Le considerazioni sulla caduta di un mito
Leggo il blog di Silvana de Mari.
E' una mia insegnante, io vado a scuola e lei comincia a fare un monologo incredibilmente denso sul fantasy e tutto ciò che lo concerne e, credetemi, è probabilmente l'argomento che include più argomenti e nasce da una marea di riflessioni che non ho idea di come facci a tenerle a mente.
Insomma, ho incontrato tipo solo altri due insegnanti nella mi vita in grado di tenermi incollata al banco senza nemmeno la capacità di prendere appunti (perchè è impossibile!!) e quindi mi informo.
Ha un blog, dove esprime la sua opinione su qualsiasi cosa, ma l'argomento che più le sta a cuore è l'antirazzismo, l'antisemitismo, nonché la lotta all'espansione islamica. E sono argomenti che mi piacciono, ben esposti, che trovano riscontro nelle mie ideologie e passioni. Insomma, mi piace ed è da tenere in considerazione il fatto che scriva papiri lunghissimi, che ora come ora mai mi sognerei di leggere da un blog, che riescono a tenermi incollata allo schermo come lei al banco a lezione.
Solo che il post che ha scritto oggi mi ha fatto male, molto male. Male come può fare solo la caduta di un mito.
Non un leader politico o un cantante, vivo in Italia, si impara presto che non si può fare troppo affidamento sulla moralità di queste due categorie, ma lui...
Senza fraintendimenti, il fatto di essere nata e cresciuta in questo Bel Paese mi ha insegnato presto che la verita è soggettiva, molto soggettiva e incline ad andare verso le bandiere personali di ognuno di noi, però ogni tanto alcune cose le senti a naso che potrebbero essere vere, e anche se non lo sono, ormai il danno è fatto.
Tutto quello che ho visto e imparato da lui e su di lui, sono irrimediabilmente rovinati.
Erano risate sincere quelle che mi scatenava, e un'interesse profondo verso quell'arte così bistrattata in Italia che lui aveva portato avanti così bene.
Quanti attori e commedianti si possono vantare di aver avuto e avere il seguito giovanile di Dario Fo?
E di aver fatto scuola come l'ha fatta lui?
Come dicevo la verità è soggettiva, ma è molto ramificata. Quello che è stato Fo in gioventù solo lui lo può sapere fino in fondo, ma ora il dubbio c'è e anche se non è vero, la risata ora è sicuramente smorzata.
In fondo, dubito che una persona come mia madre mi abbia potuto infondere la passione per lui sapendo che c'erano accuse di collaborazionismo alla repubblica di Salò e deportazione, ma sono sempre in Italia... le informazioni difficilmente trovano la giusta strada per uscire dal labirinto.
Ciao... che sia vero o non vero, io penso che le persone possano cambiare, e non possono essere condannate per tutta la vita per un errore commesso in gioventù, soprattutto se hanno dimostrato coi fatti di essere cambiate; sai quante scelte a volte anche terribili si possono fare da ragazzi molto giovani? Non dico che scegliere di essere repubblichino anziché partigiano o almeno imparziale sia la stessa cosa... ma bisogna anche capire che all'epoca molti giovanissimi si arruolarono con i repubblichini per poi cambiare sinceramente idea... tieni conto che fin da appena nati erano stati indottrinati... non come noi che cresciamo in democrazia e abbiamo la possibilità di fare delle scelte in modo più consapevole. Insomma, mi sembra un po' poco perché ti crolli un mito, anche se pure a me la notizia ha impressionato, sul momento. Che ne dici? :-)
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