Io e Regina ci siamo avventurate in centro Milano.
Obiettivo missione: raggiungere la banca e recuperare una penna USB.
Al principio è stato facile; una volta che riesci a farmi uscire di casa è tutta discesa - in senso metaforico ovviamente - e si tratta solo di non perdersi.
La fedele Tina (La Cartina, giusto per rimanere fedele ai nomi molto originali...) mi ha aiutata a recuperare la strada verso il Duomo copiata prontamente su un biglietto che è poi finito nella tasca dei jeans. Da lì in poi non mi sono preoccupata, pensavo semplicemente di seguire il percorso del tram 3.
Bene, si parte.
Il primo pezzo di strada è stato facile, così come Peter dice tutto ganzoso "Seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino", la mia doveva essere: "Al semaforo vai a destra e poi dritto fino al Duomo". Tenicamente doveva andare così, senonché nei miei calcoli non rientrava il sadismo del responsabile della viabilità milanese (Che dev'essere lo stesso che ha progettato Tina). Circumnavigo Piazza Cinque Giornate, entro in Corso Porta Vittoria, vado dritto e incontro un semaforo che mi fa deviare verso destra. Logicamente prendo la svolta a destra e torno sul Corso scoprendo che... stavo per andando contro mano.
Obiettivo missione: raggiungere la banca e recuperare una penna USB.
Al principio è stato facile; una volta che riesci a farmi uscire di casa è tutta discesa - in senso metaforico ovviamente - e si tratta solo di non perdersi.
La fedele Tina (La Cartina, giusto per rimanere fedele ai nomi molto originali...) mi ha aiutata a recuperare la strada verso il Duomo copiata prontamente su un biglietto che è poi finito nella tasca dei jeans. Da lì in poi non mi sono preoccupata, pensavo semplicemente di seguire il percorso del tram 3.
Bene, si parte.
Il primo pezzo di strada è stato facile, così come Peter dice tutto ganzoso "Seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino", la mia doveva essere: "Al semaforo vai a destra e poi dritto fino al Duomo". Tenicamente doveva andare così, senonché nei miei calcoli non rientrava il sadismo del responsabile della viabilità milanese (Che dev'essere lo stesso che ha progettato Tina). Circumnavigo Piazza Cinque Giornate, entro in Corso Porta Vittoria, vado dritto e incontro un semaforo che mi fa deviare verso destra. Logicamente prendo la svolta a destra e torno sul Corso scoprendo che... stavo per andando contro mano.
Mapporcadiquellamiseriaccialadradiunagazzainfame!
Quindi, si sale sul marciapiede, con gran scorno di Regina che non può fare le figa e io che la devo spingere.
Mi tocca farmelo tutto... Fino al nostro caro Largo Augusto che si è sorbito tutta una sfilza di commenti di Sua Altezza sui pedoni che incontravamo, mentro io la tenevo con una mano e con l'altro scrutavo il bigliettino come se avesse chissà quali risposte insite in se.
Arrivati alla fine del Corso ci guardiamo intorno per vedere da che parte tocca andare e alzando lo sguardo lo vediamo lì, bello e maestoso, appena ristrutturato, che si guarda dall'alto della sua età e del suo compatimento.
Mi tocca farmelo tutto... Fino al nostro caro Largo Augusto che si è sorbito tutta una sfilza di commenti di Sua Altezza sui pedoni che incontravamo, mentro io la tenevo con una mano e con l'altro scrutavo il bigliettino come se avesse chissà quali risposte insite in se.
Arrivati alla fine del Corso ci guardiamo intorno per vedere da che parte tocca andare e alzando lo sguardo lo vediamo lì, bello e maestoso, appena ristrutturato, che si guarda dall'alto della sua età e del suo compatimento.
Da qui ce la fate da sole, vero?
Si, direi di si.
Seguiamo la maestosa figura del Duomo entrando nell'area ad esssclusivo calpestio pedonale escluse cicli a pedali e carrozzelle. Avanziamo placide attraverso la piazza cercando di non investire qualcuno, raggiungiamo la via in fondo all'angolo a destra e... scopriamo che da quella parte non c'è nessun binario del tram.
Seguiamo la maestosa figura del Duomo entrando nell'area ad esssclusivo calpestio pedonale escluse cicli a pedali e carrozzelle. Avanziamo placide attraverso la piazza cercando di non investire qualcuno, raggiungiamo la via in fondo all'angolo a destra e... scopriamo che da quella parte non c'è nessun binario del tram.
Ah!
Ah!
Che si fa?
Guardiamo a sinistra: i tram giran tutti di la.
Guardiamo dritto: però passan anche di là.
Guardiamo a destra: pare che poi continuino di li.
La cartina indicava chiaramente che la mia banca stava da sta parte quindi andiamo da sta parte.
Guardiamo dritto: però passan anche di là.
Guardiamo a destra: pare che poi continuino di li.
La cartina indicava chiaramente che la mia banca stava da sta parte quindi andiamo da sta parte.
Come vuoi tu...
Proseguiamo con l'ipotesi A. Arrivate di nuovo su una strada dove corrono i tram cerchiamo un fermata per vedere quali linee passano. Il 3 non c'è.
Ah!
Ah!
A-ah...
Che si fa?
Decidiamo di andare dritto, prima o poi incontreremo qualcosa di familiare.
Intanto io rischio di farmi tranciare una gamba dal tram davanti alla scala. Di finire per terra grazie a una macchina dopo la Scala, di essere tamponata da una macchina a un incrocio successivo alla Scala.
Ricordando finalmente il sano principio: Milano non è città romana le parallele non esistono, decido di girare a sinistra per vedere se incontro il 3 da qualche parte.
Rischiando di finire tra le ruote di diversi mezzi a motore e non, attraverso la strada, afferro Regina per il manubrio e mi faccio la via a piedi dato che tanto per cambiare è un senso unico. In direzione opposta alla mia ovvimente.
Passiamo qualcosa che dovrebbe essere monumentale - e quindi ammirata - fregandocene altamente, mentre il ticchettio dei raggi di Sua Altezza suona vagamente scurrile. Arriviamo a un nuovo incrocio di stradine, le cui viuzze del mio paese al paragone sono dei bei viali alberati, solo che alle stradine del mio paese è permesso il solo percorso di una macchina e non il parcheggio. Li ci passa pure il tram e la cover mal fatta di un marciapiede è regno indiscusso delle macchine.
Guardo i nomi delle vie, una è Via dell'Orsa. Nome che mi ricorda qualcosa. S
ollecitata dalla mia paziente compagna ricordo che quella via è praticamente di fronte alla mia meta.
Bene. Allora, da che parte devo andare?
La mia compagna mi fa gentilmente notare che c'è una sola via con quel nome e quindi ho una sola direzione.
Bene, la prendiamo.
Cominciamo lo slalom tra persone, macchine in movimento e non, facendo ogni tanto un po' di tiro a segno coi Santi che passavano di lì per caso, e dopo un po' scorgiamo in lontananza la nostra meta, bella e maestosa, che si guarda con un compatimento peggiore di quello del Duomo.
Al ritorno è stato facile.
Intenzionate a seguire la via del 3 fedeli come gli apostoli a Gesù, ci siamo dovute ricredere vedendo che il nostro Pastore passava rasente a un marciapiede alto almeno venti cetimetri.
Decidiamo che il Pastore può andare allegramente a fare in culo in via Torino da solo che la nostra strada la troviamo da noi. Per quanto tortuosa sia se non altro sappiamo a cosa andiamo incontro stavolta e trenta centimetri di spazio riusciamo a riservarceli. Alla peggio tiriamo giù qualche altro specchietto.
Seguiamo la nostra rotta personale verso la Mecca dei media, salutando Sua Grandiosità la Scala, dribblando un paio di vigili perchè non sicure della nostra condotta e percorrendo infine via Torino... a piedi. Come sempre.
Parcheggio la mia focosa puledra in un spiazzo che lei apostrofa malamente sicura che sia stato visitato dai cani di tutta Milano, la ignoro e mi fiondo alla Fnac.
Venti minuti dopo il mio zaino contiene la piccola Penny e io e Regina possiamo finalmente tornarcene a casa al giusto riposo, stavolta a tutta pedalata dato che i sensi unici li abbiamo già fatti tutti.
Se Murphy vuole...
Intanto io rischio di farmi tranciare una gamba dal tram davanti alla scala. Di finire per terra grazie a una macchina dopo la Scala, di essere tamponata da una macchina a un incrocio successivo alla Scala.
Ricordando finalmente il sano principio: Milano non è città romana le parallele non esistono, decido di girare a sinistra per vedere se incontro il 3 da qualche parte.
Rischiando di finire tra le ruote di diversi mezzi a motore e non, attraverso la strada, afferro Regina per il manubrio e mi faccio la via a piedi dato che tanto per cambiare è un senso unico. In direzione opposta alla mia ovvimente.
Passiamo qualcosa che dovrebbe essere monumentale - e quindi ammirata - fregandocene altamente, mentre il ticchettio dei raggi di Sua Altezza suona vagamente scurrile. Arriviamo a un nuovo incrocio di stradine, le cui viuzze del mio paese al paragone sono dei bei viali alberati, solo che alle stradine del mio paese è permesso il solo percorso di una macchina e non il parcheggio. Li ci passa pure il tram e la cover mal fatta di un marciapiede è regno indiscusso delle macchine.
Guardo i nomi delle vie, una è Via dell'Orsa. Nome che mi ricorda qualcosa. S
ollecitata dalla mia paziente compagna ricordo che quella via è praticamente di fronte alla mia meta.
Bene. Allora, da che parte devo andare?
La mia compagna mi fa gentilmente notare che c'è una sola via con quel nome e quindi ho una sola direzione.
Bene, la prendiamo.
Cominciamo lo slalom tra persone, macchine in movimento e non, facendo ogni tanto un po' di tiro a segno coi Santi che passavano di lì per caso, e dopo un po' scorgiamo in lontananza la nostra meta, bella e maestosa, che si guarda con un compatimento peggiore di quello del Duomo.
Al ritorno è stato facile.
Intenzionate a seguire la via del 3 fedeli come gli apostoli a Gesù, ci siamo dovute ricredere vedendo che il nostro Pastore passava rasente a un marciapiede alto almeno venti cetimetri.
Decidiamo che il Pastore può andare allegramente a fare in culo in via Torino da solo che la nostra strada la troviamo da noi. Per quanto tortuosa sia se non altro sappiamo a cosa andiamo incontro stavolta e trenta centimetri di spazio riusciamo a riservarceli. Alla peggio tiriamo giù qualche altro specchietto.
Seguiamo la nostra rotta personale verso la Mecca dei media, salutando Sua Grandiosità la Scala, dribblando un paio di vigili perchè non sicure della nostra condotta e percorrendo infine via Torino... a piedi. Come sempre.
Parcheggio la mia focosa puledra in un spiazzo che lei apostrofa malamente sicura che sia stato visitato dai cani di tutta Milano, la ignoro e mi fiondo alla Fnac.
Venti minuti dopo il mio zaino contiene la piccola Penny e io e Regina possiamo finalmente tornarcene a casa al giusto riposo, stavolta a tutta pedalata dato che i sensi unici li abbiamo già fatti tutti.
Se Murphy vuole...
E così si chiude la prima avventura nella giugla milanese del centro. La piccola esploratrice a due ruote ha già presentato diverse richieste ufficiali che verranno prontamente ignorate. Se vuole un navigatore satellitare, i paraurti rinforzati e le lame alle ruote dovrà barattarle con il macete meccanico da ruota anteriore, la torcia alogena e i para raggi che le ho regalato anni fa. Le faccio tanti auguri.
Io ora vado a recuperare un mirino telemetrico. Io e Tina stiamo progettando un attentato. Peccato che sia di plastica, è molto frustante progettare tenere a mente tutti i percorsi.
Io ora vado a recuperare un mirino telemetrico. Io e Tina stiamo progettando un attentato. Peccato che sia di plastica, è molto frustante progettare tenere a mente tutti i percorsi.
NY mooolto piu' semplice...numeri...strade a scacchiera...mooolto piu' semplice...brava comunque:)
RispondiEliminaIL CONTEST SI FA :D
RispondiEliminaSE VUOI PARTECIPARE TROVI IL REGOLAMENTO SU http://conettosamente.splinder.com ^^
PER I BANNERINI LI TROVATE SU http://conetto.splinder.com/ in fondo al blog :D sezione rosa ^^
ciao
GRANDISSIMA!!! mi ricorda i vekki tempi qnd la città nn era Milano lo spasso era uguale !! bello fex!! ora sn passata a fare il pirata solitario della mia città in makkina .. divertentissimo vedere la il volto contrito del guidatore di fronte qnd lo punti e poi all'improvviso lo eviti... diciamo ke sn un po + pericolosa di qnd tu ti ricordi ... tvb a presto ... con le mitikkke avventure nella "Giungla milanese" ... zao zao !!
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