Vie di fuga
Ho voglia di immergermi in un lago e di lasciarmi andare alla sua corrente. Ho voglia di abbandonarmi alle acque, di lasciare che mi portino via con se, lungo affluenti e corsi principali, laghi, stagni e paludi, fino all'inevitabile fine, alla foce sul mare. Ho voglia di lasciarmi sommergere dalle onde dell'acqua salmastra, di sprofondare fino agli abissi marini, fino a quando la luce solare non si arrende e cede il posto all'oscurità.
Ho voglia di chiudere gli occhi nel silenzio che troverei in una cavità sottomarina, di lasciarmi avvolgere dal nero più nero, fino a quando il tempo non cesserà di esistere, fino a quando il mondo esterno non avrà più significato. I miei timpani scoppierebbero per la pressione, i miei occhi non vedrebbero, la mie mani non toccherebbero altro che acqua, serrerei il mio palato per non sentire il sapore salmastro del mare e il mio naso non capterebbe odori. In assenza stimoli, la mia mente smetterebbe di elaborare le informazioni esterne, cominciando a creare allucinazioni. I miei polmoni inspirerebbero acqua e il mio organismo, privato dell'aria che necessita per vivere, comicerebbe lentamente a morire; il cuore cesserebbe di battere, il sangue di arrivare fino al mio cervello e i miei pensieri, finalmente, si fermeranno.
E io morirei.
Un altro giorno inutile è passato senza che io facessi niente, se non cercare di riempirmi la testa con pensieri non miei, immagini non mie e sogni non miei, cercando di distrarla dal vuoto che mi ha invasa e dall'irritazione crescente per ciò che ho e mi circonda.
Sono stanca del rumore che fanno i miei pensieri triti e ritriti, del ronzio che proviene dalla mia testa quando comincia a non trovare più niente di stimolante in se stessa e in ciò che mi circonda, degli obblighi scolastici, di quelli sociali. Sono stufa della mia immagine nello specchio, sono stufa di non vedere più facce nuove affacciarsi nella mia vita, sono stufa della mancanza di emozioni. Sono stufa della mancanza di sensazioni.
Ora come ora darei qualsiasi cosa perchè il mio cuore abbia un sussulto per qualcuno, perchè un brivido mi passi nella schiena e mi sconvolga viscere, perchè l'adrenalina mi scorra in circolo più veloce del sangue, perchè i miei pensieri e le mie azioni siano perfettamente sincronizzati.
Darei qualsiasi cosa per tornare a dormire.
Potrei prendere la macchina ora e andare fino a Mozzio per le strade che portano a Formazza, guidando fino in cima al paese, fino a quando la strada non cessa di salire non comincia a scendere in un susseguirsi di curve e tornanti e percorrerle tutte senza mai scendere sotto gli ottanta all'ora, con il rischio costante di capottarmi o di non riuscire a fermarmi in tempo alla curva successiva. Potrei andare fino in Vigezzo e poi arrivata Santa Maria tornare indietro, stavolta senza scendere sotto i novanta, che quella strada la conosco meglio ed è più facile.
Potrei prendere il cellulare e vedere se Cuki ci sta a riallacciare l'avventura troncata di netto l'estate scorsa. Oppure potrei chiamare D., vedere se è ancora single e se ci sta lui a un'avventura.
Potrei prendere il primo treno che parte domani, mollare l'università e chiamare Doc e dirgli che lo seguirò in qualsiasi lavoro dovrà fare da qui fino a Natale. Potrei prendere semplicemente un treno e andare a vedere i posti che ho sempre sognato di visitare, sacco a pelo nello zaino e giacca a vento addosso.
Ma così non sarei più io, sarebbe semplicemente un altro modo di morire. Perchè non ho voglia di finire sulla pagina di cronaca nera del Risveglio, con la foto della panda accartocciata contro un muro; perchè andare con Cuki significherebbe uccidere l'ultima stilla di orgoglio rimastami, oltre che vomitare da qui fino al prossimo millennio; perchè D. è già tanto se una volta sapeva che esistevo e perchè sa comportarsi alla stessa maniera di Cuki, e io dovrei girare per questi luoghi con un secondo segreto da non divulgare alla mia famiglia; perchè quest'università rappresenta la mia unica speranza di riuscire a fare qualcosa di veramente speciale nella mia vita e gettarla al vento proprio ora sarebbe più idiota che tentare un suicidio vero e proprio.
Non temete, non ho intenzione né di uccidermi né di fare follie.
Fare una follia sarebbe prendere la panda e andare sotto casa di Ema per togliermi dubbi che mi assillano fin dai diciassette anni oppure gettarmi tra le braccia di I., anche se per me ormai lui non ha più tutta l'importanza dell'anno scorso.
Uccidermi sarebbe la conferma che il mio cervello ha preso la tangente (oltre che mi sono scolata la bottiglia di limoncello che sta in cantina e mi sono fatta dare qualche cannone da mia cugina).
Il mio autocontrollo mi permette di fare follie solo tramite questa nera finestra sul mondo e di sfogare la mia frustrazione su un mondo virtuale che, dei miei pensieri, alla fine non glie ne frega niente.
Certo sarebbe molto più facile affrontare la vita se il cibo riprendesse ad avere un sapore e il cuscino fosse meno duro, ma tant'è che la vita non cambia così da un giorno all'altro, sopratutto se non facciamo niente per cambiarla.
Un giorno qualcuno mi disse 'Mettiti sempre in condizione di poter cambiare vita', che è l'omonima di Q in The World is noth enough: 'Bisogna sempre avere sempre una via di fuga'.
Te lo ricordi Delilah? Non me la sono mai scordata da quando me l'ha detta, ma pare che io non sia ancora riuscita a imparare la lezione, o per lo meno a metterla in pratica.
Dannazione, dove diavolo è la mia uscita d'emergenza?
Ho voglia di immergermi in un lago e di lasciarmi andare alla sua corrente. Ho voglia di abbandonarmi alle acque, di lasciare che mi portino via con se, lungo affluenti e corsi principali, laghi, stagni e paludi, fino all'inevitabile fine, alla foce sul mare. Ho voglia di lasciarmi sommergere dalle onde dell'acqua salmastra, di sprofondare fino agli abissi marini, fino a quando la luce solare non si arrende e cede il posto all'oscurità.
Ho voglia di chiudere gli occhi nel silenzio che troverei in una cavità sottomarina, di lasciarmi avvolgere dal nero più nero, fino a quando il tempo non cesserà di esistere, fino a quando il mondo esterno non avrà più significato. I miei timpani scoppierebbero per la pressione, i miei occhi non vedrebbero, la mie mani non toccherebbero altro che acqua, serrerei il mio palato per non sentire il sapore salmastro del mare e il mio naso non capterebbe odori. In assenza stimoli, la mia mente smetterebbe di elaborare le informazioni esterne, cominciando a creare allucinazioni. I miei polmoni inspirerebbero acqua e il mio organismo, privato dell'aria che necessita per vivere, comicerebbe lentamente a morire; il cuore cesserebbe di battere, il sangue di arrivare fino al mio cervello e i miei pensieri, finalmente, si fermeranno.
E io morirei.
Un altro giorno inutile è passato senza che io facessi niente, se non cercare di riempirmi la testa con pensieri non miei, immagini non mie e sogni non miei, cercando di distrarla dal vuoto che mi ha invasa e dall'irritazione crescente per ciò che ho e mi circonda.
Sono stanca del rumore che fanno i miei pensieri triti e ritriti, del ronzio che proviene dalla mia testa quando comincia a non trovare più niente di stimolante in se stessa e in ciò che mi circonda, degli obblighi scolastici, di quelli sociali. Sono stufa della mia immagine nello specchio, sono stufa di non vedere più facce nuove affacciarsi nella mia vita, sono stufa della mancanza di emozioni. Sono stufa della mancanza di sensazioni.
Ora come ora darei qualsiasi cosa perchè il mio cuore abbia un sussulto per qualcuno, perchè un brivido mi passi nella schiena e mi sconvolga viscere, perchè l'adrenalina mi scorra in circolo più veloce del sangue, perchè i miei pensieri e le mie azioni siano perfettamente sincronizzati.
Darei qualsiasi cosa per tornare a dormire.
Potrei prendere la macchina ora e andare fino a Mozzio per le strade che portano a Formazza, guidando fino in cima al paese, fino a quando la strada non cessa di salire non comincia a scendere in un susseguirsi di curve e tornanti e percorrerle tutte senza mai scendere sotto gli ottanta all'ora, con il rischio costante di capottarmi o di non riuscire a fermarmi in tempo alla curva successiva. Potrei andare fino in Vigezzo e poi arrivata Santa Maria tornare indietro, stavolta senza scendere sotto i novanta, che quella strada la conosco meglio ed è più facile.
Potrei prendere il cellulare e vedere se Cuki ci sta a riallacciare l'avventura troncata di netto l'estate scorsa. Oppure potrei chiamare D., vedere se è ancora single e se ci sta lui a un'avventura.
Potrei prendere il primo treno che parte domani, mollare l'università e chiamare Doc e dirgli che lo seguirò in qualsiasi lavoro dovrà fare da qui fino a Natale. Potrei prendere semplicemente un treno e andare a vedere i posti che ho sempre sognato di visitare, sacco a pelo nello zaino e giacca a vento addosso.
Ma così non sarei più io, sarebbe semplicemente un altro modo di morire. Perchè non ho voglia di finire sulla pagina di cronaca nera del Risveglio, con la foto della panda accartocciata contro un muro; perchè andare con Cuki significherebbe uccidere l'ultima stilla di orgoglio rimastami, oltre che vomitare da qui fino al prossimo millennio; perchè D. è già tanto se una volta sapeva che esistevo e perchè sa comportarsi alla stessa maniera di Cuki, e io dovrei girare per questi luoghi con un secondo segreto da non divulgare alla mia famiglia; perchè quest'università rappresenta la mia unica speranza di riuscire a fare qualcosa di veramente speciale nella mia vita e gettarla al vento proprio ora sarebbe più idiota che tentare un suicidio vero e proprio.
Non temete, non ho intenzione né di uccidermi né di fare follie.
Fare una follia sarebbe prendere la panda e andare sotto casa di Ema per togliermi dubbi che mi assillano fin dai diciassette anni oppure gettarmi tra le braccia di I., anche se per me ormai lui non ha più tutta l'importanza dell'anno scorso.
Uccidermi sarebbe la conferma che il mio cervello ha preso la tangente (oltre che mi sono scolata la bottiglia di limoncello che sta in cantina e mi sono fatta dare qualche cannone da mia cugina).
Il mio autocontrollo mi permette di fare follie solo tramite questa nera finestra sul mondo e di sfogare la mia frustrazione su un mondo virtuale che, dei miei pensieri, alla fine non glie ne frega niente.
Certo sarebbe molto più facile affrontare la vita se il cibo riprendesse ad avere un sapore e il cuscino fosse meno duro, ma tant'è che la vita non cambia così da un giorno all'altro, sopratutto se non facciamo niente per cambiarla.
Un giorno qualcuno mi disse 'Mettiti sempre in condizione di poter cambiare vita', che è l'omonima di Q in The World is noth enough: 'Bisogna sempre avere sempre una via di fuga'.
Te lo ricordi Delilah? Non me la sono mai scordata da quando me l'ha detta, ma pare che io non sia ancora riuscita a imparare la lezione, o per lo meno a metterla in pratica.
Dannazione, dove diavolo è la mia uscita d'emergenza?
Bhe' devo dire che mi si stringe il cuore a leggere queste righe...senza poi dire che logicamente mi preoccupo...
RispondiEliminaCi sono momenti neri nella vita, duri, a volte durano pochi attimi, a volte sembrano non passare mai, ma alla fine passano...passano sempre...
Siamo noi in grado di cambiare le nostre vite, di ricominciare mille volte e poi mille volte ancora...
Troppo semplice per me dirti di cercare di distrarti...ma alla fine se ce la fai, se trovi qualcosa che ami...usalo...non sara' la salvezza ma aiuta.
L'amore per un essere umano arriva, nell'attimo in cui smettiamo di bramarlo...io lo cercai per 4 anni...poi smisi...pochi mesi dopo trovai l'uomo che ho sposato...lo so non funziona sempre cosi'...ma a volte si'!!!
Spero che l'universita' ti dia un po' di gioia, in fin dei conti da quel che ho capito e' qualcosa che ami...
Ti abbraccio forte e se mai avessi voglia di parlare io ci sono...non farmi preoccupare;)
Grazie^^
RispondiEliminaNon preoccuparti troppo, sono solo in una fase di stallo in cui mi rendo conto che non ci sono più le stesse emozioni e aspettative che mi hanno fatta alzare dal letto al mattino per due anni di seguito. E' il momento della disillusione, in cui pare che tutto si sia coalizzato per farti vedere la nuda e cruda realtà , che non è esattamente piacevole.
Adesso sono caduta e sto rotolando per la china, appena mi fermerò tenterò di rialzarmi. Per ora c'è poco che posso fare, se non andare a vanti e vedere che succede.
Grazie per le belle parole, la tua risposta mi da abbastanza conforto per mandare a quel paese il mondo almeno per oggi.
Ciau ^^
.... pagina nera... amore??
RispondiEliminann essere così ansiosa di voler trovare qlcn ke ti ami.. prima devi imparare ad amare te stessa ..nn sono parole buttate a caso.... ma la verità !!! io ho trovato ki mi ha rubato l'anima, qnd ho mandato tutto e tutti affanculo!!! nn sto skerzando... le preoccupazioni ti kiudono il cuore e l'anima .... e nn vedi + nulla solo nero!!! manda ttt a ql paese e vivi solo x te!!!! nn farlo x nessun altro!!!! le vie di fufga ci sono sempre a volte basta un nient e le trovi!!!
delilah
Tieni duro...guarda che se punti i piendi smetti di scivolare...;)
RispondiEliminaUn abbraccio ed un sorriso:)
1) Prenditi una vacanza.
RispondiElimina2) Dai ascolto al tuo corpo: lui sa sempre cosa fare. Vai a correre, nuota, passeggia, insomma fai quel cavolo che ti pare, ma SUDA!
3) Dopo aver sudato [molto, SUDATO MOLTO!], fai una doccia e stenditi sul divano. Leggi una appassionante fesseria qualsiasi.
4) Continua così per 15 giorni.
5) Al 16 giorno, continua così, ma dovresti aver finito l'appassionate fesseria. A questo punto, leggi Laborit.
6) Ricomincia dal punto 1.
Aloha
Stormy
http://www.burrasche.it
Delilah: lo sapevo che qualcuno travisava, ma proprio tu!! Non mi manca una relazione, mi mancano proprio le Emozioni (emozioni in senso generale). Cmq se mando a fanculo tutto mi tocca ripetere l'anno e non ne ho tantissima voglia =). Te l'ho detto, mi sono preclusa la via di fuga, ora mi tocca percorrerla tutta sta strada.
RispondiEliminaTink: tengo duro, tengo duro ^^ gomiti in dentro e godersi la discesa, come da piccoli quando ci lanciavamo dalle discese erbose in montagna riempendoci di lividi e... altro XD
Stormy: Laborit eh? Il consiglio mi stuzzica, mi sa troverò sette appassionanti fesserie (15 giorni devo riempirli...) e poi vedrò cosa offre Laborit. Sarà un Natale interessante XD
Grazie ragazzi, mi avete risollevato l'umore ^^