martedì 20 marzo 2007

Stanotte ho sognato Ema.
Niente di sorprendente visto i discorsi che ho fatto con Electric ieri sera e che Domenica vado a Valenza.
Era più o meno una sintesi di tutto ciò che avevo paura di trovare una volta tornata lì.
La casa innanzitutto, col giardino sventrato, diverso e l'entrata dal lato opposto, perchè ritenni di essere stata fortunata ad essermene andata prima che il comune confiscassero quel pezzo di prato per farci una strada. Niente cani, che Bonnie e Rex sono scappati. Ed Ema, con un altra ragazza.
Buffo, eravamo a pranzo e c'era anche lei, mi guardava male, forse perchè con lui c'avevo un po' troppa confidenza per i suoi gusti. Era bionda, carina.
Ricordo che lui aveva i capelli folti, molto folti, e corti. Erano pure un po' bigi ma lucidi e sani, decisamente diversi da quel che ricordavo. Infatti gli passai una mano attraverso, erano stupendi. Lei non apprezzò, ma in realtà lei non apprezzava nemmeno lui. Non so perchè ma lo sapevo, ma non mi arrabbiai come feci alle superiori, no.

E' il primo sogno da un sacco di giorni che ricordo.
Mi sono resa conto di averlo sognato solo stamattina in ospedale, quando aspettavo che mia madre finisse quell'analisi stranissima, il chiasmo, che mica lo dicono in House MD che il contrasto nelle vene per la radiografia ti fa star male. C'era casino e io mi resi conto di aver sognato Ema.
Era un sacco di tempo che non lo sognavo.
Era un sacco di tempo che credevo di non sognare.

Naturalmente non lo vedo domenica, non ho tempo ed è già il secondo anno che non gli faccio gli auguri. Ne ha compiuti 26 il 17 Marzo. Ricordo persino la tarda del suo SLK e che quella della Jeep finiva con 666, un Land Rover grigio.
E si... mi aveva proprio presa.
Quanto tempo che ci ha messo per passare!

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