mercoledì 21 dicembre 2005

Umanità


Oggi sono andata alla segreterie studenti per consegnare la mia domanda di riduzione tasse. Dopo essere stata dirottata dalla segreteria studenti della mia facoltà a quella dell'università in Campo della Lana (giusto dall'altra parte di Dorsoduro...), sono arrivata in un ambiente in puro stile iuav: vetro, alluminio, sedie in perfetto stile sala d'attesa (ma con stile), piastrelle in marmo, scale a vista, porte a vetri (la cui unica aperta ovviamente non era segnata) e una macchinetta molto poco visibile (sembrava più uno dei tanti cartelli in braille che stanno alla sede centrale) su cui avrei dovuto prendere il numero per attendere il mio turno per lo 'Sportello segreteria studenti' (come alla posta!!) 
Un bel tabellone con i numeri luminosi in rosso che emetteva un suono da 'chiusura delle paratie di una nave che si sente nei film' o 'allarme di autodistruzione -sempre dei film', era proprio sopra la porta che conduceva al corridoio della segreteria; sulla stessa (sempre in vetro) un foglio scritto in evidenziatore verde, in un pessimo stampatello, ammoniva severamente che bisognava consegnare il bigliettino e una volta passato il numero il turno era perso (in mezzo a tante indicazioni scritte al pc... ma dai...). La sala d'attesa era il cortile interno di un palazzo veneziano (ovviamente a Ve nessuno costruisce edifici nuovi ^^), riverniciato di un bel rosa antico. Quattro sportelli Spin (delle macchine alte poco meno di una persona, con tastiera a filo col piano, monitor incassato in un cubo di legno e per mouse una pallina) erano ai lati della porta, ovviamente spenti. Il tutto non ha più di qualche mese di vita (c'erano degli operai al lavoro sull'impianto elettrico...)
E poi ci si chiede perchè l'università sia finita in rosso e ci abbia raddoppiato le tasse.

Attesa.
32...
33...
34...
Dai che ci siamo...
35! Evvai, tocca a me!

Come tutta la burocrazia, niente è mai facile, sopratutto se si ha a che fare con impiegate delle segreterie studenti. Però forse quel clima e il numeretto giovano alle impiegate, infatti, con molta calma (ma non troppa) e professionalità, l'impiegata prima si accerta che possano accettare la mia riduzione tasse fatta da un Caaf non convenzionato e quindi arriva un'impiegata istruita  - a quanto pare - proprio per questo, che assicura di si, ma becca subito la magagna: non mi hanno fatto gli ultimi calcoli che servono all'università e che i Caaf non convenzionati, con cui però l'uni aveva parlato, nonostante la promessa non fanno mai. Ma niente paura, se vado a un Caaf convenzionato con quello che ho già, quest'ultimo calcolo me lo fanno loro. Uao! Mi chiedono anche se voglio il numero per prendere subito l'appuntamento!

Però non è solo l'insolita gentilezza delle segretarie (insolita sia che ci siano duemila persone che si devo immatricolare, sia quattro gatti come oggi) a lasciarmi piacevolmente sopresa, è una frase cha ha detto la seconda impiegata quando ha visto il mio stato di famiglia e il verbale del tribunale sulla separazione dei miei: 'Oh! Che triste.'
Non ha detto altro, è subito passata a esaminare il certificato seguente, ma mi ha fatto effetto.
In genere la gente tende a tenersi per se queste considerazioni o a non farle affatto, le ignora e le prende come dati di fatto normali, da bravi impiegati burocrati. Probabilmente se ne è già dimenticata, ma in quei tre secondi non era più l'effiiciente e impersonale impiegata della segreteria studenti, era un essere umano che si commuoveva per qualcuno che non aveva mai visto prima, ed è stato bello.
Nessuno me l'aveva ancora detto.
E' stato molto bello.
Grazie.


 


 

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