Bollettino dei sogni la vendetta
Per qualche motivo la fine del mondo è ricorrente nei miei sogni... ora non me li ricordo tutti ma so che l'ho sognata più di una volta... ovvio per fine del mondo si possono intendere molte cose, non solo un disastro nucleare dal quale si riesce per qualche motivo a scamparla velocemente (in aereo poi -.-') rifugiandosi in un rifugio all'interno di quella che sembra chiaramente una catapecchia ma ha porte da banca stile Warner Bros (che però posso chiudere a mano pure io).
Una delle prime se non sbaglio ero un'abitante di un piccolo villaggio medievale sotto attacco da un manipolo di soldati, e mentre saltellavo da un riparo all'altro una lancia mi centrò in pieno ombelico. Mi svegliai pure dal male. XD
Poi c'è anche stato il caos cittadino dove tutti correvano e saccheggiavano all'impazzata e io ero misteriosamente incinta.
Se non altro in questo stavo bene e sopravvivevo... avevo pure una tuta stile astronauta adddosso... e anche tutti gli sconosciuti con me òo
In ogni caso i miei sogni sulla fine del mondo sono sempre stati abbastanza nei tempi culturali dell'epoca... cioè, dei miei tempi culturali... mica è colpa mia se fino agli otto anni non ho potuto leggere altro che classici tra cui Hivanhoe! O no?
Però la vecchia nave del mississipi (ma in metallo e più grande) trasformata in circo intinerante, la cui figlia del capocomico mi portava nei sotterranei (!!!) a cercare il tesoro nascosto della stirpe di sua madre che la matrigna stava indegnamente saccheggiando e il gamberetto enorme che si contorceva tra le mie mani e mi moriva al lavoro dopo essere sbarcata da una nave da crociera perchè non l'avevo messo in acqua... ecco... quelli non so proprio cosa ci facessero lì in mezzo...
mercoledì 24 marzo 2010
lunedì 22 marzo 2010
Ho sognato che...
... perdevo Junior su una macchina d'avvocati o azionisti amici di mio zio (dopo che l'avevo perquisita con mia cugina tra l'altro...). Perdevo il cappotto in una casa sconosciuta chissà dove nei boschi, a cui avrei dato fuoco o fatto saltare in aria con i suoi abitanti dentro (o gli abitanti avevano intenzione di suicidarsi... non ricordo) ma non prima di aver messo in salvo i micetti. Che ero in un'immensa azienda bianca che sembrava un po' il Coocon del Museo di Storia Naturale di Londra visto dal basso e dentro il cocomero era il sogno bianco e malato di un archidetto amante degli spazi vuoti e dei divisoridi vetro, che erano poi stati tutti riempiti di impiegati in giacca e cravatta e tailleur tutti rigorosamente neri, il cui capo avremmo poi ricattato con una bomba nella sala giochi (applicata in maniera assolutamente inverosimile ma tichettava!!). Quindi incontravamo il capo, tranquillissimo, che ovviamente era onniscente assolutamente non preoccupato, seguiva il fuggi fuggi generale scoprendo che in realtà era un enorme tendone da circo in mezzo a un prato pieno di alberi e pure con un ruscello e un nel ponte di pietra e per qualche motivo un paio di coglioni della mia arrabattissima banda hanno cominciato a sfidarsicon una tipa dell'azienda a chi sarebbe salito in cima al tendone salendo per un cavo elastico perchè gli ascensori erano rotti.
Ora, non mi ricordo se la bomba poi eplodeva o meno... però che avevo addosso il mio cappotto con le tasche piene di monete e che alla mensa aziendale arredata come una tavola calda snob c'era un cameriere identico a Pagoda dei Tenenbaum... e gli volevo dare la mancia a tutti i costi!
Ora voglio che qualcuno lo interpreti ù.ù
... perdevo Junior su una macchina d'avvocati o azionisti amici di mio zio (dopo che l'avevo perquisita con mia cugina tra l'altro...). Perdevo il cappotto in una casa sconosciuta chissà dove nei boschi, a cui avrei dato fuoco o fatto saltare in aria con i suoi abitanti dentro (o gli abitanti avevano intenzione di suicidarsi... non ricordo) ma non prima di aver messo in salvo i micetti. Che ero in un'immensa azienda bianca che sembrava un po' il Coocon del Museo di Storia Naturale di Londra visto dal basso e dentro il cocomero era il sogno bianco e malato di un archidetto amante degli spazi vuoti e dei divisoridi vetro, che erano poi stati tutti riempiti di impiegati in giacca e cravatta e tailleur tutti rigorosamente neri, il cui capo avremmo poi ricattato con una bomba nella sala giochi (applicata in maniera assolutamente inverosimile ma tichettava!!). Quindi incontravamo il capo, tranquillissimo, che ovviamente era onniscente assolutamente non preoccupato, seguiva il fuggi fuggi generale scoprendo che in realtà era un enorme tendone da circo in mezzo a un prato pieno di alberi e pure con un ruscello e un nel ponte di pietra e per qualche motivo un paio di coglioni della mia arrabattissima banda hanno cominciato a sfidarsicon una tipa dell'azienda a chi sarebbe salito in cima al tendone salendo per un cavo elastico perchè gli ascensori erano rotti.
Ora, non mi ricordo se la bomba poi eplodeva o meno... però che avevo addosso il mio cappotto con le tasche piene di monete e che alla mensa aziendale arredata come una tavola calda snob c'era un cameriere identico a Pagoda dei Tenenbaum... e gli volevo dare la mancia a tutti i costi!
Ora voglio che qualcuno lo interpreti ù.ù
lunedì 8 marzo 2010
8 marzo...
Mi sento un po' in colpa oggi, mentre tento di contrastare tutti questi auguri.
Me li fanno di cuore, qualcuno un po' imbarazzato, come una cosa che sanno che devono fare per forza e io sorrido un po' e dico grazie. Li guardi negli occhi e lo vedi che non sono cattivi, lo fanno perché gli hanno insegnato che si fa. Nient'altro.
Anche al ristorante, sono stata un po' in bilico se accettare o meno la mimosa che mi hanno regalato, ma come si fa a dire: "No grazie, perché questo non è un giorno di festa, ma l'occasione per ribadire i nostri diritti, i sopprusi che ancora subiamo e ricordarvi che la parità che tanto millantate non è nemmeno stata sfiorata figuriamoci raggiunta e comunque, al poso della mimosa, preferiremmo una bella palata di rispetto reciproco tutto il resto dell'anno" a qualcuno che ti guarda con l'evidente desiderio di farti un piacere?
E' difficile...
Già, oggi ci festeggiate, ma festeggiate cosa?
Che esistiamo? Che esiste la patata? Che ci siamo lacerate e consumate per farvi nascere e crescere in un mondo che ci usa esclusivamente come carne da riproduzione e se ci rifiutiamo ci aprite la strada al macello o ci denigrate in quanto non fornite di istinto materno? E quando lo vogliamo fare invece ci chiudete tutte le strade per la realizzazione personale perché sia mai che non dobbiamo sentire in colpa se non ci sentiamo completamente realizzate a procreare un'amabile rottura di coglioni di cui il mondo maschio vorrebbe averci a che fare solo raggiunta la maggiore età?
Siete consapevoli dei motivi per cui ci festeggiate? O l'avete presa semplicemente come una cosa di fatto, come la festa della mamma e del papà, fai il lavoretto a scuola, glie lo porti, oplà finita la festa, che c'è per cena mamma? No quello non mi piace, non lo mangio!
Sulla pagina di facebook leggo ogni giorno notizie di donne uccise, stuprate, torturate, tormentate, sfruttate... non ogni tanto, ogni giorno ovunque, tanto a nord quanto a sud e centro.
E se devo essere sincera, nelle case dove queste cose accadono ogni giorno e di cui non avremo notizia fino al prossimo omicidio, non penso proprio che oggi sarà un giorno migliore.
Oggi è la festa della donna e io penserò a loro, a tutte le donne ancora prigioniere di un ruolo e di una situazione, che non avrebbe mai dovuto esistere.
Mi sento un po' in colpa oggi, mentre tento di contrastare tutti questi auguri.
Me li fanno di cuore, qualcuno un po' imbarazzato, come una cosa che sanno che devono fare per forza e io sorrido un po' e dico grazie. Li guardi negli occhi e lo vedi che non sono cattivi, lo fanno perché gli hanno insegnato che si fa. Nient'altro.
Anche al ristorante, sono stata un po' in bilico se accettare o meno la mimosa che mi hanno regalato, ma come si fa a dire: "No grazie, perché questo non è un giorno di festa, ma l'occasione per ribadire i nostri diritti, i sopprusi che ancora subiamo e ricordarvi che la parità che tanto millantate non è nemmeno stata sfiorata figuriamoci raggiunta e comunque, al poso della mimosa, preferiremmo una bella palata di rispetto reciproco tutto il resto dell'anno" a qualcuno che ti guarda con l'evidente desiderio di farti un piacere?
E' difficile...
Già, oggi ci festeggiate, ma festeggiate cosa?
Che esistiamo? Che esiste la patata? Che ci siamo lacerate e consumate per farvi nascere e crescere in un mondo che ci usa esclusivamente come carne da riproduzione e se ci rifiutiamo ci aprite la strada al macello o ci denigrate in quanto non fornite di istinto materno? E quando lo vogliamo fare invece ci chiudete tutte le strade per la realizzazione personale perché sia mai che non dobbiamo sentire in colpa se non ci sentiamo completamente realizzate a procreare un'amabile rottura di coglioni di cui il mondo maschio vorrebbe averci a che fare solo raggiunta la maggiore età?
Siete consapevoli dei motivi per cui ci festeggiate? O l'avete presa semplicemente come una cosa di fatto, come la festa della mamma e del papà, fai il lavoretto a scuola, glie lo porti, oplà finita la festa, che c'è per cena mamma? No quello non mi piace, non lo mangio!
Sulla pagina di facebook leggo ogni giorno notizie di donne uccise, stuprate, torturate, tormentate, sfruttate... non ogni tanto, ogni giorno ovunque, tanto a nord quanto a sud e centro.
E se devo essere sincera, nelle case dove queste cose accadono ogni giorno e di cui non avremo notizia fino al prossimo omicidio, non penso proprio che oggi sarà un giorno migliore.
Oggi è la festa della donna e io penserò a loro, a tutte le donne ancora prigioniere di un ruolo e di una situazione, che non avrebbe mai dovuto esistere.
domenica 7 marzo 2010
Ho inviato una mail alla Presidenza della Repubblica.
In un paese come il nostro, dove il confronto con i cittadini è solo una mera illusione, non credo assolutamente né che riceverò risposta né che la leggeranno davvero. Però nell'epoca in cui siamo, sto cominciando a essere davvero stufa della mia impotenza.
Se scrivere è davvero l'unica cosa che so fare, cosa ancora tutta da vedere, tanto vale farlo.
In un paese come il nostro, dove il confronto con i cittadini è solo una mera illusione, non credo assolutamente né che riceverò risposta né che la leggeranno davvero. Però nell'epoca in cui siamo, sto cominciando a essere davvero stufa della mia impotenza.
Se scrivere è davvero l'unica cosa che so fare, cosa ancora tutta da vedere, tanto vale farlo.
sabato 6 marzo 2010
Quando venne fuori la notizia che non una, ma in ben due regioni le liste del PDL non erano state ammesse per errori burocratici, ho avuto uno sbuffo di ilarità.
Seriamente?
E' quello che fa la politica, no? Redigere, norme, regolamenti, leggi, governare insomma, e proprio loro non riescono a rispettare una scadenza importante come quella del presentare le liste dei candidati per le elezioni regionali?
Incredibile davvero.
Poi c'è stato tutto il carosello inevitabile di loro che dicevano che era un attentato alle elezioni (si chiama autogol in realtà) e gli altri che boh, qualcosa dicevano.
Non mi sono messa a spulciare tutta la rassegna stampa, sorry, diventa sempre più difficile sopportare le panzane politiche, ma mi pare che il messaggio fosse quello.
Se non sbaglio e se non ho perso pezzi alla fine è andata così, in Lazio le liste civili sono state ammesse in Lombardia c'era il problema delle firme false. E poi è stato introdotto questo decreto legge che è stato firmato da Napolitano e tutte le liste sono ammesse.
Yeeeee.
E questa la risposta al suo gesto.
Caro signor presidente, ho capito che andare alle elezioni con il partito di maggioranza grande assente era un problema mica di ridere. Immagino che avere il capo del governo coi maroni girati dev'essere abbastanza brutto da quelle parti, in quel caso però suggerirei semplicemente un aumento delle dosi delle medicine. E immagino anche che tutti gli aficionados delle reti mediaset prima o poi ci avrebbero creduto al complotto non vedendo il partito sulla scheda elettorale e i maroni non li avrebbero solo rotti, ma spatasciati. Ma adesso capiamoci un attimo.
Con la burocrazia italiana ogni bravo italiano ci ha fatto i conti, da tutta una vita. All'università, al lavoro, per le bollette, le tasse, la macchina, i viaggi, mettere su casa, famiglia, iscrivere i bambini a scuola... e le posso garantire che siamo tutti degli espertoni in fatto di scadenze e destreggiamenti tra le carte e gradirei che almeno i panzoni che scaldano le sedie in parlamento e tutti i loro portaborse, lo sappiano fare a occhi chiusi, su una gamba sola e con una mano legata dietro la schiena.
Ovvio, io non voto PDL (nemmeno se gli asini volassero in effetti), ed entro breve mi si porrà il problema di votare di nuovo il male minore per la mia regione dove mi sono ritrovata a vivere ed è un problema non da poco.
Quello che io mi chiedo non è se sarebbe successo anche con un governo di sinistra (siniche?), quello che io mi chiedo è: sarà la norma? I politici potranno cominciare a ignorare tutte le norme vigenti in atto e noi come poveri coglioni ad affogare tra le carte?
Ah non siamo riusciti a raccogliere le firme entro il termine. Vabeh pazienza, stiamo un altro paio di giorni e poi le portiamo.
Eh?
Io sono la prima a dire che di cartaccia ne gira fin troppa da ste parti e a levarne un po' si vivrebbe decisamente meglio (e la foresta amazzonica con noi), ma ora io voglio che la data entro quale pagare le tasse sia indicativa e non più definitiva. Voglio che se mi gira di laurearmi una seconda volta e arrivo in ritardo con la presentazione della domanda di laurea, la segretaria invece di ridermi in faccia mi dice ma sì te l'accetto lo stesso. Che se pago in ritardo la bolletta non mi addebitino la mora e via così, tanto a quanto pare le scadenze non sono più definitive.
Il fatto è signor presidente, che l'unica cosa che sapevano fare per certa era proprio quella, raccogliere firme e presentarsi alle elezioni e hanno dimostrato di non saper fare la cosa più semplice nell'attività politica.
E alla luce di ciò, non crede che questa scadenza sia stata messa apposta anni fa, proprio per dividere i candidati tra chi aveva un partito organizzato e chi no?
Perché sa, se si gira un film e quelli dell'organizzazione non presentano entro i dovuti tempi le domande per i permessi al comune per le scene in esterna, il film non si fa. Si chiama organizzazione apposta, se no che organizzazione è?
Sicuramente i tizi che si sono occupati della cosa difficilmente sono ancora nelle file organizzative del partito, ma erano comunque i responsabili della cosa. E se hanno scelto male loro, figuriamoci chi altri hanno scelto male.
La mail di risposta
Seriamente?
E' quello che fa la politica, no? Redigere, norme, regolamenti, leggi, governare insomma, e proprio loro non riescono a rispettare una scadenza importante come quella del presentare le liste dei candidati per le elezioni regionali?
Incredibile davvero.
Poi c'è stato tutto il carosello inevitabile di loro che dicevano che era un attentato alle elezioni (si chiama autogol in realtà) e gli altri che boh, qualcosa dicevano.
Non mi sono messa a spulciare tutta la rassegna stampa, sorry, diventa sempre più difficile sopportare le panzane politiche, ma mi pare che il messaggio fosse quello.
Se non sbaglio e se non ho perso pezzi alla fine è andata così, in Lazio le liste civili sono state ammesse in Lombardia c'era il problema delle firme false. E poi è stato introdotto questo decreto legge che è stato firmato da Napolitano e tutte le liste sono ammesse.
Yeeeee.
E questa la risposta al suo gesto.
Caro signor presidente, ho capito che andare alle elezioni con il partito di maggioranza grande assente era un problema mica di ridere. Immagino che avere il capo del governo coi maroni girati dev'essere abbastanza brutto da quelle parti, in quel caso però suggerirei semplicemente un aumento delle dosi delle medicine. E immagino anche che tutti gli aficionados delle reti mediaset prima o poi ci avrebbero creduto al complotto non vedendo il partito sulla scheda elettorale e i maroni non li avrebbero solo rotti, ma spatasciati. Ma adesso capiamoci un attimo.
Con la burocrazia italiana ogni bravo italiano ci ha fatto i conti, da tutta una vita. All'università, al lavoro, per le bollette, le tasse, la macchina, i viaggi, mettere su casa, famiglia, iscrivere i bambini a scuola... e le posso garantire che siamo tutti degli espertoni in fatto di scadenze e destreggiamenti tra le carte e gradirei che almeno i panzoni che scaldano le sedie in parlamento e tutti i loro portaborse, lo sappiano fare a occhi chiusi, su una gamba sola e con una mano legata dietro la schiena.
Ovvio, io non voto PDL (nemmeno se gli asini volassero in effetti), ed entro breve mi si porrà il problema di votare di nuovo il male minore per la mia regione dove mi sono ritrovata a vivere ed è un problema non da poco.
Quello che io mi chiedo non è se sarebbe successo anche con un governo di sinistra (siniche?), quello che io mi chiedo è: sarà la norma? I politici potranno cominciare a ignorare tutte le norme vigenti in atto e noi come poveri coglioni ad affogare tra le carte?
Ah non siamo riusciti a raccogliere le firme entro il termine. Vabeh pazienza, stiamo un altro paio di giorni e poi le portiamo.
Eh?
Io sono la prima a dire che di cartaccia ne gira fin troppa da ste parti e a levarne un po' si vivrebbe decisamente meglio (e la foresta amazzonica con noi), ma ora io voglio che la data entro quale pagare le tasse sia indicativa e non più definitiva. Voglio che se mi gira di laurearmi una seconda volta e arrivo in ritardo con la presentazione della domanda di laurea, la segretaria invece di ridermi in faccia mi dice ma sì te l'accetto lo stesso. Che se pago in ritardo la bolletta non mi addebitino la mora e via così, tanto a quanto pare le scadenze non sono più definitive.
Il fatto è signor presidente, che l'unica cosa che sapevano fare per certa era proprio quella, raccogliere firme e presentarsi alle elezioni e hanno dimostrato di non saper fare la cosa più semplice nell'attività politica.
E alla luce di ciò, non crede che questa scadenza sia stata messa apposta anni fa, proprio per dividere i candidati tra chi aveva un partito organizzato e chi no?
Perché sa, se si gira un film e quelli dell'organizzazione non presentano entro i dovuti tempi le domande per i permessi al comune per le scene in esterna, il film non si fa. Si chiama organizzazione apposta, se no che organizzazione è?
Sicuramente i tizi che si sono occupati della cosa difficilmente sono ancora nelle file organizzative del partito, ma erano comunque i responsabili della cosa. E se hanno scelto male loro, figuriamoci chi altri hanno scelto male.
La mail di risposta
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