Blues in bikini
L'altro libro che ho letto (perchè ovviamente Hornby è stato divorato in fretta nonostante cinque ore fossero dedicate al nuoto, dieci alle nanne, due almeno - ma a volte anche tre - ai viaggi tra spiaggia e spiaggia e il resto era docce, pappatoie, lotta alle formiche e semplicemente tempo passato a convincersi che non era più ora di fare le nanne), è Sardinia Blues. Il Baro si è fissato cogli autori sardi, che lui della Sardegna è già drogato da anni.
Bellino, ma la mia droga sarda mi sa che rimane Bianca Pitzorno.
Epperò.
Le conseguenze ci sono comunque state.
Chi è nato, cresciuto e vissuto in città, la noia la intende in maniera un po' diversa da chi, come me e Soriga, arriva da un mortorio. Un mortorio doppio, perchè a differenza di Soriga, non ci sono nemmeno quei tre mesi all'anno in cui il resto del mondo si degna a venire a fare una capatina e a portare un po' introiti, vita e fastidio.
No. Da noi la noia è mortale. Nel senso alcolico e stupefacene del termine.
Da me poi il fastidio lo procurano abbondantemente gli stessi autoctoni, in maniera così proficua ed efficiente che mi sorprende che l'Ossola non sia ancora implosa. In quei tre mesi all'anno comunque, noi siamo quelli che si spostano.
Sebbene il mare sia un po' diverso dalla montagna, la rottura di cazzo è la stessa. E anche la bigotteria, idiozia, pettegoleria. La differenza, è che da quelle parti se ne vanno in un po' di più e senza molti piagnistei.
La conseguenza di Sardinia Blues è stato che ovunque andassi in Sardegna poi provassi a immaginarmela d'inverno.
Da suicidio.
Quindi ho smesso immediatamente di invidiare gli isolani e ho ringraziato ancora la mia me stessa tredicenne per essersene andata di casa così presto. Se i protagonisti del libro sono veri anche solo la metà, ho ragione di credere che dalle mie parti ce ne siano molti di più messi peggio di quel che mi immagino.
E io immagino splatter.
madonna...
RispondiEliminaanche il posto dove vivo io penso sia un po' come l'ossola... pero' a me piace in fondo in fondo... e second me il massimo della sfiga per una persona e' nascere e vivere in una citta', e piu' grossa e' e piu' e' uno sfigato.
mi sa che sono un sacco decadente.
Beh, ma tu sei anche un caso un pochetto particolare. Vai, vieni, fai, disfi, te ne infischi, ti sei trovato il lavoro che ti piace... =) mentre la maggior parte di chi nasce e cresce in quei posti ci rimane invischiato, soprattutto se non se ne stacca al momento giusto (e a volte nemmeno se lo fa).
RispondiEliminaCosì quando torno trovo una marea di facce infelici che però non hanno le palle per andarsene. E l'astio aleggia e l'alcolismo dilaga XD
Senza contare l'ideologia popolare del trovarsi un lavoro vero che fa a pugni con quella sociale del lavoro figo che ci propina la tv, che li mette nella terribbbile situacion del sapere di dover pigliarsi il primo lavoro che trovano per fare quattrini e odiarlo perchè lo odiano e non gli piace. Però da lì mica si schiodano ^_-