venerdì 2 novembre 2007

Rewind!

Sapete la canzone di Vasco?
Uguale. Dovrei tornare indietro per rivivere di nuovo tutte le quattro settimane appena passate, che sono intense. Mica cazzi.
Ho visto e fatto più cose in un mese qua che in un anno di università a Venezia.
Sono allucinata. Sconvolta. Completamente fuori asse.
Volete sapere com'è la scuola? Bella domanda. Venite a trovarmi e poi datemi un giudizio voi, che io son stata un po' impegnata. A far che?
Ad andare per feste.
Ad andare per Torino.
A farmi venire i calli alla mano sinistra che ho comprato una chitarra.
A istruire una coinquilina ventiseienne con lo spirito pratico di una patata lessa.
Fare stretching alla mano sinistra che sta atrofizzata da ventidue anni, ma sapete, ho comprato una chitarra.
Dichiararmi al tizio che ho ospitato per dieci giorni.
Spostare mobili.
Farmi buttare fuori di casa.
Rientrare in casa.
Impedire alla mia masochistica psiche di rovinare definitivamente i rapporti tra me e il tizio a cui mi sono dichiarata, perché gli voglio un mondo di bene e come amico è fantastico. Accidenti a me.
Impedire alla mia vendicativa psiche di odiare una mia compagna di scuola perché alla festa di Halloween da lei organizzata sono entrambi convolati alla giusta pomiciata.

In mezzo a tutto ciò, io sono andata a lezione dal sior Baricco un mercoledì. E basta.
Ogni lunedì un critico famoso, Giorgio Guado, mi fa lezione.
Il mio tutor è bellissimo, gentilissimo, sconvoltissimo e mi ha presa in simpatia perché alla seconda lezione (martedì) io stavo stravolta e mi sono rifiutata di spiccicare parola.
Ogni tanto una sceneggiatrice tenterà di convincermi a crearmi un serbatoio di storie e prima o poi la manderò a fanculo perché io funziono con le associazioni di idee.
Un tizio è entrato nel mio cuore perchè mi ha fatto due giorni di lezione solo sul mondo narrativo di House. Non aveva mai visto Il Padrino. Odia la fiction italiana. Peccato che non tornerà.
Ho fatto un Trekking di conoscenza organizzato dalla scuola che io ho preso alla lettera. Infatti mi sono dichiarata. Il fatto che lui sia stato così gentile, comprensivo, che non si sia approfittato di me, che non abbia alzato una barriera contro di me, mi ha praticamente fatta capitombolare ai suoi piedi. Ma sono cose che capitano.

In mezzo a tutto ciò ci sono le serata alla Comune Holden. Una casa in cui abitano solo ragazza Holden. Cinque. Ci si fanno delle gare a mimo stupende là dentro.
Le cene a casa di F. e M.
Le serata al pub.
Gli aperitivi.
Le sbronze.
I film più brutti che io abbia mai visto al cinema.
La festa di Halloween.

E la mia chitarra.
So solo quattro accordi sicuri. Il quinto è titubante.
Mi, La, Re e Do maggiore. Il Do viene dopo due minuti che litigo con le dita. Il Sol maggiore me lo ricordo a malapena. Ma so che c'è.
Non so ancora dare la plettrata, che il plettro non ce l'ho.
Non la so accordare, che l'accordatore non ce l'ho.
Non ho l'agilità necessaria per passare fluentemente da un accordo all'altro. Quindi quando provo la canzone del sole faccio un po' così:
Le bionde tre...
...cce gli occhi azzu...
... rri e poi...
Le tue calz...
...ette...
... rosse...

Irritante.

Ma ce la farò.

Ieri sera nonostante mi ci sia impegnata per un'ora non sono riuscita ad accordarla, quindi non mi sono esercitata molto.
Purtroppo, la persona con cui rischio di rovinarmi definitivamente i rapporti è anche l'unica che potrebbe darmi dritte sicure. Grazie al cielo lui sta quattro giorni a Lucca (dove volevo andare anch'io, ma il biglietto del treno è una fucilata ç_ç), quindi domani torno giù e festeggio M. (o F... non ricordo chi dei due fa gli anni...) senza di lui. Senza vedermelo che bacia F. (che anche se lo sapevo da giorni io ero comunque in terapia disintossicante tramite mantra interiore). Ma con le persone con cui devo sodalizzare molto perché non lo posso più chiamare per uscire.
Il Liga e gli U2 saranno fondamentali come sempre.

Il mio padrone di casa odia D.
Straordinariamente riesce sempre a fare qualcosa per irritarlo. Io sono stravolta, E non lo so.
Oggi ne ha fatta un'altra, ma per fortuna lui non ha usato la minaccia di sbatterci fuori di casa dall'oggi al domani come tattica per svegliarla fuori.
Dio che spavento.
Non sono andata a scuola quella mattina da tanto ci sono rimasta.
Sono tornata a casa quel pomeriggio con quattro numeri di telefono da chiamare per case nuove.
Alla fine siamo ancora lì. Tutte e tre.
Se non fosse che D. è una mia compagna di classe forse ci avrei pensato sul serio a convincerla ad andare via. Ma messa com'è capace che trova un pappone come padrone di casa e non se ne accorge nemmeno. (Questo blog non lo dovrà mai vedere...)
Ora c'è un contratto firmato, tre bonifici fatti e dovrebbe essere tutto a posto.
Forse.
Si spera.
Dio come sono stanca.

Pica pazzesca l'altro ieri.
(Pica: termine molto calabbbrese. Meglio, cosentino. Ne abbiamo quattro in classe. Più uno trapiantato a Torino alla tenera età di sei anni che adoòro ed è una mia colonna portante in sto casino micidiale. Ah, significa sbronza.)
Sono stata male fino alla sera dopo.
Ho cantato i Queen davanti a un computer come se Freddy fosse lì davanti a me. Assieme ad altri due scoppiati.
M. ci ha provato spudoratamente con me.
Ho tentato di fare a G. un discorso che a E. sembrava razionalissimo, peccato che era avvenuto cinque giri prima e non so che cosa ne è venuto fuori. Aiuto.
Fred ci ha provato con E.
Fred ci ha provato anche con I.
D. è svenuta in camera di F. per un'ora. Sto ancora chiedendomi come hanno fatto F. e G. a non accorgersi di lei quando ci si sono chiusi dentro.
Bologna è diventato mio fratello.
A. era vestito da Linch.
Straordinaria.

Che altro manca?
Non ne ho idea.
Troppe, troppe cose!

Voglio il rewind.
E un po' di canzoni da tenermi davanti come meta.
E riuscire a riavere G. come amico.
Il cartone sul vetro della porta di camera mia, che la tenda è scomoda.
Un lavoro comodo.
Scrivere.
La connessione internet a casa.

Amo Torino.
E' bellissima.
Chissà come ne uscirò.

2 commenti:

  1. confessa... hai preso sto post come serbatorio di idee.


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  2. Ebbene si...

    La Holden è bastarda, in un modo o nell'altro ti fa seguire le sue regole ç_ç

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