sabato 29 dicembre 2007

Signori...

... vado a festeggiareil capodanno a Torino. Tante care cose e buon bordello!
Ci si sente dopo l'uno.
Anche questo sabato Rai2 manda in onda la pubblicità del crossover tra NCIS e Criminal Mind.
Speriamo che questa domenica sia la volta buona...

venerdì 28 dicembre 2007

E' nato! E' nato! E' nato!

Cioè no, sono nati. Cioè... è qui!
Erano mesi che volevo farlo e finalmente ce l'ho fatta!
Evviva, come sono felice *_*
Grandioso...

... scoprire che la carta su cui disegni tu la vedi crema e lo scanner invece bianca.

martedì 25 dicembre 2007

Signori...

... vi presento il mitico Master1 della Holden!!! XD
Ovviamente noi siamo quelli tutti in volo (scopa compresa). Gli altri - Befana a parte - fanno parte del corpo docenti ^^
Vediamo se capite chi è Baricco...


venerdì 14 dicembre 2007

In diretta virtuale dalla festaccia holden

Qui ci si sta già rompendo le scatole e sono arrivata solo due ore fa.
Gius riesce a tenere l'attenzione su di se riproponendo ciclicamente le canzoni dei cartoni animati, quando ha fatto abbastanza gruppo intorno a se, parte con quelle autoprodotte.
Fred lo guarda astioso e so che prima o poi dovrò impedirgli di saltargli addosso. Non stasera però, è ancora sulla filosofie "me ne frego, però intanto lo odio", contradditoria a dire il vero.
Fede è già ubriaca, e ormai sto diventando gelosa... di lei, non di lui. Micidiale davvero, prima o poi la troverò la combinazione per capire come funziona sta testa bacata.
I gruppi si formano, si sciolgono e si riformano, come si conviene a una festa, se non fosse che ogni tanto salta fuori qualcuno che dice: "Io mi sto rompendo."
Effettivamente non è la festa più riuscita a cui ho partecipato. Conto di rifarmi dopo a una esterna con open bar. E' di musica tecno, ma a una festa con open bar si perdona tutto.
Ora torno di là, che se becco qualcuno che va al Butterfly mi aggrego.
Però prima porto via tutti i Budda di Tezuka dalla biblioteca, così sto finesettimana avrò qualcosa da leggere.

Ah! Dimenticavo. Mi sono sbloccata. Ho ripreso a scrivere!!

giovedì 13 dicembre 2007

Solo Muprhy sa quanto vorrei uno scanner...
... e infatti non me lo farà mai trovare >.<

martedì 11 dicembre 2007

Sciopero...?!?!?

Ma adesso che finalmente ho visto l'ultima puntata di House MD, mi dite come faccio a sopravvivere allo sciopero degli sceneggiatori?
E per NCIS?
E Grey's?
E Lost?!?!

Ohi, qui urgono rimedi.
Tutti pronti con le mazze da baseball in acciaio sotto le case dei produttori americani.
Rivoglio le mie serie!!!!!!!!!

giovedì 6 dicembre 2007

UDITE! UDITE!

Ho ripristinato Nino!
E dopo tre giorni di travaglio che cos'è che apprezzo di più?
La ritrovata velocità in avvio? No.
L'assenza di ingrippamenti infiniti? No.
Sessanta gigabyte di spazio? No.

Cosa allora?
Ma il riuscire a vedere i video di youtube con Mozilla ovviamente.

Uccidetemi...

mercoledì 21 novembre 2007

La scuola mi vieta l'accesso da stasera.
Venerdì comincia il TFF.
Morirò di sicuro.
Addio mondo. Ci si vede alla resurrezione.
Avanti Savoia, alla riscossa...

Corriere della Sera:

"La ex famiglia reale accampa «Danni morali»


I Savoia chiedono 260 milioni allo Stato


Pretendono anche la restituzione beni confiscati quando nacque la Repubblica. Controdenuncia del governo



ROMA - Vittorio Emanuele di Savoia e suo figlio, Emanuele Filiberto, hanno chiesto ufficialmente allo Stato italiano il riconoscimento di danni morali per un valore complessivo di 260 milioni di euro, senza contare gli interessi, in aggiunta alla restituzione dei beni confiscati alla famiglia Savoia dallo Stato quando nacque la Repubblica italiana.


L'INTERVISTA - A rivelarlo gli stessi Vittorio Emanuele ed Emanuele Filiberto che in una intervista che andrà in onda questa sera su Rai Tre a Ballarò spiegano di avere inoltrato la richiesta di danni circa 20 giorni fa con una lettera di sette pagine al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e al presidente del Consiglio, Romano Prodi, tramite i propri legali, Calvetti e Murgia. Tra i motivi della richiesta di risarcimento illustrati nella lettera e spiegati da Emanuele Filiberto ci sarebbero i danni morali dovuti alla violazione dei diritti fondamentali dell’uomo stabiliti dalla Convenzione Europea per i 54 anni di esilio dei Savoia sanciti dalla Costituzione Italiana.





LA REPLICA - Secca e immediata la replica del governo attraverso il segretario generale della presidenza del Consiglio, Carlo Malinconico, che spiega che il governo non solo non ritiene di dover pagare nulla ai Savoia ma che pensa di chiedere a sua volta i danni all’ex famiglia reale per le responsabilità legate alle note vicende storiche."




E qui si che ci viene fuori una bella commedia delirante alla fratelli Vanzina!

venerdì 16 novembre 2007

Ti rendi conto di non essere più nerd...

... quando dopo mezz'ora in realtà potresti spegnere il computer per mancanza di interessi.
Bestiale.

giovedì 15 novembre 2007

E stavolta è vero!!!

Eriadan è papà.

Il quindici è il migliore!!
Era una mattina brumosa, umida e fredda. Erano appena passate le nove del mattino, e già si capiva che il mondo sarebbe stato diverso.
Nulla avrebbe potuto evitare quel cambiamento epocale, quel disastro, quell'apocalisse, quello sconquassamento profondo.
Ormai il danno era fatto, inutile piangere sul latte versato.
Pianti, sangue, luci accecanti, bisturi e lame.
Che macello.
Che freddo.

E l'avessi deciso io almeno!!
E invece no.
Secondo voi si può far causa al ginecologo che ha fatto il cesareo a mia madre?
No eh?

Vabbeh, tanti auguri a me XD

venerdì 9 novembre 2007

Questa settimana abbiamo fatto lezione tutti i giorni con Marco Ponti.
Non ci si aspetta mai molto in realtà, soprattutto da un regista di cui non hai mai visto i film (ma non diteglielo per favore...), però è stato spettacolare.
Ci ha parlato quasi sempre di sceneggiatura, regia poco e a momenti, ma andava bene così. Lui secondo me è una persona eccezionale. Almeno a me piace (Quindi il resto del mondo dovrebbe starci attento...) eppoi  mi ha regalato il dvd di Mulholland Drive, quindi come si può non amarlo?
Tra l'altro ha fatto un progetto di regia su un film ambientato a Venezia che è di genere romantico/drammatico, ma è storico. Ed è a Venezia. Eppoi ci ha raccontato come ha progettato la scena del primo bacio e lì... non ci sono cazzi, quello è genio. Sempre se glie lo fanno fare XD
Ha dato la mail a tutti dicendo che non leggerà niente di nostro, ma sarà prodigo di qualsiasi consiglio noi gli chiediamo. Lui ora abita a LA e sta per avere un figlio.

Tutto ciò per dirvi che dovrò imparare l'inglese ed entrare abbastanza velocemente nell'ottica espatrio.
Nel frattempo mi butterò in tutti i progetti per cortometraggi che riusciremo a organizzare. Ne faremo uno in queste due settimane.
A me lui mi ha motivata molto. Ho il terrore in realtà di tutto quel che dovrò affrontare, ma questo è normale. Il fatto che io continui ad avere voglia di farlo (ce l'ha spiegato bene quante lacrime dovremo versare...) mi rassicura. Molto meno il fatto che per scrivere un soggetto per un corto io sia dovuta mettermi in società con altre due persone. E l'idea che abbiamo rimaneggiato non era mia.
Testa vuota.
Grande.
Ma non importa, prima o poi si riempirà di nuovo, è un periodo strano questo. Passerà come sempre =)

Ho già detto che amo Torino?
Si.
E la Holden?
No.
Bene, amo la Holden.
XD
Ho sooooonnooooooo....

martedì 6 novembre 2007

E questa è bellissima.

Un gruppo di artiste britanniche, tra cui la cantante Annie Lennox, vogliono regalare un pianoforte nuovo a Aung Sang Suu Kyi. "C'è sembrata un'idea buona e simpatica", ha detto al domenicale 'Sunday Times'  l'attrice Maureen Lipman, che ha recitato nel film "Il Pianista" di Roman Polanski ed è una grande ammiratrice della celebre dissidente birmana. 

La leader dell'opposizione birmana da anni agli arresti domiciliari, è una pianista provetta - riporta il quotidiano britannico - e ama suonare brani di Johann Sebastian Bach e di Alessandro Scarlatti.

Ma il suo strumento non è più funzionante, in parte consumato dall'uso, in parte perché il Premio Nobel per la Pace ruppe la tastiera in un momento di rabbia quando nel 2004 venne a conoscenza che il poeta suo amico, U Tin Moe, era stato arrestato per ordine della giunta militare al potere.

Così Lipman ha lanciato l'idea, riuscendo in breve tempo a raccogliere i fondi per l'acquisto del pianoforte, che vorrebbe spedire via aerea in India o a Singapore per poi farlo trasportare in nave fino a Rangoon.

Il piano - osserva il quotidiano britannico - è uno strumento che in questi anni ha dato molto sollievo alle pene di Suu Kyi e la sua musica è servita anche a coloro che vivono attorno alla casa in cui è rinchiusa: come segno che la dissidente era ancora in vita.

Da Rainews
Eppoi dicono che la realtà non può superare la fantasia.

Da il Messaggero:

BERLINO (29 ottobre) - Ne saranno pure cambiate di cose negli ultimi 77 anni di storia: politica, scienza, tecnologia, relazioni internazionali si sono modificate col trascorrere del tempo, Rolf Eden invece, il più vecchio e famoso play boy della Germania no, lui è rimasto sempre lo stesso. Così dopo aver trascorso una serata tra caviale e champagne in compagnia di un'avvenente 19enne, l'arzillo anziano si aspettava di concludere, come al suo solito, con una nottata di sesso. Il secco no della ragazza, lo ha lasciato di sasso cosicchè sorpreso e indispettito Rolf ha per tutta risposta deciso di fare causa alla giovane donna per discriminazione degli anziani.

Il consumato playboy, ex re delle notti berlinesi degli anni Cinquanta e Sessanta, si è deciso a non rassegnarsi al rifiuto della ragazza, forse per la paura di vedere nel rifiuto il primo segno dell'inevitabile declino.

Il tenebroso Rolf ha deciso di ricorre allora al tribunale perchè, nonostante la serata trascorsa nella capitale e finita nel suo appartamento, la ragazza ha giustificato il rifiuto dicendogli che era troppo vecchio per lei. «È stato devastante. Nessuna donna prima d'ora mi aveva mai detto una cosa simile», ha raccontato l'uomo che si vanta di essere andato a letto con 2.000-3.000 donne nella sua lunga vita: «Dopotutto - ha proseguito - ci sono leggi contro la discriminazione». Il playboy, nel 2002 scrisse di voler morire durante un amplesso. Se le cose dovessero continuare così al massimo potrebbe passare a miglior vita durante l'amplesso di qualcun'altro. Chi si accontenta..

lunedì 5 novembre 2007

Matrix - Speciale House MD
Visto solo ora


Ma vogliamo parlare di quell'immensa vaccata che è stato lo speciale di Matrix su House MD?
Che dire degli evidenti errori da non presa visione dell'argomento, detti dall'illustre produttore della stragrande maggioranza delle fiction italiane attualmente in visione e produzione?
Della lecchinaggine del conduttore, dove ogni volta che doveva parlare Regazzoni gli ricordava chi era che comandava e che non doveva assolutamente contraddire il Capo dei capi?
Dell'esclusiva visione romantica dell'esperta di televisione?

E io, che c'ho il libro di Blitris in borsa proprio ora, giusto in fase di studio e sottolineatura con tanto di note per associazioni di idee, mi sono sentita un po' presa per il culo.

Ma si, continuiamo a fare programmi buoni solo per le casalinghe represse, giusto per farle sentire partecipi senza invogliarle a muovere le chiappe e uscire di casa.
Continuiamo a lisciare il pelo a chi non caccia un cent ma si sente in diritto di fottere tutti i milioni che vuole, propinandoci orrende parodie di una cultura che (grazie al cielo vorrei aggiungere), non ha assolutamente i nostri parametri sociali e ideologici.
Continuiamo a fare in modo che i ragazzini smettano del tutto di pensare con la loro testa.
Solo concetti chiari e banali. Come insegnare matematica alle superiori con le mele e le fette di torta.
Facciamoli sentire tutti intelligenti nella loro atrofia neuronale.

Eppoi mi chiedono perchè in tv non guardo mai niente con la firma Italia nei titoli di testa e coda.



E per l'ultima volta, so che è un concetto difficile da registrare per gli italiani, ma House non è mai stato sposato. Non è separato. Non è divorziato.
Ha convissuto.
Stop.
Per chi non ci credesse non serve vedersi tutta la prima serie, basta un buon sito sull'argomento.

venerdì 2 novembre 2007

Rewind!

Sapete la canzone di Vasco?
Uguale. Dovrei tornare indietro per rivivere di nuovo tutte le quattro settimane appena passate, che sono intense. Mica cazzi.
Ho visto e fatto più cose in un mese qua che in un anno di università a Venezia.
Sono allucinata. Sconvolta. Completamente fuori asse.
Volete sapere com'è la scuola? Bella domanda. Venite a trovarmi e poi datemi un giudizio voi, che io son stata un po' impegnata. A far che?
Ad andare per feste.
Ad andare per Torino.
A farmi venire i calli alla mano sinistra che ho comprato una chitarra.
A istruire una coinquilina ventiseienne con lo spirito pratico di una patata lessa.
Fare stretching alla mano sinistra che sta atrofizzata da ventidue anni, ma sapete, ho comprato una chitarra.
Dichiararmi al tizio che ho ospitato per dieci giorni.
Spostare mobili.
Farmi buttare fuori di casa.
Rientrare in casa.
Impedire alla mia masochistica psiche di rovinare definitivamente i rapporti tra me e il tizio a cui mi sono dichiarata, perché gli voglio un mondo di bene e come amico è fantastico. Accidenti a me.
Impedire alla mia vendicativa psiche di odiare una mia compagna di scuola perché alla festa di Halloween da lei organizzata sono entrambi convolati alla giusta pomiciata.

In mezzo a tutto ciò, io sono andata a lezione dal sior Baricco un mercoledì. E basta.
Ogni lunedì un critico famoso, Giorgio Guado, mi fa lezione.
Il mio tutor è bellissimo, gentilissimo, sconvoltissimo e mi ha presa in simpatia perché alla seconda lezione (martedì) io stavo stravolta e mi sono rifiutata di spiccicare parola.
Ogni tanto una sceneggiatrice tenterà di convincermi a crearmi un serbatoio di storie e prima o poi la manderò a fanculo perché io funziono con le associazioni di idee.
Un tizio è entrato nel mio cuore perchè mi ha fatto due giorni di lezione solo sul mondo narrativo di House. Non aveva mai visto Il Padrino. Odia la fiction italiana. Peccato che non tornerà.
Ho fatto un Trekking di conoscenza organizzato dalla scuola che io ho preso alla lettera. Infatti mi sono dichiarata. Il fatto che lui sia stato così gentile, comprensivo, che non si sia approfittato di me, che non abbia alzato una barriera contro di me, mi ha praticamente fatta capitombolare ai suoi piedi. Ma sono cose che capitano.

In mezzo a tutto ciò ci sono le serata alla Comune Holden. Una casa in cui abitano solo ragazza Holden. Cinque. Ci si fanno delle gare a mimo stupende là dentro.
Le cene a casa di F. e M.
Le serata al pub.
Gli aperitivi.
Le sbronze.
I film più brutti che io abbia mai visto al cinema.
La festa di Halloween.

E la mia chitarra.
So solo quattro accordi sicuri. Il quinto è titubante.
Mi, La, Re e Do maggiore. Il Do viene dopo due minuti che litigo con le dita. Il Sol maggiore me lo ricordo a malapena. Ma so che c'è.
Non so ancora dare la plettrata, che il plettro non ce l'ho.
Non la so accordare, che l'accordatore non ce l'ho.
Non ho l'agilità necessaria per passare fluentemente da un accordo all'altro. Quindi quando provo la canzone del sole faccio un po' così:
Le bionde tre...
...cce gli occhi azzu...
... rri e poi...
Le tue calz...
...ette...
... rosse...

Irritante.

Ma ce la farò.

Ieri sera nonostante mi ci sia impegnata per un'ora non sono riuscita ad accordarla, quindi non mi sono esercitata molto.
Purtroppo, la persona con cui rischio di rovinarmi definitivamente i rapporti è anche l'unica che potrebbe darmi dritte sicure. Grazie al cielo lui sta quattro giorni a Lucca (dove volevo andare anch'io, ma il biglietto del treno è una fucilata ç_ç), quindi domani torno giù e festeggio M. (o F... non ricordo chi dei due fa gli anni...) senza di lui. Senza vedermelo che bacia F. (che anche se lo sapevo da giorni io ero comunque in terapia disintossicante tramite mantra interiore). Ma con le persone con cui devo sodalizzare molto perché non lo posso più chiamare per uscire.
Il Liga e gli U2 saranno fondamentali come sempre.

Il mio padrone di casa odia D.
Straordinariamente riesce sempre a fare qualcosa per irritarlo. Io sono stravolta, E non lo so.
Oggi ne ha fatta un'altra, ma per fortuna lui non ha usato la minaccia di sbatterci fuori di casa dall'oggi al domani come tattica per svegliarla fuori.
Dio che spavento.
Non sono andata a scuola quella mattina da tanto ci sono rimasta.
Sono tornata a casa quel pomeriggio con quattro numeri di telefono da chiamare per case nuove.
Alla fine siamo ancora lì. Tutte e tre.
Se non fosse che D. è una mia compagna di classe forse ci avrei pensato sul serio a convincerla ad andare via. Ma messa com'è capace che trova un pappone come padrone di casa e non se ne accorge nemmeno. (Questo blog non lo dovrà mai vedere...)
Ora c'è un contratto firmato, tre bonifici fatti e dovrebbe essere tutto a posto.
Forse.
Si spera.
Dio come sono stanca.

Pica pazzesca l'altro ieri.
(Pica: termine molto calabbbrese. Meglio, cosentino. Ne abbiamo quattro in classe. Più uno trapiantato a Torino alla tenera età di sei anni che adoòro ed è una mia colonna portante in sto casino micidiale. Ah, significa sbronza.)
Sono stata male fino alla sera dopo.
Ho cantato i Queen davanti a un computer come se Freddy fosse lì davanti a me. Assieme ad altri due scoppiati.
M. ci ha provato spudoratamente con me.
Ho tentato di fare a G. un discorso che a E. sembrava razionalissimo, peccato che era avvenuto cinque giri prima e non so che cosa ne è venuto fuori. Aiuto.
Fred ci ha provato con E.
Fred ci ha provato anche con I.
D. è svenuta in camera di F. per un'ora. Sto ancora chiedendomi come hanno fatto F. e G. a non accorgersi di lei quando ci si sono chiusi dentro.
Bologna è diventato mio fratello.
A. era vestito da Linch.
Straordinaria.

Che altro manca?
Non ne ho idea.
Troppe, troppe cose!

Voglio il rewind.
E un po' di canzoni da tenermi davanti come meta.
E riuscire a riavere G. come amico.
Il cartone sul vetro della porta di camera mia, che la tenda è scomoda.
Un lavoro comodo.
Scrivere.
La connessione internet a casa.

Amo Torino.
E' bellissima.
Chissà come ne uscirò.

venerdì 12 ottobre 2007

It's party time

Nelle prossime ventiquattro ore, sarà tutto ufficiale.
La mia vita traslocherà definitivamente e Torino.
Una camera nuova. Coinquiline nuove. Amici nuovi.

La città è fantastica.
Avevo poche aspettative, anzi praticamente nessuna. Però è successo qualcosa.
Martedì scorso trovo la mia seconda coinquilina, E.
Giovedì mi telefona F. dalla Holden. Giù, un mio futuro compagno, è senza casa. Hai mica ancora posto per ospitarlo un paio di giorni, finché non va dai suoi amici a Milano?
Si.
Giovedì E. mi chiama, viene a prendere possesso del suo letto.

E' alchimia quel che è successo, non c'è spiegazione.

Passo la giornata con Giù e A., suo futuro coinquilino. Lui tornerà a casa quella sera, mentre Giù e le sue valigie staranno da me. Si sono conosciuti due giorni prima. Giù è di Cosenza, ma parlata a parte ha poco del cosentino. A. è di Livorno e del toscano c'ha tutto.
La nostra conoscenza si approfondisce in una trattoria che scoviamo vicino casa mia. Strano che per scoprire il mio quartiere son dovuti arrivare due sconosciuti a svegliarmi dal torpore. Davanti a un piatto di tagliatelle ai funghi, poco dopo arriva D.
D. è di Livorno. Ha conosciuto A. in Spagna assieme a L., un loro amico in comune. Non si sono più visti da quella vacanza, si ritrovano a Torino. Anche D. frequenta la Holden. Io e Giù ce la godiamo e già c'è feeling.
Giù ed E. conosceranno quella sera. E, di Gaeta ed esperienza romana, come tale non glie ne frega niente che il letto accanto al suo sia occupato da uno sconosciuto. A nulla vale la mia offerta di dargli il letto per gli ospiti in camera mia.
Giù è rimasto in casa nostra fino ad oggi.
Lui e la sua chitarra ci hanno portato momenti splendidi.
Quella casa ha cominciato a vivere con lui.
Lui ed E. hanno scritto quattro canzoni.
Ha portato Fred il bukoskiano nelle nostre vite, dando il via a un'esperienza che, lo so bene, non proverò mai più.
Domani lui si trasferirà in casa sua con A.
Domani D. prenderà possesso del letto che, faticosamente, è riuscita ad aggiudicarsi nonostante il parere dei suoi.
Fred ha già detto che, dopo che Giù se ne sarà andato, in casa nostra non ci metterà più piede.
Io, E., D., Giù ed A., abitiamo a San Salvario.
Adoriamo il quartiere, ci adoriamo tra di noi.

Ci saranno altre serate a birra e canzoni in un parco.
Ci saranno sabati e venerdì sera in giro a lanciarci citazioni letterarie e facendoci film mentali insieme.
Ci saranno feste.
Ci saranno nuove parodie dei nostri compagni.
Abbiamo già un linguaggio nostro. Lo amplieremo.
Io imparerò a suonare la chitarra.
Fred vuole insegnarmi l'inglese.

Sono a Torino da due settimane.
La scuola comincia martedì.
Se sto a casa per più di un giorno, mi viene già il magone.
Non è Venezia, non lo sarà mai.
Ma, ora come ora, il mondo gira intorno a Torino.
Ed è meraviglioso.
Io l'ho visto solo oggi, ma è successo ieri.
Eriadan è papà.
Tanti auguri!!

mercoledì 10 ottobre 2007

Qualcuno mi spieghi come diavolo faccio a:
- spostare i mobili della camera
- arredare la casa alla maniera de "La casa di gommapiuma"
- organizzarmi un trasloco
- fare il ripristino di Nino cercando di far funzionare il nuovo HD esterno che ho comprato
quando tutto quello che in realtà sto facendo è:
- andare in giro allo scazzo
- bere birra
- dormire

Voglio una soluzione fattibile, non si accettano silenzi e "Boh" come risposta >.<

domenica 30 settembre 2007

Domani vado a Torino.
Ho Nino, ho l'indirizzo della fumetteria, della Lidl, le coperte (anche se credo non abbastanza), un sacco di dvd da vedere.
Non so se trovo un internet point, non li ho cercati in rete.
Ora, speriamo che me la cavo.
Elenco minimo di sopravvivenza per qualche giorno a Torino:

- Nino
- coperte, coperte, coperte
- cuscino
- dvd con film e STVoyager
- necessario toilette
- quaderni degli appunti
- latte
- asciugamani

Secondo voi potrò andare in giro per cinque giorni sempre con gli stessi vestiti o prima o poi puzzerò?
Meno male che era minimo...

venerdì 28 settembre 2007

L'ho presa proprio secca.
Ho il naso costantemente chiuso. Il mal di testa da intasamento. La gola che raspa.
Per fortuna non sento il peso ai polmoni, il petto doveva essere l'unica cosa coperta l'altro giorno a Torino.

Ho quasi preso la folle decisione di prendere io da sola un appartamento e poi cercare i coinquilini per la doppia. Almeno per il primo mese.
E' un rischio enorme. Ma sono stanca e l'unica altra stanza che potrei avere senza andare a cercare e senza dover aspettare che decidano se gli piaccio o meno, non è una vera stanza. Ed è anche piuttosto casa anche se più in centrale di quel palazzo che piazza Vittorio Veneto.
Oggi era andata a vederlo una ragazza il mio appartamento, non le piace.
Non piacerò nemmeno a quella di domani.
Ha una carta da parati troppo brutta ed essendo stato abitato da 5 maschietti non è nelle migliori condizioni, soprattutto per la disposizione del mobilio.
Però è grande, è vicino a porta  nuova e se il proprietario si decidesse ad aprire le finestre prima di far vedere la casa a delle fanciulle, forse farebbe un'impressione migliore.
Alice dice che dovrei prenderlo che una doppia a 175euri a posto letto la riempio in una settimana a Torino.
Mi piacerebbe crederle per davvero. La verità è che ho una paura atroce.
Davvero.
Ah, dimenticavo.
Ho preso la borsa di studio.

=)

giovedì 27 settembre 2007

Ci sono state tante notizie nel mondo da quando sono scesa dalla valle.

L'Euro è diventato più forte. Se lui e il Dollaro salgono sul ring, l'Euro vince in due riprese per KO. Questo però non spiega perché nonostante questo la benzina sia sempre carissima.
Però intanto il titolo lo detiene l'Europa.
Qualcuno mi spiega perché nonostante questo siamo sempre più poveri?
Ah già. Le tasse.

C'è un'inchiesta sul caro libri dei testi scolastici.
Cos'è, l'Associazione Consumatori ha cominciato a praticare tattiche di intimidazione terroristica? Sono anni che i libri scolastici costano lira di Dio, solo che è solo negli ultimi che grazie a ciò una famiglia media rischia di non mangiare per il mese di Settembre.
Probabilmente il Governo non ha abbastanza soldi per pagare tutte le squadre del RIS che dovrebbero indagare sulla morte per fame delle famiglie di operai. Oppure ora che sono costantemente sulle reti per il caso di Garlasco e che hanno addirittura una loro serie televisiva dovrebbero pagarli anche solo per fargli mettere il naso fuori dalla porta dell'ufficio.

Gli Italiani rischiano lo sfratto.
Davvero. Metà di noi non riesce a pagarsi l'affitto con il proprio stipendio mensile. E' grave sapete?
Ora, prima di sentire qualcuno delirare dell'attuale malgoverno, rivolgete lo sguardo a tutti i precedenti mal governi e ditemi se è davvero solo colpa di questo o se è semplicemente la Catena che continua.
Bella cosa l'evoluzione.

Il mondo è sorpreso da noi.
No sul serio. Sulle pagine dei giornali esteri qualche giorno fa si è letta la sorprendente notizia: un comico manda allo sbaraglio la politica italiana.
Oddio, non è la prima volta.
Se non sbaglio hanno evitato di mandare in onda sulla Rai Dario Fo per anni (e anni e anni e anni...) per lo stesso motivo. Si ma allora c'erano anche le Brigate Rosse. Ora abbiamo la Mediaset, non servono più.
Il comico esiliato di turno si chiama Beppe Grillo e più che fare teatro fa cabaret. Si, lui è un egocentrico è capace solo di dialogare da solo, ma molti ci vogliono bene lo stesso (e a me fa ridere se proprio lo volete sapere. Ma tanto. E' difficile sapete?).
Il motivo per cui il signor Grillo rallegra tanto le cronache estere è che una sua manifestazione ha indignato particolarmente tutti i politici italiani (facendolo finire in tv talmente spesso che c'è ha avuto un'overdose mediatica. Davvero. "Non c'ero più abituato" ha scritto su Twitter) e portato in piazza milioni di persone.
Il suo segreto?
Un blog (l'avreste mai detto?)
E la capacità di aver fatto la proposta giusta al momento giusto.
E' rara anche questa sapete?
Mi sa che è un po' troppo tempo che il Governo non si vede masse di gente senza soldi e senza mangiare. Non sa più cosa vuol dire. Forse è il caso che comincino a preoccuparsi, perché in piazza non c'erano solo i sinistrorsi. E gridare al fascismo o allo stalinismo.
Davvero.
Dove devo firmare perché la fedina penale abbia un peso anche nella vita di quei porci che si fanno mantenere da mia madre?

Nel Myammar qualcosa si muove.
Certo, mi ha rattristato sapere che i rappresentanti religiosi hanno deciso di scendere in piazza non per i soprusi che la gente deve subire a causa del regine totalitario, non perché non c'è libertà di pensiero figuriamoci di studio, non perché alle elezioni che avrebbero deciso per la democrazia invece che per il regime hanno imprigionato la rappresentante giustamente eletta dal volere popolare, ma per un rincaro prezzi.
Però ora i giornalisti sono lì. Delle persone sono morte. Molte altre ne moriranno e il regime abominevole che da anni tormenta quelle persone è sotto l'occhio di vetro sacro del mondo e non può più nascondersi.
La gente è scesa in piazza, ha manifestato e per una volta forse la voce di Aung San Suu Chi non è stata l'unica ad avere il coraggio di elevarsi spontanea.
E' triste che sia stato fatto per i soldi, ma sono i soldi che alimentano il motore del mondo.
Forse era anche ora.
E per fortuna stavolta non è servita una guerra per portare sui media nazionali la storia di quel popolo sfortunato.
Però pare che qualcuno debba sempre morire per dimostrare che è una battaglia importante.


La Ducati ha vinto il titolo costruttori.
Ah ma di questo ho già parlato.

Va di moda Maria Callas.
Davvero.
Non l'avrei mai detto.
Va di moda anche dire che i religiosi non erano credenti.
Davvero.
Cos'è vi fanno paura? Delle persone buone che hanno donato tutte se stesse agli altri, se non credevano pur portando i paramenti del loro Dio, sono meno degne?
E tutti quei preti che ogni giorno molestano bambini e ragazzini nelle sicure mura dei loro collegi? Loro cosa sono? Solo persone che commettono un errore ogni tanto e che gli andrebbe perdonato perché, in fondo sono solo uomini?
Mi piacerebbe sapere perché un uomo che veste la toga, pur commettendo reati contro la legge del suo Dio, sia solo un povero essere umano che commette un errore. Ma se una donna con il velo, che non ha mai commesso una violazione delle leggi che ha giurato di servire, ha scritto di non credere in chi ha dettato quelle leggi, come mai improvvisamente diventa un essere ipocrita indegno di rispetto?
Solita questione immagino. Ma non ho voglia di discuterne.

Le violenze domestiche aumentano.
Non è vero.
Sempre più donne e ragazze violentate trovano il coraggio di denunciare lo stupro.
E' vero.
E la sapete una cosa buffa? Sono quasi tutti familiari, parenti, amici di famiglia, fidanzati, ex fidanzati, amici, conoscenti, compagni di classe.
Neanche un insegnante, neanche un immigrato.
Il mondo si è rovesciato?
No, ha solo deciso che è stufo di rimanere zitto.
Noi, abbiamo deciso che siamo stufe di stare zitte.

Il Mondo sta morendo.
Questo lo sapete già.
Lo stiamo ripetendo da anni e anni.
Lo dicono gli esperti. Lo dicono gli scienziati. Lo dice anche quello che fino a due anni fa abitava vicino a un bel praticello con qualche albero e ora al suo posto c'è una discarica di rifiuti misti.
Altri esperti continuano a dire che il cambio climatico è normale, che ogni tot anni succede, è sempre successo.
L'ultima volta che è successo l'uomo aveva già inquinato i mari, bucato l'ozono ed emesso nell'atmosfera tanta anidride carbonica da far perdere la propria autostima la cometa che aveva sterminato i dinosauri?
Perdonatemi se sono scettica.
Purtroppo a me l'acqua piace pulita, il cielo blu, l'aria respirabile e le coste lì dove stanno ora.
Ah già. Il trattato di Kyoto sta per scadere.
Qualcuno ha il numero di Ford Prefect?
Non dimenticate l'asciugamano.

mercoledì 26 settembre 2007

Merditalia

Treno per Novara soppresso.
Ottimo. Considerando che il Piemonte è la regione peggio servita da quella società che ama tanto definirsi Ferrovie dello Stato nonostante sia un'azienda privata e faccia il porco comodo suo con i dipendenti, è stata un bellissima sorpresa.
Certo, è vero, doveva esserci un autobus sotitutivo, che all'alba delle 08:30 (il treno doveva partire alla 07:57) non si era ancora presentato. Io non sono stata l'unica ad andarmene e farmi rimborsare il biglietto.
Certo, non potevo neanche andare a sbraitare in biglietteria, loro sono stati effettivamente gentili, in fondo non centravano niente. I dirigenti hanno organizzato tutto... mettendosi d'accordo logicamente con un azienda diversa da quella con cui sono convenzionati e che ha la sede a un chilometro dalla stazione di Domo.
Insomma, invece di chiedere ai signori Comazzi (che fanno da tempo con successo un servizio di trasporti in tutta l'Ossola, nonché il servizio sostitutivo del treno da Domo a Iselle che mi porta a casa) hanno chiesto a qualcuno che non si è presentato quando doveva.
Quindi sono tornata a casa.
Perchè arrivare a Torino all'una passata non è esattamente quello che io trovo conveniente.
Spero che i miei due appuntamenti non se la prendano troppo, ma avere nemmeno tre ore utili per cercare altre case oltre a vederne solo due, è troppo faticoso per una levataccia prima delle sette, più di tre ore di treno solo ad andare, 20 euro di spesa in tutto e un pranzo fatto in fretta e furia dicendo a un'amica che non avrei avuto tempo di stare con lei. No, proprio non va.

Grazie di nuovo Trenitalia. Ha dimostrato ancora una volta che l'unica cosa che deve fare, non la sa fare.

martedì 25 settembre 2007

Aveva solo due ore buche.
E io che mi preoccupo per niente.
Tsè.
Quando il buongiorno si vede dal mattino

Stamattina il telefono ha avuto un raptus suicida: ha squillato alle nove.
Essendo state trasferite in camera di mia madre, lì c'è il telefono. Un bel telefono rosso col disco per fare i numeri, che fa un bel trillo da campanella metallica, un po' più cupa di quella della ricreazione a scuola.
Magnifico.
Consapevole del fatto che grazie al rompicoglioni di turno non sarei più riuscita a dormire, mi alzo cercando di non sbattere contro niente e rispondo.
E' C, la madre di Grafffio, che mi chiama preoccupata. Mia madre non c'è quindi tocca a me.
Mia sorella ieri mattina si è presentata alla loro porta. Era sveglia solo Grafffio che C, per colpa delle vene varicose, non riesce a dormire la notte, quindi si piazza sul divano fino a quando non si addormenta al mattino. Anna voleva salire su da loro, perchè diceva di non sapere dove andare, ma Graffio non poteva farla salire perchè C dormiva. Così lei è andata a farsi un giro per un paio d'ore.
C mi ha chiamata perchè pensava che Anna se ne fosse andata di casa (E' un tipo molto drammatico).
Da madre che al mattino non svegliava sua figlia per andare a scuola perchè le dispiaceva (Dormiva così bene!), non è passato minimamente per la testa quello che invece è passato a me.
Anna bigia.
E lo fa anche male.
Possibile che solo quelli della mia generazione siano gli ultimi esemplari con le leggi della bigiata innate?

Preparatevi, perchè C non si arrenderà facilmente e richiamerà. E quando succederà ci saranno fiumi di sangue.
Devo arginare il disastro.

Stupida ragazzina...

domenica 23 settembre 2007

No è proprio come voglio io, ma è meglio di quel grigio e bianco, o no?
MotoGP - Campione del Mondo
Il titolo quest'anno è rosso e porta la bandiera australiana


Bene, siamo onesti.
Stoner quel titolo se l'è strameritato alla grande.
Se l'è meritato lui e tutto il team che c'ha dietro.
Se l'è meritato lui, il suo team e la famiglia che oggi ha visto gli sforzi di sette anni ricompensati come si deve.

Questo naturalmente è anche il bello del MotoGP. Chi vince il titolo generalmente se l'è meritato tutto fino all'ultimo applauso.
La squadra Stoner/Ducati quest'anno era perfetta.
Avevano la moto migliore.
Avevano le gomme migliori.
Avevano un pilota eccezionale che ha sbaragliato tutti e io spero che l'anno prossimo corra ancora così, perchè è un pazzo furioso e quando ce ne è più di uno in pista che fa il folle, il MotoGP è uno spettacolo da paura.
Ma soprattutto loro hanno sempre avuto il feeling.
C'era il feeling tra Stoner e la sua Desmosedici.
C'era il feeling tra i tecnici e la Desmosedici.
C'era il feeling tra i tecnici e il pilota.

Tutto ciò che ho elencato qua sopra sono gli ingredienti fondamentali per avere un team vincente.
Senza fare il paragone con Rossi (che tanto ormai lo avrà capito anche il browser per che squadra tifo), basta guardare Capirossi.
Lui non ha mai avuto il feeling con la sua moto (dichiarato, ridichiarato, stradichiarato e ribadito oggi che ha vinto a Motegi) e probabilmente a cenrto punto, da qualche parte, si deve essere incrinato anche il rapporto con il team.Per una squadra come la Ducati, che è piccola, che è sempre la stessa da anni, che parlano tutti la stessa lingua, che hanno tutti le stesse radici (tranne uno ma ormai è come se fosse italiano), è stato un dramma e infatti Capirossi io lo vedo sul podio per la prima volta solo oggi.  A Fine GP.
Infatti Capirossi ha firmato un contratto con la Suzuki, rifiutando la terza moto ufficiale che la Ducati gli aveva offerto, probabilmente perché un anno così gli è bastato e avanzato e ora vuole un team che gli metta a punto una moto che lui possa sentire davvero sua. E fa bene.
Anche la Honda ha avuto i suoi bei problemi.
La Honda è stata sicuramente una delle case che ci ha rimesso di più per il cambio di cilindrata, a differenza della Yamaha che, comunque, a inizio stagione correva un pochetto di più della sua rivale.
Non ho idea di come siano gli umori in casa Honda, ma spero buoni, anche se tutti stanno aspettando una conferma di Pedrosa o un rimescolamento delle loro carte.
Il team Gresini quest'anno ha fatto una bella fatica pure lui, ma Melandri è Melandri e alla fine è riuscito a dimostrare anche lui che non va mai sottovalutato. L'anno prossimo correrà su una gran moto e sono sicura che riuscirà a portarla al meglio. Speriamo riesca a integrarsi nel team.
La Suzuki e la Kawasaki si sono dimostrate molto brave e i loro piloti anche. Non hanno avuto un semplice ruolo di comparsa occasionale, sono proprio state delle spine nel fianco. Li vedevi saltar fuori e mettersi alle calcagna di chi correva più forte standoci dietro fino alla fine. O riuscivano a mantenere la loro posizione praticamente in eterno e voi lo sapete che se un Rossi, un Capirossi, un Hayden, Melandri o anche addirittura un Elias, si mettono in testa di superarvi, beh, la pressione che vi scaricano addosso non è poca.
Eppoi c'è la Yamaha.
Quest'anno congedano il buon Colin e fanno entrare nuova linfa. Proprio nuovo. Lorenzo passa dalla 250 alla MotoGP, niente meno che a fianco di Valentino Rossi.
Rossi che quest'anno ci ha messo una vita a trovare il giusto feeling con la moto.
Rossi che era sicuramente distratto in più di un occasione e, tutto sommato, aveva anche dei buoni motivi.
Rossi che correrà come ha corso a Estoril settimana scorsa e per la maggior parte della gara di oggi, allora ce ne farà vedere delle belle l'anno prossimo e il titolo mondiale non sarà così scontato come invece sembrava dalla pausa estiva.
Perchè il nuovo motore funziona, perchè la moto e Rossi insieme funzionano, perchè il suo team è sempre lo stesso e l'affiatamento non è mai stato messo in discussione da quelle parti.
L'anno prossimo Rossi concorrerà ancora per il titolo e avrà come sempre buone chance di vincerlo.

Però oggi onoriamo Stoner. Onoriamo l'impegno incredibile che ci ha messo, i sacrifici che ha fatto, il suo talento, i suoi nervi saldi, la sua onestà e la sua semplicità.
Speriamo continui sempre così =)




mercoledì 19 settembre 2007

Sono riuscita a perdere una delle mie magliette preferite.
L'avevo portata a torino nel mio zainetto per ogni eventualità.
Ora non è più nello zainetto.
Mi sento una merda.
So che il mio template fa schifo (grazie per averlo fatto notare Stormy, manderò il fantasma di Sweety a tormentarty) ma oggi in treno ne ho progettato un'altro.
Sempre che io riesca a metterlo su (perchè implica che io sappia dividere e ripartire coi CSS l'immagine che dovrò scansionare e inserire sul dominio...)
Spariranno le brutte spirali, non sarà più bianco e sarà pure simpatico.
E il primo che mi ammazza di nuovo il mash pet si ritrova con i Gazoosa come sfondo del suo profilo e gruppo preferito.
Naturalmente tutto questo a partire da domenica. Anzi no, solo domenica.
Oggi è cominciata la caccia all'appartamento torinese. Naturalmente oggi è stato un fiasco totale.
Spero di combinare qualcosa di meglio domani.
E dopo.
Spero anche di riuscire a trovare un ostello per dormire domani notte. Fare avanti indietro mi leva un sacco di tempo. Troppo.
E ora vado. Che devo riuscire a farelo zaino e la doccia nelle paure pubblicitarie di Grey's

martedì 18 settembre 2007

Non è ancora finito, ma non mni convince.
Non è abbastanza me.
Però per lo meno ho imparato a gestire i CSS per non dover più formattare il testo quando scrivo.

Ora chi mi aiuta a levare la formattazione da tutti i miei post precedenti? XD
Prove in corso.
Non stupitevi di niente.
Ho voglia di buttare all'aria il template.

lunedì 17 settembre 2007

L'ansa

Ci sono momenti in cui mi sedimento. Completamente.
Sono un ciotolo che si stacca dalla montagna, viene trascinato verso valle dalla forza degli elementi - e molto clasicamente - dal rigagnolo che dovrebbe diventare un fiume. Solo che ogni tanto appare un'ansa e, da bravo ciottolo quale sono, mi ci incastro.
Ora sono in un'ansa.
Non si sta male nell'ansa, è tranquillo, non bisogna fare niente. Niente scontri con i ciottoli più grandi, niente salti verginosi, niente vorticelli biricchini, niente dover stare attento che se no finisco fuori dal fiume!
C'è un solo effetto collaterale: quando l'attenzione per tutto l'esterno cala - la definizione esatta è: annulla - ci si concentra su di se, tanto e non fa bene.
Si passa il tempo a fare tutte quelle cose che i vortici del rigagnolo ci avevano impedito di fare, come i nostri hobby preferiti, praticabili dal comodo buco nella sabbia che ora ha persino la nostra forma. Ma dopo tutte le cascate, i mulinelli, i cozzamenti, i rotolamenti... gli hobby sono noiosi. Le gare con gli altri ciottoli erano sì irritanti, stupide e dolorose, ma non ci si annoiava. Ci manca il suono che fa il nostro strato esterno quando cozza contro altri massi e ci regala una scalfittura in più.
Così, quando la fase riposo finisce inizia la fase apatia, dalla quale è difficile uscirne.
Brutta bestia l'apatia. Si passa la giornata a scrutare l'ansa intorno a se e capire in quale punto si può avere la vista migliore del rigagnolo. E si torna a vecchi pensieri.
Vecchio è un aggettivo molto esplicito. Se è vecchio è passato, se è passato vuol dire che non te lo sei voluto trascinare dietro e se non te lo sei voluto portare dietro come Marley con la sua catena... ci sarà un motivo, o no?
No. La tua mente, annoiata fino alla nausea da tutto ciò che è costretta a fare improvvisamente senza riscontro pratico nel mondo reale, decide di attingere ai vecchi bauli polverosi. Perchè andare a cercare i vecchi giocattoli è la soluzione migliore se gli attuali ti hanno stufato, e quelli nuovi non sono ancora arrivati.
Ma dopo un po' che ci giochi ti rendi conto che come ciottolo sedimentario non ti piaci più, vorresti rotolare ancora, cozzare e fare salti, turbinare nelle correnti dispettose e magari farti anche male, che è meglio che farsi venire solo le occhiaie.
Peccato che siamo nella fase apatia.
Il problema di chi è abituato a lasciarsi trasportare dalla corrente che ha scelto, è che quando la spinta si esaurisce non ha molta voglia di portarsi avanti da solo, vuole un'altra corrente. Ma l'autogestione è così faticosa... soprattutto quando l'ansa non è abbastanza vicina alla corrente che ti faceva sentire un pochetto più ciottolo.
E trovare quella spinta, quel colpo di culo che ti fa alzare dalla sabbia in cui sei mollemente e comodamente adagiato, potrebbe essere un'impresa. Però è il caso di trovarle le energie per quella spinta. Perchè nel momento stesso in cui ci si rende conto che i tanto belli e cari giocattoli di una volta con cui giocavi per ore, ora ti stufano... bhe, rimane solo la schizofrenia.
E l'amico immaginario.
Ma non sarà un po' troppo strano anche per me, che un ciottolo si faccia un ciottolo immaginario come amico?
Speriamo per lo meno che sia del sesso opposto.
Dieci a uno che non farò niente di tutto ciò che ho elencato sotto.

domenica 16 settembre 2007

La gara è stata fantastica. E voglio davvero scriverci sopra un papiro ma adesso sono stanca.

Domani voglio telefonare agli ex colleghi di Milano.
Domani devo progettare un viaggio a Torino e uno a Milano. A uno dei due probabilmente si pernetterà.
Domani devo esplorare Yahoo Mash, che Stormy è stato tanto gentile da invitarmi e io sono assetata di qualsiasi cosa sia nuovo e includa la scrittura e il web.
Domani voglio ampliare le mie conoscenze di grafica scan e vedere se i miei scarabocchi stanno bene su schermo.
Domani devo capire se e quando avrò davvero tempo di finire il tirocinio alla Croce Rossa.
Domani voglio scrivere a Ranocchia.
Domani mi voglio dimenticare di M. e seguire il consiglio di Sumire-Chan. Se entro una settimana non chiama io chiamo la Vero. Se anche la Vero non mi potrà aiutare io darò il colpo di grazia alla speranza.
Domani devo ripulire il registro di Nino.
Domani devo cominciare i backup seri di Nino.
Domani devo scoprire quanti eurini dovrò spendere per una Penny nuova e una batteria di Nino nuova.

Domani è già qua e io ho sonno e fame.
Buonanotte mondo.
E' passata una settimana. Direi che è caso che io smetta definitivamente di sperare.
Made it!

Come avrò fatto a passare dalla formattazione del mio Twitter alla creazione di orologini e calendari?
Ecchilosà. Però non me la cavo male.
Quasi quasi continuo.



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<iframe frameborder="0" src="http://www.heresiae.net/oggetti/nemocal/nemocal.html" scrolling="no" width="170" height="234"></iframe>


Naturalmente io non riuscirei a fare nulla di tutto questo senza questo tizio

sabato 15 settembre 2007

Twitt me

Sulla media complessiva dei miei coetanei, io sono un genio del computer.
Davvero, non scherzo. Non avete idea di quanti ventenni ho visto andare in panico davanti alla schermata di windows.
Ma quando mi iscrivo su twitter decidendo di seguire la moda e decido di permettere al mio blog di essere aggiornato sulle cavolate del momento, mi blocco sulla formattazione del testo e i rendo conto di essere un'asina.
Insomma. Non sarà impossibile dire a quel dannato script: scrivimelo in carattere Arial e in bianco è_é
O si?!
E alla fine...

... anche lui  ha avuto i suoi dieci secondi di celebrità.
Tu mi stressi e io ti lascio

Voglio parlare di tradimento.
Si, ne ho proprio voglia.

Però non del tradimento in senso generale, ma in quello classico dai, quello in amore. Che quelli che avvengono ogni giorno tra amici, parenti o in semplici rapporti lavorativi sono tutta un'altra cosa e si risolvono anche più facilmente volendo. O non si risolvono affatto ma in alcuni si riesce a sbattersene più facilmente.
No, io voglio parlare del tradimento che avviene da parte di una persona nei confronti di una che la ama alla follia.
Quante volte avete sentito di storie di lei (o lui) che per caso si imbatte in prove del tradimento del suo partner, tradimento che non aveva minimamente subodorato, e che questo messo davanti all'evidenza dei fatti abbia negato energicamente?
E' un classico.
Il copione generalmente va anche avanti con lui/lei che continua a recitare le sue battute di negazione e lei/lui che continua a voler sapere la verità, fino a quando non gli da l'ultimatum. Da lì è una gara a testa o croce se i due finiranno per riprovarci o si lasceranno definitivamente.
Almeno, questo è quello che io ho sempre saputo nella mia ignoranza abissale in rapporti amorosi.
Infatti ho scoperto che ce ne è un altro, ancora meno bello del primo.
Capita anche che sia il/la traditore/trice che pone l'ultimatum e alla fine decide comunque di mollare la/il tradita/to.
Il risultato è un essere umano in preda a una formidabile crisi isterica, perchè nonostante si sia sentito tradito in ogni fibra del suo essere (e non è una bella sensazione), sperava davvero di riuscire a risolvere la situazione e riuscire alla fine a stare con l'amore della sua vita.

(Questo naturalmente si ricollega alla moralità che vige al giorno d'oggi soprattutto tra gli ometti. Comincio a chiedermi se questa fantomatica moralità sia mai esistita.)

E' ovvio che, quando hai una rapporto impegnato con una persona (progetti di vivere assieme, anni di morosamente, etc...) hai anche dei doveri. Li hai soprattutto se è l'altro che ci conta di più. Io penso che il dovere principale sia di portargli almeno rispetto e non solo in senso fisico.
Nel caso qualcuno non lo sappia, il tradimento non si manifesta solo ed esclusivamente quando c'è uno scambio di fluidi corporei con qualcuno che non sia il partner preposto. Avviene anche quando, molto candidamente ed esplicitamente, dici a qualcuno che non è il tuo partner che vorresti avere una storia d'amore con lui, invece che vivere quella che hai già. Perchè quello che hai già è una felicità finta e insoddisfacente. Perchè è l'altro il vero amore della tua vita.
Questo è il tradimento peggiore, il tradimento dell'amore.
Non si tratta di una serata di bagordi in cui si è finiti a letto con qualcun altro sbronzo quanto te. Non si tratta nemmeno di uno sfizio che hai voluto toglierti a tutti i costi o dell'incapacità di tenersi addosso i vestiti.
Quando sei consapevole di voler stare con qualcun altro, il minimo che devi fare è lasciare chi stai ingannando. Perchè se ci rimani assieme per il semplice fatto che la persona che ami davvero non può o vuole stare con te, il tradimento raddoppia. Triplica quando fai la parte dell'offeso e per non affrontare le tue responsabilità, fuggi lasciando un cuore infranto.

Naturalmente di queste cose sono capaci tanto le donne quanto gli uomini, il che indica che ormai perfino la nostra sensibilità nei confronti altrui si sta assopendo sempre di più. L'egoismo imperversa nel mondo, l'altruismo è ormai una moneta di scambio e a meno che non ne traiamo guadagno, ci occupiamo del prossimo il meno possibile. Anche se è qualcuno a cui abbiamo fatto delle promesse. Anche se è qualcuno di cui ci dobbiamo occupare.

Siamo tutti così, chi più e chi meno. Io non mi tiro fuori sia chiaro, le mie cattiverie nei confronti di chi amo le ho fatte anch'io e me ne vergogno anche abbastanza. Ma la vergogna vuol dire che, da qualche parte, un minimo di coscienza c'è ancora, e lo sguardo basso che si rifiuta di incontrare il mio in chi ha fatto delle cattiverie a me, mi ha sempre mitigato un po' la rabbia, perchè se non altro era consapevole di aver fatto qualcosa di sbagliato.
E chi non si vergogna?
Una persona in grado di rovinare la vita a qualcuno senza provarne vergogna, merita ancora il beneficio del dubbio? Quel minimo di rispetto riservato proprio per non sputargli in faccia?
Nessuno è perfetto e tutti siamo in grado di fare del male agli altri, consapevolmente o no. Ma qualcuno si vergogna ancora.
Che cosa succederà il giorno in cui spezzeremo agli altri il cuore e non proveremo niente?
Cosa succederà il giorno in cui, dopo aver rovinato un rapporto non ci pentiremo e non proveremo a tornare indietro?
Cosa succederà quando un giorno, scoperti gli altarini, ne saremo fieri addirittura fieri?

Ne sentirò altre di storie, non solo nella mia famiglia, non solo nelle mie amicizie più care. Ne sentirò e ne inorridirò.
Arriverò al punto di sperare di sentire storie di gelosie portate all'estremo, di paranoie, di persone che si rovinano il fegato per i sensi di colpa o di silenzi ostinati, perchè vuol dire che un po' di sentimento c'è ancora.

Il tradimento senza vergogna è un'altra delle piaghe del nostro tempo. Un tempo ipocrita, perchè dovrebbe essere questo il tempo in cui la nostra sensibilità può essere espressa senza limiti.

Ho conosciuto persone che vivono liberamente la propria sessualità e attrazioni pur essendo fidanzate e ne sono entrambe consapevoli.
Ho conosciuto poi persone totalmente incapaci di stare con qualcun altro al di fuori della persona che amano.
Ho conosciuto persone incapaci di avere un rapporto fisso.
Ne ho conosciuto altre incapaci di avere una relazione con chi li desidera, andandosi a cercare persone che li usavano solo come sfizio.
Tra queste persone ci sono tanto i morali quanto gli amorali.
Il mondo è bello perchè è vario.
Speriamo che continui a rimanere così.

giovedì 13 settembre 2007

Cicogna in arrivo

Da un po’ di tempo sul piccolo schermo si vedono sempre più storie di ragazzine madri.
Ieri sera c’era l’ennesima storia in Grey’s Anatomy. Una quattordicenne aveva partorito in un bagno della sua scuola aiutata dalle sue amiche e poi si era sbarazzata del neonato in un cassonetto. I medici avevano bisogno di sapere chi era la madre per analizzare i suoi anticorpi e salvargli la vita.
Era una storia secondaria, non la principale, ma effettivamente faceva riflettere.
Tutti i telefilm medici, sono usciti praticamente solo quelli ultimamente, hanno dato i loro contributo: ER, House MD, Scrubs e lo farà anche Saved. Io non lo guardo ma fidatevi, lo farà anche lui. Naturalmente lo hanno fatto anche tutti i telefilm polizieschi.
Avevano tutti le stesse caratteristiche: la ragazzina era giovane, era sola e negava la sua gravidanza o aveva abbandonato il neonato. Naturalmente se c’erano i genitori negavano convinti che potesse essere lei la rea del crimine di abbandono.

Ora, negli anni settanta l’America cominciò a sfornare una mitragliata di film atti a mostrare ai ragazzi quanto potesse essere bello diventare improvvisamente dei genitori giovanissimi. O prendere e l’AIDS. La campagna terroristica funzionò alla grande, il numero di genitori adolescenti calò visibilmente e le industrie di preservativi pagarono le vacanze a molti dipendenti quell’anno.
Quei film però mostravano sempre il ragazzo e la ragazza alle prese con il futuro ruolo di genitore o la malattia.
La tendenza è cambiata.
Ora la ragazza è sempre sola. Il partner, sparito. Il che la dice lunga sulla moralità dei ragazzi.
Sei rimasta incinta? Cavoli tuoi. Così una povera stupida che ha accettato di fare sesso non protetto perché al suo partner non piaceva usare il cappuccio, si ritrova fregata. E in una società come l’America, bigotta e pudica fino all’inverosimile -ci assomiglia-, effettivamente la gravidanza segreta è davvero l’unica soluzione come fanno vedere quei telefilm.
Come al solito la colpa è della ragazzina.
Ma non c’era stata la rivoluzione sessuale qualche decennio fa?

Non era proprio questo il mio argomento di discussione principale.
Quello che mi interessa analizzare è il comportamento genitoriale.
Conoscendo esclusivamente il ruolo di figlia, non credo di poter giudicare bene l’altra faccia della medaglia, ma ho studiato un pochetto di medicina e so le trasformazioni in cui va incontro una donna in gravidanza.
Si gonfia. Si gonfia tantissimo. Puoi essere uno scricciolo finché vuoi ma ti gonfi. E se ti sottoponi a privazioni terribili per evitarlo il fisico ne risente al punto che ti sembreresti anoressica. Comunque cambi.
Dei genitori, per quanto assenti, per quanto distratti, un minimo avrebbero dovuto vedere che la loro figlioletta stava male. (Togliamo il fatto che Grey’s, pur essendo un telefilm medico, è stato anche terribilmente in accurato. Nessuna ragazzina uscirebbe così bene da un parto di fortuna, non così fresca e rosea e soprattutto non riuscirebbe a rientrare in classe come se niente fosse. Ma passiamo oltre). Insomma, se mia madre, conoscendo come sono mi avesse vista gonfiarmi come una botte o la forma dell’ulna che spuntava dal braccio… mi avrebbe portata di corsa dal pediatra (Si, l’ho tenuto fino a sedici anni).
Togliamo il fatto che i nostri genitori non sanno nulla in realtà della nostra vita sentimentale/sessuale e che ci vedono come essere angelici privi di peccati. Parlo di noi ragazze. Difficilmente gli diremmo qualcosa perché sappiamo che ci impedirebbero di uscire fino alla menopausa. Però il nostro stato di salute non sempre può venire mascherato da un buon fondotinta. Da figlia mi rifiuto di credere di poter passare nove mesi incinta nella stessa casa, con le nausee, i dolori, i cambiamenti di umore repentini e violenti, l’appetito ingigantito, il cambiamento di taglia e tutto il resto, il tutto tranquillamente ricondotto dai genitori alla semplice crescita e gli ormoni sballati.
Questo mi ha fatto pensare a un articolo apparso sulla Stampa il sette Agosto. Stupidamente non l’ho ritagliato come ho fatto con molti altri ma l’ho ritrovato. E’ qui.

Per me all’inizio è stato scioccante.
Il primo messaggio che ho recepito è che passare tempo coi propri figli è inutile. Completamente inutile e anche deleterio.
Davvero?
Quindi chi gli insegna l’educazione? Come camminare per strada. Come cucinarsi un piatto di pasta senza procurarsi ustioni di secondo grado. A fare il bucato. Ad andare in bicletta. Sui pattini. A nuotare. A guidare. A disegnare.
Ho cominciato con i paragoni.
Tutte le certezze con cui ho cominciato ad affrontare il mondo arrivavano a ciò che la mia famiglia mi aveva insegnato, in bene e in male. Col tempo le ho modificate perché le giudico sbagliate, ma è con quelle che sono partita. Solide basi erano e oggigiorno in parte glie ne sono grata. Mi hanno insegnato molto e lo hanno fatto passando molto tempo con me, per lo meno da bambina.
È il  motivo fondamentale su cui si basano le differenze tra me e mia sorella e sono macroscopiche.
Da piccola i miei genitori si sono equamente divisi il tempo con me, lasciandomi anche il mio spazio.
Non mi hanno abbandonata davanti alla tv e a un videogioco. Non mi hanno fatto regali su regali perché non mi annoiassi da sola. Non hanno mai glissato quando gli chiedevo se volevano giocare con me. Perché io me lo ricordo che glie lo chiedevo e loro dicevano di si. Ricordo anche che mia sorella chiedeva più a me che a loro, anche perché erano cominciati ad arrivare i primi no.
Alla fine sono giunta alla conclusione.

Ora, questo potrebbe essere l’ennesimo tentativo di giustificarsi, ma anche un altro specchio dei tempi. Perché ora come ora,è vero che i figli potrebbero preferire rimanere da soli che giocare col papà o la mamma
I genitori passano sempre più tempo al lavoro per mantenere i figli e i figli da soli.
Da figlia e sorella, vi posso garantire che quando ci si è abituati a essere soli, l’intrusione dei genitori nei nostri spazi è irritante. Molto. Questo perché il trauma dell’abbandono è ormai in gran parte superato e preferiamo continuare così. I tira e molla sono fastidiosi, o ci sei o non ci sei. Se non ci vuoi essere, non esserci per niente, o almeno aspetta che sia io a chiamarti. È davvero così che funziona, fidatevi. Non sono Freud ma mi conosco.
L’articolo va visto da diverse prospettive e ci sono suggerimenti che vanno colti proprio da quelle persone che non riescono a passare regolarmente del tempo coi propri figli e li forzano appena trovano cinque minuti liberi. Quello si che è deleterio.

Questo studio si abbina perfettamente a ciò che i media ci stanno propinando: ragazzi soli, che vivono da soli, si autogestiscono e siccome non hanno solide basi failiari e abbastanza fiducia nei propri genitori per confidarsi, fanno tutto da soli o con gli amici e sbagliano. Perché non sanno a chi rivolgersi. Perché quello che i genitori sono riusciti a inculcargli è semplicemente: non portarci guai, rendici fieri. Perché l’ideologia comune ci dice ancora che se non ci si può fidare della propria famiglia, non ci si può fidare di nessuno, men che meno dell’assistenza pubblica.
È uno specchi dei tempi macabro e preoccupante.
I ragazzini cercano conforto fuori dalle mura domestiche e finisce che arrivano nuovi bambini o si riempiono gli istituti di correzione. E non è solo colpa loro.
E i telefilm ci mostrano così ragazzini killer e ragazze madri.
E i Simpson fanno na parodia di una famiglia cattolica.

“Pensavo che se vi avessi detto di essere incinta vi avrei deluso molto, per questo volevo sposarmi.”
“Ma tesoro, io non sono delusa, io sono felice. Sai, anch’io aspetto un bambino!”
“Davvero?”
“Si! Potremo dire ai vicini che sono tutti e due nostri. Nessuno saprà niente.”
“Che idea fantastica papà!”

Amen.

mercoledì 12 settembre 2007

Un po' di cose molto utili che ho imparato durante la stagione estiva

Rigenerarmi in fretta

Già alla seconda notte in casa ho scoperto che dopo sette ore di sonno mi sveglio e sto bene. Anche se non sono consecutive. Cara grazia, in genere erano cinque effettive condite con un buon numero di crampi muscolari.

Dormire con la luce e i rumori

Per citare il mio beneamato Doc, Caverna Addio!
Prima dovevo ricreare il buio perfetto, il silenzio perfetto, insomma, un bozzolo privo di qualunque stimolo che potesse impendirmi di percorrere la strada per la fase REM. Piuttosto difficile da fare in una casa che aveva un lampione su entrambi i lati con le finestre, le persiane e le porte delle camere a vetri. Per non parlare del fatto che i cugini si addormentano con la televisione accesa in camera e non sempre si ricordano di mettere il timer. Piuttosto fastidioso visto che dopo una certa ora le reti alzano il volume della televisione e mandano in onda film italiani i cui doppiatori avevano voci acute e perforanti. Non vi dico come mi sono svegliata a uno speciale Musicale sulla musica anni sessanta. Lì ho capito quando mi si spiegò perchè i cantanti, all'epoca, erano anche chiamati "Urlatori".

Uscire di casa

Prima mi piazzavo sul divano e non mi alzavo più. Per andare a fare una commissione giù a Domo (Che implica: lavarsi, vestirsi, andare in stazione e prendere la corriera) rimandavo di almeno uno-due-tre-sette giorni. Ieri mi sono alzata, fatto colazione, lavata, preparato pranzo, vestita e uscita. Ho dilazionato il tutto solo di un'ora.
Brava eh?

Fregarmene

Sarà che finalmente la sindrome premestruale duratami all'incirca dodici giorni è finita lasciando il posto a chi di diritto, ma dopo che ho messo il trasferimento di chiamata dal cellulare che non prende al numero di casa, mi sono finalmente cambiato. Mr. M (Si, questo lo chiamo così) non se ne è davvero uscito dalle mie fantasie, ma l'ossessività sta lentamente scemando.
E considerando il fatto che dopo un mese che ero lì riuscivo a passare sopra le prese per il culo, a dimenticarmi dei clienti arroganti e stronzi subito dopo aver liberato il loro tavolo e a passare sopra a quelle piccole cose che i miei colleghi facevano e che prima mi davano tanto fastidio, sono stata ancora più brava.
Soprattutto quando ho cominciato a fregarmene delle liti comuni.
Lì si che sono stata bravissima.

Ignorare i bisogni del mio corpo

Che non è bellissimo ed ero già brava prima, ma ora di più. Che in mezzo al servizio non sempre puoi dare ascolto allo stimolo per andare in bagno, di soffiarti il naso, starnutire, tossire, sbadigliare, ciudere gli occhi per un momento. Soprattutto non puoi dare retta allo stimolo della fame. Per questo i miei pasti cominciavano alle undici e mezza e finivano quattro ore dopo. Si cominciava con un gelato e si andava avanti dilazionandosi tra patatine volanti prese direttamente dal cestello della friggitrice, scarti di salumi dall'affettatrice e gnocchi all'ossolana pescati dalla padella.
Gli schizzosi si calmino. Ci sono posti in cui le bistecche cadono sul pavimento della cucina e vengono rimesse con molta nonchalance nel piatto. Considerando il fatto che in una cucina di entrano cameriere che fanno le pulizie e lavano i pavimenti, facendo la spola con l'esterno e a volte gli amici operai del capo, il nostro era il meno.

Sentirmi bella

Perchè quando una persona che non riempie una prima di reggiseno comincia a vedere uomini grandi e grossi (e probabilmente navigati) che le sbirciano in continuazione la scollatura o le fanno i complimenti per le magliette attillate, vi assicuro che si sente bene.
Forse l'assenza del reggiseno ha aiutato, è vero, però diamine, mai fatta una strage di cuori del genere!
E vestivo esclusivamente polo bianche, pantaloni neri e un grembiule sdrucito, senza contare l'aria stravolta da maratoneta.
Grande!



Insomma dai, non male no?

martedì 11 settembre 2007

Giuro che, tette a parte, questa sono io.
Eppoi non dite che non vi ho mai fatto vedere come sono fatta u_u
Io e mia mamma che guardiamo la tv

Film: Vagone letto con omicidio

Lei: "Mai prendere un vagone letto"
Io: "Se lo fai, prima controlla la lista dei passeggeri"
Lei: "Chi sono, se hanno la fedina penale pulita e se il loro psicologo è sano di mente"
Io: "E se ci sono portasfiga in giro"
Lei: "Mai portarsi dietro la signora Fletcher"
Io: "E se la incontri, toccati il pacco o le tette e poi scappa"

Non vi dico quando ci sono i film dell'orrore...
Torno a casa e non ho campo sul cellulare.
Non c'è campo TIM da Venerdì.
La TIM dice che devo aspettare altre quarantotto ore.
La TIM Sabato aveva detto a mia madre di aspettare altre ventiquattro ore.
Io sto sperando in una telefonata da una persona che mi piacerebbe frequentare e so già che grazie a questo posso anche scordarmela.

Giovedi come minimo ne dovrò aspettare novantasei.
Ditemi voi se questa non è sfiga.

lunedì 10 settembre 2007

mercoledì 1 agosto 2007

Budino al cioccolato

Potrei scrivere una marea di cose su quel che mi è successo nelle due settimane appena passate. Alcune sono belle, molte sono brutte, ma non importa. Non ne ho molta voglia e se è vero che sono destinata a non far altro che scrivere prima o poi questa estate finirà da qualche parte in un  mio racconto o in più di uno.
Ora ho il mio budino al cioccolato.
E' semplice farlo.

Latte e preparato al cacao.
Mischiare con cura senza fare grumi.
Portare a ebollizione.
Versare in una terrina.
Lasciar raffreddare.
Mettere in frigo.
Gustare.

E' come scrivere un racconto. Davvero.
Adoro il budino.
Michelangelo Antonioni e Ingmar Bergman sono morti.
Continuo a considerarla un'ingiustizia.
I grandi se ne vanno e nessuno è in grado di sostiturli.
Non se ne dovrebbero andare. Il vuoto che lasciano è sempre troppo grande.

















Addio e fate buon viaggio.
Heresiae è piazzata davanti alla finestra semiaperta per combattere la sua battaglia quotidiana contro il pelo a colpi di silkiepil.

Tiriti titiritirititi titiritiritit...
Display: "Holden"

Ohibò...
H: "Pronto?"
Ho: "Ciao Heresiae, qui è la Holden."
H: "Si ciao."
Oddio...
Ho: "Sono R., abbiamo fatto il colloquio insieme, ti ricordi?"
H: "Ciao!"
Ho: "Ciao, volevo dirti che..."
Tipregotipregotipregotipregotipregotiprego
Ho: "... insomma, avremmo deciso di prenderti."
...
H: "Uao."

Scuola Holden



E ora che posso finalmente levare tutti i se dalle mie frasi (MI HANNO PRESA! MI HANNO PRESA! MI HANNO PRESA!!!!!), passiamo a illustrare questa Scuola Holden.
E' piccola, occupa solamente un piano di un palazzo accanto al fiume a Torino, praticamente ai confini della città. Pur essendo ai confini della città è a soli quindici minuti dal centro grazie all'efficiente servizio di trasporto pubblico cittadino (contate però i quindici minuti di attesa per l'arrivo del mezzo).
Ci lavorano poche persone, quindi non esistono i formalismi, solo i "Ciao". Provate a dare del lei a qualcuno  lì dentro se ci riuscite, io ho perso.
Non è al primo piano, ma al secondo. Una targa in ottone accanto al portone indica che in quello che sembra a tutti gli effetti una semplice palazzina residenziale, che è poi una semplice palazzina residenziale, è anche la sede della Holden, che sta al secondo piano.
Si arriva attraverso i corridoi e le scale in cemento colorato e ringhiere di ottone vecchio stile, si oltrepassa un bel portone massiccio e si è accolti da porte in vetro smerigliato, parquet chiaro e pareti bianche. La reception è un semplice banco messo lì, a destra dell'ingresso (bello vasto) dietro a cui ci sono anche i due uffici amministrativi. Un'aula bella ampia fatta a elle occupa tutto il lato sulla destra ed è sicuramente l'aula clou della scuola. La prima cosa che si nota solo le fotografie di primi piani a persone belle famose, col loro nome bello famoso accanto e la loro frase d'onore per la scuola. Solo per quelle foto avranno speso la mia retta futura.
La seconda cosa che si nota è l'arredamento spartano. Io che vengo da una scuola dove il Direttore ha speso fior di quattrini per avere le sedie di design e i tavoli del signor Scarpa, essere nella sede di un master prestigioso e vedere che l'arredamento consiste in qualche tavolo normale e qualche sedia in plastica normale, un palchetto normale, con un po' di sedie in plastica ordinatamente disposte davanti, con un piccolo normale impianto di videorisproduzione... beh, ok, fa figo.
Fa figo anche il soffitto. Decine e decine di raggiere di nomi con in mezzo l'anno (presumo scolastico), fanno bella mostra in grigio su fondo bianco. Riconosco un sacco di nomi, tre li ho conosciuti di persona e non posso fare a meno di sentirmi orgogliona di me. Questo anche se li ho conosciuti tutti per ragioni lavorative e due di loro si sono dimenticati della mia esistenza trenta secondi dopo esserci visti l'ultima volta.
Anche le aule più piccole sono spartane. Quella dove io ho svolto il test di cultura generale in solitario e tranquillo isolamento, aveva addirittura i vecchi banchetti tutti uniti e le seggiole in legno!!
Quella dove invece abiamo fatto i colloqui aveva un bel tavolone ovale in legno chiaro lucido. Ai tempi IUAV ci saremmo stati in trenta tutti attorno, noi eravamo in otto e le sedie erano dodici.
C'è anche una piccola biblioteca con un paio di computer che, all'occhiata, li compreresti in blocco per cento euro. Non è fornitissima ma essendo l'unica al momento che mi ha piazzato sotto al naso, così, completamente disponibile la biografia di Goldoni, tanto di cappello.
I bagni poi sono meravigliosi. Di quelli a metà fra il centro commerciale e l'autogrill, ma puliti (e bianchi).
Pareti bianche e legno chiaro.
Tutto qua.
L'esistenza della Holden è così spartana che ti chiedi dove sbagliano tutti gli altri a volere le firme anche sulle tazze del cesso e l'aria storicamente imponente.
E non esiste il lei, non esistono le distanze, non esiste la conformità.
Tu sei così, io sono così, siamo tutti qui per lo stesso motivo. Fine.
Questo per lo meno è il messaggio che ho recepito a pranzo.
La cena non era compresa nel prezzo.

Passiamo al programma: è meraviglioso.
Leggere e scrivere.
Guardare film e scrivere.
Ascoltare musica e scrivere.
Andare in giro e scrivere.
Parlare e scrivere.
Se a fine anno hai scritto abbastanza sei promosso.
Secondo voi farò fatica ad ambientarmi?

Al telefono R. mi ha detto che mi arriverà a breve la lettera di ammissione e che aspettano una mia conferma. Ci lasciano un po' di tempo per decidere, per parlarne con le famiglie. Io le ho detto che sicuramente dirò di si e che in famiglia ne parliamo da mesi.
Figurarsi, dopo un calvario del genere mi sembrerà di essere Dante che torna dal trip allucinogeno.



Ringraziamenti a:
- Mamma
- Delilah
- Tuttamanga
- Fede
- Fabri
- uNpy
- Raffaella
- Claudio
- Luca
- Gaetano
- Marta
- Elvezia
- Stormy
per i complimenti telefonici.

E per quelli telematici Stormy in primis. Pure il post. Potrei cominciare a sertirmi importante, deh.
Mary, dolce stellina. Che qualsiasi cosa io faccia mi inonda di calore e affetto.
A Brigida per il sostegno anche se non sapeva chi ero.

E ora basta che se no piango di nuovo.

lunedì 16 luglio 2007

Ciau

Giorno libero.
Il primo e ultimo credo.
Settimana scorsa, per una motivazione che mi è ancora sconosciuta, non mi è stato concesso il riposo come alle altre. Vabbeh.
Temo però che già dalla prossima me lo potrò scordare. Infatti oggi ho fatto scorta di tutte quelle cose leggermente necessarie alla vita: calze, mutande e merendine.

Ci sono tanti modi in cui potrei definire il ristorante dove lavoro adesso, ho anche preso qualche appunto in una sera in cui credevo di poter avere energie per stare sveglia a battere sui tasti di Nino:

"È un campo di battaglia. Un orto di patate. Un pollaio. Una telenovela. Un cantiere. Un talk show. Uno zoo. Potrebbe essere qualsiasi cosa, ma non un ristorante.
Ogni giorno qualcuno entra, e si crede Dio sceso sulla Terra. O almeno suo figlio. Togliendo chi ci lavora già (che ha già i suoi bei complessi di superiorità sottoscritta compresa), almeno la metà di chi si siede al tavolo è pronto a rimandarti indietro una pizza con origano invece che senza, a lamentarsi se le sue pizze non arrivano subito anche se sono gli ultimi che si sono seduti, se ti attardi a portare una decina di piatti che escono a raffica dalla cucina invece che portare immediatamente da bere a un tavolo a cui hai preso gli ordini. C’è anche chi, non avendo trovato posto in sala, ha accettato di mangiare al bar è insulta una delle due cameriere preposte al servizio di una comitiva di cinquanta persone perché non gli sta portando niente da mangiare, mentre le altre due preposte ai passanti schizzano di qua e di là a portare piatti caldi e prendere ordini."

Certo non era proprio così che me la immaginavo, l'unica cosa che non ha tradito le aspettative sono le fiacche ai piedi e il dolore a muscoli/tendini/ossa/schiena. Ecco, a queste aspettative non ci tenevo nemmeno un po'. Anche se venivano disattese eh...

Ci sarebbe da scriverci una bella sit-com su quel posto... Si, perchè se lo si fa realistico non c'è bisogno di inserirci l'elemento drammatico, già alla sigla ti metti a piangere.
Il ristorante a Beatiful ci fa un baffo. Gli inciuci e i smaneggiamenti che ci sono là dentro nemmeno gli sceneggiatori della storica telenovela riuscirebbero a immaginarseli.
I personaggi ci sono tutti, ben definiti pure. Non ce ne è uno di più e né uno di meno. Tutti quanti.
E poi ci sono io che ho una crisi di nervi al giorno. Per colpa dei pizzaioli (che ora porca miseria, tra il capo e il nipote acquisito che lavora lì proprio messa bene).
Che bello.

Sono tornata nel giorno di riposo a casa pensando: "Ah, che bello! Un giorno senza vedere nessuno di loro, senza nessuno da servire, senza nessuno che mi molesta!!"
Si... camera mia è stata trasferita malamente in camera di mia madre, il letto è in mezzo alla stanza, circondato da quelle che una volta erano le cose mie e di mia sorella, sparse, e una madre che voleva che io disegnassi a mio padre una libreria a ponte che, secondo lei, ci avrebbe messo massimo tre giorni a fare.
Si... mi sarei messa a piangere.

Mamma cara, ma tu lo sai come si costruisce una libreria a ponte? Io no e nemmeno tu.
Ma poi le misure sono della camera sono giuste? No, sono sbagliate di mezzo metro ciascuna.
Ma poi ci stiamo con pure la genialata del tavolino da toeletta di mia sorella? No, manco per un caz...
Perchè non facciamo una bella cosa, rimettiamo il letto a castello, rimpiliamo tutte le nostre cose sulla vecchia libreria (che povera sta cadendo a pezzi senza il sostegno del muro), cacci tutte le cose nostre sparse per la casa lì, in camera, che tanto di spazio in mezzo ce ne è, tu ti metti a posto camera tua, la casa e con calma vediamo come fare sta libreria a ponte.
No.
Me ne sono sentite di tutti i colori.
Ed è ancora incazzata.
Alla fine sono andata da mio padre con la piantina giusta della camera, la misura dei due letti e tanti saluti, vediamo che viene fuori. Ma ci metterà un po' e non credo proprio che gli costerà di meno che comprarla.
Contenta lei.

Ho un diario naturalmente, stile proprio come un blog, con tanto di tag. Ci sto appiccicando su tutti gli articoli sul MotoGP che stano uscendo sulla Gazzetta che la compriamo tutte le mattine per il bar. Naturalmente ho visto il GP di ieri, solo i primi sei giri... dopo che Vale è uscito ho pensato che se mi mettevo a riordinare le sale e finire di servire gli ultimi rompicoglioni ci guadagnavo di più.

Ho ripreso con la posta normale. Si perchè non potendo spedire mail scrivo, ammazza se scrivo, la prima lettera che ho scritto era di quattro pagine...
Quindi, chi ha il mio numero di cellulare e capita pure che passa di qua, mi mandi il suo indirizzo di posta via sms, che magari se c'ho voglia e tempo scrivo... o mando una cartolina a scelta.
Tanto sono grafomane e preferisco scrivere invece che usare il cellulare (che costa...)

Domani mattina sono io che apro il locale.
Che bello.
Parto prima per portare la valigia su in casa dei cugini.
Ho ancora il letto in mezzo alla stanza, spero di riuscire a convincere il cugino a metterlo a fianco al muro e spostare il divano e la cassettiera, che è un po' scomodo così in effetti.
Ma non sono sicura che sia d'accordo, nonostante ormai sia camera mia mi ha ammonito di non portare su troppe cose che non hanno una villa.
Se non fosse un vigezzino avrei detto: puro stile M. Mia cugina se l'è trovato giusto, non c'è che dire.

Sono stanca, vado a dormire, per me è un lusso andare a letto prima di mezzanotte, un lusso incredibile.
La valigia non è completa ovviamente, la completo domani mattina.
Sono ancora indecisa su un paio di cose ma... si vedrà. Forse accetterò del tutto il fatto che sono accampata e non sistemata. Forse no.

Intanto cercherò di far vincere sempre l'istinto e la testa e di far perdere le necessità, soprattutto quelle nate da carenze affettive.
Vado.
Da domani mattina riprende l'esilio.

Statemi bene figlioli.
Divertitevi.
Dormite.
Mangiate.
Fate i pazzi.
Viaggiate.
Trovatevi degli amanti.
Leggente tanti libri.
Mangiate tanti gelati.
Uscite con gli amici.
Sentitevi liberi.
Siate liberi.
Siatelo anche per me.

Buonanotte e buone botte.
Trattate bene le cameriere.
Ricordatevi l'asciugamano.

Vi manderò l'arto di un pizzaiolo a scelta come ricordo.
Ciau

martedì 3 luglio 2007

Sfogo notturno
Anche a me capita, già...


Sta per succedere.
Giovedì si va in valle. Si va in valle e ci si rimane per due mesi tondi tondi. Giorno più, giorno meno.
Si va in valle e si cerca di racimolare tutti i soldi che servono per la scuola, ammesso che mi ammettano.

Sono tante le cose che non sono riuscita a fare mentre ero qua.
Non sono riuscita a mettere a posto la cantina.
Non sono riuscita a continuare e completare alcune storie.
Non sono riuscita a rimettermi in contatto con l'azienda.
Non sono riuscita a dare a Mary i bannerini che mi aveva chiesto.
Non ho trascritto la storia che volevo far leggere ad Alice.
Non sono riuscita a curarmi.
Non sono riuscita a rimettermi in sesto psicologicamente.
Non sono riuscita a trovare un punto fermo.
Non sono riuscita a rimanere me stessa.

L'ultima è la peggiore.
Da quando sono qua mi sendo ancora una dodicenne terrorizzata dal mondo che pensa di non meritare assolutamente nemmeno la metà dell'attenzione che riceve quotidianamente dalle persone che frequenta. Allo stesso tempo, qualcosa dentro di me si ricorda di Venezia, e Milano, e Valenza. Così mi sento anche in diritto di arrogarmi meriti e qualità, che mi portano a sballarmi completamente e non riconoscere i miei limiti. Come al solito. Ecco, questo forse poteva anche cambiare.
Non so come sarò quando scenderò da là. Non so nemmeno se c'è un internet point su là. Mi porterò un paio di Cd per fare qualche update, dato che Nino verrà con me.
Si, non ve l'avevo detto, ho perso Penny. L'ho persa la settimana che sono andata a fare il trasloco giù a Milano. Mi deve essere scivolata fuori dallo zaino. Mai successa prima una cosa del genere.

Stanotte ho sognato di essere ammessa alla Holden.
Stavo davanti a Nino e guardavo una lista di nomi. Il mio era tra i candidati messi in lista per la probabile ammissione. Ok, non era un ammissione vera, ma solo che avevo passato il primo turno di selezione, anche se non ho la più pallida idea di come ci scelgano.

Domani ho un servizio in CRI. Mi avevano chiamato (l'altro)ieri per farne uno stamattina prestissimo, ma stavo andando a Canevaworlde non sapevo a che ora tornavo. Alla fine all'una ero qua e quando mi hanno chiamato oggi(ieri), non ce l'ho fatta a dire di no. Così domani farò un servizio, andrò sul lago a consegnare i documenti del sito al ristorante eppoi a prendere una cena cinese, che domani(oggi) mia madre compie gli anni. (Auguri mamma!)

Abbiamo una lavatrice rotta, non ho la metà delle cose che mi dovrò portare su. Nonostante tutto il posto non è sicuro perchè l'apocalisse da quelle parti è prossima a scoppiare. Spero che i cugini riescano a trattenersi fino alla fine della stagione. Altrimenti uccido la Vero e la sua boccaccia infame ed è fatta.

Continuo a trattenermi dal sentirmi attratta da qualcuno. Si, potrei lasciar andare le mie fantasie su qualcuno, solo per sfogo... ma non ci riesco nemmeno.
Oggi mi hanno fatto una domanda: ma tu, da che tipo di persona sei attratta?
Sapete che non me lo ricordo più?
E non è l'astinenza, è proprio il lavaggio del cervello che subisco quando torno qui.
Odio così tanto vivere qui, che mi trasformo, completamente. La mia psiche, il mio aspetto, la mia postura... tutto.
Sono così stanca.

La decisione è questa: ammessa o no, io prendo e me ne vado. Forse finirò a fare la cameriera in spiaggia, ma almeno non sarò qua.


E un giorno riuscirò a esprimerlo bene, su una pagina bianca, cosa vuol dire scegliere di esiliarsi e rendersi alieni alla propria patria.
E un giorno riuscirò ad scrivere la contraddizione dolorosa, di un amore folle per le proprie radici e l'odio eterno per il doverle vivere.
AAAAAAAAAAAAAAAAARRRRRGGGGGGGHHHHHH!!!


Trovato grazie a Steff su Puntoinformatico

Wikipedia cede al diritto d'autore italiota
Roma - Se ancora li avesse, probabilmente anche Fuksas si metterebbe le mani nei capelli. Secondo quanto deciso da amministratori ed utenti di Wikimedia Commons e della Wikipedia italiana, infatti, le fotografie delle sue opere - assieme a quelle di un nutrito numero di colleghi - vanno eliminate dalla nota enciclopedia telematica a causa del diritto d'autore. L'intera architettura contemporanea e moderna italiana, perciò, rischia di non poter essere raffigurata nella più grande enciclopedia del mondo, col pesante danno per i beni culturali italiani che questo comporta.

Mentre il Brunelleschi se la rideva dal suo sepolcro in Santa Maria del Fiore, già nel gennaio 2007 la Soprintendenza per il Polo Museale fiorentino pensava bene di diffidare l'uso "in modo non autorizzato di immagini di opere conservate nei musei statali di Firenze", inviando una lettera formale tramite il sistema OTRS alla Wikimedia Foundation (che gestisce tutti i progetti intorno a Wikipedia).

Da allora si è animato un ampio dibattito, fino ad arrivare alla sofferta decisione di eliminare le fotografie raffiguranti opere architettoniche in Italia di progettisti ancora in vita, o morti da meno di 70 anni (come previsto dalla Legge 633/1941 sul diritto d'autore). Questo perché la legislazione italiana, a differenza di molti altri paesi, non contemplerebbe il cosiddetto panorama freedom (libertà di panorama), che permette a chiunque di fotografare e riprodurre quanto pubblicamente visibile senza preoccuparsi di dover trovare il progettista e pagargli i diritti d'autore.

La prossima volta che fotografiamo la Stazione Centrale di Milano in una calda sera estiva, quindi, oltre a dover fare attenzione a non essere rapinati, sarà meglio verificare che non ci siano nelle vicinanze funzionari della SIAE. Anche le opere dell'architettura (come quelle della pittura, del disegno, della fonografia...), infatti, sono protette dalla legge sul diritto d'autore (Artt. 2 e 13). Di conseguenza, solo gli autori originali avrebbero il diritto esclusivo di riprodurle, in qualsiasi forma: inclusa quella fotografica. La violazione vera e propria (l'uso per scopo personale è consentito), nasce nel momento in cui la fotografia viene caricata su un sito ad accesso pubblico e dotata di una licenza libera, diventando potenzialmente riproducibile anche con fini commerciali. Questa è esattamente la filosofia Wikipedia.

Dello stesso avviso è il prof. Enrico Santarelli, ordinario di Politica Economica ed Economia industriale dell'università di Bologna, a cui abbiamo chiesto un parere in proposito. Secondo Santarelli, "la questione, ovviamente, si pone qualora i titolari del diritto intendano farlo valere".

Punto Informatico: Wikipedia (anche quella italiana) si trova su server posti negli Stati Uniti, ove è in vigore la dottrina del "fair use". Posto questo, crede sia legale la riproduzione fotografica di un'opera architettonica italiana su quei server?
Enrico Santarelli: È un questione complessa che evidenzia il problema - di cui prima o poi qualcuno dovrà occuparsi - della omogeneizzazione delle normative internazionali. È da tener presente che in materia di brevetti, ad esempio, il mancato completamento delle procedure di definizione di un "brevetto europeo" fa sì che in sede di
enforcement (quasi) ciascun paese dell' Unione europea segua procedure diverse. Tornando al caso specifico, credo che gli aventi diritto possano comunque chiedere di oscurare quel sito estero nel paese in cui la normativa non contempla la dottrina del "fair use".

PI: Il nucleo della Legge sul diritto d'autore in Italia risale addirittura al 1941. Si può affermare che sia sostanzialmente arretrata rispetto al quadro mediatico e tecnologico configuratosi negli ultimi anni?
ES: Le attuali tecnologie dell'informazione e della comunicazione rendono imprescindibile una omogeneizzazione delle normative a livello internazionale. In questo caso, parlerei di una ineluttabilità della globalizzazione delle norme a tutela del copyright.

Quindi, a meno di un diretto pronunciamento degli interessati o di un'improbabile modifica della legge sul copyright, il destino dell'architettura moderna italiana su uno dei dieci siti più visitati al mondo, pare segnato. L'Auditorium Parco della Musica di Roma, la Fiera di Milano, la Stazione Centrale, il palazzo del rettorato de La Sapienza di Roma, le stazioni della metropolitana di Napoli, il Pirellone, la nuova chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo... scompariranno a breve dalle Wikipedie internazionali: per la gioia del turismo italico, della promozione dei beni culturali, e di quei 60 milioni di utenti che ogni giorno visitano Wikipedia nelle varie lingue. L'ironia maggiore sta nel fatto che un'opera di un architetto italiano collocata, ad esempio, in Germania, può tranquillamente essere riprodotta, poiché la legge tedesca - come la maggioranza degli stati europei - prevede la succitata "libertà di panorama".

Così, mentre la stessa Germania finanzia lo sviluppo di Wikipedia, l'Italia la diffida dall'uso di fotografie di quadri presenti nei propri musei e si trova senza le immagini di tutte le opere architettoniche moderne presenti nel proprio territorio. In attesa di trovare il classico cavillo legale che risolva la situazione, fra mandolini, pizza e maccheroni.






Io... davvero... sto cominciando a non avere più parole.
Ma come fa il paese la cui cultura è studiata e invidiata in tutto il mondo comportarsi così?
No davvero... qui siamo al degenero. Quello vero però.