Ociò che muori!
Ma il libro in assoluto più bello che ho letto in queste vacanze, non era inglese e non era italiano. Alla facciaccia del vecchio storicissimo continente, il nuovo mondo ha stravinto... di nuovo: Vedi di non morire di Josh Bazell.
Da un tizio con due lauree e una specialistica (tutte serissime poi), proprio non te lo aspetti che scriva una cosa del genere. Sono tipo quattro ore della vita di un tizio, un medico, più o meno. Ed è giovane, cosa che si tende a dimenticare spesso mentre lo si legge, ed è tipo dottor House, se House non fosse zoppo, ultra quarantenne, famoso e e piuttosto amebico dal punto di vista delle arti marziali.
Bazell ti infarcisce una storia tutta flashback (che è una cosa che mi fa impazzire da quando da adolescente ho scovato quel fantastico romanzo purtroppo scritto alla classica melensa maniera di un Harmony ma che ha una storia fantastica che si chiama Smeraldi e no l'autrice non me la ricordo) e aneddoti e nel momento in cui gli concedi il minimo beneficio del dubbio... è fatta. T'ha preso, non gli scappi più.
In quelle quattro ore ovviamente non gli rimani attaccato al culo per tutto l'ospedale solo per aneddoti e flashback, lo fai per vedere se alla fine sopravvive, cosa non molto scontata visto lo sviluppo del romanzo. Ecco, Vedi di non morire, è un classico esempio di come vorrei scrivere io. Tra l'altro è in prima persona e dialogare con sto tizio è un'overdose di endorfine, giuro.
Le conseguenze sono state che mentre leggevo questo libro, il Baro rischiava di essere azzannato sul serio nella sua quotidiana ricerca del pericolo (che consiste ovviamente nel disturbarmi apposta mentre leggo). Così, invece di sdraiarmi sulla spiaggia a tentare di rendere il mio scarso davanzale scuro come la schiena, leggevo dimentica di tutto, anche del fatto che ero a Mari Erni, ovvero la spiaggia immediatamente adiacente a Is Arutas verso nord, che è fatta di quarzini. Era l'una e noi non avevamo l'ombrellone.
Risultato: insolazione! E tosta pure. Per poco non andavo kaputt.
E ora, se il Baro non si sbriga a mandarmi le foto fatte col cellulare perchè nessuno di noi aveva una macchinetta fotografica nemmeno di quelle più scarse, vi toccheranno le recensioni dei fumetti.
E potrebbero essere cacchi amari.
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