mercoledì 9 novembre 2005

Elisa

Elisa mi ha scritto.
Una mail carica di emozione ed energia come non la ricordavo da tempo.
E' malinconica, le manco. Anche lei manca a me.  Alle prime righe ho pianto.
Con le spalle rivolte al resto della classe mi sono permessa di eclissarmi dal mondo reale per immergermi in quello della mia adolescenza, ricordandomi di come ho conosciuto Elisa. Ho lasciato alle mie emozioni lo sfogo di cui avevano bisogno tornando a un primo giorno di scuola di sette anni fa, il giorno in cui una ragazza seduta su uno sgabello del laboratorio in cui avremmo dovuto passare cinque anni della nostra mia vita mi chiamò: "Ehi M, siediti vicino a me". Non ricordavo nemmeno il suo nome. Quel giorno conobbi la mia migliore amica.
Lei è quella speciale, quella che ti porti appresso per il resto della tua vita, in un taschino della giacca o della borsa per essere sicura di avere sempre il giusto supporto morale; quella con cui misuri tutti gli amici successivi, quella che conosce tutto, ma proprio tutto di te. Lei è Elisa.
E' la ragazza con cui ho esplorato i dintorni più misteriosi di Valenza, la ragazza che mi raccontava delle (poche) leggende su quelle colline, che mi ascoltava, mi sopportava, mi contraddiva e dopo che avevamo litigato, accettava le mie imbarazzate e frettolese scuse con un sorriso dolce e paziente, che diceva chiaramente che non faceva nulla. E' la persona a cui ho confidato i miei più intimi pensieri, preoccupazioni, ricordi, sentimenti. Un diario su cui scrivevo pagine e pagine senza nenche rendermene conto; e sempre senza rendermene conto, lei faceva lo stesso con me.
L'ho conosciuta in prima superiore, quando ero una sciocca e impulsiva ragazzina vaccinata fin troppo precocemente sulle ingiustizie del mondo e della società, ma ancora una bambina su diversi piani: non avevo assolutamente coscienza di me e sopratutto non accettavo me stessa. Lei era tra il  mio opposto e il mio simile. Calma, posata, sempre ben curata, educata, esprimeva la responsabilità degna della figlia di una professoressa del liceo. Sapeva sempre che cosa dire e come dirlo, come trovare un approccio temporaneo con chiunque mentre io, solo per chiedere qualcosa alla portinaia, avevo il cuore in gola.  Era la ragazza sicura al mio fianco, che studiava la lezione e ricopiava gli appunti. Lo ha fatto per cinque anni.  Non ho mai capito come facesse.Io ho preso appunti solo l'ultimo.
Ma anche lei si sentiva a disagio e mentre io lo nascondevo sotto alle tute e alle camicione di pile, lei indossava pesanti maglioni senza forma, cippria e un cipiglio severo e indifferente. Dopo divenimmo delle attrici migliori.

E' la prima persona con cui ho 'volato'.

Ricordo ancora il giorno in cui mi ha chiesto che mi succedeva, quando io mi incantavo davanti alla finestra ed escludevo il mondo dai miei pensieri. Glie l'ho detto, l'ha capito al volo. Entro la fine della mattinata, entrambe eramo volate in posti meravigliosi, lontane dal grigio opprimente di quella scuola.
Io e lei sognavamo di aprire insieme un'azienda.

Ricordi Elisa tutti quei progetti di come avremmo costruito casa nostra? Volevamo vivere insieme.
Quattordici anni. Tu non potevi nemmeno arrivare al tuo cancello senza essere sorvegliata a vista.
Ricordo di C. Ricordo che non capii bene all'epoca, non subito. Capivo che ti vedevo felice sulle sue ginocchia, capivo che lui era la prima persona con cui potevi condividere una cosa che nemmeno io potevo avere. Ricordo che mi coinvolgevate in voi con naturalezza. Mi è mancato dopo sai? Eravamo un bel trio.
Ricordo la rabbia che provai verso tutti quelli che vi separarono. Ti vedevo piangere, non mi piaceva. Se tua madre aveva avuto il beneficio del dubbio fino a quel momento, da quel giorno smise di essere nelle mie grazie. Te n'eri accorta vero?
Ricordo il giorno in cui riuscii a farvi incontrare per l'ultima volta. Che fatica che avevo fatto per convincerti. Per me era semplice 'Esci con me e torni da sola, dici che dovevo tornare a casa e siccome eravamo proprio detro a casa tua hai pensato che non era necessario accompagnarti. Non succederà niente.' Ho fatto bene, ne avevi un gran bisogno.
E' stata l'ultima volta che l'ho visto. A parte fugaci apparizioni alla fiera s'intende. Ricordo che non lo volevi più vedere.

Ricordo anche la paura che avevo di non trovarti più, il secondo quadrimestre. Volevi andare a studiare a Pinzolo. Non te l'ho mai detto, ma volevo gridarti di non andartene, di non lasciarmi. Ma io sono sempre stata consapevole della voglia di evadere e scappare. Ti diedi un lungo abbraccio e sperai che tu ce la facessi.
Ricordo che il secondo anno, mi resi conto di quanto tu eri cambiata. Dopo C. eri cresciuta, troppo al quell'epoca per me. La gente intorno a noi blaterava di cose futili e banali, i professori di un futuro troppo grigio per desiderarlo sul serio. I sogni erano svaniti così com'erano arrivati. Tra le varie cicatrici che il mondo ci infliggeva e si preparava ad infliggerci avevamo solo una persona a cui aggrapparci, te lo ricordi? E' stata sua perdita, l'ennesima, che mi causò quella crisi in terza.
Fortunatamente, io e te avevamo cominciato ad uscire più spesso in bicicletta e a scoprire altri mondi e a parlare più liberamente, senza controlli, senza paura di essere ascoltate. Quale miracolo aveva comportato questo permesso straordinario? Non me lo ricordo sai?

Te la ricordi la villa sulla collina? Non ricordo esattamente la prima volta che me ne parlasti, ma rimase nei miei pensieri per un bel pezzo. Io volevo andarci, tu no. Ci riuscii solo parecchi tempo addietro ad andarci, quando ebbi il motorino. Mi sgridasti perchè ci ero andata da sola.
Mi ricordo lo shock che avevi negli occhi quando quel bastardo decise di levarti l'ultimo pezzo di innocenza che avevi. Avrei voluto ucciderlo. Ancora adesso ho l'impressione che se non avessi passato un'ora a convincerti di dirlo a tua madre, forse non l'avresti fatto. Non hai più voluto suonare il pianoforte da allora.

I ricordi si affollano. Più vado avanti e più scopro particolari, significati, espressioni, frasi, avventure, battaglie combattute. Sono tutte li. Elisa è dentro di me, forte e presente come se fosse qui, al mio fianco mentre scrivo, e non a chilometri di distanza.

Ricordo perfettamente, le battaglie verbali perse, per riuscire a convincerti di impuntarti. Soffrivo e mi arrabbiavo a vederti prigioniera di te stessa e della tua famiglia. Ogni volta che venivo a casa guardavo negli occhi le persone che ti avrebbero voluto diversa e spesso non sapevo come comportarmi. Mi sentivo a disagio. Solo quando eravamo in camera tua al riparo dai loro sguardi mi rilassavo. Volevo che tu ti liberassi, che diventassi finalmente te stessa, perchè io sapevo com'eri. Le volte in cui le tue difese crollavano sotto la pressione di un'emozione e un carattere troppo forte per essere rinchiusi ancora, tu ti rivelavi per quello che eri. Eri bellissima nella tua vera essenza.

Ho ricevuto la sua mail, che mi sta facendo vivere in ricordi tanto dolci quanto dolorosi. Sono un fiume in piena inarrestabile e sono così tanti che a volte ho l'impressione di impazzire.
Mi scrive delle cose bellissime: la mia Elisa è innamorata.
Sta con un ragazzo che ha conosciuto nell'unico posto al mondo in cui le era permesso essere se stessa senza timori o costrizioni. E infatti anche lui si è innamorato di lei. Difficile non farlo.
Già da tempo io sapevo che la forza dell'amore ci rende in grado di fare cose che non riuciamo a compiere quando le nostre emozioni sono contenute. Da innamorati siamo in grado di stravolgere il mondo e lei lo sta facendo.
Sono felice. Elisa ha deciso di comiciare a vivere a modo suo, di vestire a modo suo, di comportarsi a modo suo, di fare quello che realmente le piace e la appaga. Lei ha solo ventun'anni, ha il diritto di fare la ventun'enne. Da quel che ho letto, non permetterà più a nessuno di levargli la sua giovinezza rinchiudendola in un camice da lavoro o in un completo impersonale. Mi verrebbe voglia di gridare 'Era ora!'. Se mi presentasse A. domani, non riuscirei a trattermi dal buttargli le braccia al collo.

Ti ho vista sempre troppo grande per la tua età. Io volevo che ti lasciassi andare un po' di più, in fondo si è adolescenti una volta sola nella vita e io già rimpiango quella parte di adolescenza che non ho utilizzato. Era faticoso anche solo farti partecipare alle feste scolastiche, alle cene di classe. Uno dei miei desideri, era riuscire ad andare al cinema con te.
Quando andavamo alle fiere mi arrabbiavo perchè ci venivi in completo; voleva dire che non eri una studentessa in semplice gita scolastica, ma la figlia di un orafo, che eri lì per rappresentare tuo padre e il suo lavoro, una persona responsabile, giudiziosa e seria. Eri una pubblicità ambulante. Non lo sopportavo.

Eravamo entrambe due ragazze che ne avevano passate abbastanza da essere più grandi di chi ci circondava. E' vero, eravamo completamente ignoranti su una materia in cui invece eccellevano le nostre compagne, ma non abbiamo mai considerato i ragazzi e l'amore come una priorità.

Ricordi la lista dei filarini di Vale e Fede? Cavoli, a che numero erano arrivate? Non lo ricordo ma era un numero esagerato per una sedicenne, per lo meno io lo pensavo. Capii solo più tardi che nella lista ci dovevano aver aggiunto anche 'ragazzi-con-cui-avrebbero-voluto-stare'. Ma le fantasie non valgono.

Noi eravamo più grandi in un altro senso: io consapevole che la vita bisognava viverla fino in fondo, nel miglior modo possibile, senza accettare i compromessi imposti dagli altri, lei consapevole che il futuro è una cosa troppo importante per lasciarla al caso o ai sogni. Ecco, io credevo ai sogni.
A dire il vero, ho ricominciato a crederci grazie ad Ema, perchè li persi assieme a lei, per i corridoi di una scuola piena di persone troppo ciniche per darci qualcosa di più della tecnica. Però non ho mai smesso di cercarli e anche se hanno sempre fatto di tutto per togliermeli, appena li ho ritrovati me li sono tenuti stretta, mi ci sono aggrappata più che potevo e lo faccio ancora.
Ora li ha ritrovati anche lei. Diversi dai miei certo, ma li ha ancora. Sente ancora il petto scoppiarle per un'emozione troppo grande da contenere e sente di poter fare di più nella vita.

Ricordo i giorni in cui finalmente ebbi una compagna valida per riuscire a convincerti ad andare avanti, a non fermarti, a portare avanti la tua passione per il disegno, o qualsiasi cosa ti ispirasse. All'inizio ero delusa, perchè quando era lei che ti parlava sembrava quasi convincerti, poi lasciai l'egoismo e la gelosia alle spalle e mi dissi che se lei era in grado di convincerti, io le avrei dato tutto l'aiuto possibile. Purtroppo, la tua famiglia vinse ancora. Forse solo lui sarebbe stato in grado di fare qualcosa, ma se n'era andato. Aveva deciso che non valeva più la pena di stare in quell'edificio a darci qualcosa che gli altri insegnanti non si sognavano nemmeno di dare. Forse però avrebbe perso anche lui, perchè all'epoca noi non stavamo parlando con te, ma con una filiale dell'agenzia materna. A volte, era davvero sconfortante.

E' bello sapere che Elisa sta tornando ad essere Elisa.

Forse un giorno riusciremo a incontrarci a metà strada tra i nostri mondi e ci guarderemo negli occhi, riuscendo finalmente a vedere chi siamo davvero e se siamo riuscite a diventare quello che volevamo.
Ti ho aspettato tanto alla porta dei sogni. Finalmente possiamo entrarci insieme.


5 commenti:

  1. Bellissimo questo tuo post:)

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  2. Ciao sono A. o meglio Piacere Arturo mi ha dato l' indirizzo del blog Elisa...ho letto tutto bene commento?: strabel sono parole scritte da un'amica un'amica vera una di quelle da non perdere...io non ti conosco e conosco la Ely solo da 2 mesi ma non ho potuto fare a meno di innamorarmi di lei è una persona stupenda eccezionale a uno spirito ke contagia prima non la conoscevo io conosco solo La Elisa ke adesso si è rimessa a pensare e a VIVERE...mi ha fatto piacere sapere ke non sono solo nel impresa di farla uscire dalla gabbia ke la rinkiudeva...sento ke le cose stanno cambiano in meglio fatti raccontare...la Ely è Innamorata vero e dovresti vedere come è adesso!!!è bellissima!!!ciao a presto

    Innamorati Persi...Evviva i Pazzi!!!

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  3. Aaaaaaaaaarturo!!!!!!!!!!!!!!!!

    Fantastico! Piacere di conoscerti ^^

    Elisa era fantastica anche prima, ma si nascondeva così bene che davvero in pochi riuscivano a capire chi si celava dentro di lei. Io sono stata fortunata, perchè mi ha permesso di entrare nella sua vita e sono felicissima che l'abbia fatto.

    Non vedo l'ora di vederla! Ma perchè non vi fate una bella foto e me la mandate? Dato che Ve blocca puntulamente tutti i miei tentativi di arrivare fin lì almeno fatevi vedere telematicamente ^^

    Ho visto che hai un blog, quindi prima o poi comparirò pur io nei tuoi commenti.

    Ciau pazzoide, ben venuto nel club dei pazzi furiosi!!

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  4. Ola!!! La foto ce l' ho gia domando il tuo indirizzo alla Ely e te la mandiamo... Il mio Blog? niente di speciale cmq sei la benvenita...Ciao

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