mercoledì 20 dicembre 2006

C'è una strada da qualche parte che mi appartiene. E' mia, la posso percorrere solo io, ma qualcuno ha avuto la brillante idea di accendere diverse centinaia di macchine del fumo intorno a me, perciò non la vedo. Mi tocca andare a casaccio, tastando e svelando punti nuovi da cui spero passi.
Io non so da che parte si trovi, non so per quali posti passa, posso solo dire per dove e per quali persone non passa.
Non passa per questo posto, non passa per le persone attraverso cui vorrei che passasse, forse non passa nemmeno per questa città, chi lo sa. Ma ora non me ne voglio andare. Non lo so, non è solo una questione del non posso, anche se davvero non posso, ma proprio non voglio.
Questo posto mi fa paura, ha troppo e tutto insieme e allo stesso tempo niente e tutto diviso. Non so perchè voglio restare, o forse lo so e non lo voglio dire. Ad ogni modo il vuoto che mascheravo da un po' è tornato, ed è paura. Sentimento non del tutto nuovo ed estraneo per me, lo confesso. Ma dicono che sia un sentimento tipico della mia generazione e forse, dico io, è indice di furbizia. Solo un pazzo idiota potrebbe guardare il mondo e non sentirsene un po' impaurito secondo me.
Ora mi ergo dritta in mezzo a tutto questo caos, lo osservo dal di dentro senza farne parte per davvero e non ho una sola cartina geografica con me. Il brutto, è che non ho nemmeno una guida, qualcuno che mi stia vicino. Mi basterebbe un cane pastore forse, purchè almeno lui sappia dove stiamo andando.

Non mi sto piangendo addosso come al solito, sto solo pensando. Pensare per parole, è quello che mi viene meglio, forse anche troppo. Non sono giorni e sere in cui dovrei essere lasciata sola coi miei pensieri però, però è anche vero che non c'è nessuno che mi tenga compagnia alla sera e io non lo chiedo più, perchè il messaggio è chiaro anche se forse non sono io che ho lanciato quello giusto.
Adesso ci sono gli U2 alla radio, in perfetto tempismo come sempre. Dite quello che volete ma quando ho avuto bisogno di conforto, per un motivo o per l'altro, quando mi giravo a cercarlo sono sempre incappata in loro. Sempre. E' un tempismo invidiabile questo.
Ora io so di essere forte, so di avere le capacità adatte a stabilire contatti con chicchessia, so che nel momento in cui dico parto parto sul serio, ma sarà che sono stanca, sarà che comunque avere un nuovo inizio dopo quattro mesi in cui ogni settimana era un inizio nuovo è ulteriormente sfiancante, sarà che non riesco a non pensare che fino ad aprile un modo per pagare l'affitto lo devo trovare, ma che non voglio la prima cosa che passa il convento, sarà che mi mancano gli amici... sarà.
Forse dovevamo mettere pure loro in valigia quando siamo venute via da Venezia.

Io so dove voglio stare, anzi no, restare. So anche le cose che voglio fare. Purtroppo tutto quel che voglio fare non si abbina bene ed è difficile trovare professioni in cui posso farci stare tutto, anzi, temo che non ci siano. Quindi la scelta, è: cosa?
Chiudi gli occhi e pesca una carta.

E' un po' che rimugino tra vecchie idee ridiventate recenti e frasi che mi sono state dette. Ci sono due opzioni molto tecniche che mi porteranno inevitabilmente in due strade diverse e a chiedere aiuto a persone diverse. Porteranno la stessa difficoltà e a conoscere persone diverse. Il problema forse è effettivamente questo, che non ci si può incastrare. E fare tutt'e due... non so se si può davvero fare.
Avevo il mio bel dire 'Fare quel voglio fare quando lo vorrò fare' a Fonzie il primo anno di Università... Eppure ho conosciuto qualche persona che l'ha fatto, ma ora sono stabili comunque, o forse no.

Che cosa faccio?
Bella domanda.

Ci vorrebbero un po' di vento e di nuvole.
Il cielo è sereno.
Peccato. Le nuvole e il vento ci stanno sempre bene. Davvero.
Basterebbe il vento.
Già, solo un po' di vento a indicare la strada...
... e a spazzare via la nebbia

2 commenti:

  1. guarda nella valigia, il trucco è sempre nella valigia.

    L'hai fatta tu, il trucco sta in quello che c'hai meso e in quello che NON c'hai messo. Fidati di te, è il regalo più grande che ti puoi fare adesso.


    (silver)

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  2. =)


    Il regalo più bello sei tu che continui a scrivermi stellina.

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