Oggi Heresiae non c’è.
C’è Benni, Hevia, Ligabue, Fabi, King, Faletti, Bonelli, Bartoli e Recchioni. Hojo, Fante, Abba e Cramberries e Guccini. C’è Shakspeare, Don Chisciotte, Cyrano ed Edipo. C’è Sole, Vento, foglie mosse, traffico, autobus, biblioteche, parchi e gente.
Lei si muove in mezzo a storie e note e rumori, paesaggi, palazzi, strade e marciapiedi. Si muove, ascolta, ma è in un suo mondo. A occhi aperti, a occhi chiusi, se lo rigira nel palato perché di sentirne il gusto non ne ha mai abbastanza. Si muove, cammina, cede il passo, tiene aperte le porte, sorride. Però lei non c’è.
Al suo posto c’è un animaletto spaventato e trasognato, stupito di trovarsi lì dov’è e si guarda intorno di continuo. Un animaletto vestito di una vecchia maglietta indistruttibile e un paio di pantaloni che gli par di non avere indosso, riccio come non è mai stato e le mani che sanno di un profumo che non sa dove ha tirato su. Parla piano alla gente e si muove lentamente e con cautela; entra timoroso e di soppiatto nell’ascensore perché non sa ancora chi si troverà davanti quando si guarderà allo specchio, se si riconoscerà o spaventerà.
Costruzioni, decostruzioni, demolizioni, edificazioni; seminamenti, dissodamenti, innaffiamenti, straripamenti. Esplosioni, implosioni, sfilacciamenti, arrotolamenti, rivoluzioni, riappacificazioni, urlanti, sussurranti, vaneggianti, razionalizzanti.
Oggi Heresiae non c’è.
C’è un ‘Lavori in corso’ che malamente copre un ‘Torno domani, se mi va’ messo ieri pomeriggio.
Heresiae è in vacanza. Forse non c’è mai stata.
Chi guida questo treno?
Nessuno.
E allora?
Tocca a te. Io ho messo giù il Re non vedi? Pesca una carta.
C’è Benni, Hevia, Ligabue, Fabi, King, Faletti, Bonelli, Bartoli e Recchioni. Hojo, Fante, Abba e Cramberries e Guccini. C’è Shakspeare, Don Chisciotte, Cyrano ed Edipo. C’è Sole, Vento, foglie mosse, traffico, autobus, biblioteche, parchi e gente.
Lei si muove in mezzo a storie e note e rumori, paesaggi, palazzi, strade e marciapiedi. Si muove, ascolta, ma è in un suo mondo. A occhi aperti, a occhi chiusi, se lo rigira nel palato perché di sentirne il gusto non ne ha mai abbastanza. Si muove, cammina, cede il passo, tiene aperte le porte, sorride. Però lei non c’è.
Al suo posto c’è un animaletto spaventato e trasognato, stupito di trovarsi lì dov’è e si guarda intorno di continuo. Un animaletto vestito di una vecchia maglietta indistruttibile e un paio di pantaloni che gli par di non avere indosso, riccio come non è mai stato e le mani che sanno di un profumo che non sa dove ha tirato su. Parla piano alla gente e si muove lentamente e con cautela; entra timoroso e di soppiatto nell’ascensore perché non sa ancora chi si troverà davanti quando si guarderà allo specchio, se si riconoscerà o spaventerà.
Costruzioni, decostruzioni, demolizioni, edificazioni; seminamenti, dissodamenti, innaffiamenti, straripamenti. Esplosioni, implosioni, sfilacciamenti, arrotolamenti, rivoluzioni, riappacificazioni, urlanti, sussurranti, vaneggianti, razionalizzanti.
Oggi Heresiae non c’è.
C’è un ‘Lavori in corso’ che malamente copre un ‘Torno domani, se mi va’ messo ieri pomeriggio.
Heresiae è in vacanza. Forse non c’è mai stata.
Chi guida questo treno?
Nessuno.
E allora?
Tocca a te. Io ho messo giù il Re non vedi? Pesca una carta.
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