venerdì 26 maggio 2006

Ho finito King.
Uscita per L'inferno è uno di quei libri che non leggi né per rallegrarti né per estraniarti. Certo, leggere King per non guardare ciò che succede intorno a noi è un clamoroso errore, dato che mette in scena l'umanità in tutte le sue sfaccettatura estreme, normali e sopratutto reali. Difficile poi rallegrarti quando ti viene mostrato il completo, totale e inarrestabile degrado psichico di un uomo. Un uomo che alla fine... beh, se ve lo dico mi sa che mi uccidete. Leggetelo però, perchè fa parte di quella breve serie di libri che King ha scritto sotto pseudonimo quando era già famoso e già questo dice un mucchio di cose. Sapevo già come finiva perchè è strillato a volume asordante fin dall'inizio, l'unica cosa che si fa mentre si legge il libro è aspettare che questo tizio esploda, letteralmente. E' un finale meno movimentato di quel che ci si aspettava però, o almeno, c'è molta meno scena da parte sua, molto meno esporre le sue ragioni di quel che ci si aspettava. Ma è stato bello lo stesso. No, di più.  E' stato interessante sopratutto sentire la propria ansia crescere mentre le colonne sonore remixate di City Hunter risuonavano nelle orecchie accrescendo il senso di estraneità.
La colonna sonora in contraddizione con l'atmosfera delo show... effetto clamoroso anche quando non è voluto. Chissà come l'hanno scoperta... o.O
Beh l'ho finito, ed è stato più facile del dovuto.
Tutte le ragioni che me l'hanno reso indigesto il mese scorso si sono attenuate fino a rinchiudersi loro stesse in un angolino per la vergogna. Il protagonista ha anche trovato una faccia fissa, il che è spesso la cosa più difficile quando leggi un romanzo senza troppe descrizioni fisiche e si è bombardati di informazioni televisive come me. La faccia gli stava a pennello, sogghignavo ogni tanto.

Tra una depressione e l'altra sono anche riuscita, tra le altre cose, a finire Granny in Paradise (AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAARRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRGGGGGGGGGGGHHHHHHHHHH!!!!!!!!!) e rileggere Benni (ma questo mi sa che l'avevate già capito). Tutta quest'attivita mi ha stimolato un pochino le celluline grigie che si sono addirittura trovate un hobby che non ho mai praticato seriamente se non nei temi in classe: la scrittura.
Scusate specifico: la scrittura manuale.
Da quando ho undici anni scrivo al pc. Quasi esclusivamente al pc. Infatti sono molto veloce e se passo abbastanza tempo solo su Nino non ho quasi mai bisogno di guardare la tastiera. Solo che Nino pesa e le dispensa di laboratorio anche. Inoltre pare che sia troppo sgamo accendere il pc per mettersi a scrivere durante lezione. Quindi mi sono adattata.
Sul quaderno che ho comprato appositamente sulla tesi ora si affollano i quadrati di dieci per dieci da riempire coi fatidici cento numeri, scarabocchi, appunti vari sull'Edipo, la prima versione de Il Giornalino, un raccontino di una pagina che è un ibrido con una filastrocca (un po' triste...) e una nuova storiella nelle cui attuali otto facciate la protagonista ha solo dato una sbirciata dalla finestra, è uscita di casa e arrivata in Campo Santa Margherita (abitando davanti alle Terese ovviamente). Otto facciate di ovvie seghe mentali abbastanza divertenti.
Ho scoperto che mi diverto parecchio a fare finta di prendere appunti  durante la lezione mentre invece sono nel mio personalissimo mondo immaginario. A labo però non vale la pena, dato che tutti e trenta gli iscritti si limitano a guardare l'uomo che ci dovrebbe fare lezione senza intaccare il foglio bianco davanti a se. Sarebbe sgamo anche li, sopratutto se continuo a sedermi di fronte a lui e B. (ma se non altro produco qualcosa ù_ù).
Domani giornata intensa: foto a Cannero per il ristorante, dentista qui in paese, papà giù a Domo (se mi risponde...) mentre mia madre dirige l'allegra combriccola per rimettere in sesto la selva qui sotto che comunemente viene chiamata giardino.
Uff... ma quando arriva il 21 giugno?

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