mercoledì 23 marzo 2011

Scienza fantastica

La fantascienza mi è sempre piacicchiata, ma a momenti.
Non sono una purista. I vecchi romanzi di fantascienza sono appunto vecchi e a volte mi annoiano (c'ho provato a prendere Asimov ma sono arrivata solo a metà). E una volta ho persino regalato Dune a mia sorella, un po' perché non avevo idee per il suo Natale un po' perché era giovine e poteva essere interessante farle scoprire un genere nuovo con una sua pietra miliare. Lei l'ha finito, io no. E non chiedetemi di guardare le vecchie serie di ST, non credo che le sopporterei.
Però mi ricordo il mio primo incontro con la Sci-Fy.
Quando arrivava il nuovo libro di antologia delle medie io mi fiondavo subito a leggere i racconti più belli. No, non era secchionaggine, è che mamma e papà non mi compravano un libro ogni due giorni e internet ancora non c'era, quindi da qualche parte dovevo pur evadere, o no?
Alcuni brani poi erano bellini, ma solo uno me lo ricordo ancora. Era la storia di questo ragazzino che viveva nel futuro. Nel futuro però il sole aveva avuto la bella idea di spegnersi lasciando la Terra alla condizione di ghiacciolo vagante. Il papà del ragazzino doveva essere un mezzo ingegnere nella vita pre-glaciazione, perché era riuscito a isolare completamente casa sua con tappeti, plastiche e un sacco d'altra roba, così la famiglia riusciva a sopravvivere. Sola nel deserto glaciale, ma viva. Era anche riuscito a costruire delle tute isolanti per ognuno dei membri della famiglia con secchi, guanti etc... Così ogni tot il ragazzino usciva di casa e andava a prendere una secchiata di ossigeno. Certo, ossigeno. Col sole spento si era ghiacciato tutto, pure l'atmosfera, quindi lui scavava nella neve di vari strati e colori, finché non individuava l'ossigeno, che aveva un colore tutto suo, tipo azzurrognolo (si, ragazzi, sospensione dell'incredulità a mille, ok?). Il ragazzino poi tornava a casa di corsa prima che il suo di ossigeno finisse e metteva il secchio a bollire sul fuoco, così l'ossigeno si spandeva nell'aria (ricordate, sospensione dell'incredulità. a palate).
Ecco non mi ricordo altro. Mi pare che il racconto si chiudesse su degli estranei che raggiungevano la famiglia accampata dicendogli che c'era un avamposto umano vero, di quelli seri, non fatti coi tappeti, o forse me lo sono immaginato, non lo so. A 12-13 anni non ti metti a guardare in fondo alla pagina "Ehi che libro è che lo compro?" e se anche lo fai te lo sei dimenticato quella sera stessa, quindi chissà cos'era.

Tutto questo per dire che a me l'ultimo film di Star Trek mi è piaciuto e mi piace pure ST Voyager, checché ne dicano i trekkiani puri e continueranno a piacermi.

No così, era solo per puntualizzarlo.

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