mercoledì 10 gennaio 2007

Riassunto - Parte II

E' stato il mio Capodanno meno sentito.

Prima di tornare a casa sono stata alla festa dell'azienda e mi sono divertita abbastanza anche se non ho sbarellato. Ale c'era ma avendo portato il figlio logicamente ha fatto il papà =)
Suo figlio è bellissimo, uno scricciolo biondo di due anni con la forma del viso della mamma, i lineamenti e i capelli sparanti in tutte le direzioni del padre. Va da se che ha il suo stesso sguardo da furbo; io lo adoro.
Però ha detto delle cose molto belle per me, ad esempio era piuttosto sorpreso che M non mi avesse tenuto, lui pensava di si. Poi si è preso il mio numero e ha detto che ogni tanto mi avrebbe chiamato.
Beh, bene ^^
Manu e Matteo mi hanno abbracciata forte prima di andarsene e mi hanno fatto capire di essere preoccupati per me. La Capa non sembrava aver capito che io non avrei proprio più lavorato con il marito e mi ha fatto assolutamente promettere di passare a trovarli. Eppoi ho il numero di Bread dei Phazee, dopo il quindici mi farò dire i loro prossimi concerti =)
Insomma, alla fine è stata una bella serata, solo che l'amaro non sono proprio riuscita a togliermelo e anche il saluto con M è stato teso, quasi freddo e non ho ancora capito se è davvero lui, se sono io o semplicemente non riusciamo a beccarci. Chi sa. Tanto ormai.
Il giorno dopo prima di partire ho pulicchiato casa. Non un gran lavoro eh? Ma quel tanto che bastava per far vedere che non c'era più grigio ma un po' di bianco. Quel tanto che bastava da darmi uno scudo di carta stagnola invece che solo cartone quando cercheranno di mettermi in croce al mio ritorno. Perchè è davvero ora che comincio a fare la bastarda. Poi non cenerò per i sensi di colpa ma forse un pochetto di rispetto, o solo spazio mio, lo ottengo.
Poi sono caduta in catalessi.
La definizione ufficiale in realtà, è che ho fatto Briciola. Così bene che passavo sul divano e sul letto lo stesso tempo che ci passava lei. Leggevo e scrivevo. Leggevo e guardavo la tv. Ho addirittura finito di riscrivere la fan-fiction di City Hunter. Così fino a Capodanno, quando mi sono faticosamente svegliata dal come per andare a lavorare su. Il risultato sono stati tendini infiammati, muscoli indolenziti e insonnia. Però anche un po' di dindi che non fan mai male. Però penso sia stata la prima volta che ho desiderao ardentemente che finisse tutto per permettermi di andare a dormire. Non mi hanno entusiasmato i botti, i fuochi o l'allegria generale, sinceramente non mi ha fatto né caldo né freddo.
Ho tentanto poi in tutti i giorni seguenti, di ritardare la presa coscienza del decidere che cosa fare, l'uno o l'altro. Alla fine la decisione è arrivata, un po' a metà strada tra la conseguenza logica e la conversazione che mi ci ha fatto arrivare. Ora devo solo vedere di trovarlo. Eppoi chissà...

Ci sono volte in cui ci penso e vedo solo nero, altre volte invece vedo la borsa piena di qualcosa, pallidi oggetti sfocati e non ben definiti, ma che ci sono. Poi torni a casa e vedi un pacchettino giallo, che tua madre ti aveva chiamato per dirti che era arrivato perchè sperava che gli dicessi: "Aprilo" e tu le avevi risposto "Ma io mica te lo dico!". Il fiondarsi in chat a ringraziare qualcuno che sta diventando sempre più presente nella tua vita e trovare qualcun'altro che non smetterà mai di esserlo. Poi alcune soddisfazioni sottoforma di commenti e la solita allegria delle consolazioni quotidiane e ti ricordi che ci sono cose peggiori, come le perdite care.
La cosa più dura forse nei prossimi mesi, sarà non poter disporre di loro a mio piacimento.

Eppoi penso che cercherò questo libro:

"Passiamo tutti tanto tempo senza dire cosa vogliamo perchè sappiamo di non poterlo avere. E perchè sembrano robe rozze, o ingrate, o sleali o infantili, o stupide. O anche perchè siamo talmente disperati da fingere che le cose siano come devono essere, e una mossa falsa confessare a noi stessi che non lo sono. Su, forza, sputa cosa vuoi. Qualunque cosa sia, dilla a te stesso. La verita' ti rendera' libero. Oppure ti beccherai un pugno sul muso. Sopravvivere a qualsiasi vita tu stia vivendo significa mentire, e l'inganno corrode l'anima: quindi, almeno per un minuto, molla le bugie."



Nick Hornby, Non buttiamoci giù
Gentilmente segnalato da Onepiece su Manga.it

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