8 marzo...
Mi sento un po' in colpa oggi, mentre tento di contrastare tutti questi auguri.
Me li fanno di cuore, qualcuno un po' imbarazzato, come una cosa che sanno che devono fare per forza e io sorrido un po' e dico grazie. Li guardi negli occhi e lo vedi che non sono cattivi, lo fanno perché gli hanno insegnato che si fa. Nient'altro.
Anche al ristorante, sono stata un po' in bilico se accettare o meno la mimosa che mi hanno regalato, ma come si fa a dire: "No grazie, perché questo non è un giorno di festa, ma l'occasione per ribadire i nostri diritti, i sopprusi che ancora subiamo e ricordarvi che la parità che tanto millantate non è nemmeno stata sfiorata figuriamoci raggiunta e comunque, al poso della mimosa, preferiremmo una bella palata di rispetto reciproco tutto il resto dell'anno" a qualcuno che ti guarda con l'evidente desiderio di farti un piacere?
E' difficile...
Già, oggi ci festeggiate, ma festeggiate cosa?
Che esistiamo? Che esiste la patata? Che ci siamo lacerate e consumate per farvi nascere e crescere in un mondo che ci usa esclusivamente come carne da riproduzione e se ci rifiutiamo ci aprite la strada al macello o ci denigrate in quanto non fornite di istinto materno? E quando lo vogliamo fare invece ci chiudete tutte le strade per la realizzazione personale perché sia mai che non dobbiamo sentire in colpa se non ci sentiamo completamente realizzate a procreare un'amabile rottura di coglioni di cui il mondo maschio vorrebbe averci a che fare solo raggiunta la maggiore età?
Siete consapevoli dei motivi per cui ci festeggiate? O l'avete presa semplicemente come una cosa di fatto, come la festa della mamma e del papà, fai il lavoretto a scuola, glie lo porti, oplà finita la festa, che c'è per cena mamma? No quello non mi piace, non lo mangio!
Sulla pagina di facebook leggo ogni giorno notizie di donne uccise, stuprate, torturate, tormentate, sfruttate... non ogni tanto, ogni giorno ovunque, tanto a nord quanto a sud e centro.
E se devo essere sincera, nelle case dove queste cose accadono ogni giorno e di cui non avremo notizia fino al prossimo omicidio, non penso proprio che oggi sarà un giorno migliore.
Oggi è la festa della donna e io penserò a loro, a tutte le donne ancora prigioniere di un ruolo e di una situazione, che non avrebbe mai dovuto esistere.
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