Voluta, sognata, conquistata.
Poco sforzo in realtà.
Essere appena adolescenti implica ancora un certo grado di protezione dal mondo da parte della tua famiglia, anche se da quella famiglia stai scappando.
Non so quanto fosse razionale quella scelta, per me lo era. Fuggivo, perché non ero in grado di sopportare... quello che in realtà affronta ogni adolescente medio.
Sono sempre stata vigliacca.
Sono cambiate tante cose, sono cambiate tante vite, sono cambiate tante me.
Ho fatto determinate scelte, cercando, sognando e conquistando piccoli pezzi di strada che... a volte non so quanto siano stati importanti o meno.
A volte penso di non aver pensato abbastanza, a volte di aver pensato troppo.
Ora mi sembra di vedere qualcosa di tangibile, qualcosa da poter afferrare e... ho di nuovo voglia di fuggire.
Perché sta diventando tutto difficile, perché ovunque mi giri vedo sofferenza, perché non faccio in tempo a chiudere e riaprire gli occhi che devo già affrontare qualcosa, qualcuno o la sofferenza di qualcuno.
E io sono stanca.
E quando sei stanco le ombre sembrano sempre di più e sempre più grandi.
Io in realtà ora non ho l'energia per affrontare niente, nessuno o la sofferenza di altri. Sono a malapena in grado i gestire me. Ma non è solo colpa della mia stanchezza.
Non sono in grado di farlo, perché non mi sono mai allenata a farlo. Scegliendo di fuggire, sempre, affrontando solo le cose inevitabili o facili, rimandando tutte le altre, lasciando che facessero tutto gli altri, sono diventata sempre più debole e incapace. Solo che non lo si può fare per sempre.
Vedete, adesso c'è Lui, che probabilmente è la cosa più bella che mi potesse capitare in questi dieci anni e non posso continuare a fare così. Non posso continuare a scappare e nascondermi dietro a qualcuno, non posso lasciargli affrontare tutto da solo e buttargli addosso anche le cose mie, non è così che funziona.
Questo è l'ultimo anno Holden.
C'è un obiettivo, è un obiettivo difficile, non so quanto sarò brava a portarmi avanti, ma è un obiettivo molto solido. E' lì che mi guarda e non è una cosa effimera, una scusa per uscire di casa, un sogno preso per non sentir buttati via gli anni passati alla luce della scusa o una convinzione accettata per un raziocinio vigliacco nel rifiuto del sogno sulla scusa. No. E' bella, è reale, tanto che fa male. Fa piangere. Però c'è.
In realtà, c'è sempre stata.
E' iniziata una decade nuova.
Sarà più faticosa della precedente.
Ma sarà più viva.
E non sarà in solitaria.
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