venerdì 21 ottobre 2005

Famiglia

Anni fa capii che la mia famiglia era fonte più di problemi che non di felicità e conforto.
Essendo amante del quieto vivere, feci l'unica cosa che una tredicenne complessata e insicura era riuscita ad escogitare: me ne andai.
Mi trovai uno scopo abbastanza piacevole e interessante che mi fece anche da scusa e cominciai a vivere in un altro posto, tornando solo per i finesettimana. Purtroppo lo scopo si rivelò piuttosto deludente già due anni dopo, ma le cose a casa non erano piacevoli per soli due giorni consecutivi, non volevo nemmeno immaginare per 12 mesi su 12, così rimasi. Era anche stupido mollare dopo tre anni di scuola.
Uno scopo lo ritrovai solo a metà della quinta, ma quei cinque anni mi permisero di cominciare a farmi una ragione della mia situazione familiare e a ritrovare un po' più di stima in me stessa. Purtroppo causarono l'inevitabile abisso che c'è tra me e i miei familiari, o meglio, tra me e mia sorella.

Mio padre non fa testo, è da quando ho dodici anni che mi rifiuto di andare su zone troppo intime con lui.
Mia madre quando mi vede, parla talmente tanto che la frattura non ha mai avuto modo di crearsi sul serio.
Ma con Anna doveva essere diverso. Lei è la mia sorellina, desiderata fino allo sfinimento, verso cui ho un istinto di protezione tale, che nemmeno l'offesa più atroce riuscirebbe a non farmi prendere (almeno un po') le sue parti.
Però non poteva rimanere la mia sorellina di sei anni per sempre, è cresciuta e in un modo che io non pensavo possibile. Per tutto il tempo che mi è stata vicino, mi ha sempre imitato: i miei modi di parlare, i miei interessi, i miei sport... Mi irritavo, perchè nonstante tutto il bene che le ho sempre voluto è inevitabile che a un certo punto arrivi la classica invidia; io l'ho sempre vista più bella, più spigliata, più intelligente e brava di me a scuola. Il fatto che volesse cimentarsi nelle mie stesse cose e che potesse superarmi non mi faceva piacere. Ho anche sempre pensato che, se non altro, la lontananza l'avrebbe aiutata a trovare subito la sua strada. Cavolo se l'ha fatto! Ma non è una strada simpatica.

Mia sorella è astiosa, velenosa, superba, arrogante e irrispettosa. Certo che lo è, è un'adolescente, fin qui normale. Ma anche gli adolescenti hanno dei limiti all'astiosità, velenosità, superbia e arroganza che possono dare. Lei lo è proprio. Il veleno le esce di bocca quasi masticasse quello invece che saliva. Lo fa inconsciamente, anche quando siamo solo io e lei e stiamo parlando normalmente. Io dico una frase stupida e lei senza neanche pensarci lancia una battuta al vetriolo. La prima, la seconda, la terza... Anna, ma hai il ciclo oggi che sembri avere la luna girata? Ride.
Se così fosse, la luna dovrebbe esserle storta tutti i giorni dell'anno. Quest'estate, in due mesi, ho dovuto imparare a dire certe frasi invece che altre per non irritarla. Mamma dice che non c'è una sola volta in casa in cui lei le rivolge una frase normale o gentile o una risposta che non sia carica di disprezzo o astio. E lei non ce la fa più.
Mia madre ha cominciato a fare un secondo lavoro dopo la separazione: è dura far quadrare i conti quando c'è uno stipendio in meno che aiuta nelle spese casalinghe, sopratutto se quello stipendio era il più consistente. E poi c'è Anna alle superiori, e poi ci sono io all'università. Si, le spese scolastiche sono condivise, ma non proprio tutto.

Da mio padre abbiamo ereditato entrambe una brutta bestia: il disordine. Da ragazzina, sono arrivata a dei livelli in cui la Raffaella entrava in camera mia, chiudeva gli occhi e se ne andava senza commentare. Immagino che fosse perchè non aveva parole di fronte a un caos del genere. Poi sono cresciuta e mi sono resa conto che il mio disordine, oltre a darmi fastidio, mi toglieva spazio vitale.
Mia sorella, è ancora nella prima fase. Solo che lei non ha solo una stanza in cui sfogarsi: ha 1 camera, 1 stanza, 1 sala/cucina, 2 bagni, 1 corridoio, 1 terrazzo e 1 pianerottolo, una casa insomma e lei è presente in tutti gli spazi. Si è estesa in tutti gli angoli della casa, non si può fare un passo senza incappare in qualcosa di suo. In teoria, si potrebbe obiettare, se la sua roba è sparsa per la casa la sua camera non sarà così in disordine.
Ehhh... non ci conoscete bene. Camera nostra è un macello tale, che la Raffaella si rifiuterebbe di guardarla. Se non altro però, io l'immondizia la buttavo nel cestino, non per terra (e sugli scaffali della sorella maggiore-.-).

Mia madre è la quintessenza dell'ordine. Le piace, punto. Non lo può ottenere, fa quel che può per girare in casa. E' abbastanza accomodante per fortuna. Mia madre non ha una bella vita alle spalle e questo ha comportato un paio di principi che per lei sono sacrosanti: rispettami e non prendermi in giro.
Mia sorella ha mancato ad entrambi.
Sono mesi che non la rispetta minimamente in casa e oggi l'ha anche presa per i fondelli.
Era in castigo, per aver perso un libretto delle istruzioni e perciò ha evitato accuratamente di dire a mia madre che stasera c'era il compleanno di una sua cara amica (figlia di una cara amica di nostra madre) in pizzeria. Fino a stamattina era che doveva andare da una sua amica per prepararle il regalo. Alle due del pomeriggio, al telefono, è diventato: 'Vado a mangiare la pizza'. Mia madre, che aveva il collegio docenti stasera, è passata dalla pizzeria prima di andarci, e lei l'ha mandata via in malo modo.
Apriti cielo.

Non ho fatto in tempo a chiudere la portiera della macchina dopo essere uscita dalla stazione, che lei era già partita con l'invettiva.
Ne è uscito che Anna l'ha 'fatta uscire dagli stracci' e se la dovrà tenere così per un po'. Se fino alle due aveva deciso di non vietarle di vedere il moroso perchè era una punizione un po' eccessiva per aver perso solo un libretto delle istruzioni, ora lo può solo ammirare in fotografia. Vuole riuscire a dirle qualcosa senza sentirsi rispondere picche a ogni risposta, vuole riuscire a girare per casa senza inciampare nelle sue cose, vuole passare davanti a camera nostra senza vedere il pavimento coperto di vestiti (puliti) ammonticchiati ovunque, ecc...

Ne è anche uscito che quando sono andata a prendere Anna lei piangeva (l'avevo avvisata quando ha chiamato). Ci ho provato a fare la dura, giuro! Ma per quanto bene posso volerle, ne voglio tantissimo anche a mia madre, perchè ho ben presente l'entità dei sacrifici che ha fatto per noi in tutta la sua vita e che continua a fare. Ma sono capitolata dicendole che, alla fine, io non la stavo giudicando né colpevolizzando, ma che se rivuole un po' di quiete in casa è ora che abbassa la crestina e comincia anche lei ad essere accomodante.
Ho fatto male. Sono scesa dalla macchina con la netta impressione che non mi stesse detestando troppo, ma che si stesse anche già dimenticando tutto quel che le avevo detto.
Ci ha pensato poi mia mamma a fare la parte della dura e non sapevo se dolermi per quel che stava passando lei o per mia sorella. Poi l'ho vista andare via e l'impressione che si sarebbe lasciata scivolare addosso tutte le accuse come niente mi è tornata.

Morale della favola: il prossimo week sarà uno strazio.
Io non posso fare a meno di essere un'ambasciatrice, detesto vedere intorno a me persone che stanno male o litigano, figuriamoci in casa!
Ma c'è una cosa che detesto di più, ed è vedere come la bambina più dolce che io avessi conosciuto, sia diventata una persona simile a quelle che detestavo ed evito tutt'ora.
A volte mi chiedo se non è anche un po' colpa mia.
Anna mi ha detto una cosa agghiacciante quest'estate, mi ha raccontato uno dei litigi di mamma e papà, uno di quelli che si ripeteva spesso. Non sapevo che dire, lei non mi aveva detto niente. Non mi dice mai molto a dire il vero, nessuno qui me lo dice.
Me ne ha anche dette altre, che mi fanno stare male ancora adesso e che mi portano a chiedermi spesso se quella bambina dolce me la sono solo immaginata, se c'è mai stata...
E' l'effetto del nomadismo, dopo un po' ti lasciano in zone periferiche del pensiero. L'effetto peggiore, è che sicuramente si è sentita abbandonata e ha reagito a modo suo. Io avevo reagito in modo diverso. Non so quale dei due metodi sia migliore, certo è che il suo non sta portando buoni frutti.
Come si fa ad avere la visione totale di tutte le conseguenze delle proprie azioni a tredici anni?
Non l'avevo allora e sicuramente non l'avevo a quindici.
Come faccio a darle dei consigli razionali? In realtà io non le ho mai fatto da sorella maggiore, posso sul serio arrogarmi il diritto di farlo ora?

Cosa diavolo devo fare, per avere un posto tranquillo in cui tornare?

1 commento:

  1. Wow...ho letto il tuo post tutto d'un fiato...mi dispiace leggere queste cose.

    Sembra che logicamente ti volesse imitare in tutto e per tutto crescendo e quello e' normale.

    Ma certe cose vanno cambiate...il disordine e' solo uno specchio di quello interno.

    A volte alcune persone hanno bisogno di limiti, barriere, che se vengono infrante creano conseguenze.

    Ti auguro di trovare un asoluzione e spero che lei si renda conto di quanto tempo sta sprecando.

    Un abbraccio forte:)

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