martedì 18 novembre 2008

La vita ti porta a fare delle scelte.
Tv e cinema ti hanno abituato a pensare che una volta fatte, se sono quelle giuste allora non ci saranno ripercussioni, vivrete felici e contenti.
Ma non è così. Le scelte portano sempre ripercussioni. Sia quelle giuste che quelle sbagliate.
E sebbene il mio allontanamento da casa sia tutt'ora l'unica scelta che avevo a disposizione per preservarmi un minimo, ha anche comportato il mio completo estraniamento dalla vita di lì. Era in parte ciò che cercavo... e in parte no.

Dodici anni fa, comprai il mio primo quadro. Era una semplice piastrella dipinta a olio, l'adoravo. La signora che me l'ha venduta, era la mamma di quella che è poi diventata una mia cara amica, e anche della mia famiglia. Io, mia sorella e mia mamma, abbiamo passato dei bei momenti con loro, sebbene il mio coinvolgimento in tutto ciò che organizzavano, era minimo rispetto a quello di A. e mamma.
Questa signora, domenica notte è morta.
Era una signora piccola, rotondetta e molto fragile. Aveva sempre un sorriso trasognato e trafficava sempre. Non stava mai ferma con le mani. Era sorda, e bisognava sempre urlare per parlarle. Se la chiamavi al telefono o le citofonavi in casa, due volte su tre non ti sentiva. Era molto strana e particolare. Era molto dolce.  Almeno questo è quello che io ricordo di lei, prima dell'ischemia.
L'ultima volta che l'ho vista, neanche un mese fa, era in un letto d'ospedale nel salotto di casa sua. Era sempre piccola e fragile, e incredibilmente magra. Non sorrideva quasi mai.
Non voleva mangiare, né bere. Sua figlia ha passato le ultime settimane ad accudirla nella speranza che sua madre avesse voglia di inghiottire un intero budino invece che costringerla a ingurgitarne anche solo un cucchiaino. E domani non potrò essere al suo funerale, né stringere forte A.
A. e Carla, avevano in comune la dolcezza e la fragilità, che gli hanno permesso di avere molti amici. Per fortuna loro ci sono, so che non è sola. Ma mi dispiace tantissimo.

Ho deciso che tra i miei ricordi ci sarò io, non ancora adolescente, che guardo dei quadri bellissimi in una vetrina e lei che me li fa vedere uno a uno nel negozio, parlandomi di sua figlia. Lei sarà sempre così per me, piccola, dolce e attiva. Che mi offre le tisane nel piccolo salotto della sua vecchia casa e dipinge coi cotton fioc e le dita, il naso appiccicato alla tela.

Ti ho voluto molto bene Carla. Ora spero che tu stia bene.
Verrò a farti visita un giorno.
Ciao.

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