Guardo i pezzi del mio mondo riassemblarsi.
Ritrovare uno schema, una logica, uno scopo, una struttura.
Qualcosa che si era perduto da mesi tra le implosioni ricompare, a sprazzi. E' veloce malgrado i tentativi della mia mente di rallentare. Così veloce che a riguardarsi indietro sembra di aver viaggiato per giorni e invece abbiamo solo fatto molta strada.
Manca quasi il fiato, ci si vorrebbe fermare.
Ma non si può, non c'è abbastanza tempo. Bisogna correre, saltare gli ostacoli, accettare passaggi, cercare scorciatoie, ignorare le perdite di tempo, risolvere velocemente le futili questioni necessarie.
Ci sono persone da rivedere, testi da scrivere, incontri da organizzare, nuove routine da inserire, progetti da portare avanti.
E' una vita nuova.
Non sta iniziando, è già qua. Ancora mezza incartata nel cellophane da cui l'ho tolta pochi giorni fa. Lucida, nuova di zecca. Mi ammicca, ha voglia di scatenarsi, consuma molta energia.
Ultimamente ho tanto sonno e ho ben in mente cosa voglio e cosa no. E' difficile portare avanti le cose che non voglio ma devo stringere i denti ed evitare di perdermi nei miei sogni. Devo solo ricordarmi che dopo quella salita c'è un bel prato, in cima a una scogliera, al sole, fiorito e una coperta soffice su cui riposare e continuare a sognare, con qualcuno con cui condividere tutto questo.
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