Insomnia
Solo King poteva dargli un'utilità...
Stanotte non ho dormito. Per niente.
A letto alle undici dopo un veloce latte e biscotti per non rovinarsi lo stomaco con l'aspirina, la sera prima ero quasi impazzita di dolore al braccio per via dell'acido lattico e non volevo che succedesse di nuovo. Sveglia alle otto. S. deve essere entrata un'ora dopo, l'ho sentita e mi sono svegliata. Non mi sono più riaddormentata. Fino alle sei è stato un continuo alzarsi per andare in bagno e bere latte per calmare lo stomaco che non sembrava molto contento del trattamento antidolorifico alla buona. La testa ronzava come Nino quando apro sia Media Player che i miei videogame. Pensavo e fantasticavo e non erano belle fantasie, era fantasie brutte, malate, vittimistiche, assurde. Fantasie di quelle che non dovresti fare se tieni alla tua salute mentale e al tuo sonno.
Qual'è il motivo?
E chi cavolo lo sa più.
Giuro, non lo so più.
Ieri lo identificavo in questo dannato laboratorio e nei testi che ci hanno dato da leggere.
Compito: trovare il filo rosso che li collega tutti quanti.
Problema n°1: due sono in inglese e la giuria ha già votato all'unanimità che 'se li possono scordare'. Problema n°2: gli altri tre, parlano di: problemi familiari, pedofilia, problemi sociali, paranoie varie, problemi sentimentali, violenza fisica e psicologica, masochismo e gelosie.
Lear e Saved di Edward Bond
Festen di Kureishi
Giuro, piuttosto mi facevo altri tre corsi teorici e due laboratori con l'esimio professore di Scenografia.
A livello razionale so che sono dei bei testi. Ben scritti, ben articolati, personaggi ben fatti, trama da urlo, sconvolgente, di quelle che costringono le persone a guardare in faccia alla realtà e a prendere atto che il mondo va così, che lo vogliono vedere o no quindi giù le maschere del perbenismo. Le migliori insomma (quasi).
Ma che cazzo. Certo che lo so che va così, da quando non sapevo nemmeno cos'era il sesso.
E' un codice non scritto che però è applicato meglio della costituzione di uno stato. Nemmeno il codice mafioso può vantare applicatori così solerti (infatti è da lui che ha preso spunto).
E sapete una cosa? Non avevo proprio nessuna voglia che qualcuno me lo risbattesse in faccia proprio adesso.
Io sono vittimista, per natura e talento. E sono codarda, in pieno. Ce li ho scritti nel DNA a chiare lettere, precise, subito prima della certificazione di paranoica. Mica male vero? Vittimismo e codardia vanno a braccetto come sorelle siamesi, infatti fare il vittimista non è affrontare una situazione, ma cullarcisi in modo da poter avere una scusa buona ai propri comportamenti. Sto cercando di smetterla di diffondere fatti miei come misura offensiva, ma non sembra funzionare molto visto che sto scrivendo.
Non molto tempo fa mia madre mi ha detto di smetterla di fare la vittimista, che tanto la sa la storia della mia vita ma è ora di andare avanti. A-ah. Ok.
Stronza. Non ne abbiamo mai parlato e non vuole farlo nemmeno adesso che ho sufficiente lucidità mentale per ragionaci sopra e lei era uno dei fattori in causa. Come diavolo si fa a superare qualcosa se non posso affrontarlo con chi ne è diretto responsabile?
No giusto, regole della famiglia: quando le cose accadono non se ne si parla, quando sono passate nemmeno, perchè tanto sono passate e a che serve dirle ora? Si dicono solo le cose ci fanno comodo dire perchè si ha voglia di diffamare/staccarsi/far male a qualcuno, ma se si tratta di prendersi delle responsabilità si molla il colpo e tanti saluti.
Io e A. detestiamo queste cose, ma sono scritte nel nostro sangue, volenti o dolenti. In tre anni avremmo parlato tre volte di tutto quel che è successo negli anni prima. Un record nella nostra famiglia, ma non sufficiente. E checchè ne dicano parlarne con gli estranei è inutile, sopratutto se hai la brutta abitudine di farti amici che dopo un po' puoi scrutare solo dallo schermo di un pc. Non aiuta. No.
C'è un dialogo in Saved, o meglio, un litigio, uno dei tanti. Harry e Mary (i genitori settantenni di Pam) non si parlano da anni, la sera in cui lo fanno per poco non si ammazzano. Stronzate. Litigano sparando stronzate. Cavolate tali che sembra un litigio tra bambini.
- E' la mia teiera. -
- E' un regalo di nozze. Per tutti è due. -
- Da parte di mia madre. -
E chi li prende sul serio due così? Dove poi la moglie spacca la teiera in testa al marito e poi strilla come un'aquila 'Ha rotto il mio regalo di nozze! E' stato lui!'.
Si certo. Ma la curiosità mi porta a chiedere: avete mai visto un litigio degenerato in violenza partire da qualcosa di serio? No davvero. Non si parte mai da una cosa seria. Mai. E sono solo quelli che alla fine portano una donna a scagliare una teiera d'acqua bollente in testa al marito e lui a prendere in mano il coltello.
Che cazzo ci trovate da ridere?
Pam ha ragione a rimanere allibita sulla porta e a farsi venire una crisi isterica in coronamento della meravigliosa giornata. E non rimane allibita perchè li vede parlare come pensano molti, ma perchè sa che potrebbero anche ammazzarsi a vicenda da un momento all'altro. Quando io e mia sorello andavamo a cena, unico momento della giornata dove poteva esserci uno scambio verbale di qualsiasi genere tra i nostri genitori, la tensione si tagliava con il coltello: "Ti prego fa che non si parlino".
Se Pam fosse rientrata dieci minuti dopo avrebbe trovato il cadavere della madre con un coltello conficcato sotto lo sterno, quello con cui poi Harry invece apostrofa la moglie e l'inquilino come se avesse in mano una matita.
Tutta da ridere.
La prima volta che i miei litigarono e per poco non si misero le mani addosso successo poco dopo che mio padre era tornato a casa dall'ospedale dov'era stato ricoverato per emorragia cerebrale. Dovevamo andare a sciare, avremmo fatto colazione al bar. Mia madre non voleva assolutamente che io facessi colazione al bar.
Motivo serissimo.
Ehi, se mi impegno magari rido.
Magari lo faccio anche in Lear a vedere tutti che complottano contro tutti ma comunque sono d'accordo a giocare uniti contro uno solo.
No questa ve la risparmio, lo sfogo vittisma è già abbastanza per stasera.
Festen non mette di certo di buon umore. Al discorso di Cristian la pelle d'oca si è impossessata del mio braccio e non l'ha più mollato. Sono due settimane che mi copro e continuo ad avere freddo. I motivi non mi implicano direttamente ma certo il mio post di prima vi fa pensare quanto l'argomento mi stia a cuore.
Sono tutti lì che analizzano i testi, li fanno a pezzi, li smembrano, cercano connessioni e i pezzi mancanti, per trovare il famoso filo rosso. Io che ero già abbastanza impegnata a impedire al mio cervellino di colarmi fuori dalle orecchie per motivi abbastanza superabili ora non riesco a connettere un solo pensiero coerente. So che sono belli, so che molti pezzi sono divertenti, so che ad analizzarmi avrei da divertirmi, cribbio, sono pur sempre una scrittrice, no?
E no.
Tempismo sbagliato ragazzi mi dispiace.
Ho il rifiuto genetico di tutto ciò che è scritto lì sopra. E con il ritorno dei brutti fantasmi sono ricominciati anche i brutti pensieri. Il bello di andare sempre più lontano da casa e che i fantasmi non vengono con te. I fantasmi sono pesanti e abitudinari, ci piacciono i loro luoghi d'origine, dove possono piazzarsi accanto a un luogo o a un'oggetto per farti ciao ciao con la manina appena passi. Non ci piacciono i viaggi. Certo è che non ti dicono di no se gli servi un richiamo del genere un vassoio d'argento.
Ottimo. Venezia si era caricata di fantasmi tutto sommato sopportabili, ora invece li ho in borsa, sommano il loro peso a quello della carta stampata e sghignazzano, perchè mi terranno sveglia anche stanotte.
C'erano già abbastanza grilli molesti a rodermi il cervello senza che ci si mettessero pure loro.
Non so se avevo già fatto un annuncio, ma lo diffondo di nuovo visto che nessuno pare aver colto il messaggio:
In attesa osserverò passivamente tutto quel che accade in quel laboratorio. Farò gli occhi da cucciolo al primo gruppo che si incepperà al pensiero 'la prendo non la prendo' cercando di farlo capitolare e andrò avanti per inerzia.
Non so nemmeno se mi sta simpatico il professore. So solo che infila il fucking a ogni frase e che le uniche parole italiane che sa sono: ciao, accendino ed errore. Come dice altro il mio cervello si sconnette. Ehi, va bene che avevo richiesto dei relè, ora si esagera.
Porcamiseria.
Ho bisogno di un corto circuito serio io, altro che ste fesserie.
Andate in pace. Il delirio è finito. Il neurone folle se ne torna nella sua tana.
Il primo che mi dice di crescere gli fulmino l'alimentatore.
Stanotte non ho dormito. Per niente.
A letto alle undici dopo un veloce latte e biscotti per non rovinarsi lo stomaco con l'aspirina, la sera prima ero quasi impazzita di dolore al braccio per via dell'acido lattico e non volevo che succedesse di nuovo. Sveglia alle otto. S. deve essere entrata un'ora dopo, l'ho sentita e mi sono svegliata. Non mi sono più riaddormentata. Fino alle sei è stato un continuo alzarsi per andare in bagno e bere latte per calmare lo stomaco che non sembrava molto contento del trattamento antidolorifico alla buona. La testa ronzava come Nino quando apro sia Media Player che i miei videogame. Pensavo e fantasticavo e non erano belle fantasie, era fantasie brutte, malate, vittimistiche, assurde. Fantasie di quelle che non dovresti fare se tieni alla tua salute mentale e al tuo sonno.
Qual'è il motivo?
E chi cavolo lo sa più.
Giuro, non lo so più.
Ieri lo identificavo in questo dannato laboratorio e nei testi che ci hanno dato da leggere.
Compito: trovare il filo rosso che li collega tutti quanti.
Problema n°1: due sono in inglese e la giuria ha già votato all'unanimità che 'se li possono scordare'. Problema n°2: gli altri tre, parlano di: problemi familiari, pedofilia, problemi sociali, paranoie varie, problemi sentimentali, violenza fisica e psicologica, masochismo e gelosie.
Lear e Saved di Edward Bond
Festen di Kureishi
Giuro, piuttosto mi facevo altri tre corsi teorici e due laboratori con l'esimio professore di Scenografia.
A livello razionale so che sono dei bei testi. Ben scritti, ben articolati, personaggi ben fatti, trama da urlo, sconvolgente, di quelle che costringono le persone a guardare in faccia alla realtà e a prendere atto che il mondo va così, che lo vogliono vedere o no quindi giù le maschere del perbenismo. Le migliori insomma (quasi).
Ma che cazzo. Certo che lo so che va così, da quando non sapevo nemmeno cos'era il sesso.
E' un codice non scritto che però è applicato meglio della costituzione di uno stato. Nemmeno il codice mafioso può vantare applicatori così solerti (infatti è da lui che ha preso spunto).
E sapete una cosa? Non avevo proprio nessuna voglia che qualcuno me lo risbattesse in faccia proprio adesso.
Io sono vittimista, per natura e talento. E sono codarda, in pieno. Ce li ho scritti nel DNA a chiare lettere, precise, subito prima della certificazione di paranoica. Mica male vero? Vittimismo e codardia vanno a braccetto come sorelle siamesi, infatti fare il vittimista non è affrontare una situazione, ma cullarcisi in modo da poter avere una scusa buona ai propri comportamenti. Sto cercando di smetterla di diffondere fatti miei come misura offensiva, ma non sembra funzionare molto visto che sto scrivendo.
Non molto tempo fa mia madre mi ha detto di smetterla di fare la vittimista, che tanto la sa la storia della mia vita ma è ora di andare avanti. A-ah. Ok.
Stronza. Non ne abbiamo mai parlato e non vuole farlo nemmeno adesso che ho sufficiente lucidità mentale per ragionaci sopra e lei era uno dei fattori in causa. Come diavolo si fa a superare qualcosa se non posso affrontarlo con chi ne è diretto responsabile?
No giusto, regole della famiglia: quando le cose accadono non se ne si parla, quando sono passate nemmeno, perchè tanto sono passate e a che serve dirle ora? Si dicono solo le cose ci fanno comodo dire perchè si ha voglia di diffamare/staccarsi/far male a qualcuno, ma se si tratta di prendersi delle responsabilità si molla il colpo e tanti saluti.
Io e A. detestiamo queste cose, ma sono scritte nel nostro sangue, volenti o dolenti. In tre anni avremmo parlato tre volte di tutto quel che è successo negli anni prima. Un record nella nostra famiglia, ma non sufficiente. E checchè ne dicano parlarne con gli estranei è inutile, sopratutto se hai la brutta abitudine di farti amici che dopo un po' puoi scrutare solo dallo schermo di un pc. Non aiuta. No.
C'è un dialogo in Saved, o meglio, un litigio, uno dei tanti. Harry e Mary (i genitori settantenni di Pam) non si parlano da anni, la sera in cui lo fanno per poco non si ammazzano. Stronzate. Litigano sparando stronzate. Cavolate tali che sembra un litigio tra bambini.
- E' la mia teiera. -
- E' un regalo di nozze. Per tutti è due. -
- Da parte di mia madre. -
E chi li prende sul serio due così? Dove poi la moglie spacca la teiera in testa al marito e poi strilla come un'aquila 'Ha rotto il mio regalo di nozze! E' stato lui!'.
Si certo. Ma la curiosità mi porta a chiedere: avete mai visto un litigio degenerato in violenza partire da qualcosa di serio? No davvero. Non si parte mai da una cosa seria. Mai. E sono solo quelli che alla fine portano una donna a scagliare una teiera d'acqua bollente in testa al marito e lui a prendere in mano il coltello.
Che cazzo ci trovate da ridere?
Pam ha ragione a rimanere allibita sulla porta e a farsi venire una crisi isterica in coronamento della meravigliosa giornata. E non rimane allibita perchè li vede parlare come pensano molti, ma perchè sa che potrebbero anche ammazzarsi a vicenda da un momento all'altro. Quando io e mia sorello andavamo a cena, unico momento della giornata dove poteva esserci uno scambio verbale di qualsiasi genere tra i nostri genitori, la tensione si tagliava con il coltello: "Ti prego fa che non si parlino".
Se Pam fosse rientrata dieci minuti dopo avrebbe trovato il cadavere della madre con un coltello conficcato sotto lo sterno, quello con cui poi Harry invece apostrofa la moglie e l'inquilino come se avesse in mano una matita.
Tutta da ridere.
La prima volta che i miei litigarono e per poco non si misero le mani addosso successo poco dopo che mio padre era tornato a casa dall'ospedale dov'era stato ricoverato per emorragia cerebrale. Dovevamo andare a sciare, avremmo fatto colazione al bar. Mia madre non voleva assolutamente che io facessi colazione al bar.
Motivo serissimo.
Ehi, se mi impegno magari rido.
Magari lo faccio anche in Lear a vedere tutti che complottano contro tutti ma comunque sono d'accordo a giocare uniti contro uno solo.
No questa ve la risparmio, lo sfogo vittisma è già abbastanza per stasera.
Festen non mette di certo di buon umore. Al discorso di Cristian la pelle d'oca si è impossessata del mio braccio e non l'ha più mollato. Sono due settimane che mi copro e continuo ad avere freddo. I motivi non mi implicano direttamente ma certo il mio post di prima vi fa pensare quanto l'argomento mi stia a cuore.
Sono tutti lì che analizzano i testi, li fanno a pezzi, li smembrano, cercano connessioni e i pezzi mancanti, per trovare il famoso filo rosso. Io che ero già abbastanza impegnata a impedire al mio cervellino di colarmi fuori dalle orecchie per motivi abbastanza superabili ora non riesco a connettere un solo pensiero coerente. So che sono belli, so che molti pezzi sono divertenti, so che ad analizzarmi avrei da divertirmi, cribbio, sono pur sempre una scrittrice, no?
E no.
Tempismo sbagliato ragazzi mi dispiace.
Ho il rifiuto genetico di tutto ciò che è scritto lì sopra. E con il ritorno dei brutti fantasmi sono ricominciati anche i brutti pensieri. Il bello di andare sempre più lontano da casa e che i fantasmi non vengono con te. I fantasmi sono pesanti e abitudinari, ci piacciono i loro luoghi d'origine, dove possono piazzarsi accanto a un luogo o a un'oggetto per farti ciao ciao con la manina appena passi. Non ci piacciono i viaggi. Certo è che non ti dicono di no se gli servi un richiamo del genere un vassoio d'argento.
Ottimo. Venezia si era caricata di fantasmi tutto sommato sopportabili, ora invece li ho in borsa, sommano il loro peso a quello della carta stampata e sghignazzano, perchè mi terranno sveglia anche stanotte.
C'erano già abbastanza grilli molesti a rodermi il cervello senza che ci si mettessero pure loro.
Non so se avevo già fatto un annuncio, ma lo diffondo di nuovo visto che nessuno pare aver colto il messaggio:
Cercasi cervello nuovo, o comunque poco usato, in sostituzione di quello bacato in mio attuale possesso.
Disposta a pagare qualsiasi prezzo in qualsiasi modo. Astenersi perditempo. Grazie.
Disposta a pagare qualsiasi prezzo in qualsiasi modo. Astenersi perditempo. Grazie.
In attesa osserverò passivamente tutto quel che accade in quel laboratorio. Farò gli occhi da cucciolo al primo gruppo che si incepperà al pensiero 'la prendo non la prendo' cercando di farlo capitolare e andrò avanti per inerzia.
Non so nemmeno se mi sta simpatico il professore. So solo che infila il fucking a ogni frase e che le uniche parole italiane che sa sono: ciao, accendino ed errore. Come dice altro il mio cervello si sconnette. Ehi, va bene che avevo richiesto dei relè, ora si esagera.
Porcamiseria.
Ho bisogno di un corto circuito serio io, altro che ste fesserie.
Andate in pace. Il delirio è finito. Il neurone folle se ne torna nella sua tana.
Il primo che mi dice di crescere gli fulmino l'alimentatore.
Ciao, sono Martina!!
RispondiEliminaGironzolando per splinderâ¦eccomi qui!!bel blog, ci farò un giro spesso!!!
Ti passo anke una dritta, fatti un giro su www.onemillioncontacts.com (conosci?).
Melâha consigliato un amico e aderisco anke io al mega-passaparola!!
Finalmente unâidea italiana!!
Mandi una mail con:
⢠immagine GIF
⢠il link del tuo blog o del tuo sito
⢠una frase di descrizione
e loro gratis e senza registrazione te lo mettono in vetrina x un meseâ¦io lâho fatto e ora ho lo space msn con 100 contatti al giorno!!!
Credo ke anche il tuo sito meriti attenzione⦠e PASSAPAROLAAAAA!!
Ciao!!
MaRtY
Allora siamo state in due a fare la notte in bianco o.o
RispondiEliminaeh si
RispondiElimina