sabato 30 giugno 2007

E' arrivato l'armadio nuovo da riempire e non mi piace. Non mi piace per niente.
Non l'ho scelto io, non è delle dimensioni che voglio io, non è nel posto che voglio io. Però lo devo usare io.
Pensavo che, a ventidue anni suonati, un minimo di voce in capitolo per decidere come dovrà essere la camera in cui non voglio andare a dormire ce l'avessi... e invece no.
Pensavo che un minimo di voce in capitolo per decidere i ritmi dei cambiamenti che coinvolgono principalmente me e mia sorella ce l'avessi... e invece no.

Così reagisco come faccio ogni volta che mia madre vuole impormi qualcosa dalla sua visione del mondo: ozio. Mi fermo e mi rifiuto di andare avanti.
Lei non l'ha capito o non vuole farmi vedere che l'ha capito, quindi se ne infischia. Che è peggio.

Quando tornerò dalla stagione quella camera sarà arredata in un modo che mi farà ribollire il sangue, ma non potrò farci niente.
E sicuramente avrà anche già scuotato la cantina decidendo lei cosa tenere e cosa no, anche se la devo usare io.

Ma con che coraggio riesco ancora a pensare "Andiamo a casa" quando io in realtà una casa non ce l'ho?

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