Esame e delirio
Fatto.
Anche l'ultimo esame in sospeso del secondo anno è stato fatto. Ci credereste? Avevo solo quello a settembre. Chissà come diavolo ho fatto, e sono pure in esubero di punti!
(La modeeestia!)
Doveva essere un esamino facile, fai i bozzetti seguendo le foto che hai fatto con M. alla Querini e alla Mocinigo, riordini le suddette e fai un riassunto della tesina esorbitante che M. ha voluto passarti a tutti i costi. Lei diceva di cambiare solo la formattazione, ma porca miseria, una era di 13 pagine e l'altra di dieci! Io mi vergognavo un po' a presentare come mio quel lavoro... fatto sta che però, è andata alla maniera Heresiae, cioè alla cazzo.
Quando ho un esame la preparazione può avvenire solo in due modi: o mi ci butto a capofitto perchè mi piace ciò che faccio e non vedo l'ora di farlo (vedi sopratutto i laboratori, in particolare due che hanno richiesto l'uso del pc, D. e M. mi hanno monopolizzatto la vita in quei trimestri) e quelli che li tiro fino all'ultimo momento, perchè alla sola vista dei libri che mi hanno dato mi viene la nausea. Fino a luglio era più complicato, con internet davanti avevo una scusa in più per non studiare, peccato che avendolo tolto ho il rovescio della medaglia: non ho sfoghi; c'è stato il buono però, ho riattaccato ad ascoltare la radio: so già la metà delle canzoni nuove del Liga!
Cmq è successo anche per questo esame: nonostante a me piaccia disegnare, l'idea di mettermi a fare ventisei figurini prendendone le forme dai vestiti dell'ottocento e del seicento, mi faceva ribrezzo. Sabato non sono nemmeno riuscita a finire la prima serie di tredici. Domenica ho finito quella serie e ho cominciato a disegnare la seconda, l'ho finita al mattino dopo, a mezzogiorno passato, e dovevo ancora rimetterein ordine le foto, riformattare le tesine, rilegare il tutto e, a Murphy piacendo, fare l'esame riuscendo a trovare delle scuse decenti per quelli che io chiamo pomposamente: 'Ipotesi di bozzetti per opere teatrali', dove Benedetto in 'Molto rumore per nulla' è vestito di verde fluorescente e L.Bracknell di 'L'importanza di essere onesto' sembrava, a detta della prof, una meringa.
Murphy però non era dell'idea, no proprio no. Prima che io finissi gli ultimi due bozzetti infatti si sono presentati i padroni di casa per vedere se c'era M., il fighetto di Napoli (fin'ora l'unico napoletano che proprio non reggo), e già lì, se il buongiorno si vede dal mattino, allora il mio sarà piuttosto schifoso. Infatti mi dicono, per l'ennesima volta che M. (di Bariiii!! lui è anche peggio! >.<) non ha ancora pagato l'Enel. Indovinate di chi è la colpa? Mia, che avevo promesso di portar loro ogni mese i trenta euri dei ragazzi fdino a esaurimento del debito. Insomma, prendo nota che a ottobre dovrò rovinarmi il fegato e andarlo a cercare. Quando abbiamo fatto la festa perchè se ne andava ci mancava poco che io mi mettessi a ballare dalla felicità -.-
Poi, manco a dirlo, chiama F., vuole sapere di Torino, ci vado o no? Quando? F., è proprio un brutto momento questo!
Autubus. Cappero, è l'una e io non ho il biglietto. Come minimo Murphy scenderà in campo ora.
Ci è mancato un pelo, prima volta che riesco a individuare un controllore dall'autobus a cinquecento metri di distanza. Fortuna che non ha fatto niente, sembrava più un autista però, è salito a metà viale della Libertà. Nà sudaaaaata!
Poi finalmente a casa di E.! Ripasso tesi e scorsa alle mie schifezze colorate! (Per la cronaca, la sera prima ero andata a letto alle tre e mezza passate, alle otto ero in piedi e non avevo pranzato!),
Faccia da funerale. L'hanno segata a letteratura artistica. SI, ma cara la mia ragazza, si vedeva lontano un miglio che se gli dicevi la tua opinione quello ti stroncava, e tu hai insistito fino all'ultimo finchè non ti ha bocciato!
Consola E., spero che si ripigli perchè tra un'ora abbiamo un esame.
Infatti si ripiglia, nel momento in cui si rende conto che in realtà io e lei, di st. del costume, non sappiamo niente. Ma tu non eri quella che faceva moda?
Ti passo la tesina di M., una scusa glie la inventiamo.
Vuabbè... stampa, corri vai sono le tre!!!!
Io arrivo più tardi. Ovviamente la copisteria scolastica è strapiena e quindi vado all'altra, più cara, ma ci metto mooooolto meno.
Tutto ok, senonchè quando arrivo là, ormai alle tre e mezza, non c'è ancora nessuno. Cioè, non più di quelli di prima, io, E. e F.
Ok, io rimetto in ordine le foto. Loro vanno a vedere.
Indovinate?
Quelli della guardiola avevano scritto aula B Terese, e poi era atelier 4 Magazzini. Non ci sono andati nemmeno vicini!
Finisce che le foto le metto a posto lì., che E. si becca un 30, che io prometto di prestareil pc a una ragazza con una tesina multimediale; che assisto a uno di quegli che esami che spero di non fare mai, quello quando lo studente litiga apertamente con il prof, e quello poi incazzato dice ad alta voce a tutta la classe il perchè avrebbe dovuto stare zitto.
Me la cavo con un 27, peccato che la tesina gli sia piaciuta tanto, al punto che l'ha voluta.
Giuro, ho sudato freddo.
Questa professoressa è di un'intelligenza, una memoria, un occhio spa-ven-to-si. Non la freghi manco a pagarla, al punto che all'esame di gennaio ha sbattuto fuori un po' di ragazzi che, essendo al terzo anno, un po' di esperienza alle spalle la dovevano avere no?
"Adesso si ricorda di M. Adesso si ricorda di M. Sicurmanete glie l'avrà chiesta. Adesso si rircoda di M.!"
E invece no.
Passiamo ai costumi e al mio pc senza più nominare la tesina, che ovviamente gli dò (quando un prof ti chiede di lasciargli una copia della tesina, bisogna essere pronti a sorridergli a 32 denti e dirgli 'Ma ceeeerto!' E' il massimo dell'aspirazione).
Me la cavo bene, per fortuna non con lo stesso voto di M. o di E., sarei stata in grado di rifiutarlo.
E così, fuori dall'aula, realizzo che finalmente ho finito le tipologie D, e che ho diritto al premio della raccolta punti.
E mi ricordo di G., gli avevo promesso che lo andavo ad aiutare col sito alle Terese.
Oh cappero!
Che si fa?
Lascio E. con A., il pc in carica per la ragazza e mi fiondo. Un'ora dopo sono di ritorno.
Spritz, se non bevo uno spritz sclero!
Più tardi, dopo le otto, con lo stomaco pieno neanche a metà di uno spritz e qualche stuzzichino, mi sorprendo a constatare che mi sento leggera e in forze, come se avessi fatto un buon pasto, dormito otto ore di sonno e inghiottito una bottiglietta di guaranà e passato una giornata di ordinaria amministrazione. Strano, a me l'alcol in genere fa l'effetto di appesantire e far girare il resto del mondo, e invece è fermo. Straordinariamente fermo e nitido. Bellissimo.
Poi realizzo meglio: è così che a me piace. Stare sul filo del rasoio, coi minuti contati, contrastare Murphy, me stessa eil tempo che scorre, prevenire tutto, organizzare di fretta, correre da un parte all'altra. E' così che mi piace e l'ho sempre saputo. Era quello che volevo. Se una cosa non appare abbastanza stimolante, inconsciamente la faccio diventare, rallentadomi.
In poche parole, puro spirito masochista non c'è che dire.
Beh, c'è anche da dire che però l'uni non m imancava ancora così tanto. Certo il mio livello di sopportazoine parentale ormai era al limite, ma mi bastava stare un paio di giorni fuori di casa con gli amici.
Poi arrivo sul ponte e vedo Marghera illuminata sula laguna.
Ecco, questo mi mancava.
Attacco ad ascoltare gli U2 con 'City of blinding lights' e mi rifaccio gli occhi. La città di luce non c'è, ma non importa, questo spettacolo è stupendo.
Rimango ipnotizzata fino a quando gli alberi non mi tolgono la vista di quel posto. Quando arrivo a casa la stanchezza ha il sopravvento, ma proprio non mi viene fame. Sono già le dieci e mezza quando mi ricordo che ho ancora due coppe panna e cioccolato in frigo. Ne mangio una accompagnata dal latte. La seconda la raggiungerà alle tre di notte.
E oggi sono tornata a casa, in mezzo al freddo serale: ero già abituata alle sere calde di Ve, ci sono rimasta quasi male.
In testa avevo un mucchio di pensieri: i padroni e il contrattoù; Torino, che continua più a suonare come un campanello d'allarme che altro; a quel che mi aveva detto mia madre prima di partire, 'Tu se una vittimista. Guarda che la storia non cambia', a quanto aveva ragione; a quanto mi manca Valenza, a Ema che proprio non riesco a dimenticare; all'ultima persona che mi ha deluso profondamente, ma che sono stata felicissima di poterla anche solo salutare nel chiostro delle Terese; a Elisa, che mi manca più di tutto il resto tanto che avolte mi manca il fiato. Il tutto condito da JD, Julia e Hojo, gli U2, i Greenday, Ligabue e quant'altro e alla consapevolezza che ho solo un anno, un solo anno, per fare qualcosa di veramente speciale in quella città.
Nel frattempo cercherò di non ammazzare nessuno, famiglia in primis, si perchè quando torni a casa dopo un weekend così sfiancante un minimo di tranquillità, o lameno routine, lo aneli, giusto? Io invece mi ritrovo con il cane di A. che scorazza per casa, due gatte super isteriche per la su apresenza e intorno al pc una discarica abusciva (più un fortino di libri scolastici degni di Alamo a 5 centimetri dalla schiena).
Porta pazienza, Murphy per oggi non puà più infierire meno di così.
Le mirabolanti avventure deliranti torneranno al prossimo rinsavimento!
La direzione non si assume la responsabilità di ciò che verrà scritto prima di questo momento.
Grazie per la cortese attenzione e arrivderci!
Storia del costume by Tink
RispondiEliminaLa borsetta deve far pandan con le scarpine.
;)
Complimenti per il 27:)
I love Green Day!!!