Jun 6 2005, 11:55 PM |
Edipo, la sfinge e un cric...
... Ovvero Murphy è sempre con noi.
... Ovvero Murphy è sempre con noi.
Edipo se ne va tutto tranquillo sulla statale 23 con una vecchia utilitaria in direzione Tebe, quando all'improvviso sbuca da un incrocio un vecchiardo su un autocarro che occupa entrambe le carreggiate, costringendo entrambi a fermarsi.
Il vecchiardo alla guida dell’autocarro si sporge dal finestrino e apostrofa malamente Edipo, scuotendo il pugno in sua direzione dicendogli di farsi da parte. Non contento dello sproloquio gli da una 'spintarella' al paraurti, sfasciandoglielo di netto. Allora Edipo, che è una persona estremamente gentile e conoscitore delle buone norme della comunicazione, prende il cric, scende dalla macchina e con un abile blazo lo da in testa al vecchiardo, seccandolo sul colpo. Edipo sale sull’autocarro e scostando il cadavere del vecchio sul sedile del passeggero, parcheggia il mezzo nel campo li accanto e risale sulla sua auto, fischiettando allegramente.
Arrivato in quei di Tebe comincia a vagare per la città in cerca di lavoro ma soprattutto di fortuna. Mentre stazione in un bar in attesa della seconda, viene a sapere dalle chiacchiere degli avventori dell'esistenza di un famoso gioco televisivo a premi: chi indovina l'enigma vince mille gettoni in oro e diventa eroe della città per un anno.
Edipo, che un ragazzo molto vanesio e pure al verde, decide che è ora di indicare alla fortuna la strada giusta, chiede un paio di informazioni e corre ad iscriversi agli studi televisi.
Il gioco è presentato dalla Sfinge, popolare conduttrice televisiva del Peloponneso, famosa per le movenze molto sensuali e conosciuta anche come la Fiera: con lei partecipanti e ospiti sono al sicuro quanto un pesciolino rosso tra le fauci di un barracuda.
Il gioco comincia, in una girandola spettacolare di luci e suoni di cui la Sfinge è regina. I concorrenti vengono eliminati uno dopo l’altro, nel vero senso della parola, ma Edipo non si lascia scoraggiare, sa che ce la farà. È uno degli ultimi a partecipare e quando sale sul palco salutato dagli applausi degli spettatori che attendono nuovo sangue, la belva nota la sua prestanza fisica e comincia a concentrarsi dal gioco per indirizzare i suoi pensieri verso altri meno consoni. Imbambolata dalle doti del giovanotto, la Sfinge gli pone il quesito con una leggera bavetta alla bocca, sporgendosi per mostrargli le sue grazie; Edipo, apparentemente interessato alla scollatura, sbircia la risposta sulla cartelletta della conduttrice e vince.
Diventato il nuovo eroe cittadino (e sfuggito alle attenzioni della bellona), Edipo vaga per la città godendosi la meritata fama, quando viene riconosciuto per strada da una donna molto avvenente, Giocasta, che lo invita a bere qualcosa nel suo ristorante, La Reggia, il locale più esclusivo della città.
Per i due è un colpo di fulmine a prima vista e dopo un’infuocata relazione di tre mesi si sposano, diventando la coppia più In della città.
Ma tra gli onori si fanno strada anche gli oneri: Edipo infatti deve infatti collaborare alle indagini per la morte del precedente marito della moglie, e cercare di arginare le escalation degli scagnozzi del suo predecessore. Laio infatti era il boss della mafia locale e tutti i membri si stavano dando un gran da fare tra inchieste e interrogatori con metodi da SS; amavano molto il loro precedente capo e tra i sentimenti di vendetta e la sete di sangue repressa non vedevano l’ora di mettere le mani sul suo assassino e divertirsi un bel po’. Purtroppo per gli abitanti di Tebe i gorilla sembravano più intenzionati a menare le mani che condurre interrogatori e al momento l’ospedale e l’obitorio non avevano più posti liberi, neppure l’Uomo Ragno si sognava di uscire di casa finché quei bestioni erano in giro a cercare soddisfazione.
Il problema è che il medico legale della città si stava godendo la meritata pensione alle Barbados e non c'era nessuno in grado di stabilire con precisione il motivo della morte di Laio, stanziato in una cella frigorifera dalla scoperta del corpo, avvenuta un mese dopo la sua morte. Un giorno però arriva finalmente da Pito il medico sostituto, che armato di antiemetici e a digiuno da tre giorni, esamina il cadavere e stabilisce la morte per colpo contundente da cric.
Edipo allora comincia finalmente a fare due più due, ma essendosi affezionato al ruolo di potere che occupava pensa di far sparire le prove e deviare le indagini, per rimanersene tranquillo dov'è. Purtroppo la Fortuna ha il suo antagonista per eccellenza, Murphy, che sul più bello decide di mettersi in mezzo e divertirsi un po’.
La sera dei risultati dell'autopsia, un paio di scagnozzi di Laio vanno a farsi un paio di birre in memoria del loro capo nelle prima bettola di periferia che trovano; nel pub staziona da un paio di giorni un tipo appena arrivato lì con il suo camper, un commerciante di oggettistica a forma di pecora, che ripete a chiunque lo ascolti, di come sto tizio ha fatto fuori un camionista con un solo colpo di cric, mentre lui è nelle frasche a farsi la moretta tirata su all'angolo della statale.
I due fanno due più due nella velocità loro consentita dai pochi neuroni brilli e molto gentilmente chiedono al piazzista di seguirli dalla vedova. Corrotto con un paio di birre e quattro cazzotti, l’ubriacone li segue fino alla Reggia, dove si fa andare di traverso mezza bottiglia quando vede Edipo a fianco della Regina e lo indica spargendo birra ovunque.
"E' lui! E' lui! Lo riconoscerei anche da sobrio!"
Edipo, capita la pericolosità della situazione, cerca di fuggire dalla porta sul retro ignorando di bella posta lo svenimento della consorte per aver visto il suo tappeto persiano insozzato in quel modo; la donna però ha doti di ripresa quasi divine e si sveglia quasi immediatamente, condannando a morte l’insozzatore e offrendo una lauta ricompensa a chi le avrebbe portato gli attributi del consorte.
Edipo però non ha nessuna intenzione di perdere i suoi gioielli di famiglia e saltato sulla prima fuoriserie del garage, ingrana la prima e parte, investendo un giardiniere, due cani e una vecchietta con le sporte della spesa. In meno di trenta secondi tutte le guardie di stanza alla Reggia e quelle in pattuglia si misero al suo inseguimento: l’obitorio e l’ospedale sequestrarono scuole e uffici per aprire nuove sedi.
Fu un inseguimento spettacolare: da tebe a Corinto in dieci minuti netti, lui davanti e altri quaranta dietro. Arrivato al casello d'ingresso della città però, viene bloccato da una sbarra di acciaio temperato che non avrebbe lasciato passare neanche un carro armato. Una vocina leziosa si fa sentire attraverso un altoparlante, apparentemente indifferente della situazione disperata in cui si trova l’eroe:
'La tariffa di ingresso è di 5 euro. Inserisca i soldi nell'apposita fessura'
Purtroppo però Edipo ha solo pezzi da cento e quello sportello non accetta la carta di credito. Cerca di fare retromarcia il più in fretta possibile per andare al casello giusto, ma viene bloccato da venti auto nere che lo circondano: da ciascuna macchina escono quattro uomini vestiti di nero e con occhiali da sole, grossi come armadi, che con una velocità degna di un maestro di kung-fu, placcano la sua auto, la aprono come una scatoletta di sardine e lo bloccano, eseguendo la terribile condanna.
Ecco come Edipo si ritrovò senza soldi, senza auto, senza moglie e senza niente da poter offrire a una donna in cambio di vitto e alloggio dall’oggi al domani.
Così mal messo risolse in un impiego da marchettaro. In breve diventa una celebrità anche in quel campo: ora lo si può trovare sulle pagine gialle, riceve solo su appuntamento e con abbigliamento a richiesta. Con un sovrappiù si può ascoltare anche la storia di come raggirò la ex-teleconduttrice più temuta dai concorrenti del Peloponneso.
Il vecchiardo alla guida dell’autocarro si sporge dal finestrino e apostrofa malamente Edipo, scuotendo il pugno in sua direzione dicendogli di farsi da parte. Non contento dello sproloquio gli da una 'spintarella' al paraurti, sfasciandoglielo di netto. Allora Edipo, che è una persona estremamente gentile e conoscitore delle buone norme della comunicazione, prende il cric, scende dalla macchina e con un abile blazo lo da in testa al vecchiardo, seccandolo sul colpo. Edipo sale sull’autocarro e scostando il cadavere del vecchio sul sedile del passeggero, parcheggia il mezzo nel campo li accanto e risale sulla sua auto, fischiettando allegramente.
Arrivato in quei di Tebe comincia a vagare per la città in cerca di lavoro ma soprattutto di fortuna. Mentre stazione in un bar in attesa della seconda, viene a sapere dalle chiacchiere degli avventori dell'esistenza di un famoso gioco televisivo a premi: chi indovina l'enigma vince mille gettoni in oro e diventa eroe della città per un anno.
Edipo, che un ragazzo molto vanesio e pure al verde, decide che è ora di indicare alla fortuna la strada giusta, chiede un paio di informazioni e corre ad iscriversi agli studi televisi.
Il gioco è presentato dalla Sfinge, popolare conduttrice televisiva del Peloponneso, famosa per le movenze molto sensuali e conosciuta anche come la Fiera: con lei partecipanti e ospiti sono al sicuro quanto un pesciolino rosso tra le fauci di un barracuda.
Il gioco comincia, in una girandola spettacolare di luci e suoni di cui la Sfinge è regina. I concorrenti vengono eliminati uno dopo l’altro, nel vero senso della parola, ma Edipo non si lascia scoraggiare, sa che ce la farà. È uno degli ultimi a partecipare e quando sale sul palco salutato dagli applausi degli spettatori che attendono nuovo sangue, la belva nota la sua prestanza fisica e comincia a concentrarsi dal gioco per indirizzare i suoi pensieri verso altri meno consoni. Imbambolata dalle doti del giovanotto, la Sfinge gli pone il quesito con una leggera bavetta alla bocca, sporgendosi per mostrargli le sue grazie; Edipo, apparentemente interessato alla scollatura, sbircia la risposta sulla cartelletta della conduttrice e vince.
Diventato il nuovo eroe cittadino (e sfuggito alle attenzioni della bellona), Edipo vaga per la città godendosi la meritata fama, quando viene riconosciuto per strada da una donna molto avvenente, Giocasta, che lo invita a bere qualcosa nel suo ristorante, La Reggia, il locale più esclusivo della città.
Per i due è un colpo di fulmine a prima vista e dopo un’infuocata relazione di tre mesi si sposano, diventando la coppia più In della città.
Ma tra gli onori si fanno strada anche gli oneri: Edipo infatti deve infatti collaborare alle indagini per la morte del precedente marito della moglie, e cercare di arginare le escalation degli scagnozzi del suo predecessore. Laio infatti era il boss della mafia locale e tutti i membri si stavano dando un gran da fare tra inchieste e interrogatori con metodi da SS; amavano molto il loro precedente capo e tra i sentimenti di vendetta e la sete di sangue repressa non vedevano l’ora di mettere le mani sul suo assassino e divertirsi un bel po’. Purtroppo per gli abitanti di Tebe i gorilla sembravano più intenzionati a menare le mani che condurre interrogatori e al momento l’ospedale e l’obitorio non avevano più posti liberi, neppure l’Uomo Ragno si sognava di uscire di casa finché quei bestioni erano in giro a cercare soddisfazione.
Il problema è che il medico legale della città si stava godendo la meritata pensione alle Barbados e non c'era nessuno in grado di stabilire con precisione il motivo della morte di Laio, stanziato in una cella frigorifera dalla scoperta del corpo, avvenuta un mese dopo la sua morte. Un giorno però arriva finalmente da Pito il medico sostituto, che armato di antiemetici e a digiuno da tre giorni, esamina il cadavere e stabilisce la morte per colpo contundente da cric.
Edipo allora comincia finalmente a fare due più due, ma essendosi affezionato al ruolo di potere che occupava pensa di far sparire le prove e deviare le indagini, per rimanersene tranquillo dov'è. Purtroppo la Fortuna ha il suo antagonista per eccellenza, Murphy, che sul più bello decide di mettersi in mezzo e divertirsi un po’.
La sera dei risultati dell'autopsia, un paio di scagnozzi di Laio vanno a farsi un paio di birre in memoria del loro capo nelle prima bettola di periferia che trovano; nel pub staziona da un paio di giorni un tipo appena arrivato lì con il suo camper, un commerciante di oggettistica a forma di pecora, che ripete a chiunque lo ascolti, di come sto tizio ha fatto fuori un camionista con un solo colpo di cric, mentre lui è nelle frasche a farsi la moretta tirata su all'angolo della statale.
I due fanno due più due nella velocità loro consentita dai pochi neuroni brilli e molto gentilmente chiedono al piazzista di seguirli dalla vedova. Corrotto con un paio di birre e quattro cazzotti, l’ubriacone li segue fino alla Reggia, dove si fa andare di traverso mezza bottiglia quando vede Edipo a fianco della Regina e lo indica spargendo birra ovunque.
"E' lui! E' lui! Lo riconoscerei anche da sobrio!"
Edipo, capita la pericolosità della situazione, cerca di fuggire dalla porta sul retro ignorando di bella posta lo svenimento della consorte per aver visto il suo tappeto persiano insozzato in quel modo; la donna però ha doti di ripresa quasi divine e si sveglia quasi immediatamente, condannando a morte l’insozzatore e offrendo una lauta ricompensa a chi le avrebbe portato gli attributi del consorte.
Edipo però non ha nessuna intenzione di perdere i suoi gioielli di famiglia e saltato sulla prima fuoriserie del garage, ingrana la prima e parte, investendo un giardiniere, due cani e una vecchietta con le sporte della spesa. In meno di trenta secondi tutte le guardie di stanza alla Reggia e quelle in pattuglia si misero al suo inseguimento: l’obitorio e l’ospedale sequestrarono scuole e uffici per aprire nuove sedi.
Fu un inseguimento spettacolare: da tebe a Corinto in dieci minuti netti, lui davanti e altri quaranta dietro. Arrivato al casello d'ingresso della città però, viene bloccato da una sbarra di acciaio temperato che non avrebbe lasciato passare neanche un carro armato. Una vocina leziosa si fa sentire attraverso un altoparlante, apparentemente indifferente della situazione disperata in cui si trova l’eroe:
'La tariffa di ingresso è di 5 euro. Inserisca i soldi nell'apposita fessura'
Purtroppo però Edipo ha solo pezzi da cento e quello sportello non accetta la carta di credito. Cerca di fare retromarcia il più in fretta possibile per andare al casello giusto, ma viene bloccato da venti auto nere che lo circondano: da ciascuna macchina escono quattro uomini vestiti di nero e con occhiali da sole, grossi come armadi, che con una velocità degna di un maestro di kung-fu, placcano la sua auto, la aprono come una scatoletta di sardine e lo bloccano, eseguendo la terribile condanna.
Ecco come Edipo si ritrovò senza soldi, senza auto, senza moglie e senza niente da poter offrire a una donna in cambio di vitto e alloggio dall’oggi al domani.
Così mal messo risolse in un impiego da marchettaro. In breve diventa una celebrità anche in quel campo: ora lo si può trovare sulle pagine gialle, riceve solo su appuntamento e con abbigliamento a richiesta. Con un sovrappiù si può ascoltare anche la storia di come raggirò la ex-teleconduttrice più temuta dai concorrenti del Peloponneso.
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