mercoledì 12 settembre 2007

Un po' di cose molto utili che ho imparato durante la stagione estiva

Rigenerarmi in fretta

Già alla seconda notte in casa ho scoperto che dopo sette ore di sonno mi sveglio e sto bene. Anche se non sono consecutive. Cara grazia, in genere erano cinque effettive condite con un buon numero di crampi muscolari.

Dormire con la luce e i rumori

Per citare il mio beneamato Doc, Caverna Addio!
Prima dovevo ricreare il buio perfetto, il silenzio perfetto, insomma, un bozzolo privo di qualunque stimolo che potesse impendirmi di percorrere la strada per la fase REM. Piuttosto difficile da fare in una casa che aveva un lampione su entrambi i lati con le finestre, le persiane e le porte delle camere a vetri. Per non parlare del fatto che i cugini si addormentano con la televisione accesa in camera e non sempre si ricordano di mettere il timer. Piuttosto fastidioso visto che dopo una certa ora le reti alzano il volume della televisione e mandano in onda film italiani i cui doppiatori avevano voci acute e perforanti. Non vi dico come mi sono svegliata a uno speciale Musicale sulla musica anni sessanta. Lì ho capito quando mi si spiegò perchè i cantanti, all'epoca, erano anche chiamati "Urlatori".

Uscire di casa

Prima mi piazzavo sul divano e non mi alzavo più. Per andare a fare una commissione giù a Domo (Che implica: lavarsi, vestirsi, andare in stazione e prendere la corriera) rimandavo di almeno uno-due-tre-sette giorni. Ieri mi sono alzata, fatto colazione, lavata, preparato pranzo, vestita e uscita. Ho dilazionato il tutto solo di un'ora.
Brava eh?

Fregarmene

Sarà che finalmente la sindrome premestruale duratami all'incirca dodici giorni è finita lasciando il posto a chi di diritto, ma dopo che ho messo il trasferimento di chiamata dal cellulare che non prende al numero di casa, mi sono finalmente cambiato. Mr. M (Si, questo lo chiamo così) non se ne è davvero uscito dalle mie fantasie, ma l'ossessività sta lentamente scemando.
E considerando il fatto che dopo un mese che ero lì riuscivo a passare sopra le prese per il culo, a dimenticarmi dei clienti arroganti e stronzi subito dopo aver liberato il loro tavolo e a passare sopra a quelle piccole cose che i miei colleghi facevano e che prima mi davano tanto fastidio, sono stata ancora più brava.
Soprattutto quando ho cominciato a fregarmene delle liti comuni.
Lì si che sono stata bravissima.

Ignorare i bisogni del mio corpo

Che non è bellissimo ed ero già brava prima, ma ora di più. Che in mezzo al servizio non sempre puoi dare ascolto allo stimolo per andare in bagno, di soffiarti il naso, starnutire, tossire, sbadigliare, ciudere gli occhi per un momento. Soprattutto non puoi dare retta allo stimolo della fame. Per questo i miei pasti cominciavano alle undici e mezza e finivano quattro ore dopo. Si cominciava con un gelato e si andava avanti dilazionandosi tra patatine volanti prese direttamente dal cestello della friggitrice, scarti di salumi dall'affettatrice e gnocchi all'ossolana pescati dalla padella.
Gli schizzosi si calmino. Ci sono posti in cui le bistecche cadono sul pavimento della cucina e vengono rimesse con molta nonchalance nel piatto. Considerando il fatto che in una cucina di entrano cameriere che fanno le pulizie e lavano i pavimenti, facendo la spola con l'esterno e a volte gli amici operai del capo, il nostro era il meno.

Sentirmi bella

Perchè quando una persona che non riempie una prima di reggiseno comincia a vedere uomini grandi e grossi (e probabilmente navigati) che le sbirciano in continuazione la scollatura o le fanno i complimenti per le magliette attillate, vi assicuro che si sente bene.
Forse l'assenza del reggiseno ha aiutato, è vero, però diamine, mai fatta una strage di cuori del genere!
E vestivo esclusivamente polo bianche, pantaloni neri e un grembiule sdrucito, senza contare l'aria stravolta da maratoneta.
Grande!



Insomma dai, non male no?

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