Sto per partire per SanSicario.
Al pensiero di venti giorni in montagna a seguire l'allestimento di un intero paese, le giunture delle mie convinzioni cominciano a scricchiolare non poco.
E' andato tutto bene dopo la laurea. Ho fatto alcune cose, giuste, mi sono sentita bene, sicura di me, la classica sensazione del: "Ce la posso fare", insomma.
Oggi però avevo questa cappa in testa, così pesante. E mi pareva di non esserci proprio in questo mondo. Ho ancora la scomoda sensazione del: "Non ne faccio parte accidenti!".
E questo perchè:
- so solo la metà di quel che ci sarà e ne so la metà di come andranno fatte
- non mi hanno fatto vedere il piano di produzione
- fodalmentalmente, la sensazione è che comunque non vogliono coinvolgermi seriamente.
E qui cominciano le tare paranoiche di eredità paterna...
Insomma si parte. Io parto Domenica mattina da casa, che devo finire di comprare ancora un sacco di cose e lo faccio là (Venti giorni solo coi pantaloni da neve addosso, un po' mi viene male...), eppoi comunque non ci sarò per venti giorni, mia mamma e mia sorella un pochetto le voglio vedere.
So già che mi scorderò una marea di cose che mi serviranno e che farò un sacco di pasticci che non devo fare. Ogni tanto le pezze riesco a mettercele però... cavoli, io non ci sono!
Oggi la testa è schizzata via da qualche parte, non so dove, e non riesco più a ripigliarla, a farla tornare giù.
Forse sono solo stanca però. Forse è solo quel dannato letto che ho in camera che non mi fa dormire da quando sto lì. Insomma, è difficile esserci quando ti senti il protagonista di Fight Club. Basta che non divento una schizofrenica con l'amico immaginario tendente all'anarchia globale però.
Tardi...
Bene, parto.
Prima o poi riuscirò a razionalizzarlo a liverlo cosciente e a decidermi ad alzarmi da sta sedia per tornare su a Domo.
Su che ce la fai.
Ma non ho voglia.
Ora!
Al pensiero di venti giorni in montagna a seguire l'allestimento di un intero paese, le giunture delle mie convinzioni cominciano a scricchiolare non poco.
E' andato tutto bene dopo la laurea. Ho fatto alcune cose, giuste, mi sono sentita bene, sicura di me, la classica sensazione del: "Ce la posso fare", insomma.
Oggi però avevo questa cappa in testa, così pesante. E mi pareva di non esserci proprio in questo mondo. Ho ancora la scomoda sensazione del: "Non ne faccio parte accidenti!".
E questo perchè:
- so solo la metà di quel che ci sarà e ne so la metà di come andranno fatte
- non mi hanno fatto vedere il piano di produzione
- fodalmentalmente, la sensazione è che comunque non vogliono coinvolgermi seriamente.
E qui cominciano le tare paranoiche di eredità paterna...
Insomma si parte. Io parto Domenica mattina da casa, che devo finire di comprare ancora un sacco di cose e lo faccio là (Venti giorni solo coi pantaloni da neve addosso, un po' mi viene male...), eppoi comunque non ci sarò per venti giorni, mia mamma e mia sorella un pochetto le voglio vedere.
So già che mi scorderò una marea di cose che mi serviranno e che farò un sacco di pasticci che non devo fare. Ogni tanto le pezze riesco a mettercele però... cavoli, io non ci sono!
Oggi la testa è schizzata via da qualche parte, non so dove, e non riesco più a ripigliarla, a farla tornare giù.
Forse sono solo stanca però. Forse è solo quel dannato letto che ho in camera che non mi fa dormire da quando sto lì. Insomma, è difficile esserci quando ti senti il protagonista di Fight Club. Basta che non divento una schizofrenica con l'amico immaginario tendente all'anarchia globale però.
Tardi...
Bene, parto.
Prima o poi riuscirò a razionalizzarlo a liverlo cosciente e a decidermi ad alzarmi da sta sedia per tornare su a Domo.
Su che ce la fai.
Ma non ho voglia.
Ora!
Evvabbeh.
Alla prossima gente.
Se non ci sentite più vuol dire che per la disperazione qualcuno mi ha buttato sotto a un gatto delle nevi quando stava passando (O ti ci sei buttata da sola), oppure che sono scappata con il circo.
Meglio ancora con un bell'istruttore di sci.
No, facciamo un miliardario in vacanza.
Si, il miliardario in vacanza mi sconquiffera.
Aggiudicato.
Addio gente. Vado a cercarmi il bel miliardario con cui scappare.
Si ok, ma senti, non è che poi rompe i coglioni come tutti i figli di papà?
Tranquilla, lo spelliamo per un po' e poi ce ne andiamo.
A beh, allora...
Alla prossima gente.
Se non ci sentite più vuol dire che per la disperazione qualcuno mi ha buttato sotto a un gatto delle nevi quando stava passando (O ti ci sei buttata da sola), oppure che sono scappata con il circo.
Meglio ancora con un bell'istruttore di sci.
No, facciamo un miliardario in vacanza.
Si, il miliardario in vacanza mi sconquiffera.
Aggiudicato.
Addio gente. Vado a cercarmi il bel miliardario con cui scappare.
Si ok, ma senti, non è che poi rompe i coglioni come tutti i figli di papà?
Tranquilla, lo spelliamo per un po' e poi ce ne andiamo.
A beh, allora...