lunedì 28 marzo 2011

Batman

Sono in fissa con Batman.
E' piuttosto normale come cosa, cioè che io sia in fissa.
I telefilm che seguo regolarmente mi stanno annoiando a cicli alterni e poi ho voglia di leggere.
Ero in fissa per il ciclo di Eymerich ma non sono proprio libri leggerissimi e per ora mi sono bloccata a metà di Picatrix.
In realtà non è proprio periodo di libri, ma ho veramente una voglia maledetta di leggere. Indi per cui via ai fumetti.

Batman è sempre stato il mio supereroe preferito e no, non solo perché è figo. Tra l'altro, essendo quasi sempre disegnato come un trapezio al contrario anche lì la cosa è da discutere.
Mi piace perché è completamente umano. Non muta, non ha nessun maledetto gene X, non è alieno, non proviene da qualche strana dimensione spaziotemporale. E poi ha un covo figo.
Dai, chi non vorrebbe una batcaverna sotto casa?
Ha Alfred. Io amo alla follia Alfred. Beh, è impossibile non amare Alfred. Come si fa a non ammirare uno che si è caricato dell'ultimo erede della famiglia Wayne al punto che quando questo comincia a vestirsi da pipistrello invece di chiamare la neuro gli cuce il mantello? Ci fosse stato un terzo avrebbe chiamato la neuro per tutti e due, ma tant'è...

Comunque pensavo che avrei fatto più fatica ad adattarmici. Cioè, il Batman dei fumetti ha ben poco a che fare con quello dei film. Nei film ci sono sempre stati i soliti 3-4 cattivi, tutti di stereotipizzazione burtoniana, sangue zero (qualcosa di più negli ultimi si visto, dai), dialoghi infiniti con sé stesso zero, nemmeno gli ultimi film rendono veramente giustizia all'odiosità del personaggio pubblico di Bruce Wayne. E poi Gordon, tutti i Robin (sono indecisa se spoilerarmi tutto su Wikipedia per scoprire da dove diavolo è saltato fuori Tim o aspettare di andare sufficientemente indietro nella serie...), i criminali sempre più malati e lui costantemente su quella linea di confine sempre più labile tra l'alienazione e la totale follia.
Fantastico.

Quello che non immaginavo è che razza di buco nero sarebbe stato entrare nella serie.
E' un po' come l'universo di Star Trek, che se non ti dai un limite sei finito. Ma con ST puoi decidere di rimanere fedele a una serie e magari di salvi, col pipistrello non sono molto sicura...
A leggere l'elenco delle pubblicazioni su Wikipedia un po' mi viene male, giuro. Ma com'è che han dovuto fare così tante serie parallele? Bel colpo per una abituata alle pubblicazioni Bonelli.

Tra due settimane ci sarà il ToComics... non so se è una fortuna o una disgrazia.

giovedì 24 marzo 2011

Punto della situazione

Ogni tanto rifletto su come sono arrivata fin qua. Di carattere, non di strada.
Voglio dire, com'è che sono venuta su maschiaccio, femminista, nerd e a tratti misantropa?

Ok femminista non è un mistero. Ho un anarco-comunista-femminista-hippie da parte di madre, sarebbe stato difficile il contrario.
La misantropia nemmeno: ho un'orso sgorbutico da parte di padre, il che crea costantemente un conflitto tra la mia parte che necessita di contatti sociali e quella che dice "stammi alla larga che se no ti mozzico".

Per la nerdaggine mi sta aiutando il libro "Storia naturale del nerd". Questa cosa che i nerd abbiano tutti i comune una scarsa comprensione empatica delle regole sociali non scritte, mi è completamente famigliare.
Alle medie le mie compagne parlavano di ragazzi, di sesso, si esprimevano a mezze parole e con allusioni, che io non comprendevo per una cippa. E la cosa è andata avanti fino a metà delle superiori, quando una spaventosissima cotta mi ha finalmente fatto entrare nel mondo dei quasi normali.
Perché non c'è niente che ti faccia entrare nella società come cominciare a parlare costantemente del ragazzo che ti piace e chiedere alle "esperte" consigli sul cambiamento di look (fin'ora mantenuto a tutone e camicione). Che poi io abbia continuato a non capire certi comportamenti illogici in realtà credo sia stata una fortuna.

Ok, ma la maschiaggine? Finché sei piccola ci può anche stare, specie se tuo padre ti inizia all'arte della falegnameria e tua madre non ha nessun problema a regalarti pistole e piste della macchinine. Ma perché non mi sono liberata della mia totale mascolinaggine quando mi sono sviluppata e il mio essere femmina si è rivelato irreversibile, mantenendola in buona pare pure ora?
Beh secondo me, è perché non avevo le tette. E non ne ho molte nemmeno adesso.
Le tette sono quella cosa che ti rende inequivocabilmente femmina. Pare infatti che più ce ne hai, più lo sei.
Evidentemente essere patata munita e avere la lingua biforcuta non basta.
La cosa buffa è che se sei percepita come poco femmina pure fisicamente, nessuno si fa avanti per sfidare i pericoli di una misantropa nerd femminista, quindi maschiaccia lo rimani finché ormai è una cosa così radicata in te stessa che cominci a pensare: ma perché devo essere uguale a tutte quelle ben pettinate, truccate e profumate solo per dimostrare che sono femmina? E mettere di dire le parolacce? E di preferire i film d'azione alle commedie zuccherose? Etc...

Non è meraviglioso quando la parte femminista e quella maschiaccia capiscono che si amano?
Io le adoro.
Peccato che si amino pure la misantropia e la nerdaggine, se no mi piacerei davvero tanto.

mercoledì 23 marzo 2011

Scienza fantastica

La fantascienza mi è sempre piacicchiata, ma a momenti.
Non sono una purista. I vecchi romanzi di fantascienza sono appunto vecchi e a volte mi annoiano (c'ho provato a prendere Asimov ma sono arrivata solo a metà). E una volta ho persino regalato Dune a mia sorella, un po' perché non avevo idee per il suo Natale un po' perché era giovine e poteva essere interessante farle scoprire un genere nuovo con una sua pietra miliare. Lei l'ha finito, io no. E non chiedetemi di guardare le vecchie serie di ST, non credo che le sopporterei.
Però mi ricordo il mio primo incontro con la Sci-Fy.
Quando arrivava il nuovo libro di antologia delle medie io mi fiondavo subito a leggere i racconti più belli. No, non era secchionaggine, è che mamma e papà non mi compravano un libro ogni due giorni e internet ancora non c'era, quindi da qualche parte dovevo pur evadere, o no?
Alcuni brani poi erano bellini, ma solo uno me lo ricordo ancora. Era la storia di questo ragazzino che viveva nel futuro. Nel futuro però il sole aveva avuto la bella idea di spegnersi lasciando la Terra alla condizione di ghiacciolo vagante. Il papà del ragazzino doveva essere un mezzo ingegnere nella vita pre-glaciazione, perché era riuscito a isolare completamente casa sua con tappeti, plastiche e un sacco d'altra roba, così la famiglia riusciva a sopravvivere. Sola nel deserto glaciale, ma viva. Era anche riuscito a costruire delle tute isolanti per ognuno dei membri della famiglia con secchi, guanti etc... Così ogni tot il ragazzino usciva di casa e andava a prendere una secchiata di ossigeno. Certo, ossigeno. Col sole spento si era ghiacciato tutto, pure l'atmosfera, quindi lui scavava nella neve di vari strati e colori, finché non individuava l'ossigeno, che aveva un colore tutto suo, tipo azzurrognolo (si, ragazzi, sospensione dell'incredulità a mille, ok?). Il ragazzino poi tornava a casa di corsa prima che il suo di ossigeno finisse e metteva il secchio a bollire sul fuoco, così l'ossigeno si spandeva nell'aria (ricordate, sospensione dell'incredulità. a palate).
Ecco non mi ricordo altro. Mi pare che il racconto si chiudesse su degli estranei che raggiungevano la famiglia accampata dicendogli che c'era un avamposto umano vero, di quelli seri, non fatti coi tappeti, o forse me lo sono immaginato, non lo so. A 12-13 anni non ti metti a guardare in fondo alla pagina "Ehi che libro è che lo compro?" e se anche lo fai te lo sei dimenticato quella sera stessa, quindi chissà cos'era.

Tutto questo per dire che a me l'ultimo film di Star Trek mi è piaciuto e mi piace pure ST Voyager, checché ne dicano i trekkiani puri e continueranno a piacermi.

No così, era solo per puntualizzarlo.
Ma poi, alla fine, siamo così sicuri che sia tutta colpa delle manovre pubblicitarie di B. se in quello che, in qualsiasi altro paese del mondo avrebbe causato minimo una rivoluzione, noi per quanto disgustati e offesi, non ci sentiamo così sorpresi?
Sicuri sicuri?
No perché così a braccio io mi ricordo della famiglia Borgia, tanto per dirne una. Sì, quella del papa. No cioè, se già all'epoca era sopportabile che un papa avesse un paio di figlioli e che questi si dilettassero nella nobile arte dell'omicidio, cosa sarà mai un premier ninfomane?
E andando più sul recente, vi ricordo che per noi era normale fino a settantanni fa che il potere in carica si mantenesse tale a suon di manganellate, esili e omicidi.
E veramente ci stiamo scandalizzando per la prostituzione? Noi che praticamente le abbiamo inventate le case di piacere (sì, andatevi a cercare in rete la puntata in cui Piero Angela fa da guida nelle case del piacere romane, affrescate con la "specialità" della stanza scelta). Seriamente, se non fosse stata per quella legge dalla mentalità paesana (da gelosia bigotta) sarebbero aperte ancora adesso.

martedì 22 marzo 2011

Vertigini

Ogni volta che entro in casa dopo il lavoro vengo colta da un blocco.
Nel momento stesso in cui poso giacca, borsa e scarpe e mi metto davanti al pc... è finita.
Potrei essere presa da mille impegni, dover fare una marea di cose, avere il palazzo in fiamme ma niente. Io non mi muovo. L'unica cosa che sono in grado di fare è: guardare i telefilm, leggere fumetti, guardare le anteprime dei file, perdermi nel cazzeggio.
Ogni tanto ci provo, mi ci metto di buon impegno.
Per tutto il giorno faccio auto-training, mi convinco ad arrivare a casa e lavorare di buona lena, mi dico quanto sarà bello cominciare a essere produttiva per me stessa, quante cose potrei fare con il mio tempo libero.
E poi niente. Dopo cena sono un morto.
Posso anche aprire la pagina bianca di Word, ma rimarrà tale.
Posso trascrivere un'idea sull'editor di testo dell'ipod ma rimarrà lì.
Posso convincermi fino all'inverosimile che dovrei quantomeno informarmi e riflettere sul possibile primo lavoro veramente figo della mia vita, ma non lo farò.
E io odio, questo lato di me.
Ma la cosa che odio di più, è la sensazione della pagina lì davanti a me.
La guardo e sento una vertigine. Palpabile e sottile. Parte dalla testa e arriva al petto, mi fa trattenere il fiato e la mente si svuota.
Potevo avere un'idea fighissima fino a dieci minuti prima, ma in quel momento sarà vuota.
Nel rimbombo della mia testa risuoneranno cose come "Stupida", "Muoviti su dai", "Che aspetti", "Spicciati", "Non di nuovo, no!", "Quanto ti odio" mischiate a "Non ne vale la pena", "Più tardi", "Prendo l'ispirazione prima", "Ancora cinque minuti", "Sono stanca", "Non c'ho voglia".

Non c'ho voglia.

Allora chiudo word, la vertigine scompare e apro il blog per lamentarmi di quanto mi faccio schifo da sola.
Vai avanti così Heresiae, vedrai quanta strada riuscirai a fare, lamentandoti solo.

La bandiera

Io porto la bandiera. Giuro. Ho una coccardina sulla cinghia della borsa che quando la metto mi sta proprio in centro al petto.
Ho anche una bandierina, che i miei fidi peluche del termosifone reggono con malcelato orgoglio, che ho sbandierato al concerto di Vecchioni la notte bianca del 16/17 marzo.
Giuro.
E non sono nemmeno pratriottica, anzi!
Sono la prima a guardare il mio Presdelcons e fare la faccia disgustata. Sono la prima a guardare la mia classe politica e a esserne schifata. Sono la prima a guardare i leghisti e legarmi a un palo per continuare a seguire la mia filosofia della nonviolenza. Sono la prima che quando vedo qualcuno parlare degli immigrati, fa la cosa precedentemente descritta. Son la prima a schifare l'attuale produzione di cultura italiana e molti cibi italianissimi per tutto ciò che di meno italiano c'è. E non parliamo della moda.
E allora perchè?

Beh, innanzitutto, io so chi l'ha portata prima di me.
A 11 anni, sono entrata nella banda musicale di D. e poco tempo dopo andavo in giro trotterellando durante le celebrazioni cittadine. Quindi mi sono fatta tutti i 25 aprile e 2 Giugno per anni. E quindi? Niente. Solo che c'erano dei vecchietti adorabili, tutti impettiti e medagliati, col cappello alla bersagliera che si presentavano con il loro stemmetto, che dietro aveva la bandiera (come il nostro). E che quando c'era da mettere la corona sulla statua celebrativa anche quella aveva la bandiera. E che una volta messa attaccavamo tutti l'inno d'Italia.
Capirete pur il mio sgomento quando, non troppi anni dopo, scoprii che c'era gente che non lo conosceva l'inno, tra cui persone che lo sentivano ogni due finesettimana (indizio: indossano calzoncini e non sanno infilare un verbo dopo un soggetto).

E poi io ho studiato storia ed educazione civica. Io so che è tutta una balla, quella del Garibaldi che arriva con 1000 giovinotti in rosso e tutti gli aprono il portone dicendo "W l'Italia!". Io so che dalla punta della Sicilia fino alle Dolomiti ne son caduti parecchi per farla sta cazzo d'Italia e per rispetto loro e per quelli che li han massacrati non mi sento di nasconderla in un cassetto sta bandiera. E vogliamo parlare di tutti quelli morti a difesa della giustizia?
E poi l'insegnante di educazione civica che rapito ti spiega la tua Costituzione è un bel ricordo che c'ho ancora adesso e qualcosa vorrà dire.

Quando poi Mr. B. è finito in prima pagina su tutti i giornali del mondo come la barzelletta più divertente dall'epoca di Pierino io all'inizio mi sono incazzata. Con lui. Poi c'ho ragionato un po' e... macchiccazzo vi credete di essere?!
Voi, proprio voi, che ogni volta che dovete risollevare un po' l'economia puntate i missili su un paese mediorientale a caso e discutete di quanto sia giusto ragalare le aspirine e chi non se le può comprare. Voi, proprio voi, che siete di un'arroganza e un bullismo come pochi ne ho visti nella mia vita al punto che pretendete che parlino la vostra lingua pure sul cucuzzolo di un monte peruviano. Voi, proprio voi, che un bambino a 10 anni è già marchiato come perdente o vincente e non potrà mai riscattarsi nella sua vita. Voi, proprio voi, che vi credete ancora un impero e osannate la nobiltà, tanto che le classi sociali esistono ancora e pure divise per etnie. E voi, oh voi, che vi sbandierate patria del femminismo ma in realtà ci fate masticare la stessa merda che c'è qui.
Ma chi vi credete di essere, eh? Sì noi facciamo schifo, siamo stupidi e ci facciamo fregare dal primo showman che è passato di qua, ma sono problemi nostri e siam noi che possiamo riderci sopra. Voi badate ai vostri, che devono essere grossini visto che preferite parlare di noi invece che di voi.
Cazzo, è proprio vero che tutto il mondo è paese.

E poi voglio far rabbia ai leghisti. 
Giuro.
Non vedo l'ora che uno di quei deficienti mi fermi per strada per chiedermi se non mi vergono a portare la bandiera. Se un giorno vedrete una tipa, che spalanca un fantastico sorriso da iena e vomita tutto il suo odio per il mondo contro un tizio qualsiasi, quella sono io.
E in quel momento sono la donna più felice della terra.

(E poi, comunque, veramente. L'ipotesi di aver rischiato di essere nata sotto i Savoia non si può nemmeno immaginare.
Ma li avete visti?
Brrrrrr...
.)

lunedì 21 marzo 2011

Tele-sfondo sonoro

Sto sentendo la mancanza della televisione.
E' già un anno e mezzo che non ce l'ho più, quando è entrato in vigore il digitale terrestre ho approfittato del trasloco di quell'anno per spedire a casa la mia buon vecchia televisioncina bianca... e in quell'appartamento non ne ho sofferto più tanto.
Perché c'era comunque sempre D. che andava e veniva e poi perché all'epoca seguivo talmente tante serie televisive che non avevo il tempo di annoiarmi.
Ora però ne seguo di meno, in casa sono da sola e al piano di sopra i due inquilini con cagnoni(oni) a seguito fanno un gran baccano.
In più, mi sento ovviamente sola come non mai e di prendere un gatto non se ne parla.

Quindi?
Quindi userò la scusa del MotoGP e di Rossi sulla Ducati per la prima volta e comprerò una minuscola (beh dai, ne ho viste di più piccole nella mia vita) Proline a 170 euro al Darty.
Benedetta sia la Proline.
Se non ci fosse lei a svendere come noccioline gli elettrodomestici non so come farei.

Primavera

Oggi è il primo giorno di primavera.
Riprendo in mano questo spazio abbandonato con un po' di salute in meno, molti sogni disillusi e senza un amore.
E' ora per una nuova vita, non che fossi così impaziente di cominciarla, tutt'altro, ma a quanto pare era ora.
Non ho un sogno, non ho un'idea di futuro e non sono felice.
Ma ho degli amici favolosi, un bilocale solo per me e un invito al mare per quest'estate.
Forse ce la farò.
Forse non dovrei dire forse, forse dovrei dire solo "ce la farò" e forse dovrei dirlo con un tono convinto.
Forse.