martedì 28 luglio 2009

Se continua con sto caldo fottuto finisce che imparo a dormire persino con la finestra aperta di giorno.
Cioè, non è possibile che rinfreschi sempre e solo verso le tre, io sono nel mondo dei sogni a quell'ora! E quando arriva all'alba non c'ho cazzi di alzarmi e chiuderla, che poi mi sveglio.

Così finisce che dalle sei in poi dormo a scatti.
Ormai le mie occhiaie sono croniche. I panda mi faranno membro onorario.

lunedì 27 luglio 2009

Quando per rompere i coglioni non serve nemmeno che aprono la bocca

Oggi voglio aprire la settimana con una cosa che mi da un fastidio immenso: i cazzabubboli musicali.
So che dovrei andare a googlare un po', ma non ne ho voglia, tanto avete già capito di che parlo. Sono quei cosi grandi come cellulari, probabilmente cellulari, dotati di autoparlante che consento ai ragazzini di rompere le balle più del solito al resto dell'umanità reiterando la loro esistenza sparando la musica nell'aere invece che tramite cuffiette nelle loro orecchie.

E' chiaro, no?

I due esempi che mi vengono meglio a tiro per ricondurre il fenomeno a qualche origine storica, sono gli anni ottanta e settanta (o anche un filino prima), quando i giovinastri dell'epoca piazzavano radio e registratori in qualche angolo di strada o parco a tutto volume. I primi, erano muniti di cassette, i secondi di onde radio, poichè i nastri ancora non erano trasportabili agibilmente (e nemmeno i registratori). Entrambi i gruppi facevano due cose se portavano i suddetti apparecchi all'esterno: ci ballavano sopra. A gruppi o coppie, si mettevano lì e ballavano, o ascoltavano nel caso degli anni 60-70). Non so se era per mancanza di spazi ricreativi, ma la loro rompicoglionaggine era contenuta a uno spazio metrico. Tra l'altro, credo fossero lampanti esempi di ribbellione giovanile e io, forte della recente visione dello stratosferico film Radio Boat (I love Radio Rock per gli amanti dei titoli italiani), sinceramente non ci vedo nulla di male, anche se ho il sospetto che gli hippoppari (i primi citati), rompessero non poco le palle a chi aveva voglia di farsi i riposini pomeridiani (sia chiaro però, che parlo per filmografia eh. Correzioni ben accette!).
Poi inventarono i walkman, che non avevano le casse e via di cuffiette. Poi inventarono anche i walkman con le casse, ma si sentivano decisamente peggio e poi l'alienazione era bella.

Ora, qualcuno mi spiega quale sia l'atto di ribbellione ggiovanile ed eccitante racchiuso nel portarsi in giro una scatoletta che spara decibel a tutto spiano? Nei posti poi in cui le persone hanno piacere a non avere decibel attaccati all'orecchi, vedi autobus e treni (grazie al cielo sugli aerei glie li farebbero spegnere) o anche solo la strada, che se vado a prendermi un panino, non significa che voglio anche il concerto. Fossero canzoni di buon gusto poi...
E pensare che c'è chi ancora si prende il disturbo di inventare nuove cuffiette sempre più tecnologiche, comode e belle (continuate! che io le compro e glie le incollo alle orecchie!!)

Dopo la recente lettura di Ninna Nanna di Palaniuck (e no ragazzo, mi spiace, ma non mi ha fatto molta impressione) mi approprio del termine silenziofobico.
Non c'è altra spiegazione, sti ragazzi sono silenziofobici. Cresciuti con gli strilloni di Scimmie e Galline, Grande Spione, Imbranati, immagino che come sentano un po' di pace si spaventino e tirino fuori sto coso. Perchè dividere la cuffietta solo tra me e te? Facciamolo anche con il resto del mondo che oggi mi pare troppo tranquillo. E perchè fare i banali e parlare? Io e te siamo toghi, ch'abbiamo la mmusica, ci infiliamo gli occhiali da sole che ci fa tanto fighi e andiamo in giro a far finta di essere due vampiri che ora non bruciamo nemmemo più al sole!

Oltre che silenziofobici sono sicuramente anche anonimofobici. Perchè non si spiega tutta sta voglia di dire: "Eeeeehi! Io esisto! Cagami!! Eddai, cagami!! Sono qui, cagami! Voglio che mi caaaghiii! Ma che, sei cieco! Cagami! Perchè non mi caghi? Cagami. Devi solo cagarmi, dai! CA-GA-MI!"
Se continuano così finisce che prima o poi li cago, letteralmente.

Che poi, se è solo per il brivido e la soddisfazione di essere mandati a fanculo basta dirlo eh? Ci si mette niente.

venerdì 24 luglio 2009

CSS...?

Anni fa, quando mi trasferii su Splinder, nulla sapevo di CSS.
Il mio template era nero... e che fa una brava bambina coscienziosa per far sì che si vedesse del colore e del carattere che voleva lei?
Esatto! Lo formatta nel post.

Mo, io ho un template chiaro. Ce l'avevo anche prima della mia ultima crisi in nero.
Che è successo quindi? Che l'80% delle pagine non si leggono. Sono in bianco.

AHAHAHAHAHAHAHAHA!



Oggi ho cominciato la lenta deformattazione di tutti i testi... da qui in poi si legge fino a pagina 30... partendo dal fondo, fino a pagg 77...

Se perirò nell'intento, sappiate che l'ho fatto esclusivamente per me e non ne è valsa per niente la pena!
Voglio un nuovo avatar.
Ecco.
Frank, oh Frank!

Non so perchè, ma mi viene sempre meno voglia di parlare dei fatti miei in sto blog... e forse non è una brutta cosa visto che sono piuttosto una lagna.

Così, pure oggi, facciamo un po' di cultura generale.
Casomai non ve ne foste accorti dai link che ho qui vicino, sono una grande appassionata di fumetti e il webcomic è tipo il mio rito mattutino: io, senza i miei webcomic quotidiani, non carburo. Come potete immaginare le ferie dei disegnatori sono la mia rovina.

Baloons è un gran bel blog.
Non si limita a pubblicare solo strisce (peraltro di vari autori, uno per ogni giorno della settimana), ma anche articoli su fumettari veri (leggesi come: fumettari che hanno guadagnato il diritto alla carta stampata).
Chris Appelhans dovrebbe essere il mio nuovo dio, se non fosse che non ho soldi per comprare i suoi libri. A farvi un giro sul suo sito, se non vi sciogliete nemmeno una volta e almeno un pochino alle sue strisce, significa che siete degli alienati. Ma davvero. Inoltre da un po' sto apprezzando enormemente la capacità di comunicare a immagini, senza parole, nonchè i disegni solo apparentemente infantili o malfatti. Davvero. Se vedete in rete un disegno che sembra l'evoluzione di un bambino delle medie, non cascateci. I disegnatori della Bonelli hanno i controcoglioni, ma chi decide di inventarsi uno stile tutto suo e pure minimal, li ha foderati d'acciaio.

Ad ogni modo la mia è solo una segnalazione, lungi da me scavalcare il lavoro di Baloons, che è ottimo e annoia decisamente meno.
Gotedevi il sito di Appelhans, ma arrivateci dopo a Season, quella è l'overture finale (ovviamente, chi fosse interessato farmi un regalo, quel libro da mezzo metro sarebbe perfetto).

giovedì 23 luglio 2009

Sfogo più che necessario

From: Boss
To: Heresiae

FDW: Incontro

Chiara, ho bisogno che controlli bene i lavori prima di consegnarli come conclusi.

lo metti a posto subito? sono da loro alle 11.

[immagine di mappa simil Google Maps con fumetto in cui il testo fuoriesce dai bordi]



I furbi qui al lavoro hanno il CMS personale, che fa SCHIFO.
Quello che ho fatto ieri, è stato entrare per la prima volta nel progetto AA e fare solo una cosa: inserire del testo in dei post vuoti. Non avevo assolutamente il permesso di pubblicare.

COME CAZZO CREDI CHE POSSA ANCHE SOLO PROVARE A METTERE A POSTO UN PROBLEMA DI GRAFICA?! HO FATTO LA HOLDEN O LO IED?! EH?!
E INVECE DI MANDARMI STE MAIL CHE NON CENTRANO UNA SEGA CON ME ALLE SETTE E MEZZA DI SERA QUANDO SONO GIà TRE QUARTI D'ORA CHE SONO A CASA, PERCHE' NON RISPONDI A QUELLA CHE TI HO MANDATO ALLE DIECI DEL MATTINO MALEDETTA TESTA DI beeeeeeeeeeeeeeeeeeeeep

Fanculo.
Io non ci resto qui aggratis.
O mi danno uno stipendo o io sloggio domani.

mercoledì 22 luglio 2009

2.0, che va sempre di moda parlarne e tra un po' non ci sarà più... forse

Qualche anno fa è nata una cosa chiamata Mambo.
Mambo era un CMS (Content Manager System, in italiano correggiuto, una cosa per fare siti in php fighissimi con il  minimo sforzo), pensato apposta per persone che nulla sapevano di programmazione (ovvero, i pischelli) ma volevano lo stesso far parte del meraviglioso mondo 2.0 e aprirsi il sitarello personale.

Minimo sforzo un paio di balle.

Mambo prima versione era ingestibile e chiunque volesse farsi un sito, dopo aver dato una scorsa veloce a Mambo apriva la guida di HTML.it e imparava il caro e vecchio codice statico.

La cosa buona che aveva, è che fare i template (ovvero la grafica, la faccia, i colori, come diavolo li volete chiamare) era abbastanza una stronzata.
La figata, è che era completamente open source (e non mi fate tradurre tutto!). Quindi era fiorita una foltissima e vivacissima comunità, che aveva cominciato a pasticciare col codice sorgente.
Credo ci fossero in giro almeno una decina di mambo tarocchi tra una release e l'altra.

Un paio d'anni più tardi, il team originale di Mambo litigò.



Fazione totally open source contro fazione: no, no e no, il codice io lo do solo a pagamento, ecco.
Perchè litigarono? Perchè gli stava venendo bene, ecco perchè e perchè c'erano esercizi commerciali che lo usavano, ecco perchè. Dalla quantità di tempo che ci spendevano sopra, qualcuno cominciò a pensare doverci guadagnare sopra.

Cattivelli.

Dalla litigata nacque Joomla (e la relativa comunità che scorazza allegramente per la rete... ma da dove l'avranno preso il nome poi...).
Anche John Doe, quando andò per ammazzare M alla fine prolificò, ma Mordred a lui era venuto un pelo meglio... e il bamboccino ha poi solo distrutto il pianeta.

Joomla prima versione era praticamente Mambo con un nome diverso. Poi cominciò a evolversi (grazie al cielo!) ma ci ha messo un po'.
Attualmente io lavoro su due versioni: Joomla 1.0 (praticamente ancora un ex-Mambo) che non mi lascia linkare le immagini nemmeno a pregare in turco e ottomano antico, e la versione nuova che per farci un template il turco e l'ottomano antico non bastano come conoscenze linguistiche.

Perchè sta filippica?
Un po' perchè la cultura generale fa sempre bene, un po' perchè qui al lavoro si sono sviluppati il CMS personale... e non sono sicura se catalogarlo sotto il Mambo o il Joomla prima versione, perchè la quantità di opzioni inutili, idiote, tergiversose (per non parlare dei bug infiniti) nemmeno M&J li hanno pensati... e quindi voglio semplicemente lanciare un: ECCHECAZZO!

Cioè, centinaia di persone ci hanno messo anni per sviluppare qualcosa che comincia a funzionare solo ora, e a me tocca tornare ai tempi delle prime release di Mambo?
Mapp@#*& di quella lur#&**$ bas@°&£ da*@°[[ ma va m*@°#ù§= sulla f*§°ç#@ b%&£"& beeeeeeeeeeeeeep


Oh.


Per gli approfondimenti il maestro riceve richieste da qui:
 
Splinder è gentilmente pregata di postare i miei post subito dopo la schisciata del bottone "Pubblica il post" e non quando cazzo pare a lei.

martedì 21 luglio 2009

L'analogico che non vuol diventare digitale

Leggo il Tumbrl di Steff e incappo in un articolo di Paolo Attivissimo dove si dice che gli utenti della rete hanno perso le capacità proprie della specie.
Ovvero.

Non è la prima volta che uno stato (qualsiasi) tenta di mettere il bavaglio alla rete. Non c'è da stupirsi. Guardate in Svezia, dove Pirate Bay ha ottenuto il 7% dei voti e un seggio al Parlamento Europeo (correzione via Nick). Quella è una degli esempi migliori in cui la rete mostra la sua sovranità.
Il mondo è terrorizzato da quella sovranità.
Un partito di pirati informatici approda al Parlamento Europeo dopo una campagna elettorale esclusivamente online.
Cosa signifa online?
Praticamente a costo zero.
Senza tv.
Giornali.
Sostenitori finanziari (leggesi: accordi, contratti, strette di mano, matrimoni combinati, etc...)
Insomma, utopia.

Epperò, se non è la prima volta che succede, non è nemmeno la prima volta che gli utenti svicolano e fanno marameo.
Certo, perchè la rete la fanno loro, non i potenti. Il bello della rete è che è elastica. Tu metti un blocco lì, e io ti creo una strada secondaria che lo aggira. Che poi, da quando c'è il 2.0 apriti cielo! Praticamente fermare un nerd come si deve è impossibile.
Attenti però, quando parlo di svicolare intendo tutto ciò che non comprende quello che è stato fatto in Italia (leggesi: scioperi inutili, manifestazioni inutili, gregge dietro a figure di spicco inutili, etc...)

Ora, cari i miei utenti della rete, credete realmente che vi servano vecchie capocce analogiche per combattere le battaglie della rete?
Credete davvero che persone nate quando la rete si usava solo per trasferire i dati dalle varie sedi del MIT e che negli ultimi dieci anni hanno imparato a usare il blog, solo (e esclusivamente) perchè i giornali non li pubblicavano, siano quello che ci vuole per voi?
Ma vi siete rincretiniti del tutto?

Vedete, quando ho cominciato a usarla io la rete, era un piccolo paradiso. C'eravamo solo noi, gli esclusi. Quelli che avevano già la nausea della società e attraverso il pc potevano parlare con persone che non conoscevano, ma che se non altro non li mandava a cagare solo perchè gli piaceva la lezione di storia o l'acne non gli guariva miracolosamente (leggesi come definizione riduttiva).

Ora che è successo? Che tutti hanno capito quant'è figa e accessibile (effetto collaterale del 2.0... se tanto mi da tanto, il 3.0 dovrebbe riportare anche un po' di cervelli in più a navigare... si spera).
La rete è stata invasa da una marea di bimbiminkia e blogger e sapete qual'è il problema dei blogger attuali? Di quelli che hanno guidato la spedizione punitiva contro una povera statua che niente centrava?
Che sono vecchi.
Hanno un blog, sono connessi a tutti i social network del momento, probabilmente hanno anche un iPhone e lo sanno usare da dio, ma sono vecchi. Persone vecchie con idee vecchie che si lasciano guidare da altre persone vecchie. Il mondo analogico che si diverte a sguazzare sui supporti digitali.

Se fossero stati realmente dei nerd, persone che usano la rete come si deve invece di bloggare e facebookare, avrebbero fatto altro. Non si sarebbero persi d'animo, non si sarebbero messi a strillare, non si sarebbero messi a dar retta ai soliti ribelli della parola scritta, non si sarebbero messi a fare una stronzata come lo sciopero dei blogger.
Avrebbero aperto un chat comune assieme a un altro po' di amici e avrebbero detto: "Ok, come la dribbliamo?"

Pensate che quando Emule si è visto chiudere centinaia di server si sia persa d'animo? Che quando gli hanno bloccato le connessione si sia messa a urlare e fare manifestazioni in piazza? Che quando hanno messo fuori legge il programma si siano solo limitati a chiudere il sito? Oppure ne hanno aperti di nuovi, creato nuove connessioni e distribuito il programma ovunque su server anonimi?

Se non siete in grado di fare qualcosa di veramente nerd come pastiacciare con codici e menate varie, non vi preoccupate, nessuno ve lo chiede.
Ma visto che abitate una cosa nerd, creata da dei nerd, pensata per dei nerd, a cui avete invaso l'unico posto che consideravano libero da scocciatori, fateci un favore, pensate come nerd.
Un nerd non pensa in analogico, non pensa in fisico, non pensa in politica, un nerd pensa in digitale, con strumenti digitali verso obiettivi digitali.

Fate il passetto in più.
Provateci almeno. Guardate quella cosa che chiamate computer e forse credete di saper usare e rendetevi conto del suo potenziale digitale.

Non vi fidate? Volete una prova?
Il mondo esterno si è accorto del vostro sciopero? Io conosco persone del mondo virtuale che non se ne erano accorte.
Fatevi due calcoli, almeno a mente, se ci riuscite.
Io tengo il profilo basso e quando sarà possibile, dribblerò.
Un po' di luce...
Stuck in a Moment Year

Quando arriva il momento di cambiare, lo senti. Subito.
Le pareti in cui abiti ti sono strette.
I tuoi vestiti non ti entrano più.
Tu e i tuoi capelli siete entità separate.
Alzarsi al mattino è difficile quasi quanto convincersi ad andare a dormire.
Il cinismo aumenta.
L'alienazione aumenta.
E tutto si fa noioso.

Ma tra tutti questi sintomi c'è una cosa che è definitivamente peggiore: l'impossibilità e l'incapacità di cambiare.
La paura a farlo.

E improvvisamente si è bloccati.
Ci si blocca nella fase evasiva, fatta di notti insonni a guardare sit-com, giocare online, leggere fumetti... tutto tranne l'essenziale.
Tutto ciò che ha fatto sì che tu arrivassi dove sei arrivata, tutto ciò che amavi fare, muoversi, uscire, scrivere, vivere... sparisce per venir soppiantato dalla vegetazione, dalla nebbia, dall'aria calda e afosa.

E a nulla servono gli stimoli esterni se la convinzione di non poter essere nient'altro che un blob molliccio incastrato su una sedia davanti a uno schermo è ormai solidificata dentro di te.
Però prima o poi quel guscio pesa. Tanto.

E' proprio ora di cambiare.
A qualsiasi costo.
A qualsiasi livello.

Sono stanca di essere stanca.


martedì 14 luglio 2009

Il fantomatico sciopero dei blogger

Sia chiaro.
Gli scioperi funzionano se e solo se: provocano disagio.
Quando i ferrovieri scioperano non ci sono i treni e molti preferiscono starsene a casa piuttosto che pagare il doppio dei soldi per prendere un EC, IC, o come si chiamano ora.
Quando ci sono gli scioperi dei docenti, gli alunni sono comunque a scuola ma senza nessuno a guardarli.
Quando ci sono scioperi di operai o chi altro, si ferma tutto, con conseguente perdita di denaro.

A che piffero serve fermare la rete?

Fanno una legge per il bavaglio alla rete e voi glie la silenziate?!?!
Fate la loro felicità.
Noi a loro non serviamo. Siamo una spina nel fianco. Oggi penseranno solo: ma magari lo facessero tutto l'anno!!
E invece oggi bisognerebbe rompere le palle il più possibile. Approfittare del fatto che della rete ne sappiamo più noi di loro e riempirgli caselle mai di spam, affossargli i server, pubblicare articoli solo per provocazione, ingolfare la burocrazia e i social network, arrivare ai media nazionali... A CHE SERVE NON PUBBLICARE PER UN GIORNO!

Qualcuno ci perderà?
Qualcuno ne sentirà la mancanza?

Che siate piccoli e insignificanti blogger come me o grandi blog seguitissimi, che succederà dopo il giorno di oscuramento?

Credo che degli scioperi abbiate un'idea un po' distorta miei cari blogger. Gli scioperi si fanno per creare danno ai padroni e convincerli che non è il caso di farci incazzare.

Cosa cambierà dopo il silenzio di un giorno?



Appunto.