venerdì 7 ottobre 2005

Colpi

Sotto la cintura. Fanno male, parecchio.
Alle spalle. Tra le scapole. Fanno ancora più male.
Dritti al cuore. Ti riducono in fin di vita.

Io sono a scoppio ritardato su qualsiasi cosa. Assorbo il colpo e non mi rendo conto di averlo ricevuto, fino a quando non sono a casa da sola e scoppio a piangere improvvisamente.
Succederà, è solo questione di tempo.

Ho un freddo bestia in questo momento, c'è l'ho da un po', e siccome sono già due ore che sono seduta e prima non lo sentivo, non può essere per l'orlo dei pantaloni bagnati. E' altro. Speravo di non sentirlo più questo 'altro'. Per lo meno non così presto.

Tra la confusione si aggira saldo un sentimento di vendetta.
Vendetta.
E' un sentimento che ho sempre avuto, fin da piccola. Il desiderio di volerla far pagare a chi mi aveva fatta soffrire... ma chi non ce l'ha?
Mi immaginavo scene di io che rispondevo a tono massacrando verbalmente i miei aguzzini, o che dopo essermene andata tornavo tra glorie e onori che loro non avrebbero mai potuto immaginare.
Sciocca. Stupida. Imbecille. Cretina. Credulona. Idiota. Scema. Oca.
E anche di più.
Mi merito tutti gli insulti di questo mondo.

Se penso solo a tutto quell'affiatamento, alle parole che ci scrivevamo l'uno sopra l'altra, alle cose dette, a quelle provate...

Qui c'è qualcuno che mi deve quattro anni di sentimenti, stravolgimenti, sofferenze e illusioni.
Non sono pochi.
Dovrà rendermene conto prima o poi.
Non si gioca così con gli altri, anche se sono delle imbecilli patentate come me.

Quante persone vere ho conosciuto?
E quante false?
A quante di quelle false, ho confidato intimi pensieri, fidandomi?
Quanti attori c'erano in quel maledetto periodo in cui ti ho conosciuto?

Dopo un bel po' di pugnalate alla schiena mi sono decisa a mettermi sulla difensiva costantemente, ma era dopo averti conosciuto. Perciò, quando ti ho rivisto, non sono riuscita a mantenerla per molto la diffidenza, lasciandoti in una categoria di ambiguita, per la quale alla fine ti era concesso ogni dubbio.

E ora? Che faccio?
Mi vendico?
Posso trovarla questa persona, posso trovare chi ha mezzi e conoscenze per i quali, le tracce che ho, potrebbero essere sufficienti a condurmi da lei.  E poi?
Che faccio?
Vado a casa sua? Mi faccio torvare sulla porta e dico: 'Ehi ciao! Mi riconosci? Certo che mi riconosci, le mie foto erano vere.'

Quante amiche mi hanno esposto il loro dubbio?
Tragico, dover riconoscere che avevano ragione... e senza neanche conoscere tutti i fatti.

No, forse presentarmi così sarebbe un insulto all'arguzia con cui mi ha trattata. In effetti è sempre anche stato ben attento a non farmi capire nulla, non la parte fondamentale almeno. Anche se avrei comunque potuto arrivarci. Purtroppo, come ho scritto in un post su tutt'altro argomento, i sentimenti fanno perdere il contatto con il mondo reale, i suoi confini e i suoi punti di riferimento. Non ti permettono di vedere realmente ciò che accade. E questo, indipendentemente che siano sentimenti buoni o cattivi.
Io perdo spesso il contatto con la realtà, la mia esperienza con questa persona mi ha appena fatto capire quanto sia facile essere ingannati. Le parole sono armi terribili.

Vorrei non aver mai chiesto a Sed che fine aveva fatto Ryo.
E' vero che sarebbe sempre rimasto un vuoto ambiguo dentro di me, un costante chiedermi dove fosse finito. Ma forse, era anche meglio di questa realtà.
La realtà fa proprio schifo.

1 commento:

  1. Oddio! La vendetta...tutti soffriamo, tutti meditiamo vendetta..in realtà la vendetta non è una conquista, anzi..la vera vendetta è dimostrare all'altro che nonstante il dolore, nonostante l'amarezza, noi siamo più forti, per noi c'è ancora speranza, noi possiamo ancora migliorare..chi fa del male può solo cadere più in basso. Noi possiamo invece rialzarci e dimostragli, dimostrarCI che siamo ancora vive,

    più forti di prima...il tempo cura tutte le ferite..vedrai...l'importante è non perdersi di vista...

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