mercoledì 28 settembre 2005

Sono tornata

Alla fine sono rimasta via fino a oggi. C'è da dire che F. sa come ottenere le cose, sopratutto da me. Infatti è riuscito a farmi rimanere anche le per le trasferte a Susa e a Ivrea. Come? Mah, una semplice frase scoccata al momento giusto proprio il giorno prima dello smontaggio per Susa: 'Certo che abbandonarci proprio il giorno del debutto, quando più abbiamo bisogno di te? Non ho parole guarda'. Potevo di certo aspettarmi che S. stesse zitto? Macchè, ovviamente ne ha stoccata un'altra per dargli man forte. Manco si fossero messi d'accordo deh. O forse si? Fatto sta che sono bastate per farmi snetire in colpa al punto che decisi di rimanere (e fu così che scoprii che in realtà lui aveva fatto che prenotare per me anche giorni delle trasferte, anche se io avevo detto di no - 1° altarino scoperto); lista della spesa: pane, cioccolato, sapone di marsiglia. Via col bucato!

Ah! Ma voi non sapete quanti personaggi ha il copione di questa rappresentazione! Beh, c'è F. il fonico mio capo, che sono indecisa se tenergli Doc come soprannome (e chi legge CH capirà subito il riferimento); poi c'è Simio (uso il suo nome d'arte da dj), che ha tenuto le redini della colonna sonora (nel senso che teneva il mixer e il mouse del pc, non l'ha decisa lui), impossibile non legarci subito, la comunella con lui è stata istantanea; Ciccio (soprannome correntemente in uso), il direttore di scena, un tipo fuori come un balcone e con una risata sferzante; RT, ehm... dunque, lui era... quello che ha deciso le luci, le musiche e allo stesso tempo una marea di altre cose, cmq fondamentalmente è un pezzo grosso, perchè lavorava fianco a fianco con il regista e con la presidentessa dell'orgaznizzazione; F. (un altro), che era il tecnico luci/elettricista, ho faticato a legarci, è quello con cui ho parlato di meno, ma solo perchè non sapevo come diavolo fare; Fe. (tutti con la F accidenti a loro), una bella ragazza di 26 anni volontaria dell'organizzazione che, se avessi saputo prima perchè me la sono ritrovata davanti fin dal primo giorno mi sarei risparmiata un bel po' di paranoie in più (avevo un paio di indizi, ma una imparanoiata con i suoi campanelli di emergenza accessi pensa che anche i nuovi siano per lei! o no?).

Poi ci sono sei attori, uno più fuori dell'altro, sopratutto Greca, che mi ha insegnato un nuovo termine: sbaffo. Sbaffo=gay. Va da se che sbaffa=lesbica. E sbaffissima??? pensateci XD

Ovvio, lei era la mia preferita, esuberante e modenese fino al midollo, quando parlava lei non parlava nessun altro, teneva banco che era una meraviglia e recitava ancora meglio. Uno spettacolo!
Beh ok, lo ammetto (nel caso Doc capiti per qualche strano scherzo del destino neò mio blog, ma solo per dargli un po' di soddisfazione in più :p), StanzaNera era il mio attore preferito, ma solo per il bel vedere che offriva *_*
Inutile dire che, avendomi affidato il ruolo di microfonista (e aventi quei bei microfoni con il radiotrasmettitore e il filo che va infilato sotto la maglietta), uno dei momenti migliori della mia giornata era quando dovevo microfonare lui (eeeheeh). Però sacramentavo non poco quando incominciai a vedere che stavano prendendo tutti la brutta abitudine di toglierseli da soli. Non per altro, ma così non avevo più la scusa per avere determinati contatti con un f**o come lui (in Chiesa poi! bambina cattiva! Ah si, eravamo in Chiesa a fare gli spettacoli ^^') Poi Doc ha deciso che i microfoni correvano un po' troppi pericoli e li ha dissuasi/ordinato di non farlo più (eeeeeehhehehehehe).
Poi ce n'erano altri 4, che mi hanno fatto sacramentare tutti a dovere assieme agli altri due, perchè nemmeno negli spettacoli tenevano un tono di voce che fosse uguale alla sera/prova precedente (quando andai giù a To non immaginavo che sarei finita a fare qualcosa di più della galoppina/facchina/e , dopo che me l'ha comunicato, microfonista. In realtà mi addestrò ben bene a tenere il mixer, perchè lui domenica sarebbe dovuto andare a fare uno spettacolo con il Lupo, che non si muove senza di lui. Così alla seconda serata di To, sabato, lo tenni io con lui a fianco... più o meno... domenica fui da sola. Siccome ci aveva preso gusto a non far niente durante lo spettacolo, me lo diede anche ieri a Ivrea. Lui dormì. Fu così che scoprii che nemmeno i tre attori professionisti - Greca a parte - riuscivano a tenermi un tono di voce abbastanza fisso da una sera all'altra - e dovevano solo leggere!!!! - degli altri tre ragazzi - usciti dalla scuola di recitazione giusto l'altro ieri più o meno - smisi di illudermi quando sabato Blanche mi urlò letteralmente nel microfono una battuta che aveva appena bisbigliato per tutte le prove).

Insomma a conti fatti erano due fanciulline, un fanciullino (^ç^), un hommo, una femmena (età indefinita, impossibile dare un'età alla Greca, nemmeno Doc, a cui l'ho chiesto perchè la conosce, ha saputo dirmelo) e l'attrice principale che ha passato da un pezzo l'età in cui si poteva ancora divulgare la sua vera età.
Poi c'èra il Regista, un uomo a cui porterò una buona dose di calmanti non appena lo rivedrò, un nervosismo tale... che riusciva ad attacarmelo solo se mi guardava!

Un cast di tutto rispetto, non cè che dire, poi ci sono altre comparse, tipo la Presidentessa o (udite! udite!) Telespalla Bob.

Allora, quanti di voi guardano i cartoni animati? Tutti credo, no? E quanti di voi pensano che un giorno li incontreranno in carne e ossa? Io no e neanche voi credo. Giusto?

Però è successo, io l'ho incontrato.

Io lo conoscevo già di fama questo ragazzo, dal giorno del sopralluogo quando Doc, RT, io e la Presidentessa abbiamo pranzato assieme, ne hanno cantato lodi, difetti e tirato sacramenti, poi ho scoperto che era diventato l'assistente di RT. Bene!, nevrotico il capo, agitato l'assistente, immaginatevi che coppia! Solo che non l'avevo mai visto di persona, sapevo solo che aveva una gran massa di capelli castani a cespuglio (affettuoso soprannome con cui è conosciuto poi in tutta To). Lo vedo una mattina, circa al secondo giorno, che passa di corsa davanti alla chiesa sui cui gradini eravamo seduti io e Simio, gli altri sparsi lì in giro. Lo vede e si ferma di colpo, chiedendogli dov'è RT, io per riflesso rispondo assieme a lui. Credo che non mi abbia manco vista e quando se ne va sento gli altri che commentano le sue prodezze (non simpaticamente) e F. dice: 'Cavoli, però assomiglia a Telespalla Bob!'. Richiamo in memoria l'immagine persa di uno dei personaggi dei Simpson e spalanco gli occhi. Cavoli! E' lui spiccicato!!
Giuro che non scherzo!
Alto, pallido e con la stessa capigliatura. Se avesse anche il ghigno sadico e la sua stessa professione non ci sarebbe alcuna differenza!!
Ma vi rendete conto?

Telespalla Bob esiste!!!!!!

E se esistessero anche i Simpson? O_o



Beh insomma, ho passato dodici giorni in un manicomio, al punto che volevo entrarci sul serio per testare quel detto: Il manicomio non è dentro, ma fuori! e vedere se riuscivo a ritrovare un po' di pace e, magari, il sonno. Si, perchè tra l'agitazione, il letto duro come una tavola, la mancanza di scuri, una tenda che non si chiudeva bene e una strada pricipale (con tanto di tram) proprio sotto la mia finestra, ha fatto si che i primi 5 giorni siano stati all'insegna dell'insonnia. Abbiamo soprannominato quell'albergo Hotel Tristezza, e questo perchè tutto è triste lì, dalla facciata decadente, alle anziane signore che lo gestiscono, ai colori delle camere e dei corridoi, sorvolando poi sul fatto che ovviamente c'erano i lavori in corso, come in tutta To (To! Una città, un cantiere!). Fortuna che ho avuto tre giorni in un Hotel più bellino, con la camera e il bagnetto più piccoli sì, ma in una via più tranquilla, con il materasso più comodo e... gli scuri alla finestre!!
Apoteosi.
Prima notte che dormivo sul serio da quando ero lì. Colazioni da favola.
Poi sono tornata al Tristezza, ma ero così stanca che l'unica sera in cui il sonno non mi ha raggiunta è quando il mio vicino di stanza ha deciso che il volume della tv non era abbastanza alto. Ho dovuto bussargli alla porta e poi infilarmi dei tappi improvvisati nelle orecchie per dormire un pochino, ma ormai il danno era fatto, il cervello era 'drammaticamente' puntato su ON e non c'era verso di metterlo sull'OFF. Tragica.

Vorrei raccontarvi per filo e per segno lo sclero degli smontaggi con relativo montaggio/smontaggio (in giornata), ma oltre a esssere abbastanza noiosi, so che voi siete curiosi di altri altarini (cara grazia, con tutta la pubblicità che ne faccio!). Beh, vi dirò che Doc tanto ha fatto e tanto ha detto, che è riuscito a entrare in confidenza con me al punto che ormai mi permetto di rispondergli a tono anche fisicamente. Una sera che era arrivato un suo amico la sera del debutto a To (stessa pasta, figurarsi), una delle sue battute è stata 'E' meglio se la scarichi subito perchè questa ti distrugge!'; questo è livello della nosta confidenza, come due persone che si conoscono da abbastanza tempo per potersi permettere ogni sorta di battuta senza censure. Siamo anche arrivati al punto che, non so come, abbiamo intavolato l'argomento: 'rapporti sentimentali tra persone con parechia differenza di eta', e io ridendo e scherzando gli ho detto che non riuscirei a stare con uno che ha già più di 5-6 più di me. Lui ha finto di offendersi dicendo che potevo almeno lasciargli l'illusione. Non avevo ancora capito all'epoca... che cretina!
Sono riuscita (più o meno) a capire anche perchè diamine tra tutte quelle ragazze ha scelto me, solo che postarlo per filo e per segno mi sembrerebbe di adularmi da sola (cosa già fatta poi), fatto sta che non era per quello che io immaginavo, ma per quello che mi porto dietro in quella scatolina che ho sul collo: a quanto pare gli è piaciuto il contenuto. E gli anche piaciuto il fatto che, nonostante facessi di tutto per essere serissima, lui avesse capito subito che ero tutto l'opposto (2° altarino!)
Io sto ancora cercando di capire dove diavolo tiene la macchinetta a raggi X e il lettore del pensiero. Forse nascosto nello zainetto verde che tiene con se. Si certo! In realtà quel microfono e quella sottospecie di radiotelefono che misura le onde sonore sono macchine per spiare i pensieri altrui! Ti ho smascherato Doc!!! (E anche lo sclero della notte è stato detto XD)

Certo è stato meno divernte subirsi all'inizio tutte le battute sulla mia scarsa femminilità nel modo di vestire, però a un certo punto mi sono davvero scocciata e siccome aveva nominato una mia compagna venuta con me la prima volta che abbiamo lavorato con lui, dicendomi che sicuramente lei era più femminile, e che da brava assistente gli avrebbe fatto i massaggi e da cuscino e sarebbe stata molto più comoda visto che non era 40 kg solo di pelleossa, alla terza volta che mi faceva notare una ragazza in mezzo alla strada nominando L. io ho preso il telefono e ho richiamato il suo numero. Me l'ha strappato dalle mani come ha capito cosa stavo facendo. XD Però dopo è stato più facile rispondere alle battute.

La sera dopo però l'altarino, quello che più mi premeva (il terzo, il più importante, quello su cui si basano tutte le mie paranoie!!) ho scoperto... beh, che non esisteva!! Infatti io lasciai Fe e Doc da soli la sera dopo il debutto, io ero stanca morta, Fe doveva tornare al suo albergo un po' più distante da nostro e Doc la accompagnava. Avevo un certo presentimento, ma forse la mancanza di sonno mi doveva avere un po' rimbambita.
Fatto sta che alle due passate del mattino Doc piomba in camera mia, si accascia sul letto e comincia a mormorare frasi che sembravano indipendenti l'una dall'altra, tra cui ho colto diverse cose: che ha una storia abbastanza seria con una donna di trentatre anni; era alla ricerca di un po' di tranquillità, cosa normale alla sua età; che Fe aveva sconvolto la sua vita dal momento in cui ne era entrata e non riusciva a starle lontano; la sua fidanzata ufficiale aveva già capito che qualcosa non andava e avrebbe avuto la conferma come sarebbe tornato a casa; lui e Fe avevano discusso e lei era andata via piangendo; era sicuro che il giorno dopo se ne sarebbe andata e che lei non provava niente per lui.  Morale della favola, non sapeva più come e dove sbattere la testa.
Finita la tiritera tristissima che mi ha lasciato un senso amaro e di tristezza nel rendermi conto che due persone a cui volevo bene si stavano facendo del male da sole per chissà quale motivo, è andato a dormire, il giorno dopo sarebbe andato dal Lupo e io avevo capito che dovevo, come al solito, fare la diplomatica, per il bene loro, ma anche mio. Mi piace avere un ambiente simil-sereno intorno a me e questo comporta anche immischiarsi negli affari degli altri (anche se qui ci sono proprio stata buttata dentro). Insomma, anche se avessi avuto tutto il diritto di godermi quella mattinata e quel pomeriggio di totale riposo (niente prove!!) andai da Fe (che non partì, Doc è un gran pessimista), riuscii a farmi raccontare più o meno tutto un po' più chiaramente, e a cercare di farle capire anche il punto di vista di Doc (riuscendo poi tornare in albergo per veder la replica del motoGP che mi ero totalmente scordata!). Alla fine, l'unica cosa decente di quella giornata furono il 7° mondiale vinto da Valentino (YAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHH) e i complimenti del regista per essere riuscita a tenere il mixer tuttta da sola (XD); per il resto restai preoccupata fino al giorno successivo, anche se avevo rassicurato Doc sulle intenzioni di Fe a rimanere fino a martedì.
Infatti i due avevano deciso che il giorno dopo si sarebbero, se non chiariti, riavvicinati (per telefono ovvio - non conosco questa parte, l'ho solo intuita e non la voglio sapere- e questo un po' grazie al mio sclero per aver compreso che Doc, quella mattina, in preda allo sconforto aveva disdetto la mia camera e ordinato che il letto in camera sua fosse diviso; credeva che Fe se ne andasse e voleva risparmiare sugli alloggi, ma non aveva fatto i conti con il mio bisogno di solitudine dopo più di docici ore passate in intensi contatti sociali e il fatto che il suo pessimismo non corrisponde alla realtà; io sclerai un po' con Fe e lei vide bene di capire che razza di pasticcio aveva combinato Doc con l'albergo, perchè  la mia prenotazione non risultava più. Insomma, uno sclero utile!! Chi lo avrebbe mai detto!) e Fe sarebbe tornata a dormire in camera di Doc.
Però non finì lì. Non so quale parto pazzo della sua mente, Doc decise che io ero la consigliera ideale e ne parlammo anche a Ivrea dopo il montaggio (in una chiesa posticcia, con colonne finte, marmo finto, sedie rosse al posto dei banchi e un prete orribile, apprensivo e cattivo dentro. Mi vendicai della brutta azione che aveva commesso contro un povero gattino terrorizzato - da lui - scherzando con Doc sulle dimensioni del mio seno e sulle insinuazioni che aveva fatto via mail, su un probabile mio vestito scollato e con spacco fino alla coscia da indossare alle serate, mentre montavamo i windup e il parroco si avvicinava velocemente per vedere cosa stavamo facendo alla sua chiesa; si è allontanato alla velocità della luce e lo abbiamo rivisto solo quattro ore dopo - giusto per la cronaca, chi mi vede la prima volta mi da circa 15 anni, lui dimostra tutti i suoi 47. Fate due più due ^^) ma eclissai dicendo che io sono una brava ascoltatrice e cerco solo di mostrare bene la realtà dei fatti a chi non la vuole vedere, consigliandogli di smetterla di procedere alla cieca e di accendere un faretto ogni tanto, che non fa mai male vedere dove si sta andando a finire, sopratutto in queste situazioni (si ma lui è masochista! C'è poco da fare in quei casi, è così e basta). Poi però siamo passati all'argomento sesso e non so cosa mi ha imbarazzata di più se parlarne con lui, parlarne in una chiesa o ricordare che il livello della mia vita sociale/sentimentale era pari a quello di Venezia, sotto il livelo del mare insomma. Mah.

Insomma, terzo altarino scoperto. Lui mi ha trattato per tutto il tempo a metà tra un compagno d'arme e una figlia, solo che nella mia totale ignoranza dei diversi comportamenti tra i due sessi che vigono nel resto d'Italia, ho travisato bellamente fino a quella fatidica sera. Questo non vuol dire che io abbia abbassato la guardia, visto che fisicamente mi ha detto più volte che gli piaccio e vista la sua tendenza 'pedofila' (detta sua eh?) un po' sul chi vive resterò sempre, in fondo ci sono già passata e non costa niente starci un po' attenti.

Mi sono sentita una gran stupida però. In fondo avevo tutti gli indizi: Fe che invece di andare nell'albergo in cui aveva una camera gratis rimane da Doc e lui che dice che da un pezzo che dormono assieme, lei che compare costantemente a tutte prove pur essendo un membro del comitato organizzativo di tutto il progetto (che erano un centinaio di seminari e un unico spettacolo teatrale), Doc che commenta quanto deve essere complicato innamorarsi di Fe, ecc... E poi non è che le cose lui le nasconde, semplicemente non le dice (così come sabato non mi aveva avvertito che dopo le sette che avrei condotto io la fonica dello spettacolo, cosìcche io ero arrivata alle nove con un mal di stomaco di quelli micidiali. Simpatico.)
Ma io dove l'avevo il cervello in quei momenti? Fissi alle pile dei microfoni credo.
Meglio sorvolare o l'autostima accumulata in questi giorni si eclissa.

Nonostante la stanchezza mi sono divertita un casino però. Non credevo che lavorare dietro le quinte sarebbe stato così divertente, i tecnici sono uno sballo, uno più matto dell'altro, le battute che fanno durante le prove sono impagabili (e anche fuori). E' stato bello vedere come i racconti di mia cugina in ambiente teatrale (scenotecnico più che altro), non rispecchiavno quelli del mondo tecnico: da lei non importa come e quanto lavori per la rappresentazione, ma come ti lavori i capi; da me non importava come ti lavoravi i capi, purchè tu facessi bene il tuo lavoro e possibilmente anche quello che non dovevi fare. Siccome più riesco a rendermi utile più sono contenta, mi sono proprio trovata a fagiolo come si suol dire.

Ho poi anche riscoperto il piacere di vivere in un ambiente maschile e molti lati del mio carattere che avevo nascosto chissà dove, e chissà come si sono risvegliati in questi dodici giorni di delirio totale: ho fatto e detto cose che non sapevo di avere dentro, ho raccontato con la massina naturalezza pezzi del mio passato che alcune delle mie migliori amiche ancora non conoscono, e ancora non so perchè.

Risultato del test: credo di aver imbroccato la strada giusta.
Non dico che voglio fare la fonica, per carità, ma se non altro sono nel posto in cui voglio stare.

Ho ancora fisse le parole dell'amico di Doc: 'Questo lavoro ha di buono che non ti permette di pensare ad altro'.
Proprio quello che cercavo.

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