venerdì 6 novembre 2009

Crocifissioni

Ho questo ricordo chiaro di me, bambina. Un momento breve, sulla salita che portava alla scuola. Eravamo usciti. C'era il sole e io non avevo ancora compiuto gli otto anni, ma ero in terza. E L., la bambina che decise che sarei stata il suo schiavetto personale, volente o dolente, mi disse: "Ma come fai a non sapere chi è Gesù?".

C'è gente che pensa che i bambini siano innocenti. Che non sappiano cos'è l'odio, la derisione, la crudeltà... sbagliato, sono le cose che conoscono meglio in assoluto, per questo gli esseri umani sono una razza che fondamentalmente fa schifo. L'amore, il rispetto per il prossimo, la tolleranza... sono cose che si imparano, tutto il resto è innato (si chiama evoluzione ed eredità ancestrale). L, credetemi, le aveva in quantità tale da poter dire che erano un dono.
Io ero una povera deficiente che quando in prima elementare era tormentata da un bambino è stato suo padre a dirle di tirargli un pugno, che lei poverina proprio non ci arrivava. E quando mi dissero questa cosa, il pugno e il mio conseguente momento di gloria (perchè effettivamente smise) me li ero già dimenticati (madre natura mi avrebbe già fatto mangiare da un lupo...).

Essendo decisamente priva di malizia e di tutte quelle caratteristiche che fanno di una femmina tale, ero già destinata al ruolo di scemo del villaggio/capro espiratorio (in realtà ce n'era più di uno, che si annoiavano ogni tanto povere stelle), aggiungendoci la mia non natività al luogo ne ero pure confermata. Avrei potuto evitarla se alla presentazione di classe non mi fossi dimenticata di dire che una bambina la conoscevo già (ne conoscevo diverse e nell'agitazione una me la sono dimentica... quella sbagliata... e a otto anni, anche se chiedi scusa non risolvi una sega). Quando ingenuamente dissi che non sapevo chi era Gesù...

Cioè, mamma, papà, ma proprio così impreparata mi ci dovevate buttare nel mondo?

(E ancora che non dissi che non ero battezzata.... non lo sapevo...)

Quell'anno il crocifisso in classe assunse un significato. Brutto.
Quando alzavo lo sguardo sopra la maestra cattiva (una era cattiva, una menefreghista e l'altra non me la ricordo perciò doveva essere normale) sentivo le peggio cose: imposizione sociale, derisione, inadeguatezza, rabbia, delusione, odio, ipocrisia... tutto lo scibile delle sensazioni peggiori. Che io, piccola bambina ingenua, ho pure pensato che credere fosse un dovere... e per due mesi stavo nel lettino a mani giunte e mi immaginavo enormi parole colorate (cioè, "preghiera") che salivano fino a Dio, che le leggeva contento e quindi mi avrebbe aiutato un pochino.
A otto anni, la mia fede autonoma è durata esattamente due mesi. Nemmeno a una bambina di otto anni riesci a far credere che se si rivolgerà a Dio la sua vita migliorerà. La mia non lo faceva, quindi come poteva essere vero?

Quindi io della sentenza sono contenta. Perchè se eviterà anche a un solo bambino di dover passare quello che passavo io, a sentire quello che sentivo io, per colpa della sua presenza in classe, allora è una sentenza buona.

Tutti i fondamentalisti bigotti violenti possono andare a fanculo, in primis quelli che si mettono sopra gli islamici, che i fondamentalisti sono tutti uguali e meritano tutti di fare la stessa fine: morire da soli consapevoli che è colpa è solo loro.




A scuola ci vai per studiare. Tutto cioè che riguarda credenze popolari soggettive, deve starne fuori.
Che se proprio vogliamo dirla tutta, questi il crocifisso in classe lo vogliono perchè hanno paura di dimenticarsi della sua esistenza. Nel resto del mondo, dove credono davvero, non ne sentono la necessità... chissà perchè!

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