venerdì 30 settembre 2005

Signore e signori vi presento il BuonSenso.

12 giorni.
Dico 12 giorni. Vi sembrano tanti? Cosa mai potrà accadere in 12 giorni in cui si sta via, ci si può chiedere.
Beh, di tutto di più.
Dal vedere la segnaletica stradale stravolta, allo scoprire che il Capo è sulla via della pedofilia e dell'assuefazione a grosse pastiglie rosse che pare la rendono più agitata del solito, e che Otaku se ne è andata di casa.
Insomma, non li posso lasciare soli nemmeno 12 giorni, e questi si stravolgono l'esistenza!
Combinano poco e nulla nel periodo in cui io sono a casa con loro, e come non ci sono glie ne succedono di tutti i colori.
Forse ha ragione Otaku, gli manca la figura del BuonSenso nel gruppo, quella che solo a guardarla gli impedisce di fare cazzate. Si, dopo che abbiamo chiacchierato un po' in macchina ha deciso che lei, nel gruppo, è la figura dell'Umiltà (il Capo ha detto altro, ma meglio non riferire), che il Capo è quello dell'Aggressività (sopratutto dopo che prende quelle pastiglie), che Cocco è quella della Disponibilità, e io... bene, signori e signori non ci crederete mai, ma sono io il BuonSenso. o_o
Peccato che il BuonSenso sia zingaro. ¬_¬
Vado e vengo, come ogni BuonSenso che si rispetti. XD

Ebbene, dopo essere stata ribattezzata BuonSenso, mi è venuto brevemente da chiedermi se per caso anche lei aveva preso quelle pastiglie, perchè in effetti un po' di buon senso in zucca c'è l'ho, ma giusto il minimo indispensabile che ogni 20enne che si rispetti dovrebbe avere.
(Heresiae si va a rivedere il suo tomo delle regoline e principi morali:
non fumare,
non bere quando guidi,
non ubriacarti,
non andare con gli sconosciuti,
non fare cazzate quando hai altre persone in macchina,
possibilmente non farne proprio di cazzate in macchina,
non sprecare denaro,
non dare troppa confidenza a chi non conosci,
non prestare soldi in giro,
tira sempre il freno a mano,
sii sempre gentile quando ti è possibile,
ecc...)
Ok, forse ha avuto abbastanza ragione a darmi la figura del BuonSenso.
(Modeeeestia!!)

Ah, e il Cugino ha anche la macchina nuova. Mi ha chiesto se volevo il suo vecchio Saxo, me lo avrebbe dato a 200 euro (si certo, più 600 per il trapasso). Ma coi tempi che corrono la spesa di una seconda macchina in casa proprio non ci vuole. E poi cosa me ne faccio? L'ho detto prima, sono una zingara! La userei talmente poco che si arrugginerebbe.
(O diventersti ancora più zingara... e non è il caso). XD

Ve beh, dopo essere diventata il BuonSenso ho divulgato il verbo dello 'Sbaffo', riuscendoci molto poco in effetti: o io non sono brava a divulgare verbi e modi di dire, o gli ossolani non sono ricettivi per i modi di dire stranieri (abbiamo un bel dire che da sotto Roma non sono italiani, alla fine qui, oltre Ornavasso son tutti di fuori!). Ho ricevuto in cambio solo un raffreddore, piovuto da chissà dove, e dire che ero anche ben coperta, pure la canotiera avevo e la maglia di lana sotto la giacca! Mah... -.-

Zio Murphy è poi riuscito a colpirmi nei miei affetti più cari. EFP ha chiuso i battenti, fino a quando non rimedierà i fondi per aprire su un nuovo server dedicato, perchè quello su cui è ora non ce la fa a reggerlo. Dannata Aruba, aggiornati no!! Io ho bisogno di quel sito!! (Si, perchè ormai non è più netdipendenza, ma EFP/Ogame dipendenza, è diverso).

C'è stata una cosa buona della giornata però, domani non devo più accompagnare mia sorella alla mostra di Carl Barks a Rapallo, il  costo del biglietto era leggermente proibitivo, però è meglio non farle sapere che non avevo nessunissima voglia di accompagnarla (e poi, ma proprio a Rapallo??!?! Cioè un posto raggiungibile facilmente da ogni località no eh? Se proprio volevano il mare perchè non Genova?! Proprio Rapallo, che è una spiaggia sassosa, amorfa e grigia - a detta dell'Eli che detesta quel posto - ma roba da matti! Ma Milano non era più semplice?)
Ci ho messo un'ora buona a consolarla.

E lunedì ho l'uni. Non ne ho voglia. Non ho energie, meno di quando ho finito l'ultimo esame a luglio. E' stata un'estate all'insegna dell'insonnia, del correre di qua e di là e delle crisi familiari.
A proposito di crisi familiari... no, non ne ho voglia adesso, proprio no. Sono già abbastanza stanca così e devo pensare ai prossimi 4 corsi, a due siti web, a due spettacoli teatrali e a un gioco di ruolo, se ci metto dentro anche la famiglia esplodo.

Chi mi da le energie per l'anno che viene?
Voglio andare a batterie!!! Possibilmente nucleari grazie.

giovedì 29 settembre 2005

Mi hanno stravolto il piano di studi.
Sono incazzata come una iena.
Esami

Com'è che un esame universitario riesce a farti cambiare l'opinine che hai di una persona/professore?
Passi due/tre mesi magari pensando che sia una persona competente, o simpatica, o per lo meno gentile e credi che conoscerla sia un buon affare, dopo di che... un giorno, in pochi minuti, entri in un aula e ne esci pensando che chi ti ha esaminato sia uno stronzo totale, un imbecille, un ipocrita, qualcuno che non vuoi rivedere mai più. La delusione è fortissima e totale.

La prima volta che succede, ovviamente, è terribile. Sogni, speranze, opinioni infrante contro un'unica superficie nello stesso momento, e tu hai qualcuno da odiare. La seconda, ti lascia un sapore amaro in bocca, della serie sentirsi stupido ad esserti illuso. E poi?
Poi a mente fredda e lucida, spesso non riesci più a capire come hai fatto a rispettare una persona che ti ha deluso tantissimo, e la lucidità va  afarsi benedire nell'esatto momento in cui ti ripensi a quella persona, a quel giorno, a quei pochi minuti.
Bastano pochi minuti, a rovinare l'impressione favorevole che hai di una persona?
E quella che ne hai dopo, le rende giustizia?

Spesso noi studenti, molto egoisticamente, pensiamo di essere gli unici che stanno male, siamo stanchi e sotto stress il giorno degli esami; non ci passa neanche per l'anticamera del cervello che la persona dietro alla cattedra che ci deve esaminare proprio tutta non c'è quel giorno, anzi, spesso non c'è proprio.
Cosa fa credere allo studente medio che il professore affronti quel giorno come se fosse uno dei tanti, come un diversivo dal solito tran tran quotidiano, qualcosa da poco, da niente?
Perchè studenti di una scuola nata da poco con ben pochi cattedratici di professione, pensano ancora, dopo due anni, che il cosidetto professore sappia sul serio quello che deve fare, come affrontare il tutto e come giudicare? E poi, c'è poco da fare, cattedratici o no sono esseri umani, parziali e con le loro simpatie, inconscie e non. Il riuscire ad ottenere il massimo da un esame, alla fine non è solo presentare un lavoro impeccabile o imparare e capire perfettamente tutto ciò che il professore ci ha dato da leggere, è anche capire chi si ha di fronte quel giorno, elaborare tutte le informazioni apprese durante il corso dal modo di fare di quella persona e riuscire a capire come prenderla, parlargli, mettergliela giù, renderla disponibile nei nostri confronti. Io penso che un esame comporta un pesante lavoro di studio e preparazione, e una diffcile azione diplomatica degna di un ambasciatore ONU.
E se va male, se la persona che avevamo di fronte fino a pochi minuti prima era una di quelle che rispettavamo di più, bisogna uscire da lì appuntandosi mentalmente di dimenticare quella giornata e tenersi solo quelle che hanno contato sul serio.
Non serve se l'avete guardata negli occhi e ci avete visto tutto il male possibile, in quel momento magari non vedeva l'ora di buttarvi fuori e scappare in bagno, oppure aveva raggiunto un grado di nervosismo tale, che alla minima spinta in più vi avrebbe mandato a quel paese in direttissima.
Succede, capita. Tutti prima o poi passiamo per persone orribili, e questo solo perchè chi ci ha giudicato in quel momento ci è capitato davanti quando il minimo contatto sociale indesiderato in più, ci avrebbe fatto esplodere. Così, senza alcun motivo.

Però c'è chi non lo capisce e si ostina a mantenere l'opinione finale che si è fatta durante l'esame.
Quella opinione però, spesso è falsata.
In mezzo ci sono giorni di stress assoluto, fatti di notti in bianco e corse contro il tempo, di libri indecifrabili e litigi sulle tastiere, che si concentrano tutte lì, in quei pochi minuti, seduto su una sedia con una persona davanti, una persona abbastanza stressata e stanca, che forse non vede l'ora di andare a pranzo e far riposare le sue cellule cerebrali. E spesso brontoliamo pure, perchè a un certo punto la vediamo uscire dall'aula annunciando che va a pranzo.
Quanti sguardi truci si vedono addosso in quel momento?
Tenersi un'opinione che ci siamo fatti mentre la nostra capacità di giudizio era alquanto alterata, non serve a niente, solo a precluderci il piacere di poter avere ancora a che fare con quella persona.

Non sto facendo un'arringa in favore di tutti i professori, per carità, in 15 anni di carriera scolastica né ho visti tanti di insegnati, troppi mi sa, e so perfettamente che ci sono quelli che godono nel guardare in faccia uno studente medio, e fargli capire che la sufficienza piena con lui non l'avrà mai, neanche se gli recita la lezione in sumero. E so anche che ci sono quelli che spesso sbagliano a giudicare, perchè anche loro si fanno trascinare dal momento e so che ci sono quelli che proprio non ne sono capaci, così come mi è capitato di vedere insegnanti, che pur volendo dare qualcosa di più, non potevano perchè non erano loro a decidere. E' capitato, ve lo giuro, e ho anche passato un giorno intero a stare male per quel che era successo, per le parole dette e quelle non dette. Non ho ancora rimediato e ci sto ancora male per questo.

Un esame è una cosa complicata, può mandarti al settimo cielo, farti sprofondare sottoterra o lasciarti il senso di sollievo di essertelo lasciato alle spalle. In ogni caso ti lascerà comunque lo strascico di qualcosa, un rafforzamento o una debolezza, sentimenti duri da masticare o dolci da assaporare quando li rivistiti e, sicuramente, opinioni contrastanti con i propri colleghi.
Bisogna solo imparare ad accettare tutto ciò, e ricordarsi ovviamente che zio Murphy è sempre in agguato
Colonna sonora dei montaggi









Don Raffaè

Io mi chiamo Pasquale Cafiero
e son brigadiere del carcere oinè
io mi chiamo Cafiero Pasquale
sto a Poggio Reale dal ’53

e al centesimo catenaccio
alla sera mi sento uno straccio
per fortuna che al braccio speciale
c’è un uomo geniale che parla co’ me

Tutto il giorno con quattro infamoni
briganti, papponi, cornuti e lacchè
tutte l’ore cò ‘sta fetenzia
che sputa minaccia e s’à piglia cò me

ma alla fine m’assetto papale
mi sbottono e mi leggo ‘o giornale
mi consiglio con don Raffae’
mi spiega che penso e bevimm’ò cafè

A che bell’ò cafè
pure in carcere ‘o sanno fa
co’ à ricetta ch’à Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà

Prima pagina venti notizie
ventuno ingiustizie e lo Stato che fa
si costerna, s’indigna, s’impegna
poi getta la spugna con gran dignità
mi scervello e mi asciugo la fronte
per fortuna c’è chi mi risponde
a quell’uomo sceltissimo immenso
io chiedo consenso a don Raffaè

Un galantuomo che tiene sei figli
ha chiesto una casa e ci danno consigli
mentre ‘o assessore che Dio lo perdoni
‘ndrento a ‘e roullotte ci tiene i visoni
voi vi basta una mossa una voce
c’ha ‘sto Cristo ci levano ‘a croce
con rispetto s’è fatto le tre
volite ‘a spremuta o volite ‘o cafè

A che bell’ò cafè
pure in carcere ‘o sanno fa
co’ à ricetta ch’à Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà

A che bell’ò cafè
pure in carcere ‘o sanno fa
co’ à ricetta ch’à Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà

Qui ci stà l’inflazione, la svalutazione
e la borsa ce l’ha chi ce l’ha
io non tengo compendio che chillo stipendio
e un ambo se sogno ‘a papà
aggiungete mia figlia Innocenza
vuo’ marito non tiene pazienza
non chiedo la grazia pe’ me
vi faccio la barba o la fate da sé

Voi tenete un cappotto cammello
che al maxi processo eravate ‘o chiù bello
un vestito gessato marrone
così ci è sembrato alla televisione
pe’ ‘ste nozze vi prego Eccellenza
mi prestasse pe’ fare presenza
io già tengo le scarpe e ‘o gillè
gradite ‘o Campari o volite ‘o cafè

A che bell’ò cafè
pure in carcere ‘o sanno fa
co’ à ricetta ch’à Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà

A che bell’ò cafè
pure in carcere ‘o sanno fa
co’ à ricetta ch’à Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà

Qui non c’è più decoro le carceri d’oro
ma chi l’ha mi viste chissà
chiste so’ fatiscienti pe’ chisto i fetienti
se tengono l’immunità

don Raffaè voi politicamente
io ve lo giuro sarebbe ‘no santo
ma ‘ca dinto voi state a pagà
e fora chiss’atre se stanno a spassà

A proposito tengo ‘no frate
che da quindici anni sta disoccupato
chill’ha fatto quaranta concorsi
novanta domande e duecento ricorsi
voi che date conforto e lavoro
Eminenza vi bacio v’imploro
chillo duorme co’ mamma e co’ me
che crema d’Arabia ch’è chisto cafè
‘A Çimma

Ti t’adesciàe ‘nsce l’èndegu du matin
ch’à luxe a l’à ‘n pè ‘n tera e l’àtru in mà

ti t’ammiàe a ou spègiu dà ruzà
ti mettiàe ou brùgu rèdennu’nte ‘n cantùn

che se d’à cappa a sgùggia ‘n cuxin-a stria
a xeùa de cuntà ‘e pàgge che ghe sùn
‘a cimma a l’è za pinn-a a l’è za cùxia

Cè serèn tèra scùa
carne tènia nu fàte nèigra
nu turnà dùa

Bell’oueggè strapunta de tùttu bun
prima de battezàlu ‘ntou prebuggiun

cun dui aguggiuìn dritu ‘n pùnta de pè
da sùrvia ‘n zù fitu ti ‘a punziggè
àia de lùn-a vègia de ciaèu de nègia

ch’ou cègu ou pèrde ‘a tèsta l’àse ou sentè
oudù de mà misciòu de pèrsa lègia
cos’àtru fa cos’àtru dàghe a ou cè

Cè serèn tèra scùa
carne tènia nu fàte nèigra
nu turnà dùa
e ‘nt’ou nùme de Maria
tùtti diài da sta pùgnatta
anène via

Poi vegnan a pigiàtela i càmè
te lascian tùttu ou fùmmu d’ou toèu mestè

tucca a ou fantin à prima coutelà
mangè mangè nu sèi chi ve mangià

Cè serèn tèra scùa
carne tènia nu fàte nèigra
nu turnà dùa
e ‘nt’ou nùme de Maria
tùtti diài da sta pùgnatta
anène via.

mercoledì 28 settembre 2005

Sono tornata

Alla fine sono rimasta via fino a oggi. C'è da dire che F. sa come ottenere le cose, sopratutto da me. Infatti è riuscito a farmi rimanere anche le per le trasferte a Susa e a Ivrea. Come? Mah, una semplice frase scoccata al momento giusto proprio il giorno prima dello smontaggio per Susa: 'Certo che abbandonarci proprio il giorno del debutto, quando più abbiamo bisogno di te? Non ho parole guarda'. Potevo di certo aspettarmi che S. stesse zitto? Macchè, ovviamente ne ha stoccata un'altra per dargli man forte. Manco si fossero messi d'accordo deh. O forse si? Fatto sta che sono bastate per farmi snetire in colpa al punto che decisi di rimanere (e fu così che scoprii che in realtà lui aveva fatto che prenotare per me anche giorni delle trasferte, anche se io avevo detto di no - 1° altarino scoperto); lista della spesa: pane, cioccolato, sapone di marsiglia. Via col bucato!

Ah! Ma voi non sapete quanti personaggi ha il copione di questa rappresentazione! Beh, c'è F. il fonico mio capo, che sono indecisa se tenergli Doc come soprannome (e chi legge CH capirà subito il riferimento); poi c'è Simio (uso il suo nome d'arte da dj), che ha tenuto le redini della colonna sonora (nel senso che teneva il mixer e il mouse del pc, non l'ha decisa lui), impossibile non legarci subito, la comunella con lui è stata istantanea; Ciccio (soprannome correntemente in uso), il direttore di scena, un tipo fuori come un balcone e con una risata sferzante; RT, ehm... dunque, lui era... quello che ha deciso le luci, le musiche e allo stesso tempo una marea di altre cose, cmq fondamentalmente è un pezzo grosso, perchè lavorava fianco a fianco con il regista e con la presidentessa dell'orgaznizzazione; F. (un altro), che era il tecnico luci/elettricista, ho faticato a legarci, è quello con cui ho parlato di meno, ma solo perchè non sapevo come diavolo fare; Fe. (tutti con la F accidenti a loro), una bella ragazza di 26 anni volontaria dell'organizzazione che, se avessi saputo prima perchè me la sono ritrovata davanti fin dal primo giorno mi sarei risparmiata un bel po' di paranoie in più (avevo un paio di indizi, ma una imparanoiata con i suoi campanelli di emergenza accessi pensa che anche i nuovi siano per lei! o no?).

Poi ci sono sei attori, uno più fuori dell'altro, sopratutto Greca, che mi ha insegnato un nuovo termine: sbaffo. Sbaffo=gay. Va da se che sbaffa=lesbica. E sbaffissima??? pensateci XD

Ovvio, lei era la mia preferita, esuberante e modenese fino al midollo, quando parlava lei non parlava nessun altro, teneva banco che era una meraviglia e recitava ancora meglio. Uno spettacolo!
Beh ok, lo ammetto (nel caso Doc capiti per qualche strano scherzo del destino neò mio blog, ma solo per dargli un po' di soddisfazione in più :p), StanzaNera era il mio attore preferito, ma solo per il bel vedere che offriva *_*
Inutile dire che, avendomi affidato il ruolo di microfonista (e aventi quei bei microfoni con il radiotrasmettitore e il filo che va infilato sotto la maglietta), uno dei momenti migliori della mia giornata era quando dovevo microfonare lui (eeeheeh). Però sacramentavo non poco quando incominciai a vedere che stavano prendendo tutti la brutta abitudine di toglierseli da soli. Non per altro, ma così non avevo più la scusa per avere determinati contatti con un f**o come lui (in Chiesa poi! bambina cattiva! Ah si, eravamo in Chiesa a fare gli spettacoli ^^') Poi Doc ha deciso che i microfoni correvano un po' troppi pericoli e li ha dissuasi/ordinato di non farlo più (eeeeeehhehehehehe).
Poi ce n'erano altri 4, che mi hanno fatto sacramentare tutti a dovere assieme agli altri due, perchè nemmeno negli spettacoli tenevano un tono di voce che fosse uguale alla sera/prova precedente (quando andai giù a To non immaginavo che sarei finita a fare qualcosa di più della galoppina/facchina/e , dopo che me l'ha comunicato, microfonista. In realtà mi addestrò ben bene a tenere il mixer, perchè lui domenica sarebbe dovuto andare a fare uno spettacolo con il Lupo, che non si muove senza di lui. Così alla seconda serata di To, sabato, lo tenni io con lui a fianco... più o meno... domenica fui da sola. Siccome ci aveva preso gusto a non far niente durante lo spettacolo, me lo diede anche ieri a Ivrea. Lui dormì. Fu così che scoprii che nemmeno i tre attori professionisti - Greca a parte - riuscivano a tenermi un tono di voce abbastanza fisso da una sera all'altra - e dovevano solo leggere!!!! - degli altri tre ragazzi - usciti dalla scuola di recitazione giusto l'altro ieri più o meno - smisi di illudermi quando sabato Blanche mi urlò letteralmente nel microfono una battuta che aveva appena bisbigliato per tutte le prove).

Insomma a conti fatti erano due fanciulline, un fanciullino (^ç^), un hommo, una femmena (età indefinita, impossibile dare un'età alla Greca, nemmeno Doc, a cui l'ho chiesto perchè la conosce, ha saputo dirmelo) e l'attrice principale che ha passato da un pezzo l'età in cui si poteva ancora divulgare la sua vera età.
Poi c'èra il Regista, un uomo a cui porterò una buona dose di calmanti non appena lo rivedrò, un nervosismo tale... che riusciva ad attacarmelo solo se mi guardava!

Un cast di tutto rispetto, non cè che dire, poi ci sono altre comparse, tipo la Presidentessa o (udite! udite!) Telespalla Bob.

Allora, quanti di voi guardano i cartoni animati? Tutti credo, no? E quanti di voi pensano che un giorno li incontreranno in carne e ossa? Io no e neanche voi credo. Giusto?

Però è successo, io l'ho incontrato.

Io lo conoscevo già di fama questo ragazzo, dal giorno del sopralluogo quando Doc, RT, io e la Presidentessa abbiamo pranzato assieme, ne hanno cantato lodi, difetti e tirato sacramenti, poi ho scoperto che era diventato l'assistente di RT. Bene!, nevrotico il capo, agitato l'assistente, immaginatevi che coppia! Solo che non l'avevo mai visto di persona, sapevo solo che aveva una gran massa di capelli castani a cespuglio (affettuoso soprannome con cui è conosciuto poi in tutta To). Lo vedo una mattina, circa al secondo giorno, che passa di corsa davanti alla chiesa sui cui gradini eravamo seduti io e Simio, gli altri sparsi lì in giro. Lo vede e si ferma di colpo, chiedendogli dov'è RT, io per riflesso rispondo assieme a lui. Credo che non mi abbia manco vista e quando se ne va sento gli altri che commentano le sue prodezze (non simpaticamente) e F. dice: 'Cavoli, però assomiglia a Telespalla Bob!'. Richiamo in memoria l'immagine persa di uno dei personaggi dei Simpson e spalanco gli occhi. Cavoli! E' lui spiccicato!!
Giuro che non scherzo!
Alto, pallido e con la stessa capigliatura. Se avesse anche il ghigno sadico e la sua stessa professione non ci sarebbe alcuna differenza!!
Ma vi rendete conto?

Telespalla Bob esiste!!!!!!

E se esistessero anche i Simpson? O_o



Beh insomma, ho passato dodici giorni in un manicomio, al punto che volevo entrarci sul serio per testare quel detto: Il manicomio non è dentro, ma fuori! e vedere se riuscivo a ritrovare un po' di pace e, magari, il sonno. Si, perchè tra l'agitazione, il letto duro come una tavola, la mancanza di scuri, una tenda che non si chiudeva bene e una strada pricipale (con tanto di tram) proprio sotto la mia finestra, ha fatto si che i primi 5 giorni siano stati all'insegna dell'insonnia. Abbiamo soprannominato quell'albergo Hotel Tristezza, e questo perchè tutto è triste lì, dalla facciata decadente, alle anziane signore che lo gestiscono, ai colori delle camere e dei corridoi, sorvolando poi sul fatto che ovviamente c'erano i lavori in corso, come in tutta To (To! Una città, un cantiere!). Fortuna che ho avuto tre giorni in un Hotel più bellino, con la camera e il bagnetto più piccoli sì, ma in una via più tranquilla, con il materasso più comodo e... gli scuri alla finestre!!
Apoteosi.
Prima notte che dormivo sul serio da quando ero lì. Colazioni da favola.
Poi sono tornata al Tristezza, ma ero così stanca che l'unica sera in cui il sonno non mi ha raggiunta è quando il mio vicino di stanza ha deciso che il volume della tv non era abbastanza alto. Ho dovuto bussargli alla porta e poi infilarmi dei tappi improvvisati nelle orecchie per dormire un pochino, ma ormai il danno era fatto, il cervello era 'drammaticamente' puntato su ON e non c'era verso di metterlo sull'OFF. Tragica.

Vorrei raccontarvi per filo e per segno lo sclero degli smontaggi con relativo montaggio/smontaggio (in giornata), ma oltre a esssere abbastanza noiosi, so che voi siete curiosi di altri altarini (cara grazia, con tutta la pubblicità che ne faccio!). Beh, vi dirò che Doc tanto ha fatto e tanto ha detto, che è riuscito a entrare in confidenza con me al punto che ormai mi permetto di rispondergli a tono anche fisicamente. Una sera che era arrivato un suo amico la sera del debutto a To (stessa pasta, figurarsi), una delle sue battute è stata 'E' meglio se la scarichi subito perchè questa ti distrugge!'; questo è livello della nosta confidenza, come due persone che si conoscono da abbastanza tempo per potersi permettere ogni sorta di battuta senza censure. Siamo anche arrivati al punto che, non so come, abbiamo intavolato l'argomento: 'rapporti sentimentali tra persone con parechia differenza di eta', e io ridendo e scherzando gli ho detto che non riuscirei a stare con uno che ha già più di 5-6 più di me. Lui ha finto di offendersi dicendo che potevo almeno lasciargli l'illusione. Non avevo ancora capito all'epoca... che cretina!
Sono riuscita (più o meno) a capire anche perchè diamine tra tutte quelle ragazze ha scelto me, solo che postarlo per filo e per segno mi sembrerebbe di adularmi da sola (cosa già fatta poi), fatto sta che non era per quello che io immaginavo, ma per quello che mi porto dietro in quella scatolina che ho sul collo: a quanto pare gli è piaciuto il contenuto. E gli anche piaciuto il fatto che, nonostante facessi di tutto per essere serissima, lui avesse capito subito che ero tutto l'opposto (2° altarino!)
Io sto ancora cercando di capire dove diavolo tiene la macchinetta a raggi X e il lettore del pensiero. Forse nascosto nello zainetto verde che tiene con se. Si certo! In realtà quel microfono e quella sottospecie di radiotelefono che misura le onde sonore sono macchine per spiare i pensieri altrui! Ti ho smascherato Doc!!! (E anche lo sclero della notte è stato detto XD)

Certo è stato meno divernte subirsi all'inizio tutte le battute sulla mia scarsa femminilità nel modo di vestire, però a un certo punto mi sono davvero scocciata e siccome aveva nominato una mia compagna venuta con me la prima volta che abbiamo lavorato con lui, dicendomi che sicuramente lei era più femminile, e che da brava assistente gli avrebbe fatto i massaggi e da cuscino e sarebbe stata molto più comoda visto che non era 40 kg solo di pelleossa, alla terza volta che mi faceva notare una ragazza in mezzo alla strada nominando L. io ho preso il telefono e ho richiamato il suo numero. Me l'ha strappato dalle mani come ha capito cosa stavo facendo. XD Però dopo è stato più facile rispondere alle battute.

La sera dopo però l'altarino, quello che più mi premeva (il terzo, il più importante, quello su cui si basano tutte le mie paranoie!!) ho scoperto... beh, che non esisteva!! Infatti io lasciai Fe e Doc da soli la sera dopo il debutto, io ero stanca morta, Fe doveva tornare al suo albergo un po' più distante da nostro e Doc la accompagnava. Avevo un certo presentimento, ma forse la mancanza di sonno mi doveva avere un po' rimbambita.
Fatto sta che alle due passate del mattino Doc piomba in camera mia, si accascia sul letto e comincia a mormorare frasi che sembravano indipendenti l'una dall'altra, tra cui ho colto diverse cose: che ha una storia abbastanza seria con una donna di trentatre anni; era alla ricerca di un po' di tranquillità, cosa normale alla sua età; che Fe aveva sconvolto la sua vita dal momento in cui ne era entrata e non riusciva a starle lontano; la sua fidanzata ufficiale aveva già capito che qualcosa non andava e avrebbe avuto la conferma come sarebbe tornato a casa; lui e Fe avevano discusso e lei era andata via piangendo; era sicuro che il giorno dopo se ne sarebbe andata e che lei non provava niente per lui.  Morale della favola, non sapeva più come e dove sbattere la testa.
Finita la tiritera tristissima che mi ha lasciato un senso amaro e di tristezza nel rendermi conto che due persone a cui volevo bene si stavano facendo del male da sole per chissà quale motivo, è andato a dormire, il giorno dopo sarebbe andato dal Lupo e io avevo capito che dovevo, come al solito, fare la diplomatica, per il bene loro, ma anche mio. Mi piace avere un ambiente simil-sereno intorno a me e questo comporta anche immischiarsi negli affari degli altri (anche se qui ci sono proprio stata buttata dentro). Insomma, anche se avessi avuto tutto il diritto di godermi quella mattinata e quel pomeriggio di totale riposo (niente prove!!) andai da Fe (che non partì, Doc è un gran pessimista), riuscii a farmi raccontare più o meno tutto un po' più chiaramente, e a cercare di farle capire anche il punto di vista di Doc (riuscendo poi tornare in albergo per veder la replica del motoGP che mi ero totalmente scordata!). Alla fine, l'unica cosa decente di quella giornata furono il 7° mondiale vinto da Valentino (YAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHH) e i complimenti del regista per essere riuscita a tenere il mixer tuttta da sola (XD); per il resto restai preoccupata fino al giorno successivo, anche se avevo rassicurato Doc sulle intenzioni di Fe a rimanere fino a martedì.
Infatti i due avevano deciso che il giorno dopo si sarebbero, se non chiariti, riavvicinati (per telefono ovvio - non conosco questa parte, l'ho solo intuita e non la voglio sapere- e questo un po' grazie al mio sclero per aver compreso che Doc, quella mattina, in preda allo sconforto aveva disdetto la mia camera e ordinato che il letto in camera sua fosse diviso; credeva che Fe se ne andasse e voleva risparmiare sugli alloggi, ma non aveva fatto i conti con il mio bisogno di solitudine dopo più di docici ore passate in intensi contatti sociali e il fatto che il suo pessimismo non corrisponde alla realtà; io sclerai un po' con Fe e lei vide bene di capire che razza di pasticcio aveva combinato Doc con l'albergo, perchè  la mia prenotazione non risultava più. Insomma, uno sclero utile!! Chi lo avrebbe mai detto!) e Fe sarebbe tornata a dormire in camera di Doc.
Però non finì lì. Non so quale parto pazzo della sua mente, Doc decise che io ero la consigliera ideale e ne parlammo anche a Ivrea dopo il montaggio (in una chiesa posticcia, con colonne finte, marmo finto, sedie rosse al posto dei banchi e un prete orribile, apprensivo e cattivo dentro. Mi vendicai della brutta azione che aveva commesso contro un povero gattino terrorizzato - da lui - scherzando con Doc sulle dimensioni del mio seno e sulle insinuazioni che aveva fatto via mail, su un probabile mio vestito scollato e con spacco fino alla coscia da indossare alle serate, mentre montavamo i windup e il parroco si avvicinava velocemente per vedere cosa stavamo facendo alla sua chiesa; si è allontanato alla velocità della luce e lo abbiamo rivisto solo quattro ore dopo - giusto per la cronaca, chi mi vede la prima volta mi da circa 15 anni, lui dimostra tutti i suoi 47. Fate due più due ^^) ma eclissai dicendo che io sono una brava ascoltatrice e cerco solo di mostrare bene la realtà dei fatti a chi non la vuole vedere, consigliandogli di smetterla di procedere alla cieca e di accendere un faretto ogni tanto, che non fa mai male vedere dove si sta andando a finire, sopratutto in queste situazioni (si ma lui è masochista! C'è poco da fare in quei casi, è così e basta). Poi però siamo passati all'argomento sesso e non so cosa mi ha imbarazzata di più se parlarne con lui, parlarne in una chiesa o ricordare che il livello della mia vita sociale/sentimentale era pari a quello di Venezia, sotto il livelo del mare insomma. Mah.

Insomma, terzo altarino scoperto. Lui mi ha trattato per tutto il tempo a metà tra un compagno d'arme e una figlia, solo che nella mia totale ignoranza dei diversi comportamenti tra i due sessi che vigono nel resto d'Italia, ho travisato bellamente fino a quella fatidica sera. Questo non vuol dire che io abbia abbassato la guardia, visto che fisicamente mi ha detto più volte che gli piaccio e vista la sua tendenza 'pedofila' (detta sua eh?) un po' sul chi vive resterò sempre, in fondo ci sono già passata e non costa niente starci un po' attenti.

Mi sono sentita una gran stupida però. In fondo avevo tutti gli indizi: Fe che invece di andare nell'albergo in cui aveva una camera gratis rimane da Doc e lui che dice che da un pezzo che dormono assieme, lei che compare costantemente a tutte prove pur essendo un membro del comitato organizzativo di tutto il progetto (che erano un centinaio di seminari e un unico spettacolo teatrale), Doc che commenta quanto deve essere complicato innamorarsi di Fe, ecc... E poi non è che le cose lui le nasconde, semplicemente non le dice (così come sabato non mi aveva avvertito che dopo le sette che avrei condotto io la fonica dello spettacolo, cosìcche io ero arrivata alle nove con un mal di stomaco di quelli micidiali. Simpatico.)
Ma io dove l'avevo il cervello in quei momenti? Fissi alle pile dei microfoni credo.
Meglio sorvolare o l'autostima accumulata in questi giorni si eclissa.

Nonostante la stanchezza mi sono divertita un casino però. Non credevo che lavorare dietro le quinte sarebbe stato così divertente, i tecnici sono uno sballo, uno più matto dell'altro, le battute che fanno durante le prove sono impagabili (e anche fuori). E' stato bello vedere come i racconti di mia cugina in ambiente teatrale (scenotecnico più che altro), non rispecchiavno quelli del mondo tecnico: da lei non importa come e quanto lavori per la rappresentazione, ma come ti lavori i capi; da me non importava come ti lavoravi i capi, purchè tu facessi bene il tuo lavoro e possibilmente anche quello che non dovevi fare. Siccome più riesco a rendermi utile più sono contenta, mi sono proprio trovata a fagiolo come si suol dire.

Ho poi anche riscoperto il piacere di vivere in un ambiente maschile e molti lati del mio carattere che avevo nascosto chissà dove, e chissà come si sono risvegliati in questi dodici giorni di delirio totale: ho fatto e detto cose che non sapevo di avere dentro, ho raccontato con la massina naturalezza pezzi del mio passato che alcune delle mie migliori amiche ancora non conoscono, e ancora non so perchè.

Risultato del test: credo di aver imbroccato la strada giusta.
Non dico che voglio fare la fonica, per carità, ma se non altro sono nel posto in cui voglio stare.

Ho ancora fisse le parole dell'amico di Doc: 'Questo lavoro ha di buono che non ti permette di pensare ad altro'.
Proprio quello che cercavo.

giovedì 15 settembre 2005

15 Settembre


Oggi era il compleanno di mio padre, io e mia sorella volevamo fargli una sorpresa andandolo a prendere al lavoro come quando eravamo piccole e passare il resto del pomeriggi con lui. Purtroppo quando siamo arrivate M. il portinaio (che mi conosce fin da quando portavo ancora il pannolino) ci ha detto che nostro padre era andato via presto. Purtroppo aveva spento il cellulare e non ha ancora chiamato.

Conoscendolo, avrà pensato che ci siamo dimenticate di lui e per ripicca ha spento il cell e chissà dov'è. E' il suo modo di fare, è capace di non rispondere se lo chiamo. A mamma non risponde mai infatti.
Pazienza. La prossima volta chiamerò una settimana prima e fisserò un appuntamento, così sono sicura di trovarlo.
E addio sorpresa ovviamente.

Dopo la scoperta della fuga (se n'ra andato di fretta) del padre, io e mia sorella ci siamo fiondate in libreria per consolarci, guardano la moltitudine di libri che probabilmente non avremo mai (ho già scritto che sono masochista, ovviamente è di famiglia); dopo più di un'ora, in cui ho scoperto che mia sorella è appassionata di poesia (o_o) e dei grandi scrittori dell'800 e del '900 (O_O), abbiamo scovato uno scaffale con quei bellissimi quaderni tascabili neri con gli elastici, quelli che costano un'occhio della testa e portano nomi come Van Gogh per intenderci, dietro ai quali avevano messo dei mucchietti di quadernini, più sottili che vendevano a gruppi di dieci, a 5 euro l'uno. Li abbiamo presi e ce li siamo divisi, perciò è facile che d'ora in poi ci troverete molte più seghe mentali qua dentro e meno vita privata (contenti? XD). Sicuramente farà più ridere ù_ù e rispecchierà appena il titolo che ho dato al mio nuovo blog (emmm.. a proposito del vecchio ^^'' sono indietro perchè ho scoperto di aver mancato di postare ben un mese di post qui dentro, ma giuro che appena torno salvo tutto sul pc!! Scusami Inverno!!)


Domani parto per To, vado a seguire questo spettacolo, chissà che diamine dovrò fare. F. ha detto che gli hanno dato tanti di quei tecnici che tra un po' non sa più che farsene, ma se li tiene perchè sa che non gli li ridaranno per la replica. Il mio dubbio è: ma che ci vado a fare io lì? XD
Tra l'altro non ho ancora capito che cosa lo ha spinto a prendermi sotto la sua ala protettiva, non ho proprio fatto niente per attirare la sua attenzione e di certo non gli ho chiesto di portarmi con lui a tutti gli spettacoli a cui lavora. Sono perplessa ovviamente, dopo tutte le storie che si sentono in ambito teatrale, davanti e dietro le quinte, c'è altro che farsi domande e rimanerci perplesse da un comportamento così.
Beh, come dice a pubblicità dell'auto 'Pensare troppo fa male!' quindi è meglio che dirotto il cervello verso pensieri futili e meno dannosi, tanto finchè gli altarini non si scorpono non c'è alcuna ragione di preoccuparsi. ^^

4 giorni senza internet, mi sa che impazzirò. C'è mancato poco che impazzissi solo per quel fine settimana!
Un giorno mi ritroverete ridotta come Monk, il cui crollo nervoso è dovuto si alla scomparsa della moglie, ma per me è una tragedia di uguale importanza il non poter avere internet a casa costantemente.
Forse è il caso che mi trovi un'amica che fa le veci della sua segretaria ¬_¬ se non altro non sarò abbandonata a me stessa.

mercoledì 14 settembre 2005

Riflessioni dopo i cartoni animati

Ma Costner era al corrente di questa versione di Robin Hood con Duffy Duck quando ha fatto il film? No perchè questa sbancava di più.


Voglio anch'io un cane tascabile come quello di Jerry: non occupa spazio, mangia e sporca poco, è più devastante di un battaglione di marines e preciso come un orologio svizzero. Che si può volere di più?

Se avessi anche solo la metà della furbizia di Jerry e della tenacia di Tom, a quest'ora sarei milionaria.

martedì 13 settembre 2005


Esame e delirio




Fatto.

Anche l'ultimo esame in sospeso del secondo anno è stato fatto. Ci credereste? Avevo solo quello a settembre. Chissà come diavolo ho fatto, e sono pure in esubero di punti!

(La modeeestia!)

Doveva essere un esamino facile, fai i bozzetti seguendo le foto che hai fatto con M. alla Querini e alla Mocinigo, riordini le suddette e fai un riassunto della tesina esorbitante che M. ha voluto passarti a tutti i costi. Lei diceva di cambiare solo la formattazione, ma porca miseria, una era di 13 pagine e l'altra di dieci! Io mi vergognavo un po' a presentare come mio quel lavoro... fatto sta che però, è andata alla maniera Heresiae, cioè alla cazzo.



Quando ho un esame la preparazione può avvenire solo in due modi: o mi ci butto a capofitto perchè mi piace ciò che faccio e non vedo l'ora di farlo (vedi sopratutto i laboratori, in particolare due che hanno richiesto l'uso del pc, D. e M. mi hanno monopolizzatto la vita in quei trimestri) e quelli che li tiro fino all'ultimo momento, perchè alla sola vista dei libri che mi hanno dato mi viene la nausea. Fino a luglio era più complicato, con internet davanti avevo una scusa in più per non studiare, peccato che avendolo tolto ho il rovescio della medaglia: non ho sfoghi; c'è stato il buono però, ho riattaccato ad ascoltare la radio: so già la metà delle canzoni nuove del Liga!



Cmq è successo anche per questo esame: nonostante a me piaccia disegnare, l'idea di mettermi a fare ventisei figurini prendendone le forme dai vestiti dell'ottocento e del seicento, mi faceva ribrezzo. Sabato non sono nemmeno riuscita a finire la prima serie di tredici. Domenica ho finito quella serie e ho cominciato a disegnare la seconda, l'ho finita al mattino dopo, a mezzogiorno passato, e dovevo ancora rimetterein ordine le foto, riformattare le tesine, rilegare il tutto e, a Murphy piacendo, fare l'esame riuscendo a trovare delle scuse decenti per quelli che io chiamo pomposamente: 'Ipotesi di bozzetti per opere teatrali', dove Benedetto in 'Molto rumore per nulla' è vestito di verde fluorescente e L.Bracknell di 'L'importanza di essere onesto' sembrava, a detta della prof, una meringa.

Murphy però non era dell'idea, no proprio no. Prima che io finissi gli ultimi due bozzetti infatti si sono presentati i padroni di casa per vedere se c'era M., il fighetto di Napoli (fin'ora l'unico napoletano che proprio non reggo), e già lì, se il buongiorno si vede dal mattino, allora il mio sarà piuttosto schifoso. Infatti mi dicono, per l'ennesima volta che M. (di Bariiii!! lui è anche peggio! >.<) non ha ancora pagato l'Enel. Indovinate di chi è la colpa? Mia, che avevo promesso di portar loro ogni mese i trenta euri dei ragazzi fdino a esaurimento del debito. Insomma, prendo nota che a ottobre dovrò rovinarmi il fegato e andarlo a cercare. Quando abbiamo fatto la festa perchè se ne andava ci mancava poco che io mi mettessi a ballare dalla felicità -.-

Poi, manco a dirlo, chiama F., vuole sapere di Torino, ci vado o no? Quando? F., è proprio un brutto momento questo!

Autubus. Cappero, è l'una e io non ho il biglietto. Come minimo Murphy scenderà in campo ora.

Ci è mancato un pelo, prima volta che riesco a individuare un controllore dall'autobus a cinquecento metri di distanza. Fortuna che non ha fatto niente, sembrava più un autista però, è salito a metà viale della Libertà. Nà sudaaaaata!

Poi finalmente a casa di E.! Ripasso tesi e scorsa alle mie schifezze colorate! (Per la cronaca, la sera prima ero andata a letto alle tre e mezza passate, alle otto ero in piedi e non avevo pranzato!),



Faccia da funerale. L'hanno segata a letteratura artistica. SI, ma cara la mia ragazza, si vedeva lontano un miglio che se gli dicevi la tua opinione quello ti stroncava, e tu hai insistito fino all'ultimo finchè non ti ha bocciato!

Consola E., spero che si ripigli perchè tra un'ora abbiamo un esame.

Infatti si ripiglia, nel momento in cui si rende conto che in realtà io e lei, di st. del costume, non sappiamo niente. Ma tu non eri quella che faceva moda?

Ti passo la tesina di M., una scusa glie la inventiamo.

Vuabbè... stampa, corri vai sono le tre!!!!

Io arrivo più tardi. Ovviamente la copisteria scolastica è strapiena e quindi vado all'altra, più cara, ma ci metto mooooolto meno.

Tutto ok, senonchè quando arrivo là, ormai alle tre e mezza, non c'è ancora nessuno. Cioè, non più di quelli di prima, io, E. e F.

Ok, io rimetto in ordine le foto. Loro vanno a vedere.

Indovinate?

Quelli della guardiola avevano scritto aula B Terese, e poi era atelier 4 Magazzini. Non ci sono andati nemmeno vicini!



Finisce che le foto le metto a posto lì., che E. si becca un 30, che io prometto di prestareil pc a una ragazza con una tesina multimediale; che assisto a uno di quegli che esami che spero di non fare mai, quello quando lo studente litiga apertamente con il prof, e quello poi incazzato dice ad alta voce a tutta la classe il perchè avrebbe dovuto stare zitto.

Me la cavo con un 27, peccato che la tesina gli sia piaciuta tanto, al punto che l'ha voluta.



Giuro, ho sudato freddo.



Questa professoressa è di un'intelligenza, una memoria, un occhio spa-ven-to-si. Non la freghi manco a pagarla, al punto che all'esame di gennaio ha sbattuto fuori un po' di ragazzi che, essendo al terzo anno, un po' di esperienza alle spalle la dovevano avere no?

"Adesso si ricorda di M. Adesso si ricorda di M. Sicurmanete glie l'avrà chiesta. Adesso si rircoda di M.!"

E invece no.

Passiamo ai costumi e al mio pc senza più nominare la tesina, che ovviamente gli dò (quando un prof ti chiede di lasciargli una copia della tesina, bisogna essere pronti a sorridergli a 32 denti e dirgli 'Ma ceeeerto!' E' il massimo dell'aspirazione).

Me la cavo bene, per fortuna non con lo stesso voto di M. o di E., sarei stata in grado di rifiutarlo.



E così, fuori dall'aula, realizzo che finalmente ho finito le tipologie D, e che ho diritto al premio della raccolta punti.

E mi ricordo di G., gli avevo promesso che lo andavo ad aiutare col sito alle Terese.

Oh cappero!

Che si fa?



Lascio E. con A., il pc in carica per la ragazza e mi fiondo. Un'ora dopo sono di ritorno.

Spritz, se non bevo uno spritz sclero!



Più tardi, dopo le otto, con lo stomaco pieno neanche a metà di uno spritz e qualche stuzzichino, mi sorprendo a constatare che mi sento leggera e in forze, come se avessi fatto un buon pasto, dormito otto ore di sonno e inghiottito una bottiglietta di guaranà e passato una giornata di ordinaria amministrazione. Strano, a me l'alcol in genere fa l'effetto di appesantire e far girare il resto del mondo, e invece è fermo. Straordinariamente fermo e nitido. Bellissimo.

Poi realizzo meglio: è così che a me piace. Stare sul filo del rasoio, coi minuti contati, contrastare Murphy, me stessa eil tempo che scorre, prevenire tutto, organizzare di fretta, correre da un parte all'altra. E' così che mi piace e l'ho sempre saputo. Era quello che volevo. Se una cosa non appare abbastanza stimolante, inconsciamente la faccio diventare, rallentadomi.

In poche parole, puro spirito masochista non c'è che dire.



Beh, c'è anche da dire che però l'uni non m imancava ancora così tanto. Certo il mio livello di sopportazoine parentale ormai era al limite, ma mi bastava stare un paio di giorni fuori di casa con gli amici.

Poi arrivo sul ponte e vedo Marghera illuminata sula laguna.



Ecco, questo mi mancava.



Attacco ad ascoltare gli U2 con 'City of blinding lights' e mi rifaccio gli occhi. La città di luce non c'è, ma non importa, questo spettacolo è stupendo.

Rimango ipnotizzata fino a quando gli alberi non mi tolgono la vista di quel posto. Quando arrivo a casa la stanchezza ha il sopravvento, ma proprio non mi viene fame. Sono già le dieci e mezza quando mi ricordo che ho ancora due coppe panna e cioccolato in frigo. Ne mangio una accompagnata dal latte. La seconda la raggiungerà alle tre di notte.

E oggi sono tornata a casa, in mezzo al freddo serale: ero già abituata alle sere calde di Ve, ci sono rimasta quasi male.

In testa avevo un mucchio di pensieri: i padroni e il contrattoù; Torino, che continua più a suonare come un campanello d'allarme che altro; a quel che mi aveva detto mia madre prima di partire, 'Tu se una vittimista. Guarda che la storia non cambia', a quanto aveva ragione; a quanto mi manca Valenza, a Ema che proprio non riesco a dimenticare; all'ultima persona che mi ha deluso profondamente, ma che sono stata felicissima di poterla anche solo salutare nel chiostro delle Terese; a Elisa, che mi manca più di tutto il resto tanto che avolte mi manca il fiato. Il tutto condito da JD, Julia e Hojo, gli U2, i Greenday, Ligabue e quant'altro e alla consapevolezza che ho solo un anno, un solo anno, per fare qualcosa di veramente speciale in quella città.



Nel frattempo cercherò di non ammazzare nessuno, famiglia in primis, si perchè quando torni a casa dopo un weekend così sfiancante un minimo di tranquillità, o lameno routine, lo aneli, giusto? Io invece mi ritrovo con il cane di A. che scorazza per casa, due gatte super isteriche per la su apresenza e intorno al pc una discarica abusciva (più un fortino di libri scolastici degni di Alamo a 5 centimetri dalla schiena).

Porta pazienza, Murphy per oggi non puà più infierire meno di così.




















Le mirabolanti avventure deliranti torneranno al prossimo rinsavimento!
La direzione non si assume la responsabilità di ciò che verrà scritto prima di questo momento.
Grazie per la cortese attenzione e arrivderci!

martedì 6 settembre 2005

Ricordi smarriti

Gli ordini del grande capo dicevano di riordinare e il povero soldato semplice ha obbedito, ovviamente. Si fa di tutto per preservare quel minimo di pace in casa propria, anche sottostare agli ordini, anche se magari l'unica cosa che vorrebbe fare è stare a letto, perchè la pressione fa un po' troppo su e giù. Il soldato sale sul proprio letto, un po' stanco, dopo aver tirato via le lenzuola e averle mandate a raggiungere quelle del proprio commilitone sul pavimento, si arrampica sulla scaletta e va verso il suo obiettivo principale: i tre scaffali bianchi proprio a fianco del letto. I due più indietro li lascia perdere a priori, i fumetti e i libri stanno ancora in piedi e apparentemente sembrano puliti, quindi va bene così, ma quelli no, sono pieni di polvere, cartacce e terra arrivata chissà da dove. Tira via tutto, cartacce, soprammobili, il telecomando (il compagno commilitone proprio non la capisce, che quella non è la sua branda cinematografica), cd, delle bambole, la vecchia sveglia. Pulisce tutto alacremente, con scottex e il primo prodotto a spruzzo che ha trovato in bagno di sotto, pulisce con cura, perchè quegli scaffali devono ospitare parte della peziosa collezione di fumetti e tanti, tanti ricordi.

Si parte dall'alto e quindi si recuperano tutti i peluche che ormai hanno una bella tintarella pomeridiana e li si mette in posa assieme alle compagne bambole. Per primo il Re, Bimbopiccolo un bambolotto con un solo ciuffo di capelli biondi ritto in testa e l'immortale tutina di lana rosa, che probabilmente una volta era la sua, e lo mette in un angolo, sopra l'ormai ex-cuscino del suo unico compagno di letto da 17 anni a questa parte, che  ha raggiunto la maggiore età già tre anni fa. Lo raggiungono una bambola di stoffa e sabbia, con la testa di porcellana e un completo salopetta e berretto rosa, quasi da lavoratore, comprata chissà dove assieme a un'altra più raffinata, ma per il generale; Ciopi, gatto dalla forma procionesca, che ormai si è rassegnato a essere una gatta e crede che siano quelle che si muovono ad avere un problema genetico: i gatti hanno la coda a striscie bianche e nere, non lo sapete? Il cagnolino senza occhi, il cui nome è perso nelle nebbie della memoria, ma che come età risale a quella del Re; Fochina, piccola foca proveniente dl polo assieme alle liquirizie e a al cartone animato della foca Siber; Dindin, la bambola di pezza con tanti capelli rosa di lana ritti in testa, che ha cambiato definitivamente dimora alla morte dei nonni, che la tenevano sul cassettone nella vecchia stanza piena di odori intensi e freschi, in attesa che il soldatino arrivasse a giocare con lei; Pimpi, l'originale, non quello di Winnie the Pooh, in realtà il personaggio è stato ispirato da lui, ma non hanno mai visto l'ombra di un contratto o di diritti. La bambola di pezza, quella fatta dalla nonna, quella materna; è una bambola umile e orgogliosa di come è stata fatta, lo dice sempre lei che di bambole così non se ne fanno più, e ha perfettamente ragione.

Il terzo scaffale è uno scaffale vecchio, dove la più giovane è la bambola vestita di rosa, tutti gli altri hanno quasi vent'anni e si lamentano che non possono avere anche loro la patente e che arriveranno all'età della pensione senza essersi presi mai neanche una sbronza. Il soldato sorride e passa al secondo scaffale e lo riempie dei fumetti di cui si è innamorato nell'ultimo anno e che non riescono a starci negli scaffali al piano di sotto. Due belle colonne composte di albi posti orizzontalmente, tutti in ordine numerato e con la scritta leggibile, a parte due albi messi verticalmente a  un'estremità. Lascia un piccolo spazio per la bottiglietta dell'acqua e dei cd sparsi di cui proprio non ha voglia di occupasi al momento e passa al primo scaffale, quello più in basso, quello che ci ha messo almeno due anni prima di imparare a non sbatterci più contro la testa o il gomito, quello dove ci sono i ricordi più dettagliati.

Per prima la vecchia sveglia quadrata, arrivata proprio con il trasloco in quella casa, tutta in plastica rossa, con il quadrante che raffigura un giardino e, al posto della lancetta dei secondi, un joker che rotea attorno a una sbarra. Quella era la sveglia speciale, era la sveglia con l'anti-commilitone, perchè le pile erano nascoste e non le si poteva levare facilmente. La poverina è stata mandata in pensione quasi subito, perchè tichettava: imperdonabile per una sveglia appartenente a un soòldato dall'udito fine. Poi un pierrot, con solo la faccia triste porcellana e il resto del corpo fatto solo di stoffa, senza l'imbottitura, portato via chissà quando alla preziosa collezione di bambole del generale; è accompagnato da una vezzosa bambolina di porcellana snodata e da un minicopanetto con il coperchio staccato, su cui troneggia un gattino birbante; i quattro insieme stanno proprio bene. Poi si sistema la candela di cera profumata bianca e azzurra, a forma di boccioli di rosa, quella comprata uguale per il compleanno della cugina, solo che la sua era rossa e bianca. Poi c'è il gruppo composto dalla pecorella in porcellana e lana comprata in Olanda, presa uguale per il commilitone, un gufetto tondo dagli occhi gialli in terracotta, che ha ancora con se la sua scatolina d'imballaggio, un dono del commilitone; una mucca attaccata al suo cestello del latte e una lanternina in vetro e metallo, che funziona davvero, con tanto di stoppino, un miniposrtagioie con due collanine in argento, tutti provenienti da un mercatino dell'usato, sempre a opera del comilitone. Infine, il gruppo che sta sempre all'estremità, il più presioso, le macchinine. Il soldato, lucida un furgone con il cassone, nero, è sicurmente la macchinina più bella, poi c'è la macchinina che, se caricata e mandata a sbattere contro il muro, si capotta, poi una macchinina a molla, pescata dagli ovetti kinder, quando ancora facevano belle sorprese. Sono tre macchinine. Solo tre.

No, sono poche.

Passano pochi secondi, il tempo di realizzare... e finire nel panico.

Dove sono le altre?

Dov'è il cellualre della polizia e la sua jeep? E sopratutto, la macchinina rossa, quella con la vernice scheggiata e il numero bianco sul cofano, che cambiava colore in freezer la cui gemella era sparita? Dove sono?

Forse sotto al letto.

No, non sono lì. Nei cassetti del commilitone? Lo sai che il generale tende a cacciare nel primo posto che trova le cose che sono per terra.

No, non ci sono.

Ehi! Commilitone! Chi è entrato in questa camera? Ci può essere entrato qualcuno che può averle prese?

Ma che dico, sono passati da un pezzo i tempi in cui i bambini entravano qua dentro e curiosavano in tutte le mie cose e raramente ora, il mio commilitone porta gente a casa.

Purtroppo l'attacco di panico non migliora, e peggiora quando passa in rassegna i cd, anche lì ne mancano.

In più, la memoria gli dice che manca altro, ed è una piccola mucca, la copia in piccolo di quella grande vicino alla pecora, che però era di plastica e proveniva dall'ultimo campeggio per ragazzi che aveva fatto.

A sera, all'arrivo del generale, parte del mistero dei cd si dipana, anche se purtroppo all'appello ne manca ancora uno, ma non quello dei giocattoli: è assolutamente escluso che leili abbi aotccati o portati in caserma. Se la deve ricordare proprio bene la sfuriata dei fumetti.

Alla sera, lo spazio vuoto sulla scaffale sopra il letto non fa dormire il soldato. Rivede con gli occhi della mente i giocattoli persi, rivede il periodo in cui li aveva presi in mano per la prima volta. Ricorda quando suo padre era arrivato con due macchinine, una gialla e una rossa, uguali, tranne che per un numero sul cofano e lui che ti diceva che erano speciali e poi le mettav in freezer. Pochi minuti e vedevi la magia, la rossa era viola e la gialla era arancio. Non ti stancavi mai di vederla cambiare colore, tua madre ci aveva rinunciato a dirti che i giocattoli non stanno in freezer.

E il vecchio cellulare? Quante volte aveva fermato il camion carico di macchine per una multa o per contrabbando? Assieme alla vecchia macchina ribaltabile dello sceriffo, che faceva inevitabilmente una brutta fine durante l'inseguimento.

E la mucca? Insignificante oggetto di plastica, si era caricato di ricordi quando la ragazza che stava vicino al tuo letto te l'aveva regalata. Erano stati quindici giorni strani, carichi di affetto e di scoperte nuove, su di te e sul mondo. Tutto in una minuscola mucca di plastica uscita dagli ovetti.



Ti senti smarrito soldato e senti di aver smarrito qualcosa di molto prezioso. Sai che quei ricordi sono in te, fissi e saldi, ma sai anche che non riuscirai più a guardare quello scaffale senza avvertire il dolore della perdita. Per te era importante, vedere le prime macchinine che avevi posseduto, assieme alle ultime arrivate. L'ultima è stata quella macchinina piccola di plastica, che ormai non ne fanno più, col meccanismo che se gli dai una bella spinta ronza e va avanti per un pezzo avelocità costante. Ti sembrava Herbie dipinto di azzurro. Era una pasqua, una delle ultime tranquille. Il furgone non l'hai mai giocato sul serio, l'hai messo sullo scaffale, bello, nero e lucido accanto alle altre, ti piaceva guardalo.

Anche se erano solo oggetti, pezzi di metallo vecchi e scrostrati, ti piaceva prenderli in mano ogni tanto, sentire sulla pelle il calore di quegli anni felici, sentirne il peso e la consistenza, riassaporare odori e suoni lontani, far correre ancora una volta le piccole ruote di plastica, rievocando vecchi giochi d'infanzia, riallinearle e immaginarti inseguimenti tra le macchinine della polizia e le altre, come alla tv, che tu avevi visto molto più tardi di quei giochi: la fantasia l'aveva preceduta.

Hai ancora speranza di ritrovarle, forse in una della scatole piene di cianfrusaglie del commilitone, finite in soffitta qualche mese fa, forse in qualche cassetto, chissà... chissà dove sono.

Eppure non puoi fare a meno di chiederti, se ora sono in mano ad altre persone e se loro sentono il peso di tutti quei ricordi quando le prendono in mano. Chissà se si stanno ancora pavoneggiando tra di loro o fanno ancora gare di velocità.



Ho smarrito dei ricordi, chissà se riesco a ritrovarli.

domenica 4 settembre 2005

Il dubbio




Ho un dubbio atroce, che mi tormenta dalla tenerà età di 17 anni (poi solo 4 anni fa... -.-): ma io, sono più attraente in chat?
Visto che dal vero non si batte chiodo (propio nel vero senso della parola) e invece in chat attiro più calabroni del miele, il dubbio è legittimo. O no?

(Ricordate, come coi pazzi, datele sempre ragione.)
-.-

Insomma, cosa riesco ad essere in chat che non riesco ad essere nel reale? Forse aiuta il fatto che non mi vedono, quindi non possono vedere le mie smorfie, i movimenti impacciati e non mi sentono sbagliare la pronuncia della metò di quello che dico. Si, è sicuramente così.
(Si, si)
-.-

Aiuta anche il fatto che non vedono in faccia una che chiaramente parla da sola.
(Più che parlare io e te ci scriviamo).
Mi sa che se ce l'ha fatta l'inventrice di Bridget Jones ce la potrò fare pur io, insomma, io ho un doppia personalità invadente!
(Se diventiamo ricche, io voglio la mia parte. Su conto in banca separato, sia chiaro eh?)
-.-

Forse aiuta il fatto che più che parlare io, parla lei. O meglio, parliamo entrambe. Insomma, per intenderci, nel momento in cui entro in chat spariscono un mucchio di problemi (e quindi la separazione d'identità): non mi devo più preoccupare di dove metto le mani o di cosa ci devo fare, del tic della gamba (non è un tic, ma non riesco a tenerla ferma), delle mie smorfie, dei capelli, della voce, ecc... insomma, tolto l'apparire, riesco ad essere rilassata al punto che tiro fuori anche battute pungenti (cosa letteralmente impossibile in pubblico).
Si ok, forse è così.
(Bene, allora non ti resta altro da fare che tornare a frequentarle assiduamente e vedrai che un bel ganzo lo trovi)
.... ganzo a parte... senti un po', ma tu dov'eri 4 anni fa quando ci abbiamo provato?
(Uff, come sei pignola...)
>.< Sono realista!
(Seee se)

Una volta ho provato a chiederlo a mia madre e lei mi ha detto che sono troppo seria.
(Bene, facciamo un corso intensivo di menefreghismo acuto e scempiaggine. Forse una maratona degli ultimi GF può servire, o magari possiamo andare direttamente da tua cugina, visto che come si gira da una parte di ammiratori ne tira su due)
Ho paura che avremmo più probabilità con uno dei corsi di Paperoga -.-
(Non si sa mai, magari funziona XD)
-_-

Capiamoci, non ci metto poi molto a cominciare a vestirmi bene ogni sera e fare finta di essere quel che non sono, l'ho già provato a fare e in effetti funziona, ma mi stufo dopo mezz'ora e chi ho tirato su non mi va di frequentarlo oltre quella mezz'ora, e se mi va... beh, diciamo che il finale non è  mai stato dei migliori (Io aggiungerei umiliante).
Fedele alle statistiche ho smesso, così ho perso anche un paio di occasioni che forse avrei potuto avere, se non avessi smesso. Ma non vale il detto ''La prima impressione è quella che conta''? Quindi, scusate, ma se mi presento per quella che non sono, poi come si comporteranno con me dopo?
(Sai cosa aiuterebbe invece?)
Cosa?
(1. Che tu cominciassi ad andare a letto prima alla sera - sono le due e mezza!!!!!!!!)
Ahmmm ^^' e poi?
(2. Che la smettessi di farti troppe seghe mentali e cominciassi ad essere più spigliata subito invece che metterci un'eternità. Ma porc... una povera doppia personalità non può stare tranquilla un'attimo che tu subito ti metti a parlare e farti dei viaggi assurdi su questo e quello. Se poi la smetti da farti venire attacchi di panico quando non trovi qualcosa io te ne sarei grata.)

Il cd degli U2 e di Laura Pausini!!! Non li ho ancora trovati!!! E le mie macchinine!!! Noooo ç_ç
(Aredaglie... compatisco tua sorella)
Nooooooo ç_ç
(O_o)
Nooooooo ç_ç
(Emmm... mi sa che stasera tocca a me chiudere.)
Nooooooo ç_ç
(No, meglio 'rinchiudere'.)
Buaaaaaa ç_ç
(Ma come diavolo aveva fatto la doppia personalità nel telefilm di A.McBeale a prendere il sopravvento? Giuro, io non ce la faccio più.... O_o)
Sigh ç_ç
(Sigh -.-)
ç_ç


(ps. qualcuno le dica che le chat sono frequentate spesso e volentieri da persone che ci vivono e che quindi flirtano normalmente via etere. 4 anni di esperienza, e ancora non la capisce... sigh -.-  Qualcuno mi adotta?)

sabato 3 settembre 2005

Le vacanze sono proprio finite, ma non solo per me



Zio Murphy è tornato dalle vacanze e si deve essere riposato e divertito parecchio e non vede l'ora di tornare a dedicarsi completamente al suo lavoro, in particolare a me. Il segnale me lo ha mandato proprio oggi, solo che dovevo essere dura d'orecchie quando ci ha provato, infatti ha rimediato poco fa, ma andiamo con ordine.



Alla fine della fiera torinese, ho scoperto di essere diventata a mia insaputa una 'schiava'. Si schiava, sapete quelle persone a cui tocca fare tutto quel che gli si dice senza che glie ne venga un particolare tornaconto (in genere finanziario)? Quella. Beh, non so se lamentarmi o essere felice, in fondo dicono che la gavetta sia necessaria, o no?

Ora sto solo aspettando che i signori padroni dello Iuav dicano ai vassalli dello Spin di aggiornare il tutto in modo che io possa organizzarmi il mese, giusto perchè avrei un festival del cinema (che vorrei vedere) e uno spettacolo (che vorrei poter seguire) e un po' di documenti da fare (se voglio la riduzione delle tasse). Forse però è chiedere troppo, già, perchè dovrei voler sapere con un mesetto in anticipo gli orari delle morti di cui devo morire? Eh si, è chiedere troppo.

Come minimo li mettono il 3 ottobre.



Ieri ho beccato tanta di quell'acqua che Venezia doveva venire qui a prendere appunti per come si fa un acquazzone come si deve, perchè quello di ieri sera gli facevano un baffo i suoi. E badate, ha piovuto forte solo nei momenti in cui: siamo uscite da casa di mia cugina, siamo andate al bar, sono uscita dal bar per prendere mia sorella e il suo micino azzurro. Insomma lavata. Da testa a piedi. Infatti stamattina tossivo e starnutivo. Per una votla che mi vestivo bene...



Stamattina levataccia alle quattro, per accompagnare mia madre che doveva andare a un corso di non so cosa nel posto di non so dove e io avrei voluto avere la macchina, giusto per quel piccolo particolare che 'abitare a 15 km dal primo centro abitato degno di questo nome'. E già lì... dopo di che il motivo che impedisce alle donne di farsi una nuotata tutti i giorni del mese, a meno che non siano adeguatamente attrezzate, ha deciso che le due settimane di anticipo erano un buon motivo per farmi patire le pene dell'inferno, a sera imloravo il moment che avevo tirato fuori preventivamente al mattino, peccato che mia madre doveva averci messo le mani sopra per mettelro a posto, infatti è sparito. Ho dovuto rimediare con l'aspirina, che non essendo un prodotto dedicato ci ha messo si e no un'ora e mezza a fare effetto, giusto il tempo di attesa perchè mia cugina riuscisse ad arrivare al luogo dell'appuntamento.



Quando poi mia sorella mi ha raggiunta l'ho trovata un po' troppo spettinata per i miei gusti (pssst! Dovete sapere che mamma gatto è fuori fino a domani sera, e quando la mamma non c'è, i micetti fanno baldoria! La micetta grande in questo caso ha levato il coprifuoco alla micetta piccola, per permetterle di stare con il suo micio azzurro un po' di più, avrà fatto male?), spero di non dovermi preoccupare... Me lo direbbe vero? (Seeee....)



Sto cominciando a seccarmi di me stessa.

(Ecco, questo è più preoccupante)

-.-



E veniamo al colpo di genio dello zio, che in realtà è in azione già d avenerdì sera (quando mi sono ricordata che mi sono dimenticata di registrare D.House!! Lo dico sempre io, non fatemi fretta per uscire di casa! Perchè nessuno in sta casa mi da mai retta?). Emmm.. dunque, dovendo fare benzina, che si fa? Si va al distributore, si infilano i soldi nella macchinetta, si seleziona la pompa e poi si va ad aprire il serbatoio, si stacca la pompa e si da il rancio alla nostra beneamata auto. Si, bene, e se al punto 4 ci fossero dei problemi? Ad esempio che la chiave che hai fatto fare nell'unico posto dove riuscivano ancora farla e che purtroppo era troppo lunga e bisticciava troppo spesso con il tappo, si rompa nella serratura mentre tentavi di convincere la suddetta ad aprirsi.

Esatto signori e signori, il tappo del mio serbatoio ha la chiave spaccata nella serratura proprio in questo momento.

E io che stasera avevo appeso lo storico cuoco-coniglio nella speranza che la macchina acquisisse un po' di fortuna!



Che cosa fa una persona di buon senso una volta compresa del tutto la situazione?

Beh, cerca qualcosa con cui portarsi via i suoi 5 euro di benzina.

Bene, e se non lo trova?

...



Io ho chiamato mia cugina per dirle si raggiungermi se voleva un po' di benzina, era a due minuti da lì.

Arriva, ma non mette subito la benzina, no, prima guarda la serratura e tenta di levarla con le mani, così passano ca dieci minuti e, quando il Cugino (guarda a caso era lì... ma non dormiva?) infila la pompa nel suo serbatoio, questo gli dice 'Ciccia!'.

Insomma, tempo scaduto.

Vabbeh no, quella è l'unica parte che è andata bene, perchè per fortuna la macchinetta ha poi sputato lo scontrino con 'credito non erogato' e quindi lunedì possiamo farcela ridare. Però questo implica che io domani devo riuscire a levare la chiave spaccata dal serbatoio e fare beniza quando arriva mamma gatto. Eh si, perchè l'unica altra chiave esistente di quel tappo, c'è l'ha mamma gatto, e mamma gatto si è portata via le sue chiavi stamattina!!!



Ora, a che cappero gli servono quella maledette chiavi laggiù?!?!
Cioè, non mi sembra che abbia un clone del nostro panda, o una casa con lanostra stessa serratura, giusto?
No, rinuncio a capirlo, meglio passare ad altro, è meno deleterio.

Domani però appena arriva, le impartirò un ordine su cui non potrà disguire, mandare in pensione quel dannato tappo!

Lo abbiamo da quando il pandino azzurro era ancora efficiente e in forma con il suo primo motore, e già allora faceva i capricci, figurasi ora con la panda più sfigata che la F. abbia mai prodotto!







Bene, vorrei far notare che sono riuscita a riassumere praticamente tre giorni in poche righe, conoscendomi è un record! Cioè, in genere solo per raccontare mezza giornata ci metto il doppio!

(Per favore, ditele che è brava, così possiamo andare a dormire).

Mi sto cominciando sul serio a scocciarmi.

(Chissà se la mutua lo paga ancora lo psicologo.)

Dite che funzionerà la stessa mossa del finale di Fight Club?



Il delirio è finito, dormite tranquilli, i pazzoidi al momento sono tutti chiusi in casa..

(Dio boi, sembra il finale di un remake mal fatto telefilm di Hitchcock... o era la Fletcher?)

Se non si uccide da sola lo farò io -.-




P.S. Mi sono appena accorta che sono uscita senza staccare il ferro da stiro. Alla mia personalità interiore immaginaria sono venuti in mente tre catastrofi diverse in tre secondi. Secondo record del blog. Yeah!