Sulla codardia dell'infelicità
Devo ammettere di non sentirmi molto bene.
Sono in una fase in cui mi sento in trappola, da qualsiasi lato mi giro.
So che cos'è che mi rende così:
- vivo in casa mia, in un letto e una camera non mie, mentre chi doveva sloggiare si sta facendo il trasloco con tutta la calma di questo mondo, rompendo pure i coglioni
- al lavoro, continuano a non pagarmi e ultimamente non ho nemmeno molto da fare
- non riesco a decidermi a fare passi avanti per il mio futuro di creativo
Questa combinazione di cose mi rende infelice, apatica e allo stesso tempo irrequieta ed è una cosa brutta. (Nonché acida eh).
L'infelicità, l'ho già sperimentato, mi rovina tutto: un episodio della mia serie preferita, un fumetto, un film al cinema con il mio moroso... niente è mai abbastanza. Bello, duraturo, coinvolgente, appagante, evasivo...
Odio essere infelice, sono consapevole che me la sono cercata io e che volendo me ne tirerei fuori subito.
Ma come tutti è sempre più facile stare fermi a far niente e continuare a lamentarsi piuttosto che alzarsi e agire... che potrebbero esserci reazioni, e quelle da gestire sono tutto un altro discorso.
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