Tenere la schiena dritta è faticoso, per questo io sono sempre curva.
Ricordo che già da bambina quando cenavamo a tavola mettevo la sedia il più possibile contro il tavolo per schiavviarmi il torace tra i due, così potevo stare dritta senza fatica.
Sfaticata già a nove anni... chissà dove andrò a finire.
A 17 anni però per un paio d'anni le cose cambiarono.
Cominciai tae-kwon-do e il maestro mi tartassò con 30-40 addominali e flessioni due volte a settimane, inclusi salti, corse, capriole, sollevamenti vari, etc... quindi dopo qualche mese mi fecero notare che camminavo dritta.
Davvero?? Figo :D
Iniziata l'università e finito tae-kwon-do però, tenere la schiena dritta cominciò a essere una cosa che potevo fare solo quando non ero carica come un mulo grazie al computer (2003, quanto pesavano i portatili nel 2003? qualcuno se lo ricorda?), o ero particolarmente su di umore.
Davvero, non avete notato quant'è difficile tenere la schiena dritta quando si è tristi?
Ora però mi sono stufata.
Sono depressa, è una cosa che sto imparando ad accettare. Non è facile per me, sono piemontese e in più montagnina, con un padre che pensa che dormire o essere allegri siano cose attivabili come l'interruttore della luce. Con tutti questi begli elementi alle spalle non è facile ammettere di avere dei problemi ed è praticamente impossibile considerare l'idea di andare a parlarne con qualcuno, quindi mi tocca arrangiarmi.
Invece di lasciare che sia la mia mente a deprimere il mio corpo, cercherò di farla star meglio rinvigorendolo un po', e partirò dalla schiena dritta.
La teoria sarebbe di fare un po' di esercizi (questa l'ho già sentita...), ma magari già cominciare a starci attenta potrebbe funzionare.
Voi che dite?
Sì, mi sono dimenticata di scrivere l'alert "post noiosi
lunedì 4 aprile 2011
domenica 3 aprile 2011
Come bucare un muro - Perché è utile far giocare i bambini con ilmeccano
Come diavolo di fora un muro?
Chiariamoci, se avete un papà che lo fa abitualmente, fatevelo spiegare da lui che fate prima.
Ai papà piace spiegare le cose e come il mio oltre a mettervi il trapano in mano vi daranno anche un mattone in cemento per farvi fare le ossa. Voi il cemento non lo bucherete mai, solo mattoni, molto più malleabili. Ma se vivete in una vecchia, vecchissima, decrepita casa, prima o poi coccerete contro un sasso, a quel punto ringrazierete papà.
Chi invece col papà non ci vuole o può avere niente a che fare o viceversa, ve lo spiego io.
Il trapano, questo grande sconosciuto a forma di pistola laser, è un attrezzo che vi salverà la vita in poche ma fondamentali occasioni.
Ogni volta che vorrete una mensola.
O una libreria.
O un armadio.
O spostare il maledetto portarotolo che chissà quale scemo l'ha messo in maniera da dover fare il contorsionista per raggiungere la cartaigienica.
Anche quando vorrete mettere il tanto sospirato bastone della doccia vi servirà tantissimo.
Tutte attività per cui dovrete bucare un muro.
Come avrete capito sono poche occasioni, quindi se non volete comprarlo trovatevi un amico che ve lo presti. Se no prendetelo. Un trapano usato con moderazione e di buona marca dura tutta una vita e finirà che lo passerete ai vostri figli appena usciranno di casa. Si spera naturalmente che a quel punto voi avrete montato e avvitato tutto il necessario.
E ora buchiamo.
Io per forare un muro uso il metodo del buco progressivo.
Molti usano una sola punta, quella della misura che gli serve, fin dal principio, ma bisogna essere più che esperti per non far mai scappare la punta dalla sede iniziale e fare il foro preciso ed esatto.
Voi invece partite da una punta più piccola e poi allargate il buco pian piano.
Credetemi è molto più facile fare un buco piccolo che uno grande.
Se avete una vite, avrete anche un tassello.
Il tassello è un affarino di plastica che va messo nel buco nel muro e dentro il quale avvitare la vite. Questo per permettere alla vite di aggrapparsi a qualcosa di più affidabile del cemento.
Il tassello una volta messo non si toglie più, sappiatelo, si aggrapperà al muro e lo toglierete solo scavando. Quindi fate bene i calcoli di dove lo volete.
Se siete in difficoltà sul capire che misure usare andate dal ferramenta, non al centro del bricolage. Sono sempre gentili, disponibili e sanno meglio di voi cosa vi serve (e vendono al dettaglio vero, cioè se vi servono tre viti ve ne danno tre, non trenta).
Ditegli che dovete fare un buco nel muro e vi serve un tassello. Se avete la vite, portategliela. Se avete solo la cosa da agganciare al muro, portategli quella. Se è troppo grossa, ci sono sicuramente delle istruzioni da qualche parte che vi dicono cosa vi serve. I ferramenta sono come i farmacisti, sanno sempre quello che va bene per cosa. Ma a differenza dei secondi non c'è di mezzo la vostra salute.
Ora, il tassello ha una misura. Quella misura è la stessa della punta che vi serve per bucare. E' facile da controllare perché se appoggiate il fondo della punta al tassello vedrete che combaciano.
Voi prendete anche due punte più piccole intermedie.
Io di solito parto con la 3 e poi prendo una 6. Questo perché i tasselli che ho sono un 8. Sono dei kit preconfezionati con 3 viti, 3 tasselli e 3 rondelle. Io ho anche la fortuna di avere un padre tuttofare che mi ha fatto dono di un'intera borsa degli attrezzi inclusa una scatoletta con tutte le punte tra il 2 e il 9. Costano, quindi se non avete un papà così prendete solo le punte che vi servono.
Una cosa importate da sapere sui muri è che ci corrono dentro i cavi della corrente e i tubi dell'acqua (ma và?).
Per evitarli basta stare alla larga da prese, termosifoni e lampadari.
I tubi dell'acqua di solito passano bassi o per terra, i fili vanno sempre in orizzontale e verticale, mai diagonale. Lasciate perdere i tracciafili. Non ne abbiamo mai trovato uno che funzioni per davvero. Non a spendere solo 10€ almeno.
Se non siete sicuri che un filo ci sia o meno e vi serve di bucare proprio tra due lampadari a muro, dovrete andare a istinto e bucare molto lentamente e molto piano e fermarvi appena quello che state bucando sembrerà molto poco mattone e molto più filo della corrente (cioè morbido). Prima di bucare a muzzio provate anche a bussare sul muro, almeno eviterete le scatolette dell'impianto elettrico (non è sperimentato perché mi è sempre andata di culo, ma mio padre me l'ha spiegata così...).
Come partire a bucare.
Il trapano ha due tipologie di uso: ad avvitamento o percussione.
Avvitamento la punta gira e basta.
A percussione la punta oltre a girare martella per penetrare più facilmente nel muro.
Ovvio che se dovete avvitare una vite non userete mai la percussione, ma solo l'avvitamento semplice.
Sono facili da distinguere: l'avvitamento ha una vite, la percussione un martello. E' una leva che sul mio Bosch sta in alto.
Si parte sempre con l'avvitamento.
La percussione vi farebbe scappare via la punta con un risultato non troppo eccellente per il muro.
Partite con la punta piccola e cominciate a forare. Quando avrete oltrepassato l'intonaco (e qui la punta potrebbe scappare, ma non disperate, ricordatevi che poi il buco lo allargherete) e il primo strano di mattone, impostate la percussione e andate fino in fondo.
Dopo la prima punta usate la seconda con lo stesso meccanismo.
E poi l'ultima.
A questo punto, se avete avuto la mano bella ferma, avrete un buco di tutto rispetto non troppo sbrecciato in cui infilare il vostro tassello.
Prima abbiate l'accortezza di soffiare dentro il buco per togliere la polvere. Se ce la lasciate gli impedirete di fare attrito quando si espanderà all'avvitamento della vita. Non è bello, ne converrete.
A breve un post unico sul trapano e quello, sicuramente fondamentale di "come diavolo si fora una piastrella senza romperla?".
Chiariamoci, se avete un papà che lo fa abitualmente, fatevelo spiegare da lui che fate prima.
Ai papà piace spiegare le cose e come il mio oltre a mettervi il trapano in mano vi daranno anche un mattone in cemento per farvi fare le ossa. Voi il cemento non lo bucherete mai, solo mattoni, molto più malleabili. Ma se vivete in una vecchia, vecchissima, decrepita casa, prima o poi coccerete contro un sasso, a quel punto ringrazierete papà.
Chi invece col papà non ci vuole o può avere niente a che fare o viceversa, ve lo spiego io.
Il trapano, questo grande sconosciuto a forma di pistola laser, è un attrezzo che vi salverà la vita in poche ma fondamentali occasioni.
Ogni volta che vorrete una mensola.
O una libreria.
O un armadio.
O spostare il maledetto portarotolo che chissà quale scemo l'ha messo in maniera da dover fare il contorsionista per raggiungere la cartaigienica.
Anche quando vorrete mettere il tanto sospirato bastone della doccia vi servirà tantissimo.
Tutte attività per cui dovrete bucare un muro.
Come avrete capito sono poche occasioni, quindi se non volete comprarlo trovatevi un amico che ve lo presti. Se no prendetelo. Un trapano usato con moderazione e di buona marca dura tutta una vita e finirà che lo passerete ai vostri figli appena usciranno di casa. Si spera naturalmente che a quel punto voi avrete montato e avvitato tutto il necessario.
E ora buchiamo.
Io per forare un muro uso il metodo del buco progressivo.
Molti usano una sola punta, quella della misura che gli serve, fin dal principio, ma bisogna essere più che esperti per non far mai scappare la punta dalla sede iniziale e fare il foro preciso ed esatto.
Voi invece partite da una punta più piccola e poi allargate il buco pian piano.
Credetemi è molto più facile fare un buco piccolo che uno grande.
Se avete una vite, avrete anche un tassello.
Il tassello è un affarino di plastica che va messo nel buco nel muro e dentro il quale avvitare la vite. Questo per permettere alla vite di aggrapparsi a qualcosa di più affidabile del cemento.
Il tassello una volta messo non si toglie più, sappiatelo, si aggrapperà al muro e lo toglierete solo scavando. Quindi fate bene i calcoli di dove lo volete.
Se siete in difficoltà sul capire che misure usare andate dal ferramenta, non al centro del bricolage. Sono sempre gentili, disponibili e sanno meglio di voi cosa vi serve (e vendono al dettaglio vero, cioè se vi servono tre viti ve ne danno tre, non trenta).
Ditegli che dovete fare un buco nel muro e vi serve un tassello. Se avete la vite, portategliela. Se avete solo la cosa da agganciare al muro, portategli quella. Se è troppo grossa, ci sono sicuramente delle istruzioni da qualche parte che vi dicono cosa vi serve. I ferramenta sono come i farmacisti, sanno sempre quello che va bene per cosa. Ma a differenza dei secondi non c'è di mezzo la vostra salute.
Ora, il tassello ha una misura. Quella misura è la stessa della punta che vi serve per bucare. E' facile da controllare perché se appoggiate il fondo della punta al tassello vedrete che combaciano.
Voi prendete anche due punte più piccole intermedie.
Io di solito parto con la 3 e poi prendo una 6. Questo perché i tasselli che ho sono un 8. Sono dei kit preconfezionati con 3 viti, 3 tasselli e 3 rondelle. Io ho anche la fortuna di avere un padre tuttofare che mi ha fatto dono di un'intera borsa degli attrezzi inclusa una scatoletta con tutte le punte tra il 2 e il 9. Costano, quindi se non avete un papà così prendete solo le punte che vi servono.
Una cosa importate da sapere sui muri è che ci corrono dentro i cavi della corrente e i tubi dell'acqua (ma và?).
Per evitarli basta stare alla larga da prese, termosifoni e lampadari.
I tubi dell'acqua di solito passano bassi o per terra, i fili vanno sempre in orizzontale e verticale, mai diagonale. Lasciate perdere i tracciafili. Non ne abbiamo mai trovato uno che funzioni per davvero. Non a spendere solo 10€ almeno.
Se non siete sicuri che un filo ci sia o meno e vi serve di bucare proprio tra due lampadari a muro, dovrete andare a istinto e bucare molto lentamente e molto piano e fermarvi appena quello che state bucando sembrerà molto poco mattone e molto più filo della corrente (cioè morbido). Prima di bucare a muzzio provate anche a bussare sul muro, almeno eviterete le scatolette dell'impianto elettrico (non è sperimentato perché mi è sempre andata di culo, ma mio padre me l'ha spiegata così...).
Come partire a bucare.
Il trapano ha due tipologie di uso: ad avvitamento o percussione.
Avvitamento la punta gira e basta.
A percussione la punta oltre a girare martella per penetrare più facilmente nel muro.
Ovvio che se dovete avvitare una vite non userete mai la percussione, ma solo l'avvitamento semplice.
Sono facili da distinguere: l'avvitamento ha una vite, la percussione un martello. E' una leva che sul mio Bosch sta in alto.
Si parte sempre con l'avvitamento.
La percussione vi farebbe scappare via la punta con un risultato non troppo eccellente per il muro.
Partite con la punta piccola e cominciate a forare. Quando avrete oltrepassato l'intonaco (e qui la punta potrebbe scappare, ma non disperate, ricordatevi che poi il buco lo allargherete) e il primo strano di mattone, impostate la percussione e andate fino in fondo.
- Non partite premendo subito a fondo la leva del trapano e spingendo come se voleste sfondare e arrivare in Cina. Cominciate piano e poi aumentate gradualmente. Non è una gara a chi finisce prima e se ci mettete due ore va benissimo.
- Non spaventatevi se la punta penetra improvvisamente dentro il muro. Se non avete mai visto un mattone cercatelo su Google: sono cavi, non sono tutti pieni, è inevitabile che si finisca in uno spazio vuoto.
- In case molto vecchie vi può capitare di trovare un pezzo di muro di cemento e vi sembrerà di non riuscire ad andare oltre. Voi perseverate e andate fino in fondo, prima o poi ce la farete.
- La mano deve essere bella ferma.
Dopo la prima punta usate la seconda con lo stesso meccanismo.
E poi l'ultima.
A questo punto, se avete avuto la mano bella ferma, avrete un buco di tutto rispetto non troppo sbrecciato in cui infilare il vostro tassello.
Prima abbiate l'accortezza di soffiare dentro il buco per togliere la polvere. Se ce la lasciate gli impedirete di fare attrito quando si espanderà all'avvitamento della vita. Non è bello, ne converrete.
A breve un post unico sul trapano e quello, sicuramente fondamentale di "come diavolo si fora una piastrella senza romperla?".
Dispensa Gorm - Perché far giocare i bambini con il meccano 2°
Siete pronti?
Siete carichi?
Oggi monterete la vostra libreria/dispensa!
Tempo totale: 1 e mezza
Attrezzi:
Secondo, scegliete i montanti con la faccia più bella da mettere davanti. Dovrebbe essere anche la più liscia.
Terzo, seguite le istruzioni, partendo a montare prima i montanti davanti, poi capottatela e montate quelli dietro.
Il motivo è che quando la tirerete su sarà già contro il muro dalla parte giusta. Ovvio che dovrete montarla lì davanti.
Il mio consiglio riguarda solo l'abbullonamento tramite la chiave.
Non stringete subito a fondo. Man mano che monterete vi renderete conto che non sempre i buchi sono allineati. Non spaventatevi. Quando starete montanto gli altri due montanti vi renderete conto che più andate avanti più i buchi si allineanto. Ma se stringete a fondo i bulloni sarà difficile che lo scaffale riesca a fare sufficientemente gioco intorno alla vite da andare in linea. Lasciateli un po' lenti e cominciate a stringerli solo quando avrete avvitato l'ultimo bullonte. La vostra libreria/dispensa sarà più solida e dritta che mai.
Finito? Bravi! Non ci voleva tanto, no?
Ora avrete notato che per ogni scaffale vi han dato il kit per il fissaggio alla parete con un gancio, una vite e una rondella. Avrete capito anche quindi perché vi ho fatto passare dal ferramenta. Non è incredibile che l'Ikea ti dia tutto tranne le viti da fissare al muro? Roba da matti.
Se avete già montato altri scaffali Ikea, tipo la Billy, sarete tentati di usarne solo uno.
Anche no. Questa libreria è molto leggera e fatta solo da elementi essenziali. Mettetene due, agli estremi, proprio accanto al lato interno dei montanti. In questo modo nemmeno vostro nipote di cinque anni la farà ribaltare. La spaccherà, ma non si ribalterà.
Altro consiglio per il fissaggio: fissate prima il gancio al muro e non alla libreria.
Tirate su la libreria e posizionate i ganci dove li volete e prende il segno. A quel punto levate la libreria (andiamo, è leggera!), bucate, infilate il tassello e rimettetela a posto. Quando avviterete la vite (con la rondella) e l'avrete girata quasi fino in fonto, spingete bene la libreria e fate combaciare il gancio sia allo scaffale che al muro, fissandolo bene.
Quando avrete finito dovrete solo avvitare le viti del gancio (sempre con la rondella. Non è un elemento estetico, chiaro? Serve a non far scappare la vite) allo scaffale, evitandovi di fare faticose manovre per far combaciare buco e gancio.
Siete carichi?
Oggi monterete la vostra libreria/dispensa!
Tempo totale: 1 e mezza
Attrezzi:
- pinza
- chiave con l'avvita bulloni da una parte n°10 (istruzioni vi diranno chiave inglese, più costosa e difficile da usare della chiave che usate anche per la bicicletta.
- trapano con tutte le punte necessarie
- cacciavite a croce
- le viti e i tasselli che avete comprato ieri
Secondo, scegliete i montanti con la faccia più bella da mettere davanti. Dovrebbe essere anche la più liscia.
Terzo, seguite le istruzioni, partendo a montare prima i montanti davanti, poi capottatela e montate quelli dietro.
Il motivo è che quando la tirerete su sarà già contro il muro dalla parte giusta. Ovvio che dovrete montarla lì davanti.
Il mio consiglio riguarda solo l'abbullonamento tramite la chiave.
Non stringete subito a fondo. Man mano che monterete vi renderete conto che non sempre i buchi sono allineati. Non spaventatevi. Quando starete montanto gli altri due montanti vi renderete conto che più andate avanti più i buchi si allineanto. Ma se stringete a fondo i bulloni sarà difficile che lo scaffale riesca a fare sufficientemente gioco intorno alla vite da andare in linea. Lasciateli un po' lenti e cominciate a stringerli solo quando avrete avvitato l'ultimo bullonte. La vostra libreria/dispensa sarà più solida e dritta che mai.
Finito? Bravi! Non ci voleva tanto, no?
Ora avrete notato che per ogni scaffale vi han dato il kit per il fissaggio alla parete con un gancio, una vite e una rondella. Avrete capito anche quindi perché vi ho fatto passare dal ferramenta. Non è incredibile che l'Ikea ti dia tutto tranne le viti da fissare al muro? Roba da matti.
Se avete già montato altri scaffali Ikea, tipo la Billy, sarete tentati di usarne solo uno.
Anche no. Questa libreria è molto leggera e fatta solo da elementi essenziali. Mettetene due, agli estremi, proprio accanto al lato interno dei montanti. In questo modo nemmeno vostro nipote di cinque anni la farà ribaltare. La spaccherà, ma non si ribalterà.
Altro consiglio per il fissaggio: fissate prima il gancio al muro e non alla libreria.
Tirate su la libreria e posizionate i ganci dove li volete e prende il segno. A quel punto levate la libreria (andiamo, è leggera!), bucate, infilate il tassello e rimettetela a posto. Quando avviterete la vite (con la rondella) e l'avrete girata quasi fino in fonto, spingete bene la libreria e fate combaciare il gancio sia allo scaffale che al muro, fissandolo bene.
Quando avrete finito dovrete solo avvitare le viti del gancio (sempre con la rondella. Non è un elemento estetico, chiaro? Serve a non far scappare la vite) allo scaffale, evitandovi di fare faticose manovre per far combaciare buco e gancio.
Dispensa Gorm 1° - Perché è utile far giocare i bambini con il meccano
Mettete che siete andati a vivere da soli. Mettete che avete un sacco di libri ma la libreria non è in grado di contenerli tutti. Mettete che siete appiedati e senza un amico che vi può prestare la macchina per andare all'Ikea a prendere una o due Billy (si, non sono così capienti).
Che fare?
Anche ammesso che siate mr. Muscolo e riusciate a prendere e portare una Billy alla fermata del bus, col piffero che vi farebbero salire.
E quindi?
Quindi uscite dal reparto librerie ed entrate in quello della cucina, andando qui.
Questa è una dispensa. La sua particolarità è che oltre a pesare niente è incredibilmente versatile. Potete scegliere tra due altezze, il numero di scaffali e la loro profondità e larghezza, inoltre potete comprarla tutta a pezzi, le cui dimensioni sono trasportabilissime su qualsiasi mezzo di trasporto pubblico.
In ogni caso se siete da soli o siete mr. Muscolo o, se pesate meno di 50 kg come me, vi dovrete portare dietro un'amico/a. Se i vostri amici son tutti impegnati, come i miei, e non riuscite a portare 7 scaffali in una volta sola, ci andrete due volte (pace, capita).
Perchè sette scaffali?
Con sette scaffali avrete sei ripiani alti all'incirca 25cm, ovvero meno dell'altezza standard di un libro cartonato e giusta giusta per quella dei mammut (tranne per la raccolta de Le Mille e una notte). Inutile averne di più alti, se avete delle grafic novel coricatele, tanto se siete dei lettori maniaci dovrete farlo con quasi tutti i vostri libri per farceli stare.
Se invece di essere andati a vivere in un sottotetto avete un appartamento normale, potrete addirittura comprare l'estensione della Gorm e avere ulteriori ripiani. Per ammirarla fate un salto al reparto cucine dell'Ikea, troverete un esempio di dispensa (ma con i porta bottiglie. Non spaventatevi, ci sono scaffali normali).
Gli scaffali possono essere di due lunghezze e profondità, ma direi che i 30 cm siano più che sufficienti per una libreria.
Per portarvi via la dispensa Gorm vi serve solo tre cose: pazienza, organizzazione e un paio di elastici per il portapacchi della macchina (o spago, ma gli elastici con più comodi).
Andate all'Ikea e scegliete le dimensioni degli scaffali che vi servono. Evitate di prendere il supporto a croce, non serve veramente a niente: con il numero di scaffali che metterete sarà più che solida già da sé. Se proprio lo volete, occhio che ce ne sono di due tipi e rischiate di tornare a casa con quello più corto (come me...).
State attenti quando scegliete i pezzi. E' legno normalissimo, non trattato chimicamente, ma trattato malissimo dai trasportatori, quindi occhio a non prendere scaffali schiodati o con assi sbrecciate. Idem per i montanti.
Pagate e prima di uscire legate assieme tutti gli scaffali con gli elastici.
In questo modo sarete in grado di andare a casa portandovi via i montanti come un paio di sci e gli scaffali come una borsa della spesa.
Se non ce la fate (perché nonostante siano leggeri comunque pesicchiano) e avete anche altri oggetti, vi dico già che nella borsa Ikea ci stanno solo 3 scaffali da 77x30 cm.
Salite sul bus e andate a casa.
Se siete di Torino sappiate che gli autisti saranno abbastanza gentili da farvi salire sulla minimicronavetta anche con i montanti, solo coricateli a terra così non ucciderete nessuno.
Tra la fermata e la strada di casa fermatevi dal ferramenta e comprate un pacchetto di viti con inclusi tasselli e rondelle. E' una specie di kit, mio padre me ne ha regalato qualcuno, ce ne sono tre di ognuno dentro. Se no chiedete semplicemente due viti, con due tasselli e rondelle per fissare una libreria a un muro. Loro capiranno.
Perché?
Vi serviranno, fidatevi.
Una volta arrivati ripigliatevi e preparatevi a montarla per il giorno dopo. Vi siete già rotti la schiena abbastanza trasportando pezzi di legno da una parte all'altra della città, non strafate.
Nel seguito (che nessuno ha richiesto), i consigli per il montaggio.
Che fare?
Anche ammesso che siate mr. Muscolo e riusciate a prendere e portare una Billy alla fermata del bus, col piffero che vi farebbero salire.
E quindi?
Quindi uscite dal reparto librerie ed entrate in quello della cucina, andando qui.
Questa è una dispensa. La sua particolarità è che oltre a pesare niente è incredibilmente versatile. Potete scegliere tra due altezze, il numero di scaffali e la loro profondità e larghezza, inoltre potete comprarla tutta a pezzi, le cui dimensioni sono trasportabilissime su qualsiasi mezzo di trasporto pubblico.
In ogni caso se siete da soli o siete mr. Muscolo o, se pesate meno di 50 kg come me, vi dovrete portare dietro un'amico/a. Se i vostri amici son tutti impegnati, come i miei, e non riuscite a portare 7 scaffali in una volta sola, ci andrete due volte (pace, capita).
Perchè sette scaffali?
Con sette scaffali avrete sei ripiani alti all'incirca 25cm, ovvero meno dell'altezza standard di un libro cartonato e giusta giusta per quella dei mammut (tranne per la raccolta de Le Mille e una notte). Inutile averne di più alti, se avete delle grafic novel coricatele, tanto se siete dei lettori maniaci dovrete farlo con quasi tutti i vostri libri per farceli stare.
Se invece di essere andati a vivere in un sottotetto avete un appartamento normale, potrete addirittura comprare l'estensione della Gorm e avere ulteriori ripiani. Per ammirarla fate un salto al reparto cucine dell'Ikea, troverete un esempio di dispensa (ma con i porta bottiglie. Non spaventatevi, ci sono scaffali normali).
Gli scaffali possono essere di due lunghezze e profondità, ma direi che i 30 cm siano più che sufficienti per una libreria.
Per portarvi via la dispensa Gorm vi serve solo tre cose: pazienza, organizzazione e un paio di elastici per il portapacchi della macchina (o spago, ma gli elastici con più comodi).
Andate all'Ikea e scegliete le dimensioni degli scaffali che vi servono. Evitate di prendere il supporto a croce, non serve veramente a niente: con il numero di scaffali che metterete sarà più che solida già da sé. Se proprio lo volete, occhio che ce ne sono di due tipi e rischiate di tornare a casa con quello più corto (come me...).
State attenti quando scegliete i pezzi. E' legno normalissimo, non trattato chimicamente, ma trattato malissimo dai trasportatori, quindi occhio a non prendere scaffali schiodati o con assi sbrecciate. Idem per i montanti.
Pagate e prima di uscire legate assieme tutti gli scaffali con gli elastici.
In questo modo sarete in grado di andare a casa portandovi via i montanti come un paio di sci e gli scaffali come una borsa della spesa.
Se non ce la fate (perché nonostante siano leggeri comunque pesicchiano) e avete anche altri oggetti, vi dico già che nella borsa Ikea ci stanno solo 3 scaffali da 77x30 cm.
Salite sul bus e andate a casa.
Se siete di Torino sappiate che gli autisti saranno abbastanza gentili da farvi salire sulla minimicronavetta anche con i montanti, solo coricateli a terra così non ucciderete nessuno.
Tra la fermata e la strada di casa fermatevi dal ferramenta e comprate un pacchetto di viti con inclusi tasselli e rondelle. E' una specie di kit, mio padre me ne ha regalato qualcuno, ce ne sono tre di ognuno dentro. Se no chiedete semplicemente due viti, con due tasselli e rondelle per fissare una libreria a un muro. Loro capiranno.
Perché?
Vi serviranno, fidatevi.
Una volta arrivati ripigliatevi e preparatevi a montarla per il giorno dopo. Vi siete già rotti la schiena abbastanza trasportando pezzi di legno da una parte all'altra della città, non strafate.
Nel seguito (che nessuno ha richiesto), i consigli per il montaggio.
venerdì 1 aprile 2011
4.04
Stanotte mi sono svegliata alle cinque.
Ero andata a dormire a mezzanotte e mezza e quindi il conto di quanto sono riuscita a dormire in tutto è presto fatto.
La cosa peggiore di questa nottata di insonnia è che avevo sia sonno che no. Ciò morivo veramente di sonno, ma non riuscivo a riaddormentarmi.
Sono insonne da quando ho dodici anni quindi ho già sperimentato diversi tipi di insonnia a cui se ne sono aggiunti altri man mano che crescevo:
- insonnia delle prime ore della notte (a letto troppo presto)
- insonnia da sì mi addormento ma non del tutto, quindi come se no
- insonnia agitata
- insonnia noiosa
- insonnia da stanchezza
- insonnia pre-ciclo (ebbene sì...)
- insonnia da acidità di stomaco (grazie stimolo continuo della fame)
- insonnia post spuntino
- insonnia a singhiozzo
- insonnia da ansia da sveglia (se è troppo presto)
- insonnia da stress
Ricordo che una volta, una delle prime che ero torino, F. mi aveva trascinato a sta mostra strana di video installazioni e c'era quest'opera che si chiamava 4.04. Era un'opera che parlava di insonnia e la menava su sto fatto dello svegliarsi alle quattro e zero quattro del mattino.
E io ve lo giuro, ho perso il conto delle volte in cui mi sono svegliata alle 4.04 precise.
Non sempre, non sono mica un robot, ma comunque se non sono le 4.04 è comunque sempre intorno alle quattro.
E' quando ha voglia di farmi proprio del male che mi sveglia tra le cinque e le sei.
Ero andata a dormire a mezzanotte e mezza e quindi il conto di quanto sono riuscita a dormire in tutto è presto fatto.
La cosa peggiore di questa nottata di insonnia è che avevo sia sonno che no. Ciò morivo veramente di sonno, ma non riuscivo a riaddormentarmi.
Sono insonne da quando ho dodici anni quindi ho già sperimentato diversi tipi di insonnia a cui se ne sono aggiunti altri man mano che crescevo:
- insonnia delle prime ore della notte (a letto troppo presto)
- insonnia da sì mi addormento ma non del tutto, quindi come se no
- insonnia agitata
- insonnia noiosa
- insonnia da stanchezza
- insonnia pre-ciclo (ebbene sì...)
- insonnia da acidità di stomaco (grazie stimolo continuo della fame)
- insonnia post spuntino
- insonnia a singhiozzo
- insonnia da ansia da sveglia (se è troppo presto)
- insonnia da stress
Ricordo che una volta, una delle prime che ero torino, F. mi aveva trascinato a sta mostra strana di video installazioni e c'era quest'opera che si chiamava 4.04. Era un'opera che parlava di insonnia e la menava su sto fatto dello svegliarsi alle quattro e zero quattro del mattino.
E io ve lo giuro, ho perso il conto delle volte in cui mi sono svegliata alle 4.04 precise.
Non sempre, non sono mica un robot, ma comunque se non sono le 4.04 è comunque sempre intorno alle quattro.
E' quando ha voglia di farmi proprio del male che mi sveglia tra le cinque e le sei.
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