Lo Stomaco
E' impressionate la quantità di stress che si accumula in un unico punto del corpo, un punto delicato che assicura il tuo buon funzionamento nella vita e nella giornata.
E' impressionante anche come in certe situazioni, nonostante senti allentare notevolmente la tensione in quasi tutto il corpo in quel punto, solo in quel punto, ti rimane qualcosa di teso, latente, un groppo indefinito che non sa né di indigestione, né di fame, né di malattia. Lo si riconosce a pelle: è il Malessere; quel malessere che parte dal profondo e non è, com'è convinzione comune, il cuore ma proprio lo Stomaco. Lo Stomaco è il profondo di noi stessi, riflette il nostro umore e le nostre emozioni, si chiude o si apre a seconda della nostra condizione psicologica, si contrae e fa strane capriole in situazioni ed eventi inaspettati o previsti. Lui è il boss. Da lui partono tutte quelle sensazioni di nausea e spossatezza che ti tormentano per tutto il giorno, fino a quando non ce la fai più e ti arrendi, ti siedi ti appoggi allo schienale della sedia riprendendo a respirare normalemente, si fotta lo stomaco, si fotta quel libro assurdo, si fotta questo esame.
Poi esci e senti il respiro regolare e il cervello più rilassato per la consapevolezza di avere davanti a te un mesetto tranquillo, ma le menbra tremano ancora leggermente e non è la sindrome post esame, è il calo vertiginoso di zuccheri e carboidrati che ha cominciato a farsi sentire nel momento in cui hai messo piede al terzo piano. Lo Stomaco è ancora lì, teso e contratto, raggomitolato in un nodo come un gatto acciambellato in mezzo a un cespuglio intricato e ti guarda malevolo, perchè non dovresti permetterti di rilassarti, lui non lo è, ed è lui che detta legge.
Lui sa, bastardo analista preveggente, che prima o poi tornerà quel dolore interno delle ossa, la pulsazione che parte dall'anulare destro, la scarica di corrente a basso voltaggio continua che partirà dalla tua mano, attraverserà il braccio, il torace, le articolazioni, farà un paio di giri nello stomaco, invaderà il basso ventre e arriverà giù in fondo alla gamba destra, per farti cedere leggermente. Ti sentirai male, avrai voglia di piangere e quel dolore che ti ha invaso il corpo continuerà fino ad arrivare al tuo cervello, fino a richiamare come una presentazione impazzita tutte le immagini che tenti disperatamente di seppellire nel fondo della tua psiche. Sa che non resisterai e il giorno stabilito la sentirai la scossa traditrice, ricominciare da quel punto particolare della mano nel momento stesso in cui lo vedrai e vorrai morire. Tu ti sarai già messa la tua solita faccia per ogni circonstanza, quella che non dovrebbe far trasparire nulla e dovrebbe far credere che tutto sommato stai bene, che è un momento in cui non ti puoi lamentare e parlerai del più e del meno come al solito. L'hai costruita con tanta fatica quella faccia, non ti potrà tradire.
Si rilasserà, giusto per farti capire che come al solito ha ragione lui, che dovresti fidarti di quel che lui ti fa sentire. Quando sarai sola poi, con i tuoi pensieri confusi e arrabattati, si contrarrà di nuovo, prepotente e arrabbiato, lo farà fino a quando non ti farà sul serio venir voglia di cacciarti due dita in gola e vomitare, il pranzo, la cena, la merenda, la bile... qualsiasi cosa ci sia, lui vorrà esplellerla e con quello tutto ciò che prova e di cui si vuole liberare. E' così che funziona, se sta male lui devi star male anche tu. Questa è la regola: è lui che detta legge.
I sentimenti non stanno nel cuore, organo indifferente e obbediente ai soli comandi del cervello, ma nello Stomaco.
Zio Murphy è più puntuale di un treno giapponese, ha scelto proprio il momento giusto, quello in cui stavo ridendo contenta di quel che mi aspettava nei giorni seguenti, un momento normale e tranquillo della mia vita poi... una frase, un discorso particolare e quello che non volevo salta fuori con prepotenza rendendomi molto prossima all'anoressia.
Sadico bastardo con la mentalità perversa di un religioso represso.
E se non fosse un'ossessione ma la semplice presa di coscienza di un qualcosa che nascondo fin dal primo giorno?
Ci sarebbe da piangere.
E' impressionate la quantità di stress che si accumula in un unico punto del corpo, un punto delicato che assicura il tuo buon funzionamento nella vita e nella giornata.
E' impressionante anche come in certe situazioni, nonostante senti allentare notevolmente la tensione in quasi tutto il corpo in quel punto, solo in quel punto, ti rimane qualcosa di teso, latente, un groppo indefinito che non sa né di indigestione, né di fame, né di malattia. Lo si riconosce a pelle: è il Malessere; quel malessere che parte dal profondo e non è, com'è convinzione comune, il cuore ma proprio lo Stomaco. Lo Stomaco è il profondo di noi stessi, riflette il nostro umore e le nostre emozioni, si chiude o si apre a seconda della nostra condizione psicologica, si contrae e fa strane capriole in situazioni ed eventi inaspettati o previsti. Lui è il boss. Da lui partono tutte quelle sensazioni di nausea e spossatezza che ti tormentano per tutto il giorno, fino a quando non ce la fai più e ti arrendi, ti siedi ti appoggi allo schienale della sedia riprendendo a respirare normalemente, si fotta lo stomaco, si fotta quel libro assurdo, si fotta questo esame.
Poi esci e senti il respiro regolare e il cervello più rilassato per la consapevolezza di avere davanti a te un mesetto tranquillo, ma le menbra tremano ancora leggermente e non è la sindrome post esame, è il calo vertiginoso di zuccheri e carboidrati che ha cominciato a farsi sentire nel momento in cui hai messo piede al terzo piano. Lo Stomaco è ancora lì, teso e contratto, raggomitolato in un nodo come un gatto acciambellato in mezzo a un cespuglio intricato e ti guarda malevolo, perchè non dovresti permetterti di rilassarti, lui non lo è, ed è lui che detta legge.
Lui sa, bastardo analista preveggente, che prima o poi tornerà quel dolore interno delle ossa, la pulsazione che parte dall'anulare destro, la scarica di corrente a basso voltaggio continua che partirà dalla tua mano, attraverserà il braccio, il torace, le articolazioni, farà un paio di giri nello stomaco, invaderà il basso ventre e arriverà giù in fondo alla gamba destra, per farti cedere leggermente. Ti sentirai male, avrai voglia di piangere e quel dolore che ti ha invaso il corpo continuerà fino ad arrivare al tuo cervello, fino a richiamare come una presentazione impazzita tutte le immagini che tenti disperatamente di seppellire nel fondo della tua psiche. Sa che non resisterai e il giorno stabilito la sentirai la scossa traditrice, ricominciare da quel punto particolare della mano nel momento stesso in cui lo vedrai e vorrai morire. Tu ti sarai già messa la tua solita faccia per ogni circonstanza, quella che non dovrebbe far trasparire nulla e dovrebbe far credere che tutto sommato stai bene, che è un momento in cui non ti puoi lamentare e parlerai del più e del meno come al solito. L'hai costruita con tanta fatica quella faccia, non ti potrà tradire.
Si rilasserà, giusto per farti capire che come al solito ha ragione lui, che dovresti fidarti di quel che lui ti fa sentire. Quando sarai sola poi, con i tuoi pensieri confusi e arrabattati, si contrarrà di nuovo, prepotente e arrabbiato, lo farà fino a quando non ti farà sul serio venir voglia di cacciarti due dita in gola e vomitare, il pranzo, la cena, la merenda, la bile... qualsiasi cosa ci sia, lui vorrà esplellerla e con quello tutto ciò che prova e di cui si vuole liberare. E' così che funziona, se sta male lui devi star male anche tu. Questa è la regola: è lui che detta legge.
I sentimenti non stanno nel cuore, organo indifferente e obbediente ai soli comandi del cervello, ma nello Stomaco.
Zio Murphy è più puntuale di un treno giapponese, ha scelto proprio il momento giusto, quello in cui stavo ridendo contenta di quel che mi aspettava nei giorni seguenti, un momento normale e tranquillo della mia vita poi... una frase, un discorso particolare e quello che non volevo salta fuori con prepotenza rendendomi molto prossima all'anoressia.
Sadico bastardo con la mentalità perversa di un religioso represso.
E se non fosse un'ossessione ma la semplice presa di coscienza di un qualcosa che nascondo fin dal primo giorno?
Ci sarebbe da piangere.
Lo stomaco colpisce in momenti meno aspettati...io appena mi stresso lo sento li'...per fortuna qui hanno una pillolina per tutto;)
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