Quando per rompere i coglioni non serve nemmeno che aprono la bocca
Oggi voglio aprire la settimana con una cosa che mi da un fastidio immenso: i cazzabubboli musicali.
So che dovrei andare a googlare un po', ma non ne ho voglia, tanto avete già capito di che parlo. Sono quei cosi grandi come cellulari, probabilmente cellulari, dotati di autoparlante che consento ai ragazzini di rompere le balle più del solito al resto dell'umanità reiterando la loro esistenza sparando la musica nell'aere invece che tramite cuffiette nelle loro orecchie.
E' chiaro, no?
I due esempi che mi vengono meglio a tiro per ricondurre il fenomeno a qualche origine storica, sono gli anni ottanta e settanta (o anche un filino prima), quando i giovinastri dell'epoca piazzavano radio e registratori in qualche angolo di strada o parco a tutto volume. I primi, erano muniti di cassette, i secondi di onde radio, poichè i nastri ancora non erano trasportabili agibilmente (e nemmeno i registratori). Entrambi i gruppi facevano due cose se portavano i suddetti apparecchi all'esterno: ci ballavano sopra. A gruppi o coppie, si mettevano lì e ballavano, o ascoltavano nel caso degli anni 60-70). Non so se era per mancanza di spazi ricreativi, ma la loro rompicoglionaggine era contenuta a uno spazio metrico. Tra l'altro, credo fossero lampanti esempi di ribbellione giovanile e io, forte della recente visione dello stratosferico film Radio Boat (I love Radio Rock per gli amanti dei titoli italiani), sinceramente non ci vedo nulla di male, anche se ho il sospetto che gli hippoppari (i primi citati), rompessero non poco le palle a chi aveva voglia di farsi i riposini pomeridiani (sia chiaro però, che parlo per filmografia eh. Correzioni ben accette!).
Poi inventarono i walkman, che non avevano le casse e via di cuffiette. Poi inventarono anche i walkman con le casse, ma si sentivano decisamente peggio e poi l'alienazione era bella.
Ora, qualcuno mi spiega quale sia l'atto di ribbellione ggiovanile ed eccitante racchiuso nel portarsi in giro una scatoletta che spara decibel a tutto spiano? Nei posti poi in cui le persone hanno piacere a non avere decibel attaccati all'orecchi, vedi autobus e treni (grazie al cielo sugli aerei glie li farebbero spegnere) o anche solo la strada, che se vado a prendermi un panino, non significa che voglio anche il concerto. Fossero canzoni di buon gusto poi...
E pensare che c'è chi ancora si prende il disturbo di inventare nuove cuffiette sempre più tecnologiche, comode e belle (continuate! che io le compro e glie le incollo alle orecchie!!)
Dopo la recente lettura di Ninna Nanna di Palaniuck (e no ragazzo, mi spiace, ma non mi ha fatto molta impressione) mi approprio del termine silenziofobico.
Non c'è altra spiegazione, sti ragazzi sono silenziofobici. Cresciuti con gli strilloni di Scimmie e Galline, Grande Spione, Imbranati, immagino che come sentano un po' di pace si spaventino e tirino fuori sto coso. Perchè dividere la cuffietta solo tra me e te? Facciamolo anche con il resto del mondo che oggi mi pare troppo tranquillo. E perchè fare i banali e parlare? Io e te siamo toghi, ch'abbiamo la mmusica, ci infiliamo gli occhiali da sole che ci fa tanto fighi e andiamo in giro a far finta di essere due vampiri che ora non bruciamo nemmemo più al sole!
Oltre che silenziofobici sono sicuramente anche anonimofobici. Perchè non si spiega tutta sta voglia di dire: "Eeeeehi! Io esisto! Cagami!! Eddai, cagami!! Sono qui, cagami! Voglio che mi caaaghiii! Ma che, sei cieco! Cagami! Perchè non mi caghi? Cagami. Devi solo cagarmi, dai! CA-GA-MI!"
Se continuano così finisce che prima o poi li cago, letteralmente.
Che poi, se è solo per il brivido e la soddisfazione di essere mandati a fanculo basta dirlo eh? Ci si mette niente.
dì la verità , tu vorresti essere alta e grossa e catìf per dargli quello che si meritano!
RispondiEliminaporcamiseria! vorrei poter andare da loro e infilargli dove meritano quegli aggeggi infernali! Ti pare che devo sentirmi quel casino infame mentre cerco di dormire?!?!
RispondiElimina..è l'era del low-fi.
RispondiElimina