Oggi Tim mi ha fatto lo splendido dono di una depressione. Lo ha fatto a tutta la classe a dire il vero, o quasi.
Ieri ci ha detto che oggi avremmo fatto un gioco che ci avrebbe cambiato la vita e così oggi siamo venuti tutti un po' curiosi.
Quando il numero dei presenti ha raggiunto la decenza abbiamo fatto quella prova di sollevare qualcuno in quattro con solo due dita a testa, lo conoscete no? Mi sarebbe piaciuto fare la parte della sollevata, ma lui riteneva che fossi troppo leggera (poco effetto insomma). Poi abbiamo fatto il gioco vero.
Ci siamo messi tutti al centro della stanza, dovevamo camminare decisi, riempiendo omogeneamente tutto lo spazio senza lasciare buchi e ripetere 'convinti' le cose che lui ci diceva di dire. Abbiamo cominciato con: 'io sono una persona di successo'. Lo dovevamo ripetere in continuazione pensando ai m otivi per i quali eravamo persone di successo e convicercene sul serio. Siamo andati avanti con 'io ho una bella vita', 'io sono una persona amata', 'io ho molti amici'. A un certo punto ci fermava e ci mettevamo tutti in cerchio. Lui passava dietro e quando toccava a uno di noi dovevamo sollevare in orizzzontale le braccia e resistere a lui che ce le tirava giù.
Poi il contrario. Stessi movimenti ma frasi e pensieri diversi: 'io sono un fallito', 'la mia vita fa schifo', 'io non sono una persona amata', 'io non ho amici'. Di nuovo in cerchio e stessa prova di forza. Se prima tutti avevamo opposto fiera resistenza, dopo ha tirato giù braccia neanche si trattassero di canne da fiume.
Lui ci ha spiegato che ce l'ha fatto fare per dimostrarci che è la parola che porta al sentimento. Il gioco si chiamava infatti 'Tu sei quel che dici di essere'. Recitare insomma è facile, perchè basta essere convinti di quel che si dice. Non sei tu che porti il sentimento, ma la parola. Poi ci ha raccontato della sua esperienza, che lui è sempre stato molto competitivo e quando gli hanno fatto fare il gioco si è stupito tantissimo quando la ragazza riusciva a tirargli giù le mani al secondo giro, mentre non era riuscita a farlo muovere di un centimetro al primo. E' una lezione da imparare dice, scoprire che possiamo essere così deboli. Infatti tutti quando vedono che gli altri cedono pensano 'Io resisterò'.
Ah si, per un attimo l'ho pensato anch'io, ma in effetti già al primo giro pensavo che mi avrebe tirato giù come se fossi stata il fuscello che effettivamente sono, il pensiero è durato giusto il tempo della formulazione.
Il problema di questo gioco, che se sei già una persona soggetta a depressioni periodiche, uscirne poi è davvero difficile. E' davvero un gioco interessante, ma forse doveva avvertirmi. Già non sono in un periodo magnifico, almeno aspettare che fossi in uno in cui dormo sarebbe stato carino.
Meglio andare a vedere se CSI mi tira su il morale. Domani si torna a casa... e non è un pensiero che aiuta il morale questo.
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