venerdì 13 ottobre 2006

Ieri mattina è morto il signor Mario. Ha raggiunto sua moglie Bruna morta già qualche mese fa.
Da quand'è cominciata l'università non sono praticamente più andata a trovarli. Sopratutto dal secondo anno in poi.
Ero troppo stanca o troppo impegnata o che altro... in definitiva però non volevo vederli. Si stavano consumando, poco a poco, l'ultima volta che avevo visto la Bruna stava perdendo la testa pure lei, poverina. Suo marito l'aveva persa già tempo prima, è sempre stato lui quello che stava peggio, ma da quand'era ulteriormente peggiorato aveva cominciato a star male anche lei.
Erano i nostri vicini di casa, persone buone e gentili, del tipo che non ti aspetti di trovate a Varzo. Non erano di qui infatti, ci si sono trasferiti dopo sposati. Lei lavorava alle ferrovie, era un Capostazione, lui un Caporeparto in una fabbrica. Mi sembra di ricordare che fosse dei dintorni di Milano. Non gli ho mai chiesto come mai si trasferirono qui.
Mi piaceva andare da loro, mi davano i dolci, mi chiedevano come stavo, mi facevano in defintiva le coccole. Non avevano figli e quindi si affezionarono anche a noi. Quando le cose si fecero difficili in famiglia, era in casa loro che potevo osservare gli unici momenti in cui i miei genitori si mostravano agli altri come una 'coppia' degna di questo nome. Ho pensato più di una volta che, se i miei nonni fossero stati ancora vivi, era così che avrei visto comportarsi i miei genitori di fronte a loro. Però loro lo sapevano, glie lo leggevo nelgi occhi... un paio di volte la sBruna aveva ripreso i miei perchè avevano cominciato una discussione un po' tesa. Glie ne fui immensamente grata.
Mia madre ha continuato ad andare da loro, anche perchè ha fatto amicizia con la Signora A, che si è presa cura di loro sempre più spesso e sempre più a tempo pieno, soprattutto dalla morte della Bruna. Non ho idea di come stesse Mario in questi ultimi giorni e sinceramente non lo voglio sapere. Me lo voglio ricordare come i primi tempi in cui era qui, che rideva, faceva battute con mio padre, e sua moglie che lo rimbeccava allegramente o energicamente. Era ancora così piena di vita quando sono arrivata qua... si lamentavano sempre degli acciacchi, a volte avevano lo sguardo triste, ma si alzavano sempre al mattino e facevano quel che dovevano fare. Lei curava l'orto e lo portava su e giù per Domo, lui andava in giro con il cane, piano, passo dopo passo, per aiutare la circolazione. Quanto avevo paura di quel cane.
Lei è morta in Aprile, io ero al BookStock a Torino. Non sono riuscita a piangere. Forse domani lo farò per tutti e due, loro se le meritano.

Erano davvero due brave persone. Ora stanno di nuovo insieme, spero che si trovino bene sulle nuvole... ce ne sono tante in questa stagione. Davvero tante.

Nessun commento:

Posta un commento