Year One
No, non parlo di Batman. Parlo di me e del Baro.
Ieri era il primo Settembre, e questo ve lo saprebbe dire chiunue.
Ieri era un anno che io e il Baro viviamo con l'Europa di mezzo, e questa è una cosa che a molta gente fa pensare "Minchia!" mentre a te dice solo "Ma dai!".
E' partito il primo settembre dell'anno scorso, lasciandomi in uno stato confusionale che è durato almeno fino a dicembre, in cui gli aerei mi causavano nausee pre-volo di almeno quattro ore, insonnie e dovevo mettermi il piumino già a ottobre per sopravvire alla inospitale terra di Albione (per la cronaca... l'ho scoperto tipo ora perchè viene anche chiamata così...).
Dopo il periodo confusionale, è arrivato quello crisi-depressivo. La crisi è passata, la depressione no.
Sapete, anche se solo per sette mesi, vivere con qualcuno accanto per la prima volta da anni, è stata un'esperienza da cui non sono più riuscita a staccarmi. E' come se un eremita dopo anni di esilio, fosse stato improvvisamente inglobato in una compagnia di amici allegri e affettuosi... e poi questi se ne fossero partiti dopo qualche mese lasciandolo di nuovo solo, a fare i conti col suo esilio.
E' dura da digerire.
Ora sono alla fase di accettazione e dal punto di vista relazionale ho recuperato un buon equilibrio. Dal punto di vista della vita sociale e nei progetti per il futuro, siamo in alto mare... ma il naufragio è accaduto quando ilBaro è comparso nella mia vita e nessuna nave si è ancora degnata di arrivare all'orizzonte. Sono anche un po' stufa di nuotare... nemmeno i cazzo di gabbiani e delfini ci sono a indicarmi la terraferma!
Incontrare compagne di sventure lungo la via, non mi ha consolata tantissimo, mi ha solo fatto riflettere moltissimo... e mi sto chiedendo se ho trovato solo compagne perchè coi maschi attaccare bottone è più complicato una volta entrati in pubertà, o perchè le femmine se si trasferiscono mollano tutto, fidanzato compreso, o se è un complotto dell'MI5 volto a importare giovane sangue fresco e forte di mediterraneo nella speranza che si accoppi con le sue slavate figliole che, anche con -10, girano in sottoveste alle undici di sera per la capitale (non correte in inghilterra sulle note della canzone di quel deficiente di FabriFibra, perchè quello che non vi dice il coglione è che al mattino, quando vi svegliate e la guardate, vorreste schizzare via dal letto alla velocità delle luce, ma forse lui è troppo fatto dalla sera prima per accorgersene).
Pensavo che dopo un anno avrei avuto progetti più concreti, soprattutto per dove vivere, e invece non ho niente. Pensavo che dopo un anno uno dei due si sarebbe stufato abbastanza da raggiungere l'altro... e invece non solo resistiamo, ma abbiamo deciso che finchè ce la facciamo, manteniamo i fronti. Pensavo anche che un anniversario fosse più che sufficiente, e invece ne abbiamo due, solo che questo non lo festeggiamo. Pensavo che sarei impazzita per la distanza e avrei mandato tutto a puttane; impazzita sono impazzita, ma siamo sempre insieme e ci amiamo anche più di prima. E' questo che fa pensare "Minchia!" alla gente.
Pensavo tante cose, ora invece non penso più a niente, solo al prossimo volo, che ormai, non mi causa più nemmeno l'insonnia la sera prima, perchè come al solito ilBaro riesce a farmi fare cose che non avrei mai immaginato, come camminare in un paese che cinque minuti piove e cinque no senza l'ombrello, ad amare il cinese londinese, comprare libri in inglese e guardare una marea di film al cinema senza sentirmi una cretina perchè non capisco tutte le battute.
Che l'unica cosa che penso ancora, è che se non ci fosse lui, anche così lontano, il cazzo di delfino si allontanerebbe per paura di essere inscatolato. Chiaro?
"E' come se un eremita dopo anni di esilio, fosse stato improvvisamente inglobato in una compagnia di amici allegri e affettuosi... e poi questi se ne fossero partiti dopo qualche mese lasciandolo di nuovo solo, a fare i conti col suo esilio.
RispondiEliminaE' dura da digerire."
sì, lo capisco.
bacio cucciola
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