Vigilia
Io sono sempre quella dell'Ultimo minuto. Faccio sempre tutto all'ultimo minuto: preparami per uscire, alzarmi dal letto, andare agli esami, trovare i libri da studiare, guardare gli orari dei treni e fare i regali di Natale.
Stamattina decido che rimanere a letto è troppo invitante in confronto al freddo e al gelo che troverei girando per fare i regali, quindi...
Mi alzo a mezzogiorno, doccia di un'ora e mezza (o.o in genere è 20-25 minuti ^^''), pranzo, giro in rete, oh! sono le tre meno un quarto, prepariamoci.
Scendo con mia sorella al seguito, che deve andare a vedere il moroso (ç_ç), io devo prima passare da A. perchè devo accompagnarla al cimitero (5 minuti... visita flash!! XD) e poi al supermercato.
Bene finito (le quattro e mezza...?!?!), dirigiamoci al mio parcheggio preferito, l'unico in tutta la città situato in centro dopo, con tre livelli e gratuito purchè tu non ci stia più di due ore.
Ho davanti una macchina (male...), va sopra (bene!), vediamo se il mio livello di parcheggio preferito (sotterraneo ^^) mi ha riservato un posto.......... si! Wow! L'ultimo ^^
Prima cosa, passare dalla cartolibreria che mi hanno finalmente venduto dei miei vecchi libri delle superiori (chi ha mai provato l'incredibile esperienza di entrare in un negozio... e uscirne con più soldi in tasca invece che meno?!!!!!! Impagabile...) e ora, i regali.
Panico.
Io ci sono nata a Domo e vi posso assicurare che, da 21 anni a questa parte, è cambiato ben poco. Cioè, so esattamente in quali posti posso andare per trovare dei regali. E so anche tutti i pro e i contro della scelta di un negozio particolare. Mia sorella non è un problema, il suo regalo è work in progress dal suo compleanno, però è stato ritardato causa motivi tecnici legati alla natura troppo fragile di parte del regalo (^^''), perciò devo solo comprare l'occorrente per finirlo. L'occorrente per finirlo è reperibile da tal Bolamperti, trovasi sulla strada principale per entrare in Domo, direttamente, senza parcheggio né altro. Sempre pieno, con macchine parcheggiate in seconda fila costantemente, i vigili ci hanno rinunciato a presidiare quella zona, lì non esistono regole stradali. Meglio andarci per ultimo.
E ora?
Venezia è fantastica, oltre a essere un mondo a parte, è piena di quei negozietti che sono mondi a parte nel loro mondo a parte, pieni di cose strane che qui non si immaginano nemmeno, perciò basterebbe entrare lì, prendere 4 cavolate qualsiasi e risulteranno i regali più orginali dell'intero Natale. Ma il farli a Venezia aveva un leggero impedimento... (chiamato, mancanza di pecunia) quindi mi devo accontentare dell'affollata, poco orginale e scarsamente fornita, Domo.
Libreria? E chi li conosce i loro gusti? Bella conoscneza che hai della tua famiglia...
Upim! Nada, da quando l'hanno ristrutturata ha ancora meno cose (oltre a fare schifo... -.-).
Iper? Che scherziamo? Mica è l'Auchan o il Carrefour (vorrei sapere perchè qui aprono centri commerciali a raffica senza sapere in realtà come sono fatti!)
E ora?
Lampadina: l'Albatros!
Ovvero, il mercato equosolidale. Non sapete che azz... regalare? Lì andate sul sicuro, peccato che vi svenate anche un po'. Sono riuscita a fare il regalo a mio padre (non mi hano incartato il panettoncino assieme alla canoa-taxi!!! >.< grrrrr Mi hanno derubata ç_ç), a mia cugina (XD la più difficile!) e la parte natalizia per mia sorella. Bene, e la mamma?
Panico due.
Chiamata alla sorellina:
E mo'? Libro? Si, e cosa, la biografia del Che?
Beh, non male.... Ma vuoi una mano per sceglierlo magari?
Beh, non è che m'offendo se vieni.
Ok, ci troviamo lì.
Viene col moroso, io ero già entrata ma ero ucita subito impanicata (e con la fame che saliva... mai provato ad andare in panico per dei regali natalizi con la fame addosso? No? Meglio così), io intanto ho trovato tre libri di Luis Sepulveda, e il mio cervellino in uno sprazzo di -ormai- rara lucidità mi ricorda che a mia madre piace. Cavoli, è vero!
Li faccio vedere ad A. e decidiamo per uno (erano tutti e tre raccolte di racconti brevi), andiamo alla cassa e io leggo l'introduzione mettendomi in coda: Questi racconti li ha scritti dopo aver visitato il campo di concentramento di... Anna! Questo comincia con un campo di concentramento! Vai a prendere l'altro! (beh, non mi sembrava esattamente una gran bella idea... a Natale poi, la festa della depressione per eccellenza...). Ok. E intanto pure il suo moroso ha fatto il regalo a sua madre.
Cavoli, non ci credo ho praticamente finito!
Zio Murphy però decide che è ora di darmi il regalo di Natale, preanticipatomi mentre uscivo dalla Upim, quando all'incrocio poco sotto la banda musicale suonava vestita tutta da Babbo Natale. Ora me li ritrovo in piazza Mercato, cioè proprio davanti al negozio... e pure sul palco che suonano Jingle Bells... Esco, berretto calato, oh! mi starà scadendo il parchimetro! Scappo, ci vediamo dopo. (Vigliacca...)
Ora non giudicatemi male, io adoro la banda, ma meno la vedo meglio sto. Non sono ancora preparata per un incontro faccia a faccia del quale importerà solo a me, quindi meglio defilarsi senza farsi vedere perchè:
1_se mi vedono e non li saluto mi prendono per maleducata;
2_se li vedo e li saluto, creerò imbarazzo da entrambe le parti, perchè a loro non glie ne frega niente e a me me ne frega troppo.
Viaaaaaaaaaaaaaaaaaa... Bolamberti aspetta!
Mia mamma: B. ha tutto... se riesci a entrarci.
Entrarci? Il problema è parcheggiare. La doppia fila comincia 200 metri prima e finisce 200 metri dopo. Fantastico.
Faccio il giro tre volte, alla terza decido di infilarmi in quello che sembra il parcheggio privato dei condomini... si, peccato che dopo la seconda macchina c'è la discesa. Oh-oh.
Marcia indietro, possibilmente senza tamponare nessuno (all'incontrario... ^^') e... Ehi! Ma quello è un parcheggio!
Cioè, era la ringhiera di una casa senza nessuna macchina davanti.
Mio!!!!!!!!!
Entro, trovo il cartone ondulato. Mezzo (solo? ^^') casino perchè non sapevo se c'era la risma di carta a casa e avevo finito i soldi. SosRicarica mentre tentavo anche di chiedere alla commessa quello che volevo ^^'
Esco, scopro che a casa la carta c'è. Bene. E il nastro? Torno da Bolamberti. Compro il nastro e la colla. (Le sei ^^)
E ora, chiamiamo papà.
-FlashBack-
Papà mi chiama prima di uscire, per vedere se riusciamo a incontrarci e farci gli auguri. Ha il tono cauto, deve aver capito...
Ca un mese fa, Fabio mi telefona. Strano, mi sa che io e lui siamo in qualche modo sintonizzati, o stiamo male assieme o sentiamo quando l'altro sta male. Ad ogni modo io avevo appena finito di parlare con mio padre, e di piangere. L'argomento della telefonata era la richiesta di tutti i documenti per fare la riduzione tasse: dichiarazione redditi, situazione economica e patrimoniale, ecc... Mio padre è paranoico, con la segretezza sopratutto (ma per cosa poi...) ed esordisce che lui quei documenti non li fa vedere nemmeno al Papa, di dire che lo pagavano in contanti e non aveva conti in Banca, no meglio!, che era fallito l'anno prima... il tutto alzando costantemente la voce e incazzandosi, con me. E io cosa potevo dire? Ma mi servono... se sei fallito devo dimostrarlo, papà, calmati...
'Eh, ci pensiamo un po' su...'
'Ok...'
-Click-
Fabio
'Ti sento un po' giù, è successo qualcosa?'
'Ho appena finito di parlare con mio padre'
'E ti fa sempre questo effetto?'
'Quasi sempre.'
Io e lui ci consoliamo a vicenda, quando uno dei due chiama non è sempre per lavoro, pare che in quanto a disavventure ci siamo proprio trovati. E' bello avere qualcuno con cui discutere di certi argomenti, senza dover sembrare forte a tutti i costi o non sapendo come esordire. Si, so che ci sono molte persone che potrei chiamare, ma non so, con lui è diverso, mi rassicura il solo sentirlo.
Ad ogni modo, io e mio padre era la prima volta che ci sentivamo da allora. Il mio ultimo contatto con lui è stato un sms in cui lo informavo che servivano solo i documenti della mamma. Avrei voluto aggiungere: puoi smettere di pensarci su.
La sua fortuna è che gli voglio troppo bene.
-Fine FlashBack-
Ci dovevamo trovare dopo che avevo finito le commissioni, peccato che il cellulare non squilli. Spento.
Grande.
Dovrò mica trovarci significati reconditi in questo, vero?
Chiamo mia sorella: vi va se vi offro una cioccolata?
Decido che mio padre ha giusto il tempo che noi ci impieghiamo a berla e uscire dal bar per chiamarmi, dopo di che vado a casa e si attacca. Chiama giusto poco prima di alzarci. Telepatia? =)
A. non vuole venire, beh, ma tanto hai la scusa del moroso, tranquilla...
Gelo.
Lui non lo sa!!
Cosa?! E che aspettavate a dirmelo? Se mi scappava involontariamente, in un eccesso di allegria e poca cautezza che succedeva?
Meglio non saperlo.
Vabeh, dirò che è in giro con le amiche a festeggiare.
Ultimamente ci vediamo al bar sotto casa sua, un ambiente neutrale, privo di equivoci, imbarazzanti silenzi e con amici suoi che sicuramente hanno capito che con noi, ormai deve andarci coi piedi di piombo.
Gli racconto un po' dello spettacolo, della scuola, di altre speranze per il futuro; in mezzo alla conversazione riusciamo a cadere 'casualmente' anche sull'argomento 'ricevute che deve dare alla mamma da tre mes'i e sulla 'mia borsa di studio che ancora non mi ha versato'. Cauti, entrambi, fintamente tranquilli. Discorsi privi di appigli a qualcosa che può sfociare su terreno ostile.
Le conversazioni con mio padre, tutte improntate sul quieto vivere e lezioni di vita che so a memoria.
Sembra deluso che A. non ci sia, contento del regalo, io ricevo un mucchio di soldi, l'equivalente di quello che ha speso regalando la giacca ad A.
Sembra sorpreso quando gli dico che ci si può tranquillamente sentire per le vacanze, che tanto sono lì fino all'otto.
Bene, torniamo a casa.
In macchina chiedo conferma ad A., papà non ha dato il consenso per lo scambio interculturale. Aveva optato per cinquanta giorni in Giappone invece di sei mesi in Norvegia, papà non ha firmato e ormai il termine è scaduto. Non ha dato spiegazioni, non ha risposto al telefono. A. è andata da lui solo per ricevere il regalo quest'anno, dice che per lei papà ormai è una banca.
Triste, già... ma che altro si può fare con un padre che alla separazione ha detto a nostra madre: 'Tienitele. Io non voglio più entrarci in queste questioni.' ?
Vabeh...
Sono arrivata a casa e per risollevarmi ho chiamato gli amici a Valenza. Cribbio quanto mi mancano.
Ennò mannaggia, quest'anno devo andare a trovarli!!!
E ovviamente Delilah =)
Oggi ha portato il moroso a casa... eeeehehehehe... quanti capelli bianchi signora A.?
Riesco a trovare anche mia cugina (miracle!) dopo una settimana e passa che non la sentivo: e te credo, ha perso il cellulare!
Lavora, ha trovato lavoro in un discobar, stasera lavora fino alle quattro, domani fino alle sei (del mattino eh..). Povera! Chissà se domani riesco a portarle il regalo.
Beh, ecco un excursus sul mio Natale, che in genere comincia la vigilia (quando mi decido a comprare i regali) e finisce quando vado a dormire il giorno dopo. Potrebbe durare anche di meno se fosse per me, ma non vivo sola...
Per la cronaca, io lo odio, si perdono tempo, soldi e neuroni a cercare cose che manifestino il nostro interesse, rispetto o affetto per qualcuno, la psiche va a farsi benedire causa elementi parentali, e cominci a fare i conti dell'anno appena trascorso. Bene ,l'ultimo punto è decisamente il peggiore. Potrei dire, ma si! Quest'anno chi se ne frega! Non mi guardo indietro.
Inutile, il tuo inconscio lo fa già da solo, e si è trovato fantasticherie che non stanno nemmeno in quello spazio che non è né in cielo né in Terra per distrarsi dal giro di boa imminente. E sopratutto, è inevitabile il paragone con il passato. Magari non lo richiami alla memoria, ma è lì, il sapore dei Natali passati fa a botte con quello presente, è diverso, l'atmosfera è diversa e vorresti aiutare il gatto a fare a pezzi quel Presepe sotto alla tv, che poi non siamo nemmeno credenti. E se mia madre non cambia subito stazione radio giuro che ucciderò qualcuno.
Però non importa, non sono in una fredda baita a chiedermi che cavolo ci faccio lì invece che al calduccio a casa mia e non ci sono urla e scontri da evitare o sopportare. Non ci sono fughe da architettare né sensi di colpa per chi si abbandona. Può andare bene anche così.
Forse questo Natale riuscirò a rasserenarmi un po', chi sà, le premesse stavolta ci sono (e anche tante appassionanti fesserie da leggere!!!).
Buon Natale a tutti, sia che lo odiate o che lo amate, sia che ci crediate sia che lo ignorate, sia che stiate facendo un cenone felice sia che state pensando a come uccidere il parente davanti a voi, sia che lavoriate sia che siate da soli davanti alla tv.
Buon Natale...
... e chiudete mocciosi, gatti e cani a chiave se volete una mattinata di sonno come si deve!!! ^_-