giovedì 21 dicembre 2006

Ultimamente la mia ironia si scatena quando sono in bicicletta. Ad essere sincera, credo che sia nata in sella alla mia bicletta. Lo sapete da quanti anni ce l'ho? Almeno tredici.
Infatti sono impossibilitata dall'alzarmi il manubrio e svitarmi i pedali causa ruggine decennale che la mia -scarsa- forza fisica non riesce a smuovere.
Ricordo che implorai fino allo sfinimento mio padre per riuscire ad averla. Prima avevo una vecchia biclettina di quelle classiche, mio padre l'aveva riverniciata completamente di rosa e ci aveva messo un cestello dietro. Ci mettevo i libri per andare a scuola. All'inizio ero molto fiera della mia bicicletta, come potevo non esserlo? Ma naturalmente le opizioni cambiano sempre, sopratutto se ti fanno notare che non c'è da andarne così fieri. Sopratutto se te lo fanno notare in maniera esplicita. Molto esplicita.
Non erano poi tanto le prese in giro, gli sputi, i rami nelle ruote mentre andavo in discesa o le spinte, no,  era forse più il fatto che quando andavo in giro con loro si andava per prati, sentieri e boschi con la bici.
Ve la immaginate la Graziella in giro per gli sterrati? Si? Vi immaginate anche i risultati? Si? Bene! Allora capirete perchè feci i salti di gioia quando un'estate andammo dal nostro rivenditore di cicli di fiducia e portammo a casa Regina.
Non ridete. Si chiama proprio così.
Vi ricordo che avevo nove anni.
Era bellissima. Rosa fucxia davanti e viola dietro, con ventun cambi. L'adoravo.
E ci parlavo.
Effettivamente, credo che sia stato l'unico mezzo che ho sempre sentito davvero mio, e ci ho fatto un sacco di discorsi. Sempre. (Altro che l'amichetto immaginario... u_u)
Effettivamente mi mancava.
Io e lei abbiamo condiviso un sacco di momenti. Meno quando sono andata alle medie, ma essendo tornata ad essere il mio mezzo di locomozione principale alle superiori, lei ha visto un sacco di cose assieme a me e glie ne ho confidate tantissime.
Eh si, mi mancava davvero tanto.

Ora siamo di nuovo insieme a Milano. Lanciamo battute agli automobilisti, alla città, alle persone sui marciapiedi e che attraversano; mi prende in giro, talvolta mi insulta e quando può tenta di uccidermi. Ma ci vogliamo bene.
Ieri sera poi è stata testimone di un altro evento. Siccome la padrona di casa, molto gentilmente, mi ha fornito una chiave difettosa per il cortiletto in cui si ripongono le bici, tutte le sere la riporto in camera mia, che ancora il secondo posto è vuoto e la coinquilina fantasma non se la prende se le metto la bici davanti al letto. Ebbene, anche ieri sera l'ho portata su. Naturalmente non ho fatto molto rumore, insomma, quanto rumore si può fare con un bici in spalla su per le scale? Nessuno.
Fatto sta che poso la bici in terra piuttosto ansimante e faccio per tirare fuori le chiavi dalla tasca intuendo che in casa ci sono sia B. che A., dato che parlano con il loro solito volume di voce. Alto. E davanti alla porta per giunta (Che non è poi così spessa).
Ebbene, non sento il mio nome in realtà, ma sapete quella sensazione all'altezza della Bocca dello Stomaco che vi viene quando sapete che stanno parlando di voi? Quella.
Mi fermo e ascolto.
La Bocca dello Stomaco non mente mai.
Il discorso era già iniziato, ma si capiva che era un po' che ci parlavano e che si stavano pure appassionando. Contente di fare fronte comune ovviamente.
Che problema c'era? Ma io ero il problema!
Pare che io sia una coinquilina indisciplinata.
Mai detto il contrario, se non alla padrona di casa si intende. Ci dovevo pur entrare lì dentro, o no?
C'era un problema con la cartigienica che ho capito solo un'ora dopo e non vi svelo perchè sono particolari intimi che possono cadere nel trash. E io ci tengo alla mia immagine (-.-')
Non ne ho capiti altri, ma comunque il succo del discorso era: che per una buona convivenza ci devono essere delle regole da seguire e che quindi bisognava parlarne.
A....-ah!
Aspetto un po', non posso entrare adesso. Troppo sgamo.

Si, ma ti tocca aspettare ancora perchè uscita dal bagno A. aveva bisogno di dire altro. Su di te ovviamente.

Ah... -.-'''
Si ok, ora però han riso, scherzato, cicerato. Entro.

Mi raccomando. Sorriso, serena e tran-quil-la. Che dal trambusto che fanno una delle due stasera esce e il cazziatone te lo fanno quando tornano.

A già! Oggi partono.
Alleluja.
Entro.
Da brava coda di paglia e coscienza sporca (Porca miseria però, vorrei saperlo fare io quel sorriso luminoso alla persona a cui ho appena finito di fare il cazziatone con la mia coinquilina!) metto in ordine la camera.
Essì, mi sa che ho esagerato.
Badate, mica nego di essere stata negligente, o scocciata (Si ok, ma: "Ciao, sono A. Come stai? Bene. Si, mi sono trasferita da poco, tu? Ti trovi bene? Senti, appena torna B. facciamo i turni, che dici?" - Che ne dici di lasciarmi respirare. Manco cinque minuti che sono in casa e mi aggredisci coi turni. Scusa se non penso sia la migliore delle presentazioni preoccuparsi solo di chi farà le pulizie e quando.) quando dopo dieci minuti che ero in casa esci di corsa: "Ciao! Dato che ci siamo tutte facciamo i turni?." - Ciao a te, anche la mia giornata è andata bene, e la tua?
Ma perchè solo io qui dentro ritengo che vivere laschi sia meglio?
(Troppo abituata a Venezia.)
Sigh... -.-
Ma da una tedesca e una di Bari che cosa mi dovevo aspettare secondo voi? Un'architetta di interni e una produzionista del mio stesso campo poi! Argh! o.o
Devo andare a vivere coi maschi io, possibilmente delle vie di mezzo.

Così...
Così... darò il via alla mia vena bastarda e in sti due giorni gli pulisco casa. Si, ammetto i miei errori, ma se posso evitare non davanti a loro. Anche perchè io e A. conviviamo da una settimana, io e B. da un mese e se c'era un problema me lo poteva anche dire senza dover aspettare qualcuno con cui far fronte comune e circondarmi. (Il che significa più o meno che quella ragazza non ha le palle.) Ora esageri. (Uff...)

Io sarò anche stata indisciplinata, lo so, maccavoli, fammelo capire! Non fare tutta la melensa, invitarmi in camera tua, offrirmi da mangiare o che altro. Quello non è un comportamento da 'abbiamounproblema' ma da 'vatuttobeneemistaisimpatica'.
Bastarde.
Mi avete beccata nel momento sbagliato. Sono un po' stufa di avere contro tanti muri compatti, mo' vi sgretolo a uno a uno mattoni bastardi poi vediamo se state ancora in piedi. Il due contro uno è scorretto, in qualsiasi campo!







Ma davvero sono così cattiva come coinquilina?
Ma no... solo un pochino.
A... ecco.
Anzi, temo di dover dire che a volte sei pessima.
o.ç
Non attacca.


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