptare con la forza chiunque sia in grado di tenere in arma un mitra (le adesioni partono da un minimo di 70cm di altezza... no, non sono pigmei).

Ora, di solito io non faccio pubblicità alle onlus, non dopo che ho scoperto che la maggior parte dei soldi se le usano loro (argomento di cui parlerò dopo), ma questa non è una onlus, sono 13 onlus. Non l'Unicef o altre pari, la metà di loro non le avevo mai sentite... quindi forse c'è da fidarsi. Devo ancora capire che c'entra il WWF in Africa, ma intanto c'è pure lui.

Ora, che 13 onlus decidano di fare fronte comune per le emergenze umanitarie (che di solito, lo sappiamo, sono peggio delle aspiranti reginette al ballo della scuola...), è una cosa notevole, quindi la segnalo.
Chi è interessato, può andare a curiosare sul sito (ci abbiamo cristato parecchio, quindi almeno ammiratelo u.u).
Ci sono molti modi per sentirsi partecipi a sta cosa senza dover per forza sborsare soldi, quindi esploratevi bene la sezione Dai Una Mano.
E chi non è interessato fatti suoi. Ma lo sai che in Africa i bambini muoiono di fame?! Eh?!

Oh, bisogna dire ai genitori di smetterla di usare sto baubau per i bambini, che poi quando siamo grandi crediamo che sia una cazzata come per Babbo Natale.

Oh, naturalmente, se volte scrivere un piccolo post, nessuno vi mangia, eh. Nemmeno i bambini che muoiono di fame (prima o poi perderò tutti gli amici se continuo a spammare così @D).

venerdì 18 settembre 2009

A volte vorrei essere nata in tempi più remoti.

Quando sapevi quali erano le parti in gioco e le differenze tra le stesse ed era possibile scegliere.
Quando i sogni diversi dal crearsi una stabilità economica erano visti davvero male ma ce la potevi fare lo stesso.
Quando l'impegno civile non era una farsa e i talk show non erano la droga del mondo.
Quando alle persone non importava di essere famose ma solo di esistere.
Quando fare l'amore non era lo sport del sabato sera.
Quando avere una macchina non significava avere le mani legate.
Quando la cultura non si misurava da quando bene sapevi sputare veleno su un autore.
Quando l'ignoranza non era un valore e non era colpa tua.
Quando lavorare non significava che il capo ti stava facendo un favore.
Quando fare il politico non significava che eri un opinionisista assetato di attenzione.
Quando nei film di sesso non si parlava mai ma quei dieci minuti che ti davano era amore vero.
Quando dimostrare di essere una donna libera non voleva dire comportarsi come un uomo ninfomane.
Quando il cinismo non era l'unica via per rimanere sani di mente.

Sempre che questi tempi siano esistiti. Sempre che sia possibile crearli.

Perchè per aprire gli occhi su questo mondo, oggi giorno, bisogna accettare di essere disillusi e sentirsi impotenti?

Qualcuno deve avere aperto la scatola e la speranza è volata via.
Prendete un retino. Se la vedete passare, acchiappatela per me.

mercoledì 16 settembre 2009

Gocce di pioggia su noi...

Domani, alle otto meno venti, sarò davanti a una scuola elementare.
Dopo domani pure.

No, non ho deciso di rifare la licenza elementare senza barare (che poi è stato l'unico esame in cui non ho copiato una sega...), non provo nostalgia e no, non vi ho nascosto nessun figlio ormai grandicello. Mi tocca fare volantinaggio.

Ok, è un volantinaggio nel senso lavorativo del termine, in realtà distribuirò portachiavi dei Transformer, i nuovi Transformer, per promozione. Perchè?
Perchè la mia azienda ha le mani in pasta ovunque a quanto pare.
Perchè proprio io?
Perchè una delle mie ex compagne holdenare che avevo contattato per il lavoro ha tirato pacco e io domani sarò con la Mini a farmi assalire dai bambocci (bamboccini è un termine riservato ai piccoletti sotto i sei anni e sì, bambocci è un termine volutamente dispregiativo per quando sono in massa u.u).
Sotto la pioggia.

Però CG è buona e cara e vuole dare anche a me la retribuzione del portachiavinaggio, poichè io non ho ancora firmato una cippa (di questo parleremo poi...).

Stasera devo assolutamente ricordarmi di andare a letto alle dieci... o chi mi tira giù dal letto alle sei e mezza? Manco un terrorista, giuro.

martedì 15 settembre 2009

Questo coso nuovo non mi piace neanche un po'... sono un tipo abitudinario io.

venerdì 11 settembre 2009

11

Oggi non mi ero proprio resa conto, che fosse l'11.

Non spenderò troppe parole, chi c'era, quel giorno, davanti al televisore con tutti i canali fissi e impazziti, sulla stessa immagine, a vedere la seconda torre crollare, sà.
Chi non c'era, ha comunque capito.
Se non ha capito, allora è facile che non capirà mai.

Ma ho trovato questo video e vorrei soltanto far notare, come i carnefici fanno in fretta a diventare vittime e come quei grandi paladini della libertà, siano così simili a quelli che dicono di combattere.




Diffidare sempre, di chi pensa che la pace, si porti con le armi, la guerra e gli stermini.
Diffidare di chi si crea nemici e li combatte in nome del proprio libero arbitrio e del bene supremo.
Ascoltare cosa dice il nemico e poi valutare, non giudicare.
Smettere di credere che esistano governi buoni e governi cattivi. Se hanno scelto la via delle armi, della morte e della violenza, in ogni caso, sono cattivi.
Quando la politica ti insegue praticamente




A me non piace parlare di Berlusconi però ogni tanto tocca farlo (non fosse che la prima pagina di feisbuc è piena di suoi video...).
Mica per chissà che cosa, ormai criticarlo è come sparare sulla Croce Rossa, non c'è più gusto. Anche quando fa conferenze stampa per smentire l'ultima uscita di Unità e Repubblica (che peraltro non leggo), finisce che da altri proiettili (e manco se ne accorge).

Come la conferenza stampa alla Maddalena con Zapatero a fianco.
A parte che, un leader che sta pian piano migliorando socialmente e civilmente il suo paese, non dovrebbe essere degrato al punto di dover stare accanto a qualcuno che della disinformazione ne ha fatto un mestiere (e adesso indovinate chi è chi!), ma anche lì, fare la prima donna di fianco a un 'parigrado'... denuncia una crisi di geriatrica incontenibile ormai (Zapatero ogni tanto sembra pietrificato... è preoccupante...).

Possiamo sorvolare sul tormentone dell'estate, tanto nemmeno lui ci stava credendo a quello che diceva (o forse sì, è questo il problema), c'erano giornalisti che trattenevano i singulti delle risa. E possiamo sorvolare anche sul suo machismo perduto e sulla sua finta dignità ferita, lo sappiamo tutti che non è lui che paga e che non ne ha bisogno, glie le pagano gli altri pur di fargli un favore (comodo eh).

Parliamo dell'esempio della zia.
Sta zia si guarda allo specchio e si dice da sola che è bella e se lo dice da sola perchè nessuno glie lo dice.
Su esempio della zia, quindi, lui fa questa grande dichiarazione da cabarettista con deliri di onnipotenza, e dichiara di essere il miglior Presidente del Consiglio di questi 150 di storia italiana.

Mo', sta zia, se nessuno glie lo diceva che era bella forse un motivo c'era (perchè so per esperienza che il maschio italiano i complimenti gli piace farli, eccome!). Quindi, se nessuno gli ha detto fin'ora che è il miglior Presidente del Consiglio che l'Italia ha mai avuto, ci sarà un motivo o no?

Qualcuno lo fornisca di testi migliori o gli impedisca di andare a braccio, che forse le veline che hanno 'educato' sono capaci, lui no.

(E anch'io sono caduta nella rete del "Parla di lui! Parla di lui!" ma adesso basta, per quest'anno ho finito. Spero.)

mercoledì 9 settembre 2009

domenica 6 settembre 2009

Pomodoro? oO

Cioè, ma voi ci credete che mia madre ottiene pomodori così, in montagna, senza pesticidi né niente? oO

Stamattina la gatta è entrata di prepotenza in camera come ai vecchi tempi (porta spalancata, sgnagulii di compiacimento). Ha cominciato ad azzuffarsi con tutte le cianfrusagli che tro tovava, manco fosse fatta di begonia. Saccheti, penne e vestiti cadevano come mosche.
A un certo punto, un urlo lacerante si fa strada nelle nebbie del mattino.
Che era successo?! Giulio il gatto dei vicini era riuscito a penetrare fin lì? La congrega dei sacchetti stava guidando una ribellione contro il crudele felino? Un pila di libri le era caduta addosso? Una colica fulminante?
No.
Facendosi le unghie in fondo al letto, era scivolata sul parquet, rimanendo appesa col culo a mezzo metro dalle zampe e non riusciva più a rialzarsi.
In due ci siamo messe per liberarla.

E pensare che una volta, con uno sguardo, avrebbe messo in fuga persino un leone.

giovedì 3 settembre 2009

Per il momento non ho nulla da scrivere... però ho voglia di rompere i coglioni.

mercoledì 2 settembre 2009

Year One

No, non parlo di Batman. Parlo di me e del Baro.

Ieri era il primo Settembre, e questo ve lo saprebbe dire chiunue.
Ieri era un anno che io e il Baro viviamo con l'Europa di mezzo, e questa è una cosa che a molta gente fa pensare "Minchia!" mentre a te dice solo "Ma dai!".

E' partito il primo settembre dell'anno scorso, lasciandomi in uno stato confusionale che è durato almeno fino a dicembre, in cui gli aerei mi causavano nausee pre-volo di almeno quattro ore, insonnie e dovevo mettermi il piumino già a ottobre per sopravvire alla inospitale terra di Albione (per la cronaca... l'ho scoperto tipo ora perchè viene anche chiamata così...).

Dopo il periodo confusionale, è arrivato quello crisi-depressivo. La crisi è passata, la depressione no.
Sapete, anche se solo per sette mesi, vivere con qualcuno accanto per la prima volta da anni, è stata un'esperienza da cui non sono più riuscita a staccarmi. E' come se un eremita dopo anni di esilio, fosse stato improvvisamente inglobato in una compagnia di amici allegri e affettuosi... e poi questi se ne fossero partiti dopo qualche mese lasciandolo di nuovo solo, a fare i conti col suo esilio.
E' dura da digerire.
Ora sono alla fase di accettazione e dal punto di vista relazionale ho recuperato un buon equilibrio. Dal punto di vista della vita sociale e nei progetti per il futuro, siamo in alto mare... ma il naufragio è accaduto quando ilBaro è comparso nella mia vita e nessuna nave si è ancora degnata di arrivare all'orizzonte. Sono anche un po' stufa di nuotare... nemmeno i cazzo di gabbiani e delfini ci sono a indicarmi la terraferma!

Incontrare compagne di sventure lungo la via, non mi ha consolata tantissimo, mi ha solo fatto riflettere moltissimo... e mi sto chiedendo se ho trovato solo compagne perchè coi maschi attaccare bottone è più complicato una volta entrati in pubertà, o perchè le femmine se si trasferiscono mollano tutto, fidanzato compreso, o se è un complotto dell'MI5 volto a importare giovane sangue fresco e forte di mediterraneo nella speranza che si accoppi con le sue slavate figliole che, anche con -10, girano in sottoveste alle undici di sera per la capitale (non correte in inghilterra sulle note della canzone di quel deficiente di FabriFibra, perchè quello che non vi dice il coglione è che al mattino, quando vi svegliate e la guardate, vorreste schizzare via dal letto alla velocità delle luce, ma forse lui è troppo fatto dalla sera prima per accorgersene).

Pensavo che dopo un anno avrei avuto progetti più concreti, soprattutto per dove vivere, e invece non ho niente. Pensavo che dopo un anno uno dei due si sarebbe stufato abbastanza da raggiungere l'altro... e invece non solo resistiamo, ma abbiamo deciso che finchè ce la facciamo, manteniamo i fronti. Pensavo anche che un anniversario fosse più che sufficiente, e invece ne abbiamo due, solo che questo non lo festeggiamo. Pensavo che sarei impazzita per la distanza e avrei mandato tutto a puttane; impazzita sono impazzita, ma siamo sempre insieme e ci amiamo anche più di prima. E' questo che fa pensare "Minchia!" alla gente.
Pensavo tante cose, ora invece non penso più a niente, solo al prossimo volo, che ormai, non mi causa più nemmeno l'insonnia la sera prima, perchè come al solito ilBaro riesce a farmi fare cose che non avrei mai immaginato, come camminare in un paese che cinque minuti piove e cinque no senza l'ombrello, ad amare il cinese londinese, comprare libri in inglese e guardare una marea di film al cinema senza sentirmi una cretina perchè non capisco tutte le battute.

Che l'unica cosa che penso ancora, è che se non ci fosse lui, anche così lontano, il cazzo di delfino si allontanerebbe per paura di essere inscatolato. Chiaro?

martedì 1 settembre 2009

Due anni di Holden, passati a studiare racconti, romanzi, sceneggiature televisive e cinematografiche... e finisco a modificare pidocchiosi link in Dreamweaver su un contentino artigianale.

Iscriviti alla Holden... dicevano...

E il  maledetto Facebook non funziona.

lunedì 31 agosto 2009

E fu così...

... che fin dalla sera prima cominciò a raccogliere il coraggio. E per tutta la notte pure.
Al mattino, si sveglio energica, energicamente litigò con la bicletta, pedalò con energia in mezzo al traffico riconoscendo segni benigni.
Al lavoro, attese con pazienza, assecondò il cuore in gola, ripetè più di una volta il mantra: "Non vacillare! Non vacillare!".
E all'ora giusta espresse le sue richieste, in maniera più sintetica e confusa di come le aveva pensate, ma alla fine si ebbe un risultato.

Dieci giorni e ti dirò.


E' certo che, una mezza tacca del genere nella mia famiglia, se riconosciuta, sarebbe stata subito diseredata.
In fondo ho solo chiesto di non essere più un servo della gleba, o no?

domenica 30 agosto 2009

Perchè quando mia mamma perde le cose significa che hanno messo le zampe hanno camminato da sole, ma se le perdo io significa che sono disordinata? èé

venerdì 28 agosto 2009

Lungi da me lamentarmi dall'avere già finito con un giorno abbondante di anticipo (dannazione a me che più ci lavoro e più divento veloce...), ma qualcuno mi spiega, cortesemente, come faccio a levarmi sto dannato senso di colpa per i cazzeggiamenti via internet che sono proprio inutili visto che non mi pagano e quindi dovrei essere in pieno diritto di farmeli?

Cioè, ecchechispiolo. Basta Coscienza di merda!
Ociò che muori!

Ma il libro in assoluto più bello che ho letto in queste vacanze, non era inglese e non era italiano. Alla facciaccia del vecchio storicissimo continente, il nuovo mondo ha stravinto... di nuovo: Vedi di non morire di Josh Bazell.

Da un tizio con due lauree e una specialistica (tutte serissime poi), proprio non te lo aspetti che scriva una cosa del genere. Sono tipo quattro ore della vita di un tizio, un medico, più o meno. Ed è giovane, cosa che si tende a dimenticare spesso mentre lo si legge, ed è tipo dottor House, se House non fosse zoppo, ultra quarantenne, famoso e e piuttosto amebico dal punto di vista delle arti marziali.

Bazell ti infarcisce una storia tutta flashback (che è una cosa che mi fa impazzire da quando da adolescente ho scovato quel fantastico romanzo purtroppo scritto alla classica melensa maniera di un Harmony ma che ha una storia fantastica che si chiama Smeraldi e no l'autrice non me la ricordo) e aneddoti e nel momento in cui gli concedi il minimo beneficio del dubbio... è fatta. T'ha preso, non gli scappi più.

In quelle quattro ore ovviamente non gli rimani attaccato al culo per tutto l'ospedale solo per aneddoti e flashback, lo fai per vedere se alla fine sopravvive, cosa non molto scontata visto lo sviluppo del romanzo. Ecco, Vedi di non morire, è un classico esempio di come vorrei scrivere io. Tra l'altro è in prima persona e dialogare con sto tizio è un'overdose di endorfine, giuro.

Le conseguenze sono state che mentre leggevo questo libro, il Baro rischiava di essere azzannato sul serio nella sua quotidiana ricerca del pericolo (che consiste ovviamente nel disturbarmi apposta mentre leggo). Così, invece di sdraiarmi sulla spiaggia a tentare di rendere il mio scarso davanzale scuro come la schiena, leggevo dimentica di tutto, anche del fatto che ero a Mari Erni, ovvero la spiaggia immediatamente adiacente a Is Arutas verso nord, che è fatta di quarzini. Era l'una e noi non avevamo l'ombrellone.
Risultato: insolazione! E tosta pure. Per poco non andavo kaputt.

E ora, se il Baro non si sbriga a mandarmi le foto fatte col cellulare perchè nessuno di noi aveva una macchinetta fotografica nemmeno di quelle più scarse, vi toccheranno le recensioni dei fumetti.
E potrebbero essere cacchi amari.

giovedì 27 agosto 2009

Blues in bikini

L'altro libro che ho letto (perchè ovviamente Hornby è stato divorato in fretta nonostante cinque ore fossero dedicate al nuoto, dieci alle nanne, due almeno - ma a volte anche tre - ai viaggi tra spiaggia e spiaggia e il resto era docce, pappatoie, lotta alle formiche e semplicemente tempo passato a convincersi che non era più ora di fare le nanne), è Sardinia Blues. Il Baro si è fissato cogli autori sardi, che lui della Sardegna è già drogato da anni.
Bellino, ma la mia droga sarda mi sa che rimane Bianca Pitzorno.

Epperò.
Le conseguenze ci sono comunque state.

Chi è nato, cresciuto e vissuto in città, la noia la intende in maniera un po' diversa da chi, come me e Soriga, arriva da un mortorio. Un mortorio doppio, perchè a differenza di Soriga, non ci sono nemmeno quei tre mesi all'anno in cui il resto del mondo si degna a venire a fare una capatina e a portare un po' introiti, vita e fastidio.
No. Da noi la noia è mortale. Nel senso alcolico e stupefacene del termine.
Da me poi il fastidio lo procurano abbondantemente gli stessi autoctoni, in maniera così proficua ed efficiente che mi sorprende che l'Ossola non sia ancora implosa. In quei tre mesi all'anno comunque, noi siamo quelli che si spostano.

Sebbene il mare sia un po' diverso dalla montagna, la rottura di cazzo è la stessa. E anche la bigotteria, idiozia, pettegoleria. La differenza, è che da quelle parti se ne vanno in un po' di più e senza molti piagnistei.

La conseguenza di Sardinia Blues è stato che ovunque andassi in Sardegna poi provassi a immaginarmela d'inverno.
Da suicidio.
Quindi ho smesso immediatamente di invidiare gli isolani e ho ringraziato ancora la mia me stessa tredicenne per essersene andata di casa così presto. Se i protagonisti del libro sono veri anche solo la metà, ho ragione di credere che dalle mie parti ce ne siano molti di più messi peggio di quel che mi immagino.
E io immagino splatter.

mercoledì 26 agosto 2009

La routine è routine

E io la odio.
Mi sono letta Shakspeare scriveva per soldi in vacanza (che la prima volta che ho letto il titolo ho pensato "Bella scoperta!", poi mi sono resa conto che il 90% delle persone ha un'idea un po' distorta degli artisti passati...), perchè un'ora dopo che sono partita mi sono accorta di aver dimenticato tutti i miei Harry Potter in inglese a casa e ho dovuto ripiegare sui libri del Baro, che per fortuna ha buon gusto.
Per Hornby, pensavo peggio. Io ho il libro precedente a Shakspeare, abbandonato alla seconda pagina perchè credevo fosse ben altro, ma mi sa che lo ripiglio.
Due sono le conseguenze che ha avuto sul mio povero cervello bacato:

- devo assolutamente rileggere e riprendere a leggere, i libri per ragazzi. Sono meravigliosi, come ho fatto a smettere? E devo rileggermi Bianca Pitzorno, che tra l'altro è sarda e io lo sospettavo per una frase alla fine di Diana, Cupido e il Commendatore e non l'ho mai verificato! Devo rileggermi Strega come me e tutti i Junior Mondadori che ho in soffitta, devo riprendere la raccolta del Battello a vapore, devo andare al reparto ragazzi della Feltrinelli e fare man bassa e devo decisamente mettermi in testa che sono i libri migliori da scrivere. Ecco.

- voglio fare la vita da scrittore. Cioè, vivi in casa, lavori massimo cinque ore al giorno e vai in vacanza da uno a cinque mesi l'anno. La quintessenza del fancazzsismo. E io la voglio. Voglio essere Hornby... però allegra. Che poi negli articoli era allegro, chissà perchè poi nei libri avevi sta ironia malinconica... ma è una domanda idiota, Hornby è inglese. In Inghilterra la pioggia ti penetra nel cervello e ti rende un anfibio malinconico e triste dandoti l'illusione di essere un comico da cabaret. Non accorgersi che nessuno ride a quello che loro chiamano "divertente" fa parte della mutazione. L'unica cosa di cui avrei paura è la noia... purtroppo comincio a temere che un lavoro divertenete non esista, il che rende la definizione "Mondo di merda" azzeccatissima.

Ma la cosa peggiore del rientro al lavoro non è la routine, è la gente che ti dice che non sei poi così abbronzata. E tu ti chiedi perchè Torino, dopo averti fatto morire di caldo per tutte le notti prima della partenza, ora non ti può concedere abbastanza afa da giustificare una canottierina e far vedere a tutti sti stronsi la schiena bronzatissima dallo snorkling.

Che io stavo in acqua cinque ore al giorno, non a fare la sogliola fritta in spiaggia. Besughi.

lunedì 24 agosto 2009

Back

Che ora, subito, non c'ho voglia di scrivere delle vacanze.
Che sono appena scesa dalla macchina e ho la pelle che si sta chiedendo perchè è sveglia già da diverse ore e non è sotto il sole cocente della Sardegna, ad abbronzarsi e bagnarsi di sale e le gambe c'han voglia di nuotare e gli occhi di occhiali da sole e cieli sereni e acque cristalline.
Che sto pericolosamente vicina al modo di scrivere di Nick e questo significa che sono proprio ancora in vacanza con la testa.
Beh, tanto al lavoro di torno mercoledì.
E voi per le foto vi tocca aspettare almeno domani.
O dopo.
O quando smetterò di fare finta di essere al mare e deciderò che è ora di tornare a essere torinese.

Aiò.

lunedì 10 agosto 2009

Country Story in family

MammaH: Hai una fattoria?
H: Sì.
MammaH: Hai una gallina! E anche il pulcino!
H: Belli vero? Mangiano come dei porci e devo pure renderli felici.
MammaH: Ma perchè quella fa avanti e indietro così? E' ubriaca? [l'avatar ndH]
H: Sono io, la sto muovendo, vedi?
MammaH: Ma perchè fa avanti e indietro?
H: Ok, la faccio stare ferma, va bene così?
MammaH: E ora che fa, guarda la gallina?
H: Preferisci che guardi le carote crescere?
MammaH: Ma ha la gonna.
H: Sì.
MammaH: Ma non si va in giardino con la gonna, si inciampa.
H: ...
MammaH: E nemmeno coi capelli sciolti, glie li devi legare.
H: ...
MammaH: Non si va in giardino così, sai? Poi ci si fa male.
H: Santo protettore dei Nerd... dammi la forza!

Che poi, c'è ancora chi si chiede come ho fatto a venire fuori bacata.

mercoledì 5 agosto 2009

Voglio morire.
Così finalmente potrò dormire.

Che da morta non sentirò la doccia che mi sgoccia nella vasca.
I bruciori di stomaco.
La posizione scomoda.
Il caldo.
Il freddo.
La sete.
La pipì.
La luce (ok, questa la vedo).

Però non morta per sempre. Giusto il tempo di levarmi le occhiaie croniche, almeno uno strato!

Possiamo cominciare con tre giorni, da quando torno a casa. Che ci troverò una famiglia di francesi al completo, e quindi dormirò sul divano letto con mia madre... con il gatto... una persiana dirimpetto al lampione...

Uccidetemi.
E poi lunedì, resuscitatemi.

martedì 4 agosto 2009

H: Morino, ma noi in vacanza staremo sempre sempre in spiaggia?
iB: Perchè?
H: Beh
iB: No, non ti porti il pc.

Impressionante come quest'uomo mi conosca oO

lunedì 3 agosto 2009

Una se sta tranquilla, ad oziare su Wikipedia, perchè al lavoro non le danno da lavorare, e improvvisamente la colpisce sto fulmine.

Che poi, ho fatto mente locale, e sto mese sono sei anni, sei esatti, che io conosco John Doe.
Che ero in quella stazione, in mezzo all'afa e alla stanchezza, dopo aver corso tutto il giorno a vedere appartamenti, e tra i fumetti c'era quello lì, quello strano, con quella bella copertina ambigua, il numero 3.

E dopo sei anni, davvero, non ci meritiamo di vederci morire così un amico.
Davvero.
Chi ce l'ha data la convizione di dover avere per forza un guru?
Un mito.
Un modello.
Qualcuno da imitare, raggiungere, prendere ad esempio?

Ci arriva dalla religione?
E' un'incapacità umana vivere senza un'obiettivo?

No perchè non so come fossero le cose, quando era normale che si chiedeva ai ragazzini chi era il loro modello di vita (si chiedeva?) e quelli rispondevano con sicurezza, ma oggi come oggi è un sacco difficile trovarseli.
Cioè, da ragazzo è facile, ma da ragazzo il paraocchi hai appena cominciato a levartelo, e solo a giorni alterni che il sole brucia.
Poi cresci e ti crolla il mito.

Brarabam!

E poi?
E poi con il cinismo disincantato tipico di si ha fatto frontale a 120 all'ora con la realtà, ci si rinuncia fino a quando non ci si casca di nuovo.
E di nuovo.
E di nuovo.

E poi un giorno finalmente capisci che nessuno è perfetto e che se trovi qualcuno con anche solo la metà di idee in condivisione con te e ha il fegato di portarle pure avanti, è un culo immane, così impari ad ignorare l'altra metà.
E poi ti chiedi: chiccazzo me l'ha fatto fare di andarmi a cercare un mito?

Mah.

martedì 28 luglio 2009

Se continua con sto caldo fottuto finisce che imparo a dormire persino con la finestra aperta di giorno.
Cioè, non è possibile che rinfreschi sempre e solo verso le tre, io sono nel mondo dei sogni a quell'ora! E quando arriva all'alba non c'ho cazzi di alzarmi e chiuderla, che poi mi sveglio.

Così finisce che dalle sei in poi dormo a scatti.
Ormai le mie occhiaie sono croniche. I panda mi faranno membro onorario.

lunedì 27 luglio 2009

Quando per rompere i coglioni non serve nemmeno che aprono la bocca

Oggi voglio aprire la settimana con una cosa che mi da un fastidio immenso: i cazzabubboli musicali.
So che dovrei andare a googlare un po', ma non ne ho voglia, tanto avete già capito di che parlo. Sono quei cosi grandi come cellulari, probabilmente cellulari, dotati di autoparlante che consento ai ragazzini di rompere le balle più del solito al resto dell'umanità reiterando la loro esistenza sparando la musica nell'aere invece che tramite cuffiette nelle loro orecchie.

E' chiaro, no?

I due esempi che mi vengono meglio a tiro per ricondurre il fenomeno a qualche origine storica, sono gli anni ottanta e settanta (o anche un filino prima), quando i giovinastri dell'epoca piazzavano radio e registratori in qualche angolo di strada o parco a tutto volume. I primi, erano muniti di cassette, i secondi di onde radio, poichè i nastri ancora non erano trasportabili agibilmente (e nemmeno i registratori). Entrambi i gruppi facevano due cose se portavano i suddetti apparecchi all'esterno: ci ballavano sopra. A gruppi o coppie, si mettevano lì e ballavano, o ascoltavano nel caso degli anni 60-70). Non so se era per mancanza di spazi ricreativi, ma la loro rompicoglionaggine era contenuta a uno spazio metrico. Tra l'altro, credo fossero lampanti esempi di ribbellione giovanile e io, forte della recente visione dello stratosferico film Radio Boat (I love Radio Rock per gli amanti dei titoli italiani), sinceramente non ci vedo nulla di male, anche se ho il sospetto che gli hippoppari (i primi citati), rompessero non poco le palle a chi aveva voglia di farsi i riposini pomeridiani (sia chiaro però, che parlo per filmografia eh. Correzioni ben accette!).
Poi inventarono i walkman, che non avevano le casse e via di cuffiette. Poi inventarono anche i walkman con le casse, ma si sentivano decisamente peggio e poi l'alienazione era bella.

Ora, qualcuno mi spiega quale sia l'atto di ribbellione ggiovanile ed eccitante racchiuso nel portarsi in giro una scatoletta che spara decibel a tutto spiano? Nei posti poi in cui le persone hanno piacere a non avere decibel attaccati all'orecchi, vedi autobus e treni (grazie al cielo sugli aerei glie li farebbero spegnere) o anche solo la strada, che se vado a prendermi un panino, non significa che voglio anche il concerto. Fossero canzoni di buon gusto poi...
E pensare che c'è chi ancora si prende il disturbo di inventare nuove cuffiette sempre più tecnologiche, comode e belle (continuate! che io le compro e glie le incollo alle orecchie!!)

Dopo la recente lettura di Ninna Nanna di Palaniuck (e no ragazzo, mi spiace, ma non mi ha fatto molta impressione) mi approprio del termine silenziofobico.
Non c'è altra spiegazione, sti ragazzi sono silenziofobici. Cresciuti con gli strilloni di Scimmie e Galline, Grande Spione, Imbranati, immagino che come sentano un po' di pace si spaventino e tirino fuori sto coso. Perchè dividere la cuffietta solo tra me e te? Facciamolo anche con il resto del mondo che oggi mi pare troppo tranquillo. E perchè fare i banali e parlare? Io e te siamo toghi, ch'abbiamo la mmusica, ci infiliamo gli occhiali da sole che ci fa tanto fighi e andiamo in giro a far finta di essere due vampiri che ora non bruciamo nemmemo più al sole!

Oltre che silenziofobici sono sicuramente anche anonimofobici. Perchè non si spiega tutta sta voglia di dire: "Eeeeehi! Io esisto! Cagami!! Eddai, cagami!! Sono qui, cagami! Voglio che mi caaaghiii! Ma che, sei cieco! Cagami! Perchè non mi caghi? Cagami. Devi solo cagarmi, dai! CA-GA-MI!"
Se continuano così finisce che prima o poi li cago, letteralmente.

Che poi, se è solo per il brivido e la soddisfazione di essere mandati a fanculo basta dirlo eh? Ci si mette niente.

venerdì 24 luglio 2009

CSS...?

Anni fa, quando mi trasferii su Splinder, nulla sapevo di CSS.
Il mio template era nero... e che fa una brava bambina coscienziosa per far sì che si vedesse del colore e del carattere che voleva lei?
Esatto! Lo formatta nel post.

Mo, io ho un template chiaro. Ce l'avevo anche prima della mia ultima crisi in nero.
Che è successo quindi? Che l'80% delle pagine non si leggono. Sono in bianco.

AHAHAHAHAHAHAHAHA!



Oggi ho cominciato la lenta deformattazione di tutti i testi... da qui in poi si legge fino a pagina 30... partendo dal fondo, fino a pagg 77...

Se perirò nell'intento, sappiate che l'ho fatto esclusivamente per me e non ne è valsa per niente la pena!
Voglio un nuovo avatar.
Ecco.
Frank, oh Frank!

Non so perchè, ma mi viene sempre meno voglia di parlare dei fatti miei in sto blog... e forse non è una brutta cosa visto che sono piuttosto una lagna.

Così, pure oggi, facciamo un po' di cultura generale.
Casomai non ve ne foste accorti dai link che ho qui vicino, sono una grande appassionata di fumetti e il webcomic è tipo il mio rito mattutino: io, senza i miei webcomic quotidiani, non carburo. Come potete immaginare le ferie dei disegnatori sono la mia rovina.

Baloons è un gran bel blog.
Non si limita a pubblicare solo strisce (peraltro di vari autori, uno per ogni giorno della settimana), ma anche articoli su fumettari veri (leggesi come: fumettari che hanno guadagnato il diritto alla carta stampata).
Chris Appelhans dovrebbe essere il mio nuovo dio, se non fosse che non ho soldi per comprare i suoi libri. A farvi un giro sul suo sito, se non vi sciogliete nemmeno una volta e almeno un pochino alle sue strisce, significa che siete degli alienati. Ma davvero. Inoltre da un po' sto apprezzando enormemente la capacità di comunicare a immagini, senza parole, nonchè i disegni solo apparentemente infantili o malfatti. Davvero. Se vedete in rete un disegno che sembra l'evoluzione di un bambino delle medie, non cascateci. I disegnatori della Bonelli hanno i controcoglioni, ma chi decide di inventarsi uno stile tutto suo e pure minimal, li ha foderati d'acciaio.

Ad ogni modo la mia è solo una segnalazione, lungi da me scavalcare il lavoro di Baloons, che è ottimo e annoia decisamente meno.
Gotedevi il sito di Appelhans, ma arrivateci dopo a Season, quella è l'overture finale (ovviamente, chi fosse interessato farmi un regalo, quel libro da mezzo metro sarebbe perfetto).

giovedì 23 luglio 2009

Sfogo più che necessario

From: Boss
To: Heresiae

FDW: Incontro

Chiara, ho bisogno che controlli bene i lavori prima di consegnarli come conclusi.

lo metti a posto subito? sono da loro alle 11.

[immagine di mappa simil Google Maps con fumetto in cui il testo fuoriesce dai bordi]



I furbi qui al lavoro hanno il CMS personale, che fa SCHIFO.
Quello che ho fatto ieri, è stato entrare per la prima volta nel progetto AA e fare solo una cosa: inserire del testo in dei post vuoti. Non avevo assolutamente il permesso di pubblicare.

COME CAZZO CREDI CHE POSSA ANCHE SOLO PROVARE A METTERE A POSTO UN PROBLEMA DI GRAFICA?! HO FATTO LA HOLDEN O LO IED?! EH?!
E INVECE DI MANDARMI STE MAIL CHE NON CENTRANO UNA SEGA CON ME ALLE SETTE E MEZZA DI SERA QUANDO SONO GIà TRE QUARTI D'ORA CHE SONO A CASA, PERCHE' NON RISPONDI A QUELLA CHE TI HO MANDATO ALLE DIECI DEL MATTINO MALEDETTA TESTA DI beeeeeeeeeeeeeeeeeeeeep

Fanculo.
Io non ci resto qui aggratis.
O mi danno uno stipendo o io sloggio domani.

mercoledì 22 luglio 2009

2.0, che va sempre di moda parlarne e tra un po' non ci sarà più... forse

Qualche anno fa è nata una cosa chiamata Mambo.
Mambo era un CMS (Content Manager System, in italiano correggiuto, una cosa per fare siti in php fighissimi con il  minimo sforzo), pensato apposta per persone che nulla sapevano di programmazione (ovvero, i pischelli) ma volevano lo stesso far parte del meraviglioso mondo 2.0 e aprirsi il sitarello personale.

Minimo sforzo un paio di balle.

Mambo prima versione era ingestibile e chiunque volesse farsi un sito, dopo aver dato una scorsa veloce a Mambo apriva la guida di HTML.it e imparava il caro e vecchio codice statico.

La cosa buona che aveva, è che fare i template (ovvero la grafica, la faccia, i colori, come diavolo li volete chiamare) era abbastanza una stronzata.
La figata, è che era completamente open source (e non mi fate tradurre tutto!). Quindi era fiorita una foltissima e vivacissima comunità, che aveva cominciato a pasticciare col codice sorgente.
Credo ci fossero in giro almeno una decina di mambo tarocchi tra una release e l'altra.

Un paio d'anni più tardi, il team originale di Mambo litigò.



Fazione totally open source contro fazione: no, no e no, il codice io lo do solo a pagamento, ecco.
Perchè litigarono? Perchè gli stava venendo bene, ecco perchè e perchè c'erano esercizi commerciali che lo usavano, ecco perchè. Dalla quantità di tempo che ci spendevano sopra, qualcuno cominciò a pensare doverci guadagnare sopra.

Cattivelli.

Dalla litigata nacque Joomla (e la relativa comunità che scorazza allegramente per la rete... ma da dove l'avranno preso il nome poi...).
Anche John Doe, quando andò per ammazzare M alla fine prolificò, ma Mordred a lui era venuto un pelo meglio... e il bamboccino ha poi solo distrutto il pianeta.

Joomla prima versione era praticamente Mambo con un nome diverso. Poi cominciò a evolversi (grazie al cielo!) ma ci ha messo un po'.
Attualmente io lavoro su due versioni: Joomla 1.0 (praticamente ancora un ex-Mambo) che non mi lascia linkare le immagini nemmeno a pregare in turco e ottomano antico, e la versione nuova che per farci un template il turco e l'ottomano antico non bastano come conoscenze linguistiche.

Perchè sta filippica?
Un po' perchè la cultura generale fa sempre bene, un po' perchè qui al lavoro si sono sviluppati il CMS personale... e non sono sicura se catalogarlo sotto il Mambo o il Joomla prima versione, perchè la quantità di opzioni inutili, idiote, tergiversose (per non parlare dei bug infiniti) nemmeno M&J li hanno pensati... e quindi voglio semplicemente lanciare un: ECCHECAZZO!

Cioè, centinaia di persone ci hanno messo anni per sviluppare qualcosa che comincia a funzionare solo ora, e a me tocca tornare ai tempi delle prime release di Mambo?
Mapp@#*& di quella lur#&**$ bas@°&£ da*@°[[ ma va m*@°#ù§= sulla f*§°ç#@ b%&£"& beeeeeeeeeeeeeep


Oh.


Per gli approfondimenti il maestro riceve richieste da qui:
 
Splinder è gentilmente pregata di postare i miei post subito dopo la schisciata del bottone "Pubblica il post" e non quando cazzo pare a lei.

martedì 21 luglio 2009

L'analogico che non vuol diventare digitale

Leggo il Tumbrl di Steff e incappo in un articolo di Paolo Attivissimo dove si dice che gli utenti della rete hanno perso le capacità proprie della specie.
Ovvero.

Non è la prima volta che uno stato (qualsiasi) tenta di mettere il bavaglio alla rete. Non c'è da stupirsi. Guardate in Svezia, dove Pirate Bay ha ottenuto il 7% dei voti e un seggio al Parlamento Europeo (correzione via Nick). Quella è una degli esempi migliori in cui la rete mostra la sua sovranità.
Il mondo è terrorizzato da quella sovranità.
Un partito di pirati informatici approda al Parlamento Europeo dopo una campagna elettorale esclusivamente online.
Cosa signifa online?
Praticamente a costo zero.
Senza tv.
Giornali.
Sostenitori finanziari (leggesi: accordi, contratti, strette di mano, matrimoni combinati, etc...)
Insomma, utopia.

Epperò, se non è la prima volta che succede, non è nemmeno la prima volta che gli utenti svicolano e fanno marameo.
Certo, perchè la rete la fanno loro, non i potenti. Il bello della rete è che è elastica. Tu metti un blocco lì, e io ti creo una strada secondaria che lo aggira. Che poi, da quando c'è il 2.0 apriti cielo! Praticamente fermare un nerd come si deve è impossibile.
Attenti però, quando parlo di svicolare intendo tutto ciò che non comprende quello che è stato fatto in Italia (leggesi: scioperi inutili, manifestazioni inutili, gregge dietro a figure di spicco inutili, etc...)

Ora, cari i miei utenti della rete, credete realmente che vi servano vecchie capocce analogiche per combattere le battaglie della rete?
Credete davvero che persone nate quando la rete si usava solo per trasferire i dati dalle varie sedi del MIT e che negli ultimi dieci anni hanno imparato a usare il blog, solo (e esclusivamente) perchè i giornali non li pubblicavano, siano quello che ci vuole per voi?
Ma vi siete rincretiniti del tutto?

Vedete, quando ho cominciato a usarla io la rete, era un piccolo paradiso. C'eravamo solo noi, gli esclusi. Quelli che avevano già la nausea della società e attraverso il pc potevano parlare con persone che non conoscevano, ma che se non altro non li mandava a cagare solo perchè gli piaceva la lezione di storia o l'acne non gli guariva miracolosamente (leggesi come definizione riduttiva).

Ora che è successo? Che tutti hanno capito quant'è figa e accessibile (effetto collaterale del 2.0... se tanto mi da tanto, il 3.0 dovrebbe riportare anche un po' di cervelli in più a navigare... si spera).
La rete è stata invasa da una marea di bimbiminkia e blogger e sapete qual'è il problema dei blogger attuali? Di quelli che hanno guidato la spedizione punitiva contro una povera statua che niente centrava?
Che sono vecchi.
Hanno un blog, sono connessi a tutti i social network del momento, probabilmente hanno anche un iPhone e lo sanno usare da dio, ma sono vecchi. Persone vecchie con idee vecchie che si lasciano guidare da altre persone vecchie. Il mondo analogico che si diverte a sguazzare sui supporti digitali.

Se fossero stati realmente dei nerd, persone che usano la rete come si deve invece di bloggare e facebookare, avrebbero fatto altro. Non si sarebbero persi d'animo, non si sarebbero messi a strillare, non si sarebbero messi a dar retta ai soliti ribelli della parola scritta, non si sarebbero messi a fare una stronzata come lo sciopero dei blogger.
Avrebbero aperto un chat comune assieme a un altro po' di amici e avrebbero detto: "Ok, come la dribbliamo?"

Pensate che quando Emule si è visto chiudere centinaia di server si sia persa d'animo? Che quando gli hanno bloccato le connessione si sia messa a urlare e fare manifestazioni in piazza? Che quando hanno messo fuori legge il programma si siano solo limitati a chiudere il sito? Oppure ne hanno aperti di nuovi, creato nuove connessioni e distribuito il programma ovunque su server anonimi?

Se non siete in grado di fare qualcosa di veramente nerd come pastiacciare con codici e menate varie, non vi preoccupate, nessuno ve lo chiede.
Ma visto che abitate una cosa nerd, creata da dei nerd, pensata per dei nerd, a cui avete invaso l'unico posto che consideravano libero da scocciatori, fateci un favore, pensate come nerd.
Un nerd non pensa in analogico, non pensa in fisico, non pensa in politica, un nerd pensa in digitale, con strumenti digitali verso obiettivi digitali.

Fate il passetto in più.
Provateci almeno. Guardate quella cosa che chiamate computer e forse credete di saper usare e rendetevi conto del suo potenziale digitale.

Non vi fidate? Volete una prova?
Il mondo esterno si è accorto del vostro sciopero? Io conosco persone del mondo virtuale che non se ne erano accorte.
Fatevi due calcoli, almeno a mente, se ci riuscite.
Io tengo il profilo basso e quando sarà possibile, dribblerò.
Un po' di luce...
Stuck in a Moment Year

Quando arriva il momento di cambiare, lo senti. Subito.
Le pareti in cui abiti ti sono strette.
I tuoi vestiti non ti entrano più.
Tu e i tuoi capelli siete entità separate.
Alzarsi al mattino è difficile quasi quanto convincersi ad andare a dormire.
Il cinismo aumenta.
L'alienazione aumenta.
E tutto si fa noioso.

Ma tra tutti questi sintomi c'è una cosa che è definitivamente peggiore: l'impossibilità e l'incapacità di cambiare.
La paura a farlo.

E improvvisamente si è bloccati.
Ci si blocca nella fase evasiva, fatta di notti insonni a guardare sit-com, giocare online, leggere fumetti... tutto tranne l'essenziale.
Tutto ciò che ha fatto sì che tu arrivassi dove sei arrivata, tutto ciò che amavi fare, muoversi, uscire, scrivere, vivere... sparisce per venir soppiantato dalla vegetazione, dalla nebbia, dall'aria calda e afosa.

E a nulla servono gli stimoli esterni se la convinzione di non poter essere nient'altro che un blob molliccio incastrato su una sedia davanti a uno schermo è ormai solidificata dentro di te.
Però prima o poi quel guscio pesa. Tanto.

E' proprio ora di cambiare.
A qualsiasi costo.
A qualsiasi livello.

Sono stanca di essere stanca.


martedì 14 luglio 2009

Il fantomatico sciopero dei blogger

Sia chiaro.
Gli scioperi funzionano se e solo se: provocano disagio.
Quando i ferrovieri scioperano non ci sono i treni e molti preferiscono starsene a casa piuttosto che pagare il doppio dei soldi per prendere un EC, IC, o come si chiamano ora.
Quando ci sono gli scioperi dei docenti, gli alunni sono comunque a scuola ma senza nessuno a guardarli.
Quando ci sono scioperi di operai o chi altro, si ferma tutto, con conseguente perdita di denaro.

A che piffero serve fermare la rete?

Fanno una legge per il bavaglio alla rete e voi glie la silenziate?!?!
Fate la loro felicità.
Noi a loro non serviamo. Siamo una spina nel fianco. Oggi penseranno solo: ma magari lo facessero tutto l'anno!!
E invece oggi bisognerebbe rompere le palle il più possibile. Approfittare del fatto che della rete ne sappiamo più noi di loro e riempirgli caselle mai di spam, affossargli i server, pubblicare articoli solo per provocazione, ingolfare la burocrazia e i social network, arrivare ai media nazionali... A CHE SERVE NON PUBBLICARE PER UN GIORNO!

Qualcuno ci perderà?
Qualcuno ne sentirà la mancanza?

Che siate piccoli e insignificanti blogger come me o grandi blog seguitissimi, che succederà dopo il giorno di oscuramento?

Credo che degli scioperi abbiate un'idea un po' distorta miei cari blogger. Gli scioperi si fanno per creare danno ai padroni e convincerli che non è il caso di farci incazzare.

Cosa cambierà dopo il silenzio di un giorno?



Appunto.

domenica 14 giugno 2009

Siamo di nuovo alle ronde nere.
Non so voi, ma mi vien voglia di tenere lo zaino sempre pronto.

giovedì 11 giugno 2009

E' ora di cambiare colore.
Si, il nero proprio non va, a meno che non ci siano su le facce di John Travolta e Denzel Washington, ma allora sarebbe una maglietta.
Figa, ma una maglietta.
Per qualche strana ragione non ho molta voglia di mollare sto blog... sarà che ci sono affezionata... sarà che in fondo quattro anni di vita non si possono buttare via così.
E va beh.

La cosa figa è che se non altro riprenderò a scrivere sul lavoro, in particolare sui danno psicofisici (ormai mi sono rassegnata, non esiste un lavoro che non ti distrugge! E in questo sto pure seduta...):

- cameriera: tendiniti, fiacche, dolori vertebrali, schizofrenia, disturbi del sonno, principio di gastrite
- assistente direttore tecnico: personalità dissociate, autostima sempre più vicina a scoprire cosa c'è al centro della terra, portafogli vuoto
- banconista grom: tendiniti acuti, atrofizzazione mano destra, scottature da gelo, dolori vertebrali acuti, dolori plantari, schizofrenia, personalità dissociativa, disturbi del sonno, acidità di stomaco da vomito (vero , è stato il peggiore, mai più)
- stage da D.....: terrore mattutino, gobba, terrore giornaliero, noia, allucinazioni, dolori muscolari da immobilità, terrore serale, portafogli tragicamente vuoto, ripresa a parlare da sola in pubblico, dubbi continui...

I puntini ci sono perchè sono solo al quarto giorno e c'è tutto un mondo da scoprire!
Sono solo al quarto giorno e non ne posso già più E oggi sulla Newsletter del postdiploma Holden c'era la possibilità di poter partecipare alla stesura di una sceneggiatura gialla...

Uccidetemi ç_ç

martedì 26 maggio 2009

Ho un nuovo blog.
Ho un nuovo blog per diversi motivi, il principale è che questo lo conoscono persone che non voglio leggano quello che scrivo.
Il motivo per cui questo blog è stato abbandonato è che purtroppo sono stata abbastanza scema da farlo conoscere a persone che frequento.
La mia vita non esiste più.
Sono arrivata Torino piena di speranze e di sogni e ora esco dalla Holden cinica e piena di rabbia e di odio.
E sola.

Sono sola, checchè ne dica ilBaro, mia madre e qualsiasi altra persona con cui ho un rapporto più virtuale che altro.
Così, almeno mi riprendo il mio sfogo via web.
Che lo so che tanto qui non ci viene più nessuno, ma non mi fido proprio più a scriverci su.
Questo blog fa male.
E ormai mi sa che odio pure lui.

domenica 24 maggio 2009

Stanotte ho sognato un lieto fine.
Incredibile ma vero. Non solo perchè il sogno aveva una fine (quando mai), ma perchè era una fine bella!
Infatti anche nel sogno ero chiaramente stupita che stesse finendo tutto bene e avevo addosso quella bella sensazione che hai al cinema, quando dopo un'ora e mezza di film molto travagliato, gli autori hanno deciso che ti meritavi il lieto fine e te l'hanno dato. Minchia come godi in quel lieto fine. E ho goduto pure nel sogno.
Chiaramente me lo sono ricordato in quei cinque minuti in cui mi sono svegliata, mi sono resa conto che era un lieto fine e mi sono riaddormentata. Vai a capire che cos'era.

Ieri sera ho perso il cellulare.
Le speranze di ritrovarlo sono scarse. Confido ancora nel tassista ma lo so che non lo troverò mai. E' spento.
Naturalmente è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Di nuovo. Questa è stata la settimana dello sclero, di nuovo. Ormai sclero una volta al mese.
Comincia con un senso di disagio, arriva allo stomaco, si propaga per i muscoli (ed è lì che fa male), fino a quando qualcosa o qualcuno mi fanno partire per la tangente e faccio una piazzata al Baro via messenger. Classico.
Dopo un paio di giorni ricomincio ad essere calma. Oggi doveva essere il secondo giorno. Rovinato in pieno no?
La settimana all'autodistruzione doveva finire, ma mi sa che si prolungherà un pochetto. Inoltre è arrivato il fottuto caldo afoso, con conseguente sonno rovinato.
L'unica immagine che mi tiene su di morale è la Mini che, ubriacatasi con mezzo cocktail al suo compleanno ieri sera, sembrava improvvisamente tornata all'età di cinque anni, mentre contringe Bologna ed Elsi a metterle le scarpe a forza, scalciandole immediatamente dopo con un "Woo!"
Mini la scena delle scarpe me la porterò nella tomba da quanto era bella.
Hasta la Mini sempre!