lunedì 4 aprile 2011

Schiena dritta

Tenere la schiena dritta è faticoso, per questo io sono sempre curva.
Ricordo che già da bambina quando cenavamo a tavola mettevo la sedia il più possibile contro il tavolo per schiavviarmi il torace tra i due, così potevo stare dritta senza fatica.
Sfaticata già a nove anni... chissà dove andrò a finire.

A 17 anni però per un paio d'anni le cose cambiarono.
Cominciai tae-kwon-do e il maestro mi tartassò con 30-40 addominali e flessioni due volte a settimane, inclusi salti, corse, capriole, sollevamenti vari, etc... quindi dopo qualche mese mi fecero notare che camminavo dritta.
Davvero?? Figo :D

Iniziata l'università e finito tae-kwon-do però, tenere la schiena dritta cominciò a essere una cosa che potevo fare solo quando non ero carica come un mulo grazie al computer (2003, quanto pesavano i portatili nel 2003? qualcuno se lo ricorda?), o ero particolarmente su di umore.

Davvero, non avete notato quant'è difficile tenere la schiena dritta quando si è tristi?

Ora però mi sono stufata.
Sono depressa, è una cosa che sto imparando ad accettare. Non è facile per me, sono piemontese e in più montagnina, con un padre che pensa che dormire o essere allegri siano cose attivabili come l'interruttore della luce. Con tutti questi begli elementi alle spalle non è facile ammettere di avere dei problemi ed è praticamente impossibile considerare l'idea di andare a parlarne con qualcuno, quindi mi tocca arrangiarmi.
Invece di lasciare che sia la mia mente a deprimere il mio corpo, cercherò di farla star meglio rinvigorendolo un po', e partirò dalla schiena dritta.
La teoria sarebbe di fare un po' di esercizi (questa l'ho già sentita...), ma magari già cominciare a starci attenta potrebbe funzionare.
Voi che dite?



Sì, mi sono dimenticata di scrivere l'alert "post noiosi

domenica 3 aprile 2011

Come bucare un muro - Perché è utile far giocare i bambini con ilmeccano

Come diavolo di fora un muro?

Chiariamoci, se avete un papà che lo fa abitualmente, fatevelo spiegare da lui che fate prima.
Ai papà piace spiegare le cose e come il mio oltre a mettervi il trapano in mano vi daranno anche un mattone in cemento per farvi fare le ossa. Voi il cemento non lo bucherete mai, solo mattoni, molto più malleabili. Ma se vivete in una vecchia, vecchissima, decrepita casa, prima o poi coccerete contro un sasso, a quel punto ringrazierete papà.

Chi invece col papà non ci vuole o può avere niente a che fare o viceversa, ve lo spiego io.

Il trapano, questo grande sconosciuto a forma di pistola laser, è un attrezzo che vi salverà la vita in poche ma fondamentali occasioni.
Ogni volta che vorrete una mensola.
O una libreria.
O un armadio.
O spostare il maledetto portarotolo che chissà quale scemo l'ha messo in maniera da dover fare il contorsionista per raggiungere la cartaigienica.
Anche quando vorrete mettere il tanto sospirato bastone della doccia vi servirà tantissimo.
Tutte attività per cui dovrete bucare un muro.

Come avrete capito sono poche occasioni, quindi se non volete comprarlo trovatevi un amico che ve lo presti. Se no prendetelo. Un trapano usato con moderazione e di buona marca dura tutta una vita e finirà che lo passerete ai vostri figli appena usciranno di casa. Si spera naturalmente che a quel punto voi avrete montato e avvitato tutto il necessario.

E ora buchiamo.
Io per forare un muro uso il metodo del buco progressivo.
Molti usano una sola punta, quella della misura che gli serve, fin dal principio, ma bisogna essere più che esperti per non far mai scappare la punta dalla sede iniziale e fare il foro preciso ed esatto.
Voi invece partite da una punta più piccola e poi allargate il buco pian piano.
Credetemi è molto più facile fare un buco piccolo che uno grande.

Se avete una vite, avrete anche un tassello.
Il tassello è un affarino di plastica che va messo nel buco nel muro e dentro il quale avvitare la vite. Questo per permettere alla vite di aggrapparsi a qualcosa di più affidabile del cemento.
Il tassello una volta messo non si toglie più, sappiatelo, si aggrapperà al muro e lo toglierete solo scavando. Quindi fate bene i calcoli di dove lo volete.
Se siete in difficoltà sul capire che misure usare andate dal ferramenta, non al centro del bricolage. Sono sempre gentili, disponibili e sanno meglio di voi cosa vi serve (e vendono al dettaglio vero, cioè se vi servono tre viti ve ne danno tre, non trenta).
Ditegli che dovete fare un buco nel muro e vi serve un tassello. Se avete la vite, portategliela. Se avete solo la cosa da agganciare al muro, portategli quella. Se è troppo grossa, ci sono sicuramente delle istruzioni da qualche parte che vi dicono cosa vi serve. I ferramenta sono come i farmacisti, sanno sempre quello che va bene per cosa. Ma a differenza dei secondi non c'è di mezzo la vostra salute.

Ora, il tassello ha una misura. Quella misura è la stessa della punta che vi serve per bucare. E' facile da controllare perché se appoggiate il fondo della punta al tassello vedrete che combaciano.
Voi prendete anche due punte più piccole intermedie.
Io di solito parto con la 3 e poi prendo una 6. Questo perché i tasselli che ho sono un 8. Sono dei kit preconfezionati con 3 viti, 3 tasselli e 3 rondelle. Io ho anche la fortuna di avere un padre tuttofare che mi ha fatto dono di un'intera borsa degli attrezzi inclusa una scatoletta con tutte le punte tra il 2 e il 9. Costano, quindi se non avete un papà così prendete solo le punte che vi servono.

Una cosa importate da sapere sui muri è che ci corrono dentro i cavi della corrente e i tubi dell'acqua (ma và?).
Per evitarli basta stare alla larga da prese, termosifoni e lampadari.
I tubi dell'acqua di solito passano bassi o per terra, i fili vanno sempre in orizzontale e verticale, mai diagonale. Lasciate perdere i tracciafili. Non ne abbiamo mai trovato uno che funzioni per davvero. Non a spendere solo 10€ almeno.
Se non siete sicuri che un filo ci sia o meno e vi serve di bucare proprio tra due lampadari a muro, dovrete andare a istinto e bucare molto lentamente e molto piano e fermarvi appena quello che state bucando sembrerà molto poco mattone e molto più filo della corrente (cioè morbido). Prima di bucare a muzzio provate anche a bussare sul muro, almeno eviterete le scatolette dell'impianto elettrico (non è sperimentato perché mi è sempre andata di culo, ma mio padre me l'ha spiegata così...).

Come partire a bucare.
Il trapano ha due tipologie di uso: ad avvitamento o percussione.
Avvitamento la punta gira e basta.
A percussione la punta oltre a girare martella per penetrare più facilmente nel muro.
Ovvio che se dovete avvitare una vite non userete mai la percussione, ma solo l'avvitamento semplice.
Sono facili da distinguere: l'avvitamento ha una vite, la percussione un martello. E' una leva che sul mio Bosch sta in alto.

Si parte sempre con l'avvitamento.
La percussione vi farebbe scappare via la punta con un risultato non troppo eccellente per il muro.
Partite con la punta piccola e cominciate a forare. Quando avrete oltrepassato l'intonaco (e qui la punta potrebbe scappare, ma non disperate, ricordatevi che poi il buco lo allargherete) e il primo strano di mattone, impostate la percussione e andate fino in fondo.
  • Non partite premendo subito a fondo la leva del trapano e spingendo come se voleste sfondare e arrivare in Cina. Cominciate piano e poi aumentate gradualmente. Non è una gara a chi finisce prima e se ci mettete due ore va benissimo.
  • Non spaventatevi se la punta penetra improvvisamente dentro il muro. Se non avete mai visto un mattone cercatelo su Google: sono cavi, non sono tutti pieni, è inevitabile che si finisca in uno spazio vuoto.

  • In case molto vecchie vi può capitare di trovare un pezzo di muro di cemento e vi sembrerà di non riuscire ad andare oltre. Voi perseverate e andate fino in fondo, prima o poi ce la farete.
  • La mano deve essere bella ferma.

Dopo la prima punta usate la seconda con lo stesso meccanismo.
E poi l'ultima.
A questo punto, se avete avuto la mano bella ferma, avrete un buco di tutto rispetto non troppo sbrecciato in cui infilare il vostro tassello.
Prima abbiate l'accortezza di soffiare dentro il buco per togliere la polvere. Se ce la lasciate gli impedirete di fare attrito quando si espanderà all'avvitamento della vita. Non è bello, ne converrete.

A breve un post unico sul trapano e quello, sicuramente fondamentale di "come diavolo si fora una piastrella senza romperla?".

Dispensa Gorm - Perché far giocare i bambini con il meccano 2°

Siete pronti?
Siete carichi?
Oggi monterete la vostra libreria/dispensa!

Tempo totale: 1 e mezza
Attrezzi:
  • pinza
  • chiave con l'avvita bulloni da una parte n°10 (istruzioni vi diranno chiave inglese, più costosa e difficile da usare della chiave che usate anche per la bicicletta.
  • trapano con tutte le punte necessarie
  • cacciavite a croce
  • le viti e i tasselli che avete comprato ieri
Innanzitutto levate tutte le viti e le istruzioni dagli scaffali. Sono graffettate, quindi prendete la pinza e smettetela di farvi male con le forbici e il coltello.
Secondo, scegliete i montanti con la faccia più bella da mettere davanti. Dovrebbe essere anche la più liscia.
Terzo, seguite le istruzioni, partendo a montare prima i montanti davanti, poi capottatela e montate quelli dietro.
Il motivo è che quando la tirerete su sarà già contro il muro dalla parte giusta. Ovvio che dovrete montarla lì davanti.

Il mio consiglio riguarda solo l'abbullonamento tramite la chiave.
Non stringete subito a fondo. Man mano che monterete vi renderete conto che non sempre i buchi sono allineati. Non spaventatevi. Quando starete montanto gli altri due montanti vi renderete conto che più andate avanti più i buchi si allineanto. Ma se stringete a fondo i bulloni sarà difficile che lo scaffale riesca a fare sufficientemente gioco intorno alla vite da andare in linea. Lasciateli un po' lenti e cominciate a stringerli solo quando avrete avvitato l'ultimo bullonte. La vostra libreria/dispensa sarà più solida e dritta che mai.

Finito? Bravi! Non ci voleva tanto, no?
Ora avrete notato che per ogni scaffale vi han dato il kit per il fissaggio alla parete con un gancio, una vite e una rondella. Avrete capito anche quindi perché vi ho fatto passare dal ferramenta. Non è incredibile che l'Ikea ti dia tutto tranne le viti da fissare al muro? Roba da matti.
Se avete già montato altri scaffali Ikea, tipo la Billy, sarete tentati di usarne solo uno.
Anche no. Questa libreria è molto leggera e fatta solo da elementi essenziali. Mettetene due, agli estremi, proprio accanto al lato interno dei montanti. In questo modo nemmeno vostro nipote di cinque anni la farà ribaltare. La spaccherà, ma non si ribalterà.

Altro consiglio per il fissaggio: fissate prima il gancio al muro e non alla libreria.
Tirate su la libreria e posizionate i ganci dove li volete e prende il segno. A quel punto levate la libreria (andiamo, è leggera!), bucate, infilate il tassello e rimettetela a posto. Quando avviterete la vite (con la rondella) e l'avrete girata quasi fino in fonto, spingete bene la libreria e fate combaciare il gancio sia allo scaffale che al muro, fissandolo bene.
Quando avrete finito dovrete solo avvitare le viti del gancio (sempre con la rondella. Non è un elemento estetico, chiaro? Serve a non far scappare la vite) allo scaffale, evitandovi di fare faticose manovre per far combaciare buco e gancio.

Dispensa Gorm 1° - Perché è utile far giocare i bambini con il meccano

Mettete che siete andati a vivere da soli. Mettete che avete un sacco di libri ma la libreria non è in grado di contenerli tutti. Mettete che siete appiedati e senza un amico che vi può prestare la macchina per andare all'Ikea a prendere una o due Billy (si, non sono così capienti).
Che fare?

Anche ammesso che siate mr. Muscolo e riusciate a prendere e portare una Billy alla fermata del bus, col piffero che vi farebbero salire.
E quindi?
Quindi uscite dal reparto librerie ed entrate in quello della cucina, andando qui.
Questa è una dispensa. La sua particolarità è che oltre a pesare niente è incredibilmente versatile. Potete scegliere tra due altezze, il numero di scaffali e la loro profondità e larghezza, inoltre potete comprarla tutta a pezzi, le cui dimensioni sono trasportabilissime su qualsiasi mezzo di trasporto pubblico.
In ogni caso se siete da soli o siete mr. Muscolo o, se pesate meno di 50 kg come me, vi dovrete portare dietro un'amico/a. Se i vostri amici son tutti impegnati, come i miei, e non riuscite a portare 7 scaffali in una volta sola, ci andrete due volte (pace, capita).

Perchè sette scaffali?
Con sette scaffali avrete sei ripiani alti all'incirca 25cm, ovvero meno dell'altezza standard di un libro cartonato e giusta giusta per quella dei mammut (tranne per la raccolta de Le Mille e una notte). Inutile averne di più alti, se avete delle grafic novel coricatele, tanto se siete dei lettori maniaci dovrete farlo con quasi tutti i vostri libri per farceli stare.
Se invece di essere andati a vivere in un sottotetto avete un appartamento normale, potrete addirittura comprare l'estensione della Gorm e avere ulteriori ripiani. Per ammirarla fate un salto al reparto cucine dell'Ikea, troverete un esempio di dispensa (ma con i porta bottiglie. Non spaventatevi, ci sono scaffali normali).
Gli scaffali possono essere di due lunghezze e profondità, ma direi che i 30 cm siano più che sufficienti per una libreria.

Per portarvi via la dispensa Gorm vi serve solo tre cose: pazienza, organizzazione e un paio di elastici per il portapacchi della macchina (o spago, ma gli elastici con più comodi).
Andate all'Ikea e scegliete le dimensioni degli scaffali che vi servono. Evitate di prendere il supporto a croce, non serve veramente a niente: con il numero di scaffali che metterete sarà più che solida già da sé. Se proprio lo volete, occhio che ce ne sono di due tipi e rischiate di tornare a casa con quello più corto (come me...).
State attenti quando scegliete i pezzi. E' legno normalissimo, non trattato chimicamente, ma trattato malissimo dai trasportatori, quindi occhio a non prendere scaffali schiodati o con assi sbrecciate. Idem per i montanti.
Pagate e prima di uscire legate assieme tutti gli scaffali con gli elastici.
In questo modo sarete in grado di andare a casa portandovi via i montanti come un paio di sci e gli scaffali come una borsa della spesa.
Se non ce la fate (perché nonostante siano leggeri comunque pesicchiano) e avete anche altri oggetti, vi dico già che nella borsa Ikea ci stanno solo 3 scaffali da 77x30 cm.
Salite sul bus e andate a casa.

Se siete di Torino sappiate che gli autisti saranno abbastanza gentili da farvi salire sulla minimicronavetta anche con i montanti, solo coricateli a terra così non ucciderete nessuno.

Tra la fermata e la strada di casa fermatevi dal ferramenta e comprate un pacchetto di viti con inclusi tasselli e rondelle. E' una specie di kit, mio padre me ne ha regalato qualcuno, ce ne sono tre di ognuno dentro. Se no chiedete semplicemente due viti, con due tasselli e rondelle per fissare una libreria a un muro. Loro capiranno.
Perché?
Vi serviranno, fidatevi.

Una volta arrivati ripigliatevi e preparatevi a montarla per il giorno dopo. Vi siete già rotti la schiena abbastanza trasportando pezzi di legno da una parte all'altra della città, non strafate.
Nel seguito (che nessuno ha richiesto), i consigli per il montaggio.

venerdì 1 aprile 2011

4.04

Stanotte mi sono svegliata alle cinque.
Ero andata a dormire a mezzanotte e mezza e quindi il conto di quanto sono riuscita a dormire in tutto è presto fatto.
La cosa peggiore di questa nottata di insonnia è che avevo sia sonno che no. Ciò morivo veramente di sonno, ma non riuscivo a riaddormentarmi.
Sono insonne da quando ho dodici anni quindi ho già sperimentato diversi tipi di insonnia a cui se ne sono aggiunti altri man mano che crescevo:

- insonnia delle prime ore della notte (a letto troppo presto)
- insonnia da sì mi addormento ma non del tutto, quindi come se no
- insonnia agitata
- insonnia noiosa
- insonnia da stanchezza
- insonnia pre-ciclo (ebbene sì...)
- insonnia da acidità di stomaco (grazie stimolo continuo della fame)
- insonnia post spuntino
- insonnia a singhiozzo
- insonnia da ansia da sveglia (se è troppo presto)
- insonnia da stress

Ricordo che una volta, una delle prime che ero torino, F. mi aveva trascinato a sta mostra strana di video installazioni e c'era quest'opera che si chiamava 4.04. Era un'opera che parlava di insonnia e la menava su sto fatto dello svegliarsi alle quattro e zero quattro del mattino.
E io ve lo giuro, ho perso il conto delle volte in cui mi sono svegliata alle 4.04 precise.
Non sempre, non sono mica un robot, ma comunque se non sono le 4.04 è comunque sempre intorno alle quattro.

E' quando ha voglia di farmi proprio del male che mi sveglia tra le cinque e le sei.

lunedì 28 marzo 2011

Batman

Sono in fissa con Batman.
E' piuttosto normale come cosa, cioè che io sia in fissa.
I telefilm che seguo regolarmente mi stanno annoiando a cicli alterni e poi ho voglia di leggere.
Ero in fissa per il ciclo di Eymerich ma non sono proprio libri leggerissimi e per ora mi sono bloccata a metà di Picatrix.
In realtà non è proprio periodo di libri, ma ho veramente una voglia maledetta di leggere. Indi per cui via ai fumetti.

Batman è sempre stato il mio supereroe preferito e no, non solo perché è figo. Tra l'altro, essendo quasi sempre disegnato come un trapezio al contrario anche lì la cosa è da discutere.
Mi piace perché è completamente umano. Non muta, non ha nessun maledetto gene X, non è alieno, non proviene da qualche strana dimensione spaziotemporale. E poi ha un covo figo.
Dai, chi non vorrebbe una batcaverna sotto casa?
Ha Alfred. Io amo alla follia Alfred. Beh, è impossibile non amare Alfred. Come si fa a non ammirare uno che si è caricato dell'ultimo erede della famiglia Wayne al punto che quando questo comincia a vestirsi da pipistrello invece di chiamare la neuro gli cuce il mantello? Ci fosse stato un terzo avrebbe chiamato la neuro per tutti e due, ma tant'è...

Comunque pensavo che avrei fatto più fatica ad adattarmici. Cioè, il Batman dei fumetti ha ben poco a che fare con quello dei film. Nei film ci sono sempre stati i soliti 3-4 cattivi, tutti di stereotipizzazione burtoniana, sangue zero (qualcosa di più negli ultimi si visto, dai), dialoghi infiniti con sé stesso zero, nemmeno gli ultimi film rendono veramente giustizia all'odiosità del personaggio pubblico di Bruce Wayne. E poi Gordon, tutti i Robin (sono indecisa se spoilerarmi tutto su Wikipedia per scoprire da dove diavolo è saltato fuori Tim o aspettare di andare sufficientemente indietro nella serie...), i criminali sempre più malati e lui costantemente su quella linea di confine sempre più labile tra l'alienazione e la totale follia.
Fantastico.

Quello che non immaginavo è che razza di buco nero sarebbe stato entrare nella serie.
E' un po' come l'universo di Star Trek, che se non ti dai un limite sei finito. Ma con ST puoi decidere di rimanere fedele a una serie e magari di salvi, col pipistrello non sono molto sicura...
A leggere l'elenco delle pubblicazioni su Wikipedia un po' mi viene male, giuro. Ma com'è che han dovuto fare così tante serie parallele? Bel colpo per una abituata alle pubblicazioni Bonelli.

Tra due settimane ci sarà il ToComics... non so se è una fortuna o una disgrazia.

giovedì 24 marzo 2011

Punto della situazione

Ogni tanto rifletto su come sono arrivata fin qua. Di carattere, non di strada.
Voglio dire, com'è che sono venuta su maschiaccio, femminista, nerd e a tratti misantropa?

Ok femminista non è un mistero. Ho un anarco-comunista-femminista-hippie da parte di madre, sarebbe stato difficile il contrario.
La misantropia nemmeno: ho un'orso sgorbutico da parte di padre, il che crea costantemente un conflitto tra la mia parte che necessita di contatti sociali e quella che dice "stammi alla larga che se no ti mozzico".

Per la nerdaggine mi sta aiutando il libro "Storia naturale del nerd". Questa cosa che i nerd abbiano tutti i comune una scarsa comprensione empatica delle regole sociali non scritte, mi è completamente famigliare.
Alle medie le mie compagne parlavano di ragazzi, di sesso, si esprimevano a mezze parole e con allusioni, che io non comprendevo per una cippa. E la cosa è andata avanti fino a metà delle superiori, quando una spaventosissima cotta mi ha finalmente fatto entrare nel mondo dei quasi normali.
Perché non c'è niente che ti faccia entrare nella società come cominciare a parlare costantemente del ragazzo che ti piace e chiedere alle "esperte" consigli sul cambiamento di look (fin'ora mantenuto a tutone e camicione). Che poi io abbia continuato a non capire certi comportamenti illogici in realtà credo sia stata una fortuna.

Ok, ma la maschiaggine? Finché sei piccola ci può anche stare, specie se tuo padre ti inizia all'arte della falegnameria e tua madre non ha nessun problema a regalarti pistole e piste della macchinine. Ma perché non mi sono liberata della mia totale mascolinaggine quando mi sono sviluppata e il mio essere femmina si è rivelato irreversibile, mantenendola in buona pare pure ora?
Beh secondo me, è perché non avevo le tette. E non ne ho molte nemmeno adesso.
Le tette sono quella cosa che ti rende inequivocabilmente femmina. Pare infatti che più ce ne hai, più lo sei.
Evidentemente essere patata munita e avere la lingua biforcuta non basta.
La cosa buffa è che se sei percepita come poco femmina pure fisicamente, nessuno si fa avanti per sfidare i pericoli di una misantropa nerd femminista, quindi maschiaccia lo rimani finché ormai è una cosa così radicata in te stessa che cominci a pensare: ma perché devo essere uguale a tutte quelle ben pettinate, truccate e profumate solo per dimostrare che sono femmina? E mettere di dire le parolacce? E di preferire i film d'azione alle commedie zuccherose? Etc...

Non è meraviglioso quando la parte femminista e quella maschiaccia capiscono che si amano?
Io le adoro.
Peccato che si amino pure la misantropia e la nerdaggine, se no mi piacerei davvero tanto.

mercoledì 23 marzo 2011

Scienza fantastica

La fantascienza mi è sempre piacicchiata, ma a momenti.
Non sono una purista. I vecchi romanzi di fantascienza sono appunto vecchi e a volte mi annoiano (c'ho provato a prendere Asimov ma sono arrivata solo a metà). E una volta ho persino regalato Dune a mia sorella, un po' perché non avevo idee per il suo Natale un po' perché era giovine e poteva essere interessante farle scoprire un genere nuovo con una sua pietra miliare. Lei l'ha finito, io no. E non chiedetemi di guardare le vecchie serie di ST, non credo che le sopporterei.
Però mi ricordo il mio primo incontro con la Sci-Fy.
Quando arrivava il nuovo libro di antologia delle medie io mi fiondavo subito a leggere i racconti più belli. No, non era secchionaggine, è che mamma e papà non mi compravano un libro ogni due giorni e internet ancora non c'era, quindi da qualche parte dovevo pur evadere, o no?
Alcuni brani poi erano bellini, ma solo uno me lo ricordo ancora. Era la storia di questo ragazzino che viveva nel futuro. Nel futuro però il sole aveva avuto la bella idea di spegnersi lasciando la Terra alla condizione di ghiacciolo vagante. Il papà del ragazzino doveva essere un mezzo ingegnere nella vita pre-glaciazione, perché era riuscito a isolare completamente casa sua con tappeti, plastiche e un sacco d'altra roba, così la famiglia riusciva a sopravvivere. Sola nel deserto glaciale, ma viva. Era anche riuscito a costruire delle tute isolanti per ognuno dei membri della famiglia con secchi, guanti etc... Così ogni tot il ragazzino usciva di casa e andava a prendere una secchiata di ossigeno. Certo, ossigeno. Col sole spento si era ghiacciato tutto, pure l'atmosfera, quindi lui scavava nella neve di vari strati e colori, finché non individuava l'ossigeno, che aveva un colore tutto suo, tipo azzurrognolo (si, ragazzi, sospensione dell'incredulità a mille, ok?). Il ragazzino poi tornava a casa di corsa prima che il suo di ossigeno finisse e metteva il secchio a bollire sul fuoco, così l'ossigeno si spandeva nell'aria (ricordate, sospensione dell'incredulità. a palate).
Ecco non mi ricordo altro. Mi pare che il racconto si chiudesse su degli estranei che raggiungevano la famiglia accampata dicendogli che c'era un avamposto umano vero, di quelli seri, non fatti coi tappeti, o forse me lo sono immaginato, non lo so. A 12-13 anni non ti metti a guardare in fondo alla pagina "Ehi che libro è che lo compro?" e se anche lo fai te lo sei dimenticato quella sera stessa, quindi chissà cos'era.

Tutto questo per dire che a me l'ultimo film di Star Trek mi è piaciuto e mi piace pure ST Voyager, checché ne dicano i trekkiani puri e continueranno a piacermi.

No così, era solo per puntualizzarlo.
Ma poi, alla fine, siamo così sicuri che sia tutta colpa delle manovre pubblicitarie di B. se in quello che, in qualsiasi altro paese del mondo avrebbe causato minimo una rivoluzione, noi per quanto disgustati e offesi, non ci sentiamo così sorpresi?
Sicuri sicuri?
No perché così a braccio io mi ricordo della famiglia Borgia, tanto per dirne una. Sì, quella del papa. No cioè, se già all'epoca era sopportabile che un papa avesse un paio di figlioli e che questi si dilettassero nella nobile arte dell'omicidio, cosa sarà mai un premier ninfomane?
E andando più sul recente, vi ricordo che per noi era normale fino a settantanni fa che il potere in carica si mantenesse tale a suon di manganellate, esili e omicidi.
E veramente ci stiamo scandalizzando per la prostituzione? Noi che praticamente le abbiamo inventate le case di piacere (sì, andatevi a cercare in rete la puntata in cui Piero Angela fa da guida nelle case del piacere romane, affrescate con la "specialità" della stanza scelta). Seriamente, se non fosse stata per quella legge dalla mentalità paesana (da gelosia bigotta) sarebbero aperte ancora adesso.

martedì 22 marzo 2011

Vertigini

Ogni volta che entro in casa dopo il lavoro vengo colta da un blocco.
Nel momento stesso in cui poso giacca, borsa e scarpe e mi metto davanti al pc... è finita.
Potrei essere presa da mille impegni, dover fare una marea di cose, avere il palazzo in fiamme ma niente. Io non mi muovo. L'unica cosa che sono in grado di fare è: guardare i telefilm, leggere fumetti, guardare le anteprime dei file, perdermi nel cazzeggio.
Ogni tanto ci provo, mi ci metto di buon impegno.
Per tutto il giorno faccio auto-training, mi convinco ad arrivare a casa e lavorare di buona lena, mi dico quanto sarà bello cominciare a essere produttiva per me stessa, quante cose potrei fare con il mio tempo libero.
E poi niente. Dopo cena sono un morto.
Posso anche aprire la pagina bianca di Word, ma rimarrà tale.
Posso trascrivere un'idea sull'editor di testo dell'ipod ma rimarrà lì.
Posso convincermi fino all'inverosimile che dovrei quantomeno informarmi e riflettere sul possibile primo lavoro veramente figo della mia vita, ma non lo farò.
E io odio, questo lato di me.
Ma la cosa che odio di più, è la sensazione della pagina lì davanti a me.
La guardo e sento una vertigine. Palpabile e sottile. Parte dalla testa e arriva al petto, mi fa trattenere il fiato e la mente si svuota.
Potevo avere un'idea fighissima fino a dieci minuti prima, ma in quel momento sarà vuota.
Nel rimbombo della mia testa risuoneranno cose come "Stupida", "Muoviti su dai", "Che aspetti", "Spicciati", "Non di nuovo, no!", "Quanto ti odio" mischiate a "Non ne vale la pena", "Più tardi", "Prendo l'ispirazione prima", "Ancora cinque minuti", "Sono stanca", "Non c'ho voglia".

Non c'ho voglia.

Allora chiudo word, la vertigine scompare e apro il blog per lamentarmi di quanto mi faccio schifo da sola.
Vai avanti così Heresiae, vedrai quanta strada riuscirai a fare, lamentandoti solo.

La bandiera

Io porto la bandiera. Giuro. Ho una coccardina sulla cinghia della borsa che quando la metto mi sta proprio in centro al petto.
Ho anche una bandierina, che i miei fidi peluche del termosifone reggono con malcelato orgoglio, che ho sbandierato al concerto di Vecchioni la notte bianca del 16/17 marzo.
Giuro.
E non sono nemmeno pratriottica, anzi!
Sono la prima a guardare il mio Presdelcons e fare la faccia disgustata. Sono la prima a guardare la mia classe politica e a esserne schifata. Sono la prima a guardare i leghisti e legarmi a un palo per continuare a seguire la mia filosofia della nonviolenza. Sono la prima che quando vedo qualcuno parlare degli immigrati, fa la cosa precedentemente descritta. Son la prima a schifare l'attuale produzione di cultura italiana e molti cibi italianissimi per tutto ciò che di meno italiano c'è. E non parliamo della moda.
E allora perchè?

Beh, innanzitutto, io so chi l'ha portata prima di me.
A 11 anni, sono entrata nella banda musicale di D. e poco tempo dopo andavo in giro trotterellando durante le celebrazioni cittadine. Quindi mi sono fatta tutti i 25 aprile e 2 Giugno per anni. E quindi? Niente. Solo che c'erano dei vecchietti adorabili, tutti impettiti e medagliati, col cappello alla bersagliera che si presentavano con il loro stemmetto, che dietro aveva la bandiera (come il nostro). E che quando c'era da mettere la corona sulla statua celebrativa anche quella aveva la bandiera. E che una volta messa attaccavamo tutti l'inno d'Italia.
Capirete pur il mio sgomento quando, non troppi anni dopo, scoprii che c'era gente che non lo conosceva l'inno, tra cui persone che lo sentivano ogni due finesettimana (indizio: indossano calzoncini e non sanno infilare un verbo dopo un soggetto).

E poi io ho studiato storia ed educazione civica. Io so che è tutta una balla, quella del Garibaldi che arriva con 1000 giovinotti in rosso e tutti gli aprono il portone dicendo "W l'Italia!". Io so che dalla punta della Sicilia fino alle Dolomiti ne son caduti parecchi per farla sta cazzo d'Italia e per rispetto loro e per quelli che li han massacrati non mi sento di nasconderla in un cassetto sta bandiera. E vogliamo parlare di tutti quelli morti a difesa della giustizia?
E poi l'insegnante di educazione civica che rapito ti spiega la tua Costituzione è un bel ricordo che c'ho ancora adesso e qualcosa vorrà dire.

Quando poi Mr. B. è finito in prima pagina su tutti i giornali del mondo come la barzelletta più divertente dall'epoca di Pierino io all'inizio mi sono incazzata. Con lui. Poi c'ho ragionato un po' e... macchiccazzo vi credete di essere?!
Voi, proprio voi, che ogni volta che dovete risollevare un po' l'economia puntate i missili su un paese mediorientale a caso e discutete di quanto sia giusto ragalare le aspirine e chi non se le può comprare. Voi, proprio voi, che siete di un'arroganza e un bullismo come pochi ne ho visti nella mia vita al punto che pretendete che parlino la vostra lingua pure sul cucuzzolo di un monte peruviano. Voi, proprio voi, che un bambino a 10 anni è già marchiato come perdente o vincente e non potrà mai riscattarsi nella sua vita. Voi, proprio voi, che vi credete ancora un impero e osannate la nobiltà, tanto che le classi sociali esistono ancora e pure divise per etnie. E voi, oh voi, che vi sbandierate patria del femminismo ma in realtà ci fate masticare la stessa merda che c'è qui.
Ma chi vi credete di essere, eh? Sì noi facciamo schifo, siamo stupidi e ci facciamo fregare dal primo showman che è passato di qua, ma sono problemi nostri e siam noi che possiamo riderci sopra. Voi badate ai vostri, che devono essere grossini visto che preferite parlare di noi invece che di voi.
Cazzo, è proprio vero che tutto il mondo è paese.

E poi voglio far rabbia ai leghisti. 
Giuro.
Non vedo l'ora che uno di quei deficienti mi fermi per strada per chiedermi se non mi vergono a portare la bandiera. Se un giorno vedrete una tipa, che spalanca un fantastico sorriso da iena e vomita tutto il suo odio per il mondo contro un tizio qualsiasi, quella sono io.
E in quel momento sono la donna più felice della terra.

(E poi, comunque, veramente. L'ipotesi di aver rischiato di essere nata sotto i Savoia non si può nemmeno immaginare.
Ma li avete visti?
Brrrrrr...
.)

lunedì 21 marzo 2011

Tele-sfondo sonoro

Sto sentendo la mancanza della televisione.
E' già un anno e mezzo che non ce l'ho più, quando è entrato in vigore il digitale terrestre ho approfittato del trasloco di quell'anno per spedire a casa la mia buon vecchia televisioncina bianca... e in quell'appartamento non ne ho sofferto più tanto.
Perché c'era comunque sempre D. che andava e veniva e poi perché all'epoca seguivo talmente tante serie televisive che non avevo il tempo di annoiarmi.
Ora però ne seguo di meno, in casa sono da sola e al piano di sopra i due inquilini con cagnoni(oni) a seguito fanno un gran baccano.
In più, mi sento ovviamente sola come non mai e di prendere un gatto non se ne parla.

Quindi?
Quindi userò la scusa del MotoGP e di Rossi sulla Ducati per la prima volta e comprerò una minuscola (beh dai, ne ho viste di più piccole nella mia vita) Proline a 170 euro al Darty.
Benedetta sia la Proline.
Se non ci fosse lei a svendere come noccioline gli elettrodomestici non so come farei.

Primavera

Oggi è il primo giorno di primavera.
Riprendo in mano questo spazio abbandonato con un po' di salute in meno, molti sogni disillusi e senza un amore.
E' ora per una nuova vita, non che fossi così impaziente di cominciarla, tutt'altro, ma a quanto pare era ora.
Non ho un sogno, non ho un'idea di futuro e non sono felice.
Ma ho degli amici favolosi, un bilocale solo per me e un invito al mare per quest'estate.
Forse ce la farò.
Forse non dovrei dire forse, forse dovrei dire solo "ce la farò" e forse dovrei dirlo con un tono convinto.
Forse.