giovedì 2 marzo 2006

La recensione

Ieri vado a quell'inutilissimo corso su come si deve svolgere e scrivere la tesi di laurea.
Dico inutile perchè tutto quello che fanno è ripetere per filo e per segno dispense che ci hanno già dato via mail, parlare di quanto sia importante e faticosa, assicurarci che ora c'è un gruppo di docenti specializzato per aiutarci qualsiasi dubbio noi possiamo avere e di dire ai nostri compagni quanto importanti sono questi incontri (traduzione: arrangiatevi, lasciateci in pace e venite a sentirci parlare visto che ci siamo presi il disturbo di venire).
A parte il fatto che, causa consiglio di istituto l'esimio professore di St. della Scenografia nonchè vicedirettore della specialistica di teatro non si è visto fino alle dodici e mezza (il corso iniziava alle undici), e che l'esimio professore di St. del Cinema si intrometteva ogni tre per due, solita noia. Ho firmato e me ne sono andata in camera oscura.
Io e Max abbiamo ingannato l'attesa sotto un bel sole mattutino che riscaldava il chiostro, parlando con l'assistente del primo degli esimi professori. S. Manco a farlo apposta di che? Ma di scuola e dopo laurea, di che altro si voleva parlare?
Io ho cominciato a vedere un minimo di proficuità in quella mattina quando è arrivato il professore di Letteratura italiana, le cui lezioni mi sono piaciute molto nonostante il laboratorio mi impedisse di seguirle come si deve. A un certo punto riesco a farmi coraggio e a chiedergli se per caso ha letto il testo che gli avevamo portato all'esame. Gli dico il titolo, i personaggi, la trama a grandi linee e lui dice che se la ricorda. Bene...

H:
Che ne pensa? Come l'ha trovata?
DdG: Ah sapete, il mese scorso sono venuto a fare una lettura per la professoressa C. e un ragazzo mi ha chiesto se potevo scrivere un testo sui suoi disegni, è un ragazzo che disegna macchine strane futuristiche [...], e comunque io gli ho detto che queste cose non le faccio.
Si ma... che centra?
H: Ok, ma io volevo solo sapere come l'ha trovata, se le è piaciuta...
DdG: Si, si, bella, ha una dimensione molto quotidiana, molto vissuta...
H: E si...

S., che era andata a vedere se riusciva a recuperare gli esimi colleghi del professore presente, torna con entrambi (è buona cacciatrice, non c'è che dire) e si mettono a parlare. Io e Max entriamo in aula e pochi secondi dopo assistiamo a una lezione del primo esimio, che verte su una cosa che per lui deve essere pura fantascienza se non un optional: l'importanza della scrittura corretta. Dopo quella me ne sono andata.

Ora:
- non voleva sbilanciarsi;
- in realtà ricordava la storia ma l'aveva proprio solo leggiucchiata e non voleva farlo capire;
- non gli è piaciuta per niente;
- era un modo molto simpatico per dirmi: ragazza, non rompermi le scatole.;
- aveva il terrore che gli chiedessi consigli o che altro, come D. e i suoi disegni.
Barrate la risposta che ritenete giusta.

Che roba, una chiede un consiglio spassionato e mica riesce ad averlo...
Manco Stormy e Doc mi hanno ancora detto che ne pensano -.-

E non me l'hanno nemmeno registrato il voto di Letteratura italiana!! L'ho fatto a Gennaio!!
Lo sapevo che doveva esserci un motivo se Italiano non mi è mai piaciuto, rompe solo le scatole e ti da poco e niente in cambio, nemmeno il voto in questo caso.
Ah ma domani al gabbiotto di vetro mi sentono... mi sono proprio stufata di fare la bambina per bene e comprensiva, R. e L. mi devono un paio di spiegazioni. E questi esami me li devono registrare entro metà maggio, o faccio un macello!!
Università del cavolo >.<

5 commenti:

  1. Io ancora non l'ho letto...


    Stormy

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  2. Secondo me l'aveva solo sleggiucchiata...infame;)


    Peggio per lui...non sa quello che si perde:)

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  3. ^x^


    E pensa che ho scoperto che non ha ancora consegnato i verbale dell'esame... quasi quasi autorizzo alla mia parte peggiore di uscire...

    XD

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