domenica 7 agosto 2005

Feb 7 2005, 01:23 AM
Carnevale


Comincio questo Blog con una pagina molto amara e carica di ricordi.

Oggi ho partecipato alla sfilata di carnevale con il civico corpo musicale della mia città, di cui faccio parte da... sette anni esatti, entrai in banda ufficialmente proprio a carnevale. Il carnevale ha sempre avuto un significato molto particolare per me: fin da bambina aspettavo con ansia i giorni in cui avrei potuto vestirmi con vestiti diversi dal solito, astrarmi completamente da me stessa ed essere qualcun altra e, ovviamente, scegliere il vestito che avrei fatto fare a mia madre. Ho la fortuna di avere una madre figlia di una sarta e che ha frequentato le scuole esclusivamente dalle suore e quindi cuce dei vestiti fantastici ed ha anche molta pazienza, quindi il carnevale per me era doppiamente bello, perchè i miei vestiti non erano mai uguali a quelli degli altri, ma originali e scelti in tutto e per tutto da me. Ricordo che giravamo tutta la città io e lei a scegliere le stoffe che volevo e poi tenevo su quel vestito per giorni interi anche in casa, fino a quando il carnevale non finiva del tutto.
Ma la vera festa era in strada: ricordo folle di gente, che si assiepavano ai lati della strada dove sfilavano carri grandissimi di cartapesta, moventi o semoventi, di cartoni animati o satirici, che io non capivo, e maschere di ogni tipo; gruppi folcoristici che si scatenavano in danze gioiose, bande di tutte le valli e di oltre confine che davano il meglio del loro spettacolo, nevicate di coriandoli e caramelle e la fine di tutto, nella vecchia piazza della città, con il discorso del Togn e della Cia, le maschere locali. Ricordo la fila per compra la polenta e scirjui (salmini) e le frittelle di mele, la fatica per riuscire a fare anche solo un passo in più in mezzo alla folla di gente, le corse con gli altri bambini... Questo era il mio carnevale, e quando mi sono ritrovata a farne parte integralmente, come spettacolo e non spettatore, l'emozione è stata forte: tutta l'Ossola stava ai lati della strada in cui marciavo assieme agli altri e applaudiva quando passavamo, mentre i funzionari del carnevale trattenevano la gente dove non c'erano le transenne.

Tutto questo c'era fino a due anni fa, dopo di che mi sono persa il penultimo carnevale a causa degli esami. Ero ansiosa di partecipare a questo, non solo perchè avevamo deciso di vestirci da uno dei miei temi preferiti, gli indiani e i cowboy, ma anche perchè il carnevale della mia città mi è sempre piaciuto, anche se forse per chi viene da fuori non è niente di speciale, ma io trovavo fantastico che i carri di tutte le valli circostanti si sarebbero riuniti nella nostra piccola città, che da 15.000 sarebbe passata improvvisamente a 20-25.000 persone per la strada.

E invece ho provato un'enorme delusione. Dopo l'inizio festoso alla sede della banda, dove i miei compagni avevano dato prova come al solito di molta fantasia e roiginalità, siamo arrivati nel piazzale della stazione dove di solito si prepara il corteo. Non ho fatto molto caso al fattoche le strade erano parecchio sgombre, credevo mancasse ancor aun po' alla sfilata e quando ho visto il piazzale che non era riempito nemmeno della metà dai partecipanti al corteo, l'unica cosa che ho pensato è stata "Ma dove diavolo sono i carri, si comincia tra poco. Sta a vedere che come al solito ci hanno dato l'orario sbagliato".
E invece no.
I corteo si è scoperto essere formato dalla banda di Crevoladossola (città confinante con Domodossola), da quella di Simplondorf, dal gruppo folcloristico di Domo, da un carro dei bambini delle scuole materne e da altri tre piccoli carri molto poco orignali e ben miseri, che non raggiungevano nemmeno la metà delle dimensioni dei carri che sfilavano abitualmente per la città. Noi siamo stati messi in fondo a chiudere il corteo.
Abbiamo fatto solo il giro principale della città invece dei soliti tre; ci siamo fermati un'infinità di volte, probabilmente per far credere che il corteo fosse più lungo e riuscire a tirare una certa ora; la gente era pochissima e solo i i bambini erano mascherati (se si eccettua una mia amica che si era vestita da diavolessa) ed erano lasciati completamente allo sbaraglio. Mancavano le transenne e non c'era nemmeno un funzionario a controllare che la gente non passasse in mezzo al corteo: infatti la banda ha fatto fatica a ottenere il suo spazio, che veniva invaso dagli spettatori e ci spingevano l'unocontro l'altro; a un certo punto non si capiva più qual'era il corteo e quali il pubblico.
Ma il peggio è venuto in piazza.
E' tradizione che il Togn e la Cia ricevano le chiavi della città all'apertura del carnevale, nel momento del loro matrimonio, e che poi facciano il giro dei locali cittadini e delle istituzioni e chiudano poi, con il discorso del Togn in dialetto (sempre incomprensibile visto che mai nella storia del carnevale il Togn di turno sapesse il dialetto) che chiudeva il carnevale.
A parte il fatto che il Togn e la Cia di quest'anno sembravano aver divorziato ancor prima di sposarsi (non stavano mai insieme) il discorso era più incomprensibile degli altri anni, da tanto il Togn era "tazzato". Sono bastati due minuti del suo discorso e la piazza (nella quale mancava addirittura il carro cittadino! un castello con un cannone sparacoriandoli) si è svuotata immediatamente... non che prima fosse così piena. Infatti non abbaimo terminato il servizio come gli altri anni, cioè suonando una marcia per banda, ma ce ne siamo andati prima che il discorso del Togn finisse.

Insomma, una delusione infinita. Davanti a me ho visto passare tutti i ricordi che avevo del carnevale e ho notato che alla gente questa festa non interessava più. I bambini erano vestiti giusto perchè dovevano esserlo (il massimo del costume era una maschera di Spiderman o una mantella con il cappello di zorro, o un vestito color pastelo con del tulle arrabattato alla meno peggio... e questo per i bambini, la mia amica era in effeti l'unica adulta mascherata del pubblico). Gli unici che si sono approfittati del'occasione sono stati gli adolescenti ovviamente, che hanno intavolato le tradizionali battaglia con le bombolette di schiuma e hanno imbrattato tutto l'imbrattabile.
Eppure non capisco. Il carnevale è la festa della sovversione, l'unica festa che nemmeno il regime cattolico era riuscito a cancellare, la festa in cui si può lasciare se stessi a casa e diventare chi si vuole, la festa dove tutto è permesso, perchè a carnevale, ogni scherzo vale.
Spero proprio che la decadenza a cui ho assistito sia solo uno scherzo, e che il nuovo presidente del comitato carbevalesco si sia reso conto dell'enorme str#@°*a che ha fatto, perchè un buco di 100 abitanti lo organizzava meglio.

Spero solo che tutto questo non dipenda dall'influenza americana e in particolare dal loro Halloween, che sembra essere penetrato sul serio nei cuori italiani, che a quanto pare non si rendono conto che quella festa è niente in confronto al nostro carnevale. Sarà anche divertente indossare un costume per una sera e andare a chiedere dolcetto e scherzetto, ma lo volete sul serio confrontare con una festa che dura molti giorni in più, che ha una tradizione più che secolare ed è sicuramente più divertente e folle già per definizione? Questa è o non è la festa dei folli?!? E dove diavolo erano i folli? Chiusi in casa a smaltire la follia davanti alla tv?
E nessuno mi può tirare in ballo la storia che mancano i soldi per farsi i costumi: i mie compagni di comprato avevano giusto le piume, le pistole e i cappelli in cartone (che in tutto non avranno fatto più di 5 euro) e tutto il resto lo aveno racimolato da soffitte e parenti. Le maschere più belle che io ho sempre visto in giro erano quelle che ci si faceva con poco.

Giuro che se quest'autunno inaugurano la festa di Halloween nella mia città la boicotto (non sto scherzando, preparatevi a sentirvi chiedere aiuto logistico e tecnico).

Tirando le somme della giornata: poche persone, pochi coriandoli, tantissima schiuma, pubblico indiscipilato e irrispettoso, carri pietosi, umiliazione davanti alla banda del Simplondorf (se non si è capito, sono svizzeri e vengono da oltre confine, per cosa poi? Mi sa che non torneranno più), Togn e Cia da denunciare per vandalismo contro il carnevale= zero divertimento, dimostrazione dell'inettitudine del nuovo comitato carnevalesco (nonchè dell'amministrazione comunale che aveva licenziato il vecchio solo per questioni politiche) e una grossa delusione da parte della bambina che è in me, che aspettava giusto oggi per uscire almeno un pomeriggio e svagarsi, dando modo alla ragazza cresciuta di riposarsi un po'.

Se sono questi i carnevali che mi aspettato d'ora in poi, credo che smetterò di andarci.

Scusate la lunghezza.

C

1 commento:

  1. maremma quanto scrivi.... lo leggero' con calma ciao comunque..

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