Non c'è niente da capire
Non me ne sono mai interessata prima. Non ho comprato giornali né fatto indagini via internet per capire, sapere, vedere. Non volevo, perchè sapevo che mi sarei arrabbiata, mi sarei incarognita, mi sarei espressa in dibattiti lasciandomi andare a considerazioni che persone con la testa sulle spalle più di me avrebbero messo al tappeto senza troppa difficoltà.
Pensavo di avere troppi pensieri per la testa per dedicare un piccolo spazio anche a questa faccenda. Una sporca faccenda. Così sporca che potrei rigettare tutto quello che ho appena ingurgitato dallo schifo.
Non esiste una faccenda più sporca di questa.
La guerra. Israele ha attaccato il Libano.
Bene. Fantastico. Ares traccia una tacca nuova accanto a quella seminuova sulla sua spada.
Ecco, l'ho detto.
Sono nauseata.
Ero in giro per la rete, annoiata. Da me, dalla mia vita, dalla mia situazione, dalla mia depressione. Normale routine insomma. Alcuni dei blog che mi piaceva leggere sono chiusi o poco aggiornati, il mio forum non ha molto da offrire e molti utenti se ne stanno andando in vacanza, così decido di andare a vedere se Enoch ha scritto qualcosa di bello dopo il post sul suo ultimo Gea. Quello che ho trovato è questo.
In realtà non capito molto. In realtà non so nemmeno se voglio capire. Se proprio bisogna dirla tutta, non credo nemmeno che ci sia qualcosa da capire. E' una guerra. Tizio attacca Caio ma ammazza un qualche centinaio di Sempronio e famiglia che, con loro grande impudenza, non si sono fatti da parte mentre Tizio passava con il suo bel carroarmato. E perchè avrebbero dovuto farlo? Erano poi solo a casa loro, loro. stavano solo vivendo le loro vite, loro.
No, se c'è davvero qualcosa da capire, io non lo voglio capire. Non voglio capire le motivazioni di bambini riversi a terra, impolverati e rossi di sangue, come pupazzi di pezza sventrati da un bambino crudele e abbandonati nel cortile di casa. Non voglio capire il perchè di camionette di fuggiaschi carbonizzate, di famiglie intere sparse a concimare i campi e a nutrire gli avvoltoi. Non voglio capire cos'ha causato il pianto di un figlio accanto alla madre ferira, del dolore di una donna che ha abortito, di un bambino che non viene curato, di un fratello orfano di un'intera famiglia, di strade rosse di sangue, di fumo che si alza dai tetti, di case che esplodono e cadono come palazzi di carta, di vite distrutte e spezzate. Senza preavviso. Senza possibilità di scelta. Senza vie di fuga.
Tizio spara a Caio ma se ne sbatte di Sempronio che sta fra di loro. E se Sempronio aveva per mano il suo bambino ancora meglio, gli sembrerà di aver centrato più bersagli.
La scusa è sempre la stessa mi sembra: anti-terrorismo, attacco preventivo, legittima difesa. Tradotto in termini ufficiosi e, secondo Tizio, offensivi: pura e semplice vendetta con scopi economici.
Io non voglio capire. Non loro. Non quello che hanno da dire.
Non c'è niente da capire. Solo voglia di sangue e potere.
Chi capirò e ascolterò, non saranno né Tizio né Caio, ma Sempronio e tutta la sua famiglia. Sarà a loro che darò il mio cordoglio, sarà a loro che darò il mio sostegno, indiscriminatamente e indiscutibilmente.
Non mi interessa se qualche caiese aveva iniziato per primo, non mi interessa se Caio ha pronta la bomba atomica, non mi interessa nemmeno se indossa un cappotto di tiziesi! Tizio non è migliore di Caio. Lo ha dimostrato.
La scusa non regge.
Dite di essere religiosi. Mi auguro che abbiate delle buone scuse il giorno che incontrerete il vostro Dio, prima di venire rifiutati persino dall'inferno per passare l'eternità intera in un limbo infinito, in compagnia dei vostri nemici.
Non me ne sono mai interessata prima. Non ho comprato giornali né fatto indagini via internet per capire, sapere, vedere. Non volevo, perchè sapevo che mi sarei arrabbiata, mi sarei incarognita, mi sarei espressa in dibattiti lasciandomi andare a considerazioni che persone con la testa sulle spalle più di me avrebbero messo al tappeto senza troppa difficoltà.
Pensavo di avere troppi pensieri per la testa per dedicare un piccolo spazio anche a questa faccenda. Una sporca faccenda. Così sporca che potrei rigettare tutto quello che ho appena ingurgitato dallo schifo.
Non esiste una faccenda più sporca di questa.
La guerra. Israele ha attaccato il Libano.
Bene. Fantastico. Ares traccia una tacca nuova accanto a quella seminuova sulla sua spada.
Ecco, l'ho detto.
Sono nauseata.
Ero in giro per la rete, annoiata. Da me, dalla mia vita, dalla mia situazione, dalla mia depressione. Normale routine insomma. Alcuni dei blog che mi piaceva leggere sono chiusi o poco aggiornati, il mio forum non ha molto da offrire e molti utenti se ne stanno andando in vacanza, così decido di andare a vedere se Enoch ha scritto qualcosa di bello dopo il post sul suo ultimo Gea. Quello che ho trovato è questo.
In realtà non capito molto. In realtà non so nemmeno se voglio capire. Se proprio bisogna dirla tutta, non credo nemmeno che ci sia qualcosa da capire. E' una guerra. Tizio attacca Caio ma ammazza un qualche centinaio di Sempronio e famiglia che, con loro grande impudenza, non si sono fatti da parte mentre Tizio passava con il suo bel carroarmato. E perchè avrebbero dovuto farlo? Erano poi solo a casa loro, loro. stavano solo vivendo le loro vite, loro.
No, se c'è davvero qualcosa da capire, io non lo voglio capire. Non voglio capire le motivazioni di bambini riversi a terra, impolverati e rossi di sangue, come pupazzi di pezza sventrati da un bambino crudele e abbandonati nel cortile di casa. Non voglio capire il perchè di camionette di fuggiaschi carbonizzate, di famiglie intere sparse a concimare i campi e a nutrire gli avvoltoi. Non voglio capire cos'ha causato il pianto di un figlio accanto alla madre ferira, del dolore di una donna che ha abortito, di un bambino che non viene curato, di un fratello orfano di un'intera famiglia, di strade rosse di sangue, di fumo che si alza dai tetti, di case che esplodono e cadono come palazzi di carta, di vite distrutte e spezzate. Senza preavviso. Senza possibilità di scelta. Senza vie di fuga.
Tizio spara a Caio ma se ne sbatte di Sempronio che sta fra di loro. E se Sempronio aveva per mano il suo bambino ancora meglio, gli sembrerà di aver centrato più bersagli.
La scusa è sempre la stessa mi sembra: anti-terrorismo, attacco preventivo, legittima difesa. Tradotto in termini ufficiosi e, secondo Tizio, offensivi: pura e semplice vendetta con scopi economici.
Io non voglio capire. Non loro. Non quello che hanno da dire.
Non c'è niente da capire. Solo voglia di sangue e potere.
Chi capirò e ascolterò, non saranno né Tizio né Caio, ma Sempronio e tutta la sua famiglia. Sarà a loro che darò il mio cordoglio, sarà a loro che darò il mio sostegno, indiscriminatamente e indiscutibilmente.
Non mi interessa se qualche caiese aveva iniziato per primo, non mi interessa se Caio ha pronta la bomba atomica, non mi interessa nemmeno se indossa un cappotto di tiziesi! Tizio non è migliore di Caio. Lo ha dimostrato.
La scusa non regge.
Dite di essere religiosi. Mi auguro che abbiate delle buone scuse il giorno che incontrerete il vostro Dio, prima di venire rifiutati persino dall'inferno per passare l'eternità intera in un limbo infinito, in compagnia dei vostri nemici.
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