31 Dicembre
Sono appena andata trovare mia cugina. Come prevedevo aveva indossato la faccia che usa per mascherare tutto, ma per chi sa dove guardare lo vedeva che non era proprio a posto e io la conosco da vent'anni.
La casa era un continuo via vai di gente, C. ha indirizzato tutti sopra e io li ho seguiti, credevo ci fosse la zia, invece c'era la bara aperta. Sono rimasta inchiodata sulla porta e ho fatto dietro front; ho già un'immagine di questo tipo in memoria con cui non ho ancora fatto i conti, non voglio averne un'altra. Mi riavvicino alla C., deve uscire per andare al lavoro, ha una borsa e gli stivali da portare; 'C'ha H., dammi una mano', certo, in casa non si può parlare.
E' un vizio di famiglia, loro in particolare, perchè anche la famiglia della zia è così: mai far vedere troppo quel che pensi o provi, se riesci a non farlo vedere del tutto, meglio. Si aprono solo con chi si fidano e solo a voce, mai troppo espressivamente. Più di una votla mi sono stupita di vedere che di me si fida: strano lo sodalizio che abbiamo instaurato a dodici anni, è tra i più solidi che io abbia e non ho ancora capito come è iniziato.
Mi parla mentre andiamo alla sua macchina, mi dice che ieri era proprio uno strazio, che ieri è dovuta andare al lavoro per forza e che non portano via la nonna fino a lunedì, giorno del funerale. Lei deve per forza passare dalla camera degli zii per andare in soffitta a dormire, la vede ogni volta che si sveglia.
Io non so mai fino a che punto mi posso spingere con i contatti fisici con lei, però azzardo un braccio intorno alla sua vita e non si scosta, dura poco e forse fa più bene a me che a lei, ma io non so mai cosa dire in queste circostanze, per lo più ascolto.
La nonna Gemma è la nonna con cui è cresciuta la C., con lei ha avuto lo stesso rapporto che io ho avuto coi miei nonni paterni, quelli che avevamo in comune; sono morti entrambi tra i nostri 11-12 anni, io ero stravolta, lo sono stata per un bel po' e per qualche tempo l'ho detestata per la sua freddezza, poi mia madre mi ha fatto notare che lei era molto più affezionata a sua nonna materna che non a loro. Vero, l'ho constatato più volte, C. adorava sua nonna, non credo siano in tanti i nipoti che portano l'intera compagnia di amici a casa dei nonni.
Per lei però dev'essere stato anche peggio: nell'ultimo anno l'ha avuta in casa, l'ha vista consumarsi piano piano, se ne è presa cura assieme a sua madre... negli ultimi due giorni delirava.
Mi ha detto che ha sempre detestato le feste natalizie, ora non le sopporterà più. Le ho detto che il sistema per superarle lo troveremo - d'altronde non sarà così difficile chiudersi in baita o in cantina di qualcuno con abbastanza schifezze antinatalizie e gridare buon Ferragosto no?! Devo ricordarmene il prossimo anno...
La zia aveva la stessa faccia, quelle due litigano sempre ma sono più simili di quanto ammetteranno mai. Allo zio ovviamente non glie ne importava più di tanto, quand'erano appena sposati la salutava così la nonna Gemma: 'Beh, quand'è che muori che ci lasci la casa?', perfettamente ricambiato da quel che ne so.
Oggi la C. aiutera il Cugino in cucina (è cuoco), poi servirà ai tavoli e all'una sarà al disco bar fino alle sei. Vorrei fare qualcosa, starle vicino, ma come faccio?
Prima poi dovrà sfogarsi e non so come farà, per fortuna ha un amico fidato qui.
Non sono esattamente le vacanze che mi aspettavo, sono state migliori quelle di quando i miei si erano appena separati, anche se ogni tre per due incontravamo per strada qualcuno che diceva: 'Che peccato! Eravate una così bella famiglia!', e io e mia sorella avevamo improvvisamente istinti omicidi da trattenere.
Stasera c'è la festa a casa di un amico di nostra madre con altri amici nostri, me ne è passata completamente la voglia.
Ora ho capito perchè le disgrazie non vengono mai da sole: ti lasciano un po' di tempo in cui ti tranquillizzi, abbassi la guardia e pensi che tutto stia andando, se non bene, discretamente, che sei riuscita a costruire un diga decente; poi qualcosa fa crack e tutto ricomincia a precipitare di nuovo, una frana di fango che corre giù per il fianco della montagna, travolgendo tutto ciò che ha costruito, lasciando in piedi ben poco di quel che ti sei lasciata alle spalle, convinta di trovarli ancora lì al tuo ritorno. Piazza pulita in un'istante, è molto più spettacolare che farlo poco alla volta e anche più efficace.
Non sono sicura che abbia smesso di franare.
Ieri sera ho fatto il classico riepilogo di fine anno, che ovviamente contiene sopratutto il vittimismo per gli anni vissuti qui che non l'anno in se, infatti ho dormito malissimo; oggi però proprio non ho voglia di riepilogare e fare nuovi propositi, non serve a niente e ce li si dimentica già al due Gennaio.
Sono proprio stufa, il primo che l'anno prossimo mi chiede come passerò le vacanze natalizie risponderò: il 25 aspettando il caro Babbo tra il chiaro e lo scuro e festeggiando la sua dipartita il 31. Se non altro sfogo la cattiveria repressa.
Il Grinch aveva tutta la mia simpatia.
Beh, Buon Anno a chi è allegro, si diverta anche per tutti quelli che non possono o non ne hanno molta voglia.
Spero che mamma abbia messo abbastanza cioccolato nel dolce...
Sono appena andata trovare mia cugina. Come prevedevo aveva indossato la faccia che usa per mascherare tutto, ma per chi sa dove guardare lo vedeva che non era proprio a posto e io la conosco da vent'anni.
La casa era un continuo via vai di gente, C. ha indirizzato tutti sopra e io li ho seguiti, credevo ci fosse la zia, invece c'era la bara aperta. Sono rimasta inchiodata sulla porta e ho fatto dietro front; ho già un'immagine di questo tipo in memoria con cui non ho ancora fatto i conti, non voglio averne un'altra. Mi riavvicino alla C., deve uscire per andare al lavoro, ha una borsa e gli stivali da portare; 'C'ha H., dammi una mano', certo, in casa non si può parlare.
E' un vizio di famiglia, loro in particolare, perchè anche la famiglia della zia è così: mai far vedere troppo quel che pensi o provi, se riesci a non farlo vedere del tutto, meglio. Si aprono solo con chi si fidano e solo a voce, mai troppo espressivamente. Più di una votla mi sono stupita di vedere che di me si fida: strano lo sodalizio che abbiamo instaurato a dodici anni, è tra i più solidi che io abbia e non ho ancora capito come è iniziato.
Mi parla mentre andiamo alla sua macchina, mi dice che ieri era proprio uno strazio, che ieri è dovuta andare al lavoro per forza e che non portano via la nonna fino a lunedì, giorno del funerale. Lei deve per forza passare dalla camera degli zii per andare in soffitta a dormire, la vede ogni volta che si sveglia.
Io non so mai fino a che punto mi posso spingere con i contatti fisici con lei, però azzardo un braccio intorno alla sua vita e non si scosta, dura poco e forse fa più bene a me che a lei, ma io non so mai cosa dire in queste circostanze, per lo più ascolto.
La nonna Gemma è la nonna con cui è cresciuta la C., con lei ha avuto lo stesso rapporto che io ho avuto coi miei nonni paterni, quelli che avevamo in comune; sono morti entrambi tra i nostri 11-12 anni, io ero stravolta, lo sono stata per un bel po' e per qualche tempo l'ho detestata per la sua freddezza, poi mia madre mi ha fatto notare che lei era molto più affezionata a sua nonna materna che non a loro. Vero, l'ho constatato più volte, C. adorava sua nonna, non credo siano in tanti i nipoti che portano l'intera compagnia di amici a casa dei nonni.
Per lei però dev'essere stato anche peggio: nell'ultimo anno l'ha avuta in casa, l'ha vista consumarsi piano piano, se ne è presa cura assieme a sua madre... negli ultimi due giorni delirava.
Mi ha detto che ha sempre detestato le feste natalizie, ora non le sopporterà più. Le ho detto che il sistema per superarle lo troveremo - d'altronde non sarà così difficile chiudersi in baita o in cantina di qualcuno con abbastanza schifezze antinatalizie e gridare buon Ferragosto no?! Devo ricordarmene il prossimo anno...
La zia aveva la stessa faccia, quelle due litigano sempre ma sono più simili di quanto ammetteranno mai. Allo zio ovviamente non glie ne importava più di tanto, quand'erano appena sposati la salutava così la nonna Gemma: 'Beh, quand'è che muori che ci lasci la casa?', perfettamente ricambiato da quel che ne so.
Oggi la C. aiutera il Cugino in cucina (è cuoco), poi servirà ai tavoli e all'una sarà al disco bar fino alle sei. Vorrei fare qualcosa, starle vicino, ma come faccio?
Prima poi dovrà sfogarsi e non so come farà, per fortuna ha un amico fidato qui.
Non sono esattamente le vacanze che mi aspettavo, sono state migliori quelle di quando i miei si erano appena separati, anche se ogni tre per due incontravamo per strada qualcuno che diceva: 'Che peccato! Eravate una così bella famiglia!', e io e mia sorella avevamo improvvisamente istinti omicidi da trattenere.
Stasera c'è la festa a casa di un amico di nostra madre con altri amici nostri, me ne è passata completamente la voglia.
Ora ho capito perchè le disgrazie non vengono mai da sole: ti lasciano un po' di tempo in cui ti tranquillizzi, abbassi la guardia e pensi che tutto stia andando, se non bene, discretamente, che sei riuscita a costruire un diga decente; poi qualcosa fa crack e tutto ricomincia a precipitare di nuovo, una frana di fango che corre giù per il fianco della montagna, travolgendo tutto ciò che ha costruito, lasciando in piedi ben poco di quel che ti sei lasciata alle spalle, convinta di trovarli ancora lì al tuo ritorno. Piazza pulita in un'istante, è molto più spettacolare che farlo poco alla volta e anche più efficace.
Non sono sicura che abbia smesso di franare.
Ieri sera ho fatto il classico riepilogo di fine anno, che ovviamente contiene sopratutto il vittimismo per gli anni vissuti qui che non l'anno in se, infatti ho dormito malissimo; oggi però proprio non ho voglia di riepilogare e fare nuovi propositi, non serve a niente e ce li si dimentica già al due Gennaio.
Sono proprio stufa, il primo che l'anno prossimo mi chiede come passerò le vacanze natalizie risponderò: il 25 aspettando il caro Babbo tra il chiaro e lo scuro e festeggiando la sua dipartita il 31. Se non altro sfogo la cattiveria repressa.
Il Grinch aveva tutta la mia simpatia.
Beh, Buon Anno a chi è allegro, si diverta anche per tutti quelli che non possono o non ne hanno molta voglia.
Spero che mamma abbia messo abbastanza cioccolato nel dolce...
Spero che il tuo dolce sia stracarico di cioccolata:)
RispondiEliminaTi abbraccio forte forte forte!!!