Ossessione
Ho un'ossessione che mi frulla nella testa. E' una fantasia malata che occupa i miei neuroni e mi impedisce la concentrazione. Inizia di prepotenza coinvolgendomi nel mondo parallelo che crea, mettendo in campo persone e luoghi, veri e inventati, conosciuti e immaginati. E' una fantasia che ritorna in loop, a volte rivive pezzi che le sono riusciti particolarmente bene, a volte decide di rifare tutto da capo, ma il soggetto è sempre lo stesso: cambia la scenografia, i costumi, il direttore di fotografia, ma gli attori e il regista sono sempre gli stessi.
La perversione di un regista in delirio.
Continua incessantemente, non gli basta ancora, vuole essere mandata avanti, riviversi, rivoluzionarsi, trovare nuove varianti, cambiare quello che non le piace o vedere se c'è qualcosa che le piace di più.
E così rimango con lo sguardo fisso nel vuoto per ore, seduta sulla mia poltroncina studio mentre un film irreale e virtuale mi passa davanti agli occhi dandomi sensazioni più forti di un film vero. E il tempo corre via veloce...
Le odio queste ossessioni, impediscono la scritura, lo studio, la vita stessa. Il mese scorso ho rimuginato una fantasia finchè non si è esaurita, stanca del suo continuo riversi, poi finalmente è arrivato il vuoto e ho scritto una storia.
Era una fantasia più virtuale, non coinvolgeva direttamente persone che conoscevo, adesso invece è in atto un'ossessione vera e propria, di quelle che ti chiudono lo stomaco e ti fanno alzare al mattino con la testa leggera e la sensazione di non aver dormito affatto, che ti fanno venire la fame nervosa e il languore che parte dalle ossa. Il brutto di quest'ossessione è che so che non ha un fondamento se non la solitudine, e se solo provassi a verificare un'eventuale veridicità andrei a sbattere contro un muro di cemento armato, rovinando un rapporto che non voglio assolutamente perdere.
Se in bagno avessi una piccola macchina per il lavaggio del cervello laverei via con acqua e sapone tutti questi pensieri malati, così, per riuscire di nuovo a guardare in faccia l'oggetto delle mie ossessioni senza far trasparire i pensieri che ho avuto su di lui.
Ho un'ossessione che mi frulla nella testa. E' una fantasia malata che occupa i miei neuroni e mi impedisce la concentrazione. Inizia di prepotenza coinvolgendomi nel mondo parallelo che crea, mettendo in campo persone e luoghi, veri e inventati, conosciuti e immaginati. E' una fantasia che ritorna in loop, a volte rivive pezzi che le sono riusciti particolarmente bene, a volte decide di rifare tutto da capo, ma il soggetto è sempre lo stesso: cambia la scenografia, i costumi, il direttore di fotografia, ma gli attori e il regista sono sempre gli stessi.
La perversione di un regista in delirio.
Continua incessantemente, non gli basta ancora, vuole essere mandata avanti, riviversi, rivoluzionarsi, trovare nuove varianti, cambiare quello che non le piace o vedere se c'è qualcosa che le piace di più.
E così rimango con lo sguardo fisso nel vuoto per ore, seduta sulla mia poltroncina studio mentre un film irreale e virtuale mi passa davanti agli occhi dandomi sensazioni più forti di un film vero. E il tempo corre via veloce...
Le odio queste ossessioni, impediscono la scritura, lo studio, la vita stessa. Il mese scorso ho rimuginato una fantasia finchè non si è esaurita, stanca del suo continuo riversi, poi finalmente è arrivato il vuoto e ho scritto una storia.
Era una fantasia più virtuale, non coinvolgeva direttamente persone che conoscevo, adesso invece è in atto un'ossessione vera e propria, di quelle che ti chiudono lo stomaco e ti fanno alzare al mattino con la testa leggera e la sensazione di non aver dormito affatto, che ti fanno venire la fame nervosa e il languore che parte dalle ossa. Il brutto di quest'ossessione è che so che non ha un fondamento se non la solitudine, e se solo provassi a verificare un'eventuale veridicità andrei a sbattere contro un muro di cemento armato, rovinando un rapporto che non voglio assolutamente perdere.
Se in bagno avessi una piccola macchina per il lavaggio del cervello laverei via con acqua e sapone tutti questi pensieri malati, così, per riuscire di nuovo a guardare in faccia l'oggetto delle mie ossessioni senza far trasparire i pensieri che ho avuto su di lui.
I pensieri malati non vanno bene...ma non lavare mai via nulla del tuo cervello io da parte mia ti considero un genietto!!!
RispondiEliminaIn questo momento mi sento davvero molto poco genio, come diavolo si fa a non capire l'articolazione figura sfondo? o.o
RispondiEliminaT-T